Trump bombarda la Siria. Sgomento nel mondo. Solo Israele esulta
Damasco, 7 apr. – 4.40 ora siriana, le 3.40 in Italia: gli Stati Uniti hanno attaccato la Siria. Il Presidente Trump, parlando in diretta tv poco dopo l’attacco, ha confermato di aver ordinato l’attacco e fatto un appello alle nazioni civili di unirsi all’America per fermare il massacro in Siria.
59 missili Tomahawk sono stati lanciati dal Mediterraneo orientale hanno colpito la base aerea di Shayrat, che si trova vicino alla città di Homs. Sono stati distrutti aerei da combattimento e installazioni dell’aviazione governativa siriana. I missili sono stati lanciati da due cacciatorpediniere della
Marina, l’USS Ross e USS Porter, e hanno colpito laddove si crede che gli aerei che hanno condotto l’attacco chimico di Khan Sheikhoun siano partiti.




“L’Oxford Dictionaries ha eletto vocabolo dell’anno “post-verità”, definito come l’aggettivo «relativo a o denotante circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti del formare l’opinione pubblica rispetto agli appelli alle emozioni e alle credenze personali». Secondo la narrativa dominante, tale inclinazione alla “post-verità” sarebbe sfruttata politicamente dalla Destra “populista”, la quale, grazie alla diffusione di false notizie (“fake news” secondo la popolare dizione inglese), sarebbe riuscita a cogliere grandi successi elettorali come la vittoria referendaria della Brexit e l’elezione alla presidenza di Donald Trump. Non a caso la formula “politica della post-verità” origina nel 2010, a opera del blogger David Roberts, come atto d’accusa contro i Repubblicani, freschi vincitori (anche allora) di consultazioni popolari. Secondo Roberts gli elettori ragionano non sulla base dei fatti, bensì del fazionalismo: perciò un elettore di Destra sarà sempre ostile a proposte provenienti dalla Sinistra. La proposta di Roberts è dunque quella che la Sinistra sia chiusa a ogni mediazione con le istanze della Destra, spingendo invece per proprie risoluzioni radicali.

