L’Alt-Right volta le spalle a Trump

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Segnalazione di Federico Prati

di Adriano Scianca

Che l’attacco americano alla Siria avvenga a poche ore dal ridimensionamento del ruolo di Steve Bannon nell’amministrazione Trump è cosa che in molti hanno notato. Per ora l’animatore di Breitbart mantiene un basso profilo, ma alcuni articoli riferiscono che non sarebbe affatto d’accordo con l’azione militare contro Assad. Bannon era ritenuto il “ponte” tra Donald Trump e il variegato mondo dell’Alt-Right, la destra anticonformista americana. Che, in queste ore, sta esprimendo tutta la sua delusione per l’involuzione neocon del presidente.

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La Cecenia e i “diritti” omosex

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“In Cecenia campi di rieducazione per gay”. Radicali, Pd e Sinistra italiana: “Mogherini e Alfano intervengano”.

Alcune ex caserme militari trasformate per “correggere uomini dall’orientamento sessuale non tradizionale o sospetto”. Il gruppo di attivisti russo basato a San Pietroburgo ‘Rete LGBT’ a fine marzo ha attivato un numero di emergenza. Il ministero degli Interni ceceno liquida come “un pesce d’aprile mal riuscito” l’inchiesta di Novaya Gazeta sulla prima ondata di fermi

Lo schema seguito dalle autorità è sempre lo stesso: viene fermata una persona, le sequestrano il telefonino dove fotografie e contatti vengono usate per perseguirne altre così come le informazioni estorte durante la detenzione. La campagna sembra aver preso il via dopo l’arresto di una persona per consumo di stupefacenti con materiale pornografico nel telefono.

Una seconda ondata di arresti è avvenuta dopo che l’ong GayRussia.ru aveva inoltrato richieste per il Gay Pride alle autorità di diverse località del Caucaso, un modo, accusano i ceceni, per costruire un caso contro Mosca alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

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Triplo gioco

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Triplo gioco

La corda più lunga che le masse bovine si sono conquistate e che i potenti hanno dovuto mollare perché impreparati a contrastare gli strattoni targati progresso economico, ha forse fatto ad esse del bene? No, perché il popolo ha usato quelle vittorie per farsi del male e perché, sovra eccitato dal successo ottenuto, è diventato ingovernabile.Le classi dominanti, ripresesi dalla sorpresa, coerentemente concludono: “Il popolo, da solo, non è capace di controllarsi; per il suo bene è meglio accorciargli il guinzaglio; e perché non si arrabbi, è meglio che usiamo l’astuzia”. Serve dunque inscenare un bel doppiogioco. Le elite economiche invitano le masse a partecipare al gioco truccato degli investimenti finanziari e delle richieste di mutui, e queste, sentendosi nobilitate da tanta considerazione, si precipitano a farsi spennare dagli organizzatori del gioco sporco, i quali, ovviamente, vanno fieri di riuscire a contenere le masse con metodi non violenti; si sentono addirittura dei filantropi.

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La follia di bombardare la Siria

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La follia di bombardare la Siria

Trump o non Trump, la follia dell’Occidente e dell’America in particolare, ha preso ancora una volta il sopravvento bombardando in Siria prima di accertare le effettive responsabilità e prima che si sia pronunciato l’Onu.

È un errore storico che si ripete ormai dai primi anni novanta. Si cominciò con l’Iraq, poi vennero le primavere arabe, infine la Siria. Con la scusa di sostenere i movimenti di liberazione democratica, abbiamo abbattuto gli unici argini al terrorismo, alla jihad e ai flussi migratori di massa, profughi inclusi. Protagonisti di questi sconsiderati attacchi l’America e alcune nazioni europee, più il sostegno di Israele.

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U.S.A.: 150mila riservisti per fare cosa?

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Visualizzazione di di Marcello Foa 

Centocinquantamila riservisti: per fare cosa? Un attacco in grande stile alla Siria? Colpire prima Damasco e poi Teheran? In Corea del Nord? Purtroppo la sciagurata svolta di Donald Trump – che si è arreso ai neoconservatori facendo propria l’agenda strategica che in campagna elettorale aveva promesso di combattere – autorizza qualunque ipotesi. Anche quella più drammatica e sconvolgente di una guerra alla Russia di Putin.

E non è un caso che Assad, il governo iraniano e il Cremlino in queste ore abbiano dichiarato che “l’attacco americano alla base siriana ha superato molte linee rosse che da adesso in avanti “risponderemo con la forza a qualunque aggressione”.

Questo significa che Putin ha perso ogni speranza di raggiungere un accordo con Washington. E che si prepara agli scenari peggiori.

Attenzione e mi angoscia molto scriverlo, ma da diversi decenni la pace nel mondo non è mai stata così a rischio.

Fonte: Corriere del Ticino Continua a leggere

Syrialeaks: come dare la colpa ad Assad

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Syrialeaks: come dare la colpa ad Assad

Un titolo netto sul Daily Mail, un quotidiano da due milioni di copie in edicola e da tre milioni di utenti online al giorno: «Piano sostenuto dagli USA per lanciare un attacco con armi chimiche contro la Siria e dare la colpa al regime di Assad».
Il titolo in questione risale al 29 gennaio 2013. L’edizione online delDaily Mail ha pubblicato un’interessante storia – a firma di Louise Boyle – in grado di gettare la giusta luce investigativa sui tragici attacchi col gas verificatisi in Siria sette mesi dopo, ad agosto 2013.
Ogni tanto, la grande stampa riporta qualche fatto importante che suona totalmente diverso dal racconto di fondo, ma quando questo avviene è un fuoco di paglia che viene subito estinto.

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BOMBE IN EGITTO: SOFISTICATA STRATEGIA

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La Bestia è assetata di sangue e ieri, in Egitto, ha fatto strage in due chiese durante la celebrazione liturgica delle Palme. Un duplice attentato di chiara matrice satanica, rivendicato dal movimento dell’Isis che a tale religione è consegnato. Già, perché anche quella satanica è una religione, con i suoi riti, le sue celebrazioni e le sue simbologie.
Una religione che ha più adepti di quanti si pensi, e in circoli importanti e influenti nel mondo, altrimenti Daesh non avrebbe attecchito in maniera così ampia e radicale. Per fare attentati come quelli che ieri hanno preso una ottantina di vite ci vuole una sofisticata preparazione, non è certo opera di quattro beduini infatuati dall’idea del Califfato.
Oltre a rilanciare la sfida satanica al mondo, le bombe di ieri, secondo una sofisticata strategia, hanno obiettivi diversificati. Anzitutto rinverdire i fasti dello scontro di civiltà, ovvero accreditare la narrazione che ha caratterizzato questi anni secondo la quale l’islam sarebbe lanciato a bomba contro il cristianesimo.
Una narrazione che attecchisce nonostante l’evidenza, nonostante il Terrore globale abbia fatto infinitamente più morti ammazzati islamici che cristiani, abbia preso di mira molte più moschee che chiese cristiane. Ma tant’è.

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Il tradimento di Trump

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Dopo l’elezione di Trump, nella galassia cosiddetta tradizionalista siamo stati tra i pochi che non hanno dimostrato entusiasmo ma una moderata soddisfazione per la sconfitta della Clinton, richiamando alla prudenza e ad attendere la prova dei fatti. Purtroppo, alla prova dei fatti, Trump non sembrerebbe affatto diverso dai predecessori… (N.d.R.)

Risultati immagini per trump guerraDonald Trump campaigns Sunrise, FloridaNegli ultimi giorni è accaduto l’ impensabile sul piano internazionale. Proviamo ad unire tutti i puntini. In un primo momento l’ambasciatrice degli Usa al Consiglio di Sicurezza, Nikki Haley, insieme al Segretario di Stato Rex Tillerson, aveva sancito la dottrina isolazionista dell’amministrazione Trump annunciando che rovesciare Bashar Al Assad non era più la “priorità”. Successivamente tutti vengono richiamati all’ ordine dalla notizia non verificata – ma diffusa dalla gran cassa mediatica – dell’utilizzo di armi chimiche da parte del governo di Damasco nelle zone occupate dai jihadisti.

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L’America mobilita 150mila riservisti. Guerra imminente?

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Sta per iniziare una vera guerra? I segnali che giungono in queste ore sono molto allarmanti. L’esercito americano sta inviando in queste ore a 150 mila riservisti delle lettere con un preavviso di mobilitazione. L’annuncio ufficiale del ministero della Difesa dovrebbe essere dato a breve, ma alcuni riservisti che hanno già ricevuto la missiva lo stanno raccontando ad amici e parenti, i quali iniziano a far circolare le notizia. Secondo queste indiscrezioni, provenienti dagli Stati Uniti, l’obiettivo del Pentagono sarebbe di poter disporre di questa forza entro un paio di settimane dall’annuncio della mobilitazione vera e propria. Il messaggio che viene lanciato in queste ore è chiaro: decisioni potrebbero essere imminenti, tenetevi pronti a partire.

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ADESSO È CERTO: L’INSANIA BELLICISTA È PROPRIO FUORI OGNI CONTROLLO!

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imageL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Dalle promesse elettorali di Donald Trump sembrava a molti che questo singolare candidato alla presidenza degli SU potesse cambiare rotta in rapporto ai precedenti propositi guerreschi da continuare con la pericolosa Killary. No, la macchina di guerra era lanciata a velocità folle, imparabile. Ora Trump la segue per conformarsi alla poltrona. Infatti, il mio articolo «OKTOBERFEST» E ABOLIZIONE DELL’UOMO, esprime un’attualissima realtà, ossia una finale alienazione dell’uomo nel culmine del progresso tecnologico, ma nel colmo dell’incoscienza nell’adoperarlo. E tutto ciò, nell’onda di un’inarrestabile morsa di gonfiature finanziarie che hanno preso la mano a tutti nella corsa all’abisso. Era ed è evidente, la tecnologia avanzata macina soldi con una voracità incontrollabile, specialmente a servizio degli armamenti.

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