Washington ritorna al linguaggio della guerra come ai tempi dell’Iraq (2003)

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di Luciano Lago

Washington ritorna al linguaggio della guerra come ai tempi dell’Iraq (2003)

La implacabile logica della guerra è tornata ad essere prevalente nelle decisioni dei responsabili del Governo di Washington:  tra  i pronunciamenti di “ultimatum” alla Russia da parte del segretario di Stato USA ,  Rex  Tillerson,  e le invettive di Donald Trump contro Assad, definito “animale” dal Presidente statunitense, si possono facilmente riscontrare  molte similitudini tra la fase attuale ed il clima  prebellico che aveva preceduto l’inizio dell’invasione  dell’Iraq nel Marzo del 2003.   Tutto lascia intendere che gli USA sono  tornati agli stessi discorsi ed alle stesse avvertenze minacciose che precedettero la guerra anglo USA contro l’Iraq ed il bagno di sangue (1, 2 milioni di morti), di rovine e di caos che produsse quel conflitto.

La scorsa Domenica il senatore repubblicano Lindsey Graham ha richiesto l’invio di “cinquemila o seimila effettivi di truppe USA in Siria, oltre all’inasprimento delle sanzioni economiche contro la Russia” ed ha affermato inoltre che “Assad ha commesso un gravissimo errore perchè, se uno è un avversario degli USA e non sta preoccupato per quello che può fare Trump in un giorno determinato, deve essere un pazzo”.

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Europa serva degli Stati Uniti: in Siria come altrove

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Europa serva degli Stati Uniti: in Siria come altrove

Assad ha davvero bombardato, con gas venefici, i civili siriani? Non ci sono certezze. Gli americani che si dicono sicuri del fatto loro non tirano fuori la pistola fumante. Nessuna indagine internazionale ha potuto verificare le accuse di Trump, eppure i missili statunitensi sono stati ugualmente lanciati contro un Paese sovrano, nel compiacimento di tutto l’Occidente. I russi, alleati di Damasco, sono gli unici che la pensano diversamente sugli eventi ma non godono delle simpatie della Comunità Internazionale. Il loro rapporto, che parla di esplosione in un deposito di armi chimiche dei ribelli, i quali usano la popolazione come scudo umano, non è stato nemmeno preso in considerazione. Ad ogni modo, siamo uomini di mondo e comprendiamo che certi attacchi a tradimento, come quello statunitense contro la Siria, non necessitano mai di prove quanto di espedienti, più o meno credibili, per essere attuati. I prepotenti non hanno bisogno di dimostrare nulla, la forza militare di cui dispongono è la dimostrazione stessa della giustezza delle loro posizioni e della superiorità morale delle loro azioni. Tuttavia, pur afferrando la logica delle cose, non ci rassegniamo a farci prendere per i fondelli dalla stampa asservita a Washington. Di questa fa parte a pieno titolo il Corriere della Sera.

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Venerdì Santo

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Come ogni anno, i Cattolici tradizionalisti di Verona si ritroveranno stasera alle 18.30 per la VIA CRUCIS del Venerdì Santo presso l’Istituto don Calabria sulle Torricelle. Seguirà il Santo Rosario in chiesa. Oggi alle 15.00 fermiamoci tutti dalla frenesia del mondo moderno, ricordiamo l’ora della morte di Nostro Signore Gesù Cristo che ha preso su di sè i peccati del mondo e li ha espiati, con una preghiera. Consigliamo, inoltre la seguente preghiera, da recitare 33 volte per liberare 33 anime del Purgatorio (confermata dai Papi Adriano VI e Gregorio XIII):

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Armi chimiche, Assad rifiuta le accuse: “Invenzione al 100%”

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Risultati immagini per io sto con AssadSegnalazione di Raimondo Gatto

Per Damasco gli Stati Uniti in malafede. Delegazione Opac: “Campioni positivi”

di Lucio Di Marzo

Non cambia la posizione di Damasco, ribadita oggi in un’intervista alla France Press dal presidente Bashar al-Assad, che ha definito “un’invenzione al 100 per cento” l’accusa di avere utilizzato armi chimiche nell’attacco aereo su Khan Sheikhun, che ha provocato decine di vittime e convinto gli Stati Uniti a spedire 60 missili Tomahawk sulla base area di Al Shayrat.
La Siria “ha consegnato tutte le armi chimiche”, assicura Assad, che sostiene Trump – che ieri l’ha definito “un animale” – sia in malafede e abbia utilizzato il raid aereo come scusa per attaccare il suo Paese lo scorso 7 aprile. Continua a leggere

Reggio Emilia: L’altro Primo Maggio – studi e riflessioni sull’idea di Nazione

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2016-06-20_aRingraziamo dell’invito a partecipare con un nostro stand di “Christus Rex-Traditio” e con Matteo Castagna tra i relatori (tema: l’Accoglienza-business”), ad un Primo Maggio “alternativo” in quel di Reggio Emilia, nella splendida cornice dell’ Agriturismo Il Bove. “Congresso di studi e riflessioni sull’idea di Nazione”:

A cura dell’ Avv. Fabrizio Nucera Giampaolo

PRESTO SARA’ PUBBLICATA LA NUOVA LOCANDINA DELL’EVENTO, CHE E’ IN FASE DI RIFACIMENTO IN QUANTO ALCUNI RELATORI SONO STATI MODIFICATI.

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Usa sganciano in Afghanistan la più potente bomba non nucleare. Per la prima volta.

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Gli Stati Uniti hanno sganciatUsa sganciano in Afghanistan la più potente bomba non nucleare. Trump: "Un altro grande successo"o, per la prima volta, la più potente bomba non nucleare. Obiettivo: un sistema di tunnel dell’Isis in Afghanistan. I media internazionali riportano testimonianze di afgani che, in un Paese in guerra da decenni, parlano di una cosa “mai vista”, una fiammata accecante seguita da qualcosa di molto simile a un terremoto. Mentre a Washington il presidente Donald Trump esprime tutta la sua soddisfazione con i giornalisti: “Un’altra missione di successo, sono molto orgoglioso dei nostri militari”. Anche per la superbomba, aggiunge il presidente,  i militari hanno la sua “totale autorizzazione”. Alla domanda se la bomba, oltre a colpire l’Isis, rappresenti anche un avvertimento alla Corea del Nord se Pyongyang prosegue la sua corsa ad armarsi col nucleare, Trump risponde che “non fa differenza. La Corea del Nord è un problema di cui ci occuperemo”.

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Chomsky: “Stati Uniti la più grande minaccia per la pace nel mondo, non l’Iran”

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Il mondo è concorde. Non è l’Iran la più grande minaccia per la pace nel mondo, ma gli Stati Uniti. Da tempo lo sostiene Noam Chomsky, il dissidente politico di fama mondiale, linguista, autore di un centinaio di libri, professore emerito presso il Massachusetts Institute of Technology, dove ha insegnato per più di mezzo secolo. Nel corso dei primi 75 giorni dell’Amministrazione Trump, la Casa Bianca ha imboccato più passaggi per aumentare la possibilità di una guerra degli Stati Uniti con l’Iran. Trump ha incluso il Paese del Golfo in entrambi i divieti di viaggio per i Paesi musulmani. Come candidato alla presidenza, Trump ha minacciato di smantellare l’accordo nucleare con l’Iran.

pace nel mondoA settembre del 2015, in un discorso alla New School di New York, Noam Chomsky, spiegando il motivo per cui egli riteneva gli Stati Uniti la più grande minaccia alla pace nel mondo, parlava degli Usa come di “uno Stato canaglia, indifferente al diritto e alle convenzioni internazionali, con il diritto a ricorrere alla violenza a volontà”.  In questi giorni in uno show televisivo, Democracy Now, condotto dal giornalista Juan González, Chomsky ha ripreso il tema dei rapporti statunitensi con l’Iran, sulla questione: “Perché gli Stati Uniti insistono su come impostare le potenziali cause di guerra con l’Iran?”.

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“USA & imbroglia”: 120 anni di menzogne belliche a stelle e strisce

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"USA & imbroglia": 120 anni di menzogne belliche a stelle e strisce

«Diciamo grazie a Trump perché ci facilita nel compito di rendere evidente il vero volto degli Usa. Tutto ciò che noi da trent’anni diciamo a proposito della corruzione politica, economica, morale e sociale all’interno del potere americano, quest’ uomo l’ha messo a nudo nella campagna elettorale e subito dopo»
(Sayyed Alì al Khamene’i – Guida Suprema della Rivoluzione Islamica dell’Iran,  dal sermone del 7 Febbraio 2017)
Il bombardamento ordinato venerdì scorso dal presidente americano Donald Trump contro una base militare siriana ha definitivamente smascherato il vero volto della nuova amministrazione USA la quale – come le precedenti – persegue in politica estera esclusivamente i propri interessi nazionali infischiandosene sostanzialmente sia di qualsivoglia organizzazione sovranazionale sia del diritto internazionale.
L’America di Trump nel solco di quanto già progettato e avviato, magari con altri mezzi e difformi tattiche ma con l’identica visione imperialistica tipica di una nazione che si è eretta a gendarme planetario e a garante della globalizzazione economica mediante l’esportazione universale della democrazia foss’anche manu militari, dalle precedenti amministrazioni compresa quella democratica di Obama al quale, piaccia o dispiaccia, vanno comunque riconosciuti alcuni successi in politica estera (dalla riapertura delle relazioni diplomatiche con Cuba dopo sessantasei anni di embargo all’accordo siglato con la Repubblica Islamica dell’Iran riguardo al suo programma nucleare fino al sostanziale ritiro militare americano dall’Irak che, se non ha dato completa sovranità alla martoriata nazione araba, quantomeno ha permesso all’esercito iracheno affiancato dalle milizie sciite di muoversi autonomamente e riprendere il controllo di ampie fasce del paese, lanciando infine l’offensiva che si spera decisiva per la riconquista di Mossul occupata e proclamata ‘capitale’ del sedicente “Stato Islamico” del califfo nero al-Baghdadi).

I missili americani colpiscono le forze siriane che combattono Al Qaeda

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I missili americani colpiscono le forze siriane che combattono Al Qaeda

Oltre 60 missili cruise lanciati dalle forze armate americane hanno colpito una base militare siriana vicino Homs, che attualmente costituisce la prima linea tra le forze arabo-siriane e varie organizzazioni – definite dallo stesso Dipartimento di Stato Americano – terroristiche , tra cui Al Nusra e l’autoproclamato Stato Islamico.

Secondo quanto riportato, l’attacco è stato effettuato come ritorsione per un presunto “attacco con armi chimiche” vicino alla città di Idlib nel nord della Siria, attualmente la capitale di ciò che rimane delle forze di Al Qaeda in territorio siriano.

Attacchi precipitosi basati su dichiarazioni dubbie sulla presenza di armi di distruzione di massa

Gli attacchi effettuati si basano su dichiarazioni dubbie, non sostenute da prove materiali consistenti, riportate da militanti e organizzazioni finanziate dall’estero che si fingono enti umanitari. Dichiarazioni simili sono state fatte – e verificate come false – a partire dall’attacco chimico del 2013 a Ghouta.

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VERGOGNA BLASFEMA: Ultima cena in versione gay, esplode la polemica a Saleno

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Bagarre a Salerno per la locandina di un evento gay in città, il Popolo della Famiglia e Forza Italia insorgono, la difesa Arcigay: “Solo strumentalizzazioni”.

Ultima cena in versione gay, divampa la polemica a Salerno per la locandina pubblicitaria di un evento notturno.

Forza Italia e Popolo della Famiglia condannano e chiedono l’annullamento della manifestazione, gli organizzatori e Arcigay si difendono: “Provocazione, ma chi ci critica lo fa solo per visibilità”.

La locandina è apparsa nei giorni scorsi nel capoluogo campano per pubblicizzare una serata in un noto locale cittadino. Cogliendo l’assonanza con la ricorrenza religiosa del Giovedì Santo, gli organizzatori hanno intitolato l’evento “Ultima Cena” e riprodotto, in chiave gay, il capolavoro di Leonardo da Vinci. Nella scena si vedono uomini intenti a scambiarsi effusioni più o meno spinte attorno al Cristo ritratto con l’aureola e i tatuaggi.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2017/04/12/ultima-cena-in-versione-gay-esplode-la-polemica-a-salerno/1385145/

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