Ungheria, parlamento autorizza detenzione per tutti i migranti

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Risultati immagini per Ungheria caccia gli immigratiSegnalazione di Raimondo Gatto

Pugno di ferro in Ungheria: il parlamento reintroduce la detenzione per i migranti. Durante le procedure di richiesta del visto saranno portati in campi container al confine con la Serbia. L’Onu: “Legge viola diritto internazionale”

Il parlamento ungherese a grande maggioranza ha approvato la reintroduzione della detenzione per tutti i migranti che arrivano nel Paese.

La misura, già in vigore alcuni anni fa, era stata accantonata nel 2013 dopo le insistenti pressioni dell’ Unione europea e dell’alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).

La legge sulla detenzione dei migranti è stata approvata con 138 voti a favore, 6 contrari e 22 astenuti. Ecco cosa prevede la norma: i migranti vengono
collocati in “zone di transito” alle frontiere con la Serbia e la Croazia, dove saranno detenuti in attesa dell’esame della loro domanda di asilo. Continua a leggere

Wikileaks: ‘La Cia spia attraverso telefoni e televisori’

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Risultati immagini per ciaWikileaks ha diffuso migliaia di documenti riservati della Cia su un programma di hackeraggio, attraverso un ‘arsenale’ di malware e di cyber-armi. Con tali strumenti la Cia sarebbe in grado di controllare i telefoni di aziende americane ed europee, come l’iPhone della Apple, gli Android di Google e Microsoft, e persino i televisori Samsung, utilizzandoli come microfoni segreti.

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http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/03/07/wikileaks-la-cia-spia-attraverso-telefoni-e-tv-_37582d0a-e9c5-46c9-8f73-0d35b942cce0.html Continua a leggere

Polonia ed Ungheria guidano la rivolta contro la Commissione Europea

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Leader-del-Visegrad-groupSegnalazione di Federico Prati

L’Unione Europea alle corde: Polonia ed Ungheria guidano la rivolta contro la Commissione Europea

di Luciano Lago

Mai come in questo periodo si dimostra irreversibile lo stato di crisi che affligge quella costruzione verticistica che prende il nome di Unione Europea.
E’ arrivata l’elezione di Donald Trump per mettere in chiaro che gli Stati Uniti non ripongono più fiducia in quel sistema che loro stessi a suo tempo hanno contribuito ad edificare.
Privati del sostegno USA i tecnoburocrati della UE appaiono come smarriti e perplessi di fronte ai piani occulti della nuova amministrazione USA e si aggrappano alla NATO come un prolungamento istituzionale degli organismi europei, tanto che si susseguono dichiarazioni di incrollabile fiducia nel ruolo della NATO e della coesione dei paesi dell’Unione, affogando poi i loro discorsi nella abituale retorica dei valori europei (?) e della comune difesa di fronte alle minacce che incombono……ecc, ecc….. Continua a leggere

L’ultima mossa di Putin

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Risultati immagini per l'ultima mossa di Putindi The Saker

Non seguo i media corporativi occidentali, perciò non so veramente quanta copertura mediatica abbia avuto in Occidente questo fatto, ma in Russia e in Ucraina la grande notizia è stata la decisione della Russia di riconoscere i documenti ufficiali novorussi, come i passaporti, le patenti di guida, i diplomi scolastici ed universitari, ecc.
I Russi sono stati molto dettagliati nel loro annuncio. Hanno detto che questa è una misura temporanea, dettata da considerazioni umanitarie. In questo non hanno tutti i torti.

Fino ad ora, gli abitanti delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, per ottenere i loro documenti, dovevano recarsi nell’Ucraina sotto occupazione nazista. Cosa che, considerando come gli Ucronazi trattano quelli del Donbass, era non solo inutile, ma, alle volte, anche pericolosa.

In pratica, questa è una decisione perfettamente sensata. Ma, naturalmente, ha anche una dimensione simbolica che va ben oltre. Anche la tempistica è cruciale: riconoscendo i documenti rilasciati dalla DNR e dalla LNR, i Russi hanno di fatto “semi-riconosciuto” le autorità che li rilasciano e, a questo punto, il riconoscimento di queste repubbliche è un passo veramente breve. Continua a leggere

La genesi dell’Europa cristiana spiegata dallo storico che sfatò il mito dei “secoli bui”

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carlo-magnoCome è nata l’Europa? Lo spiega magistralmente il più grande storico britannico dello scorso secolo, Christopher Dawson (1889-1970) in La genesi dell’Europa. Un’introduzione alla storia dell’unità europea dal IV all’XI secolo, saggio pubblicato ora in Italia da Lindau, con una prefazione di Alexander Murray dell’University College di Oxford. L’autore illustra come la storia non può essere spiegata come un sistema chiuso, in cui ogni stadio è il logico e inevitabile risultato di quello che è avvenuto prima. Nella storia è sempre presente un elemento misterioso e inspiegabile, dovuto non soltanto al caso o all’iniziativa del genio individuale, ma anche alla potenza creatrice di forze spirituali. La forza spirituale per la nascita del nostro continente è stato il cristianesimo e la Chiesa che l’ha diffuso e sostenuto.

Dawson richiama l’importanza fondamentale e peculiare per la nostra cultura e il nostro pensiero della civiltà greca, la vera sorgente della tradizione europea. Successivamente Roma trascinò la civiltà occidentale fuori dal suo barbarico isolamento, unendola alla società del mondo mediterraneo. Lo strumento decisivo di questa impresa fu fornito dalla personalità di Giulio Cesare, il cui genio di conquista e di organizzazione furono la suprema rappresentazione della potenza romana, ma gli artefici della nuova era europea furono sant’Agostino, che vide la vanità e la futilità del culto del potere umano, san Benedetto, creatore nei monasteri di un nucleo di pace, ordine spirituale e culturale nel mezzo dei disastri delle guerre gotiche, e san Bonifacio, il quale, nonostante il profondo scoraggiamento e la delusione per quanto accadeva, diede la propria vita per la crescita del popolo di Dio. Continua a leggere

Cpac 2017: ha parlato anche Trump

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Segnalazione dell’ On. Lorenzo Fontana, Eurodeputato

La scorsa settimana sono stato al congresso dei movimenti conservatori degli Stati Uniti (Cpac 2017VIDEO), dove ha parlato anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump!

Atteso da mesi alla convention di Washington dei Conservatori Americani (Cpac 2017), Trump ha confermato la sua presenza e venerdì 24 febbraio ha fatto il suo ingresso (VIDEO) alla Ballroom del centro congressi Gaylord, sulle rive del Potomac…

Ferme le parole del Presidente degli Stati Uniti: “Prestissimo costruiremo un muro a difesa nostri confini. Mentre parliamo negli uffici immigrazione degli Stati Uniti stanno cercando criminali, trafficanti di droga, assassini, per spedirli fuori dal Paese… continua a leggere

 

GUARDA IL SERVIZIO DI EURONEWS

 

All’amministrazione Trump ci avvicina la battaglia contro questa globalizzazione, che ha prodotto solo: immigrazione sfrenata, perdita di diritti, disoccupazione e impoverimento delle economie nazionali. Trump ha saputo vincere… continua a leggere

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“Io e i miei cinque figli, una classe in casa: così diciamo basta a compiti e pagelle”

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Segnalazione di F.F.

Erika Di Martino, pioniera dei mille homeschooler d’Italia: “Chi critica il nostro mondo non ama la libertà”

dalla nostra inviata MARIA NOVELLA DE LUCA

RONCARO ( PAVIA). Il segreto di Erika è la pazienza. “Altrimenti non avrei scelto di istruire tutti i miei figli in casa”, dice rincorrendo Viola, 15 mesi, che ridendo si arrampica dappertutto, mentre Nicholas e Benjamin risolvono education game sul computer e Thomas e Olivia si preparano ad uscire. Roncaro, Pavia, una villetta a due piani tra cascine coperte di neve, strade ordinate e silenzio. Erika Di Martino, la più famosa
homeschooler d’Italia, abita qui, insieme al marito Matteo, che fa il grafico, e alla loro tribù di cinque figli, dai 12 anni in giù, più un gatto. “Quando Matteo e io abbiamo deciso di non mandare più a scuola Thomas, il nostro primogenito, in Italia le famiglie che sceglievano l’educazione parentale erano pochissime, oggi il Miur ha censito oltre mille ragazzi che studiano a casa, ma di certo sono molti di più”.
Benvenuti in un mondo dove non ci sono né pagelle né colloqui con i prof, né debiti o bocciature. Dove il tempo è lento e la libertà assoluta.

A settembre gli homeschooler celebrano “la festa del non ritorno in classe”, poi ogni famiglia sceglie liberamente come istruire i propri figli.

Erika Di Martino, 37 anni, italo-americana, ex insegnante di inglese, autrice di due saggi sull’educazione parentale, è oggi la guida di chi in Italia s’incammina sulla strada controcorrente (e discussa) di non mandare i propri bambini a scuola. Per disincanto o delusione. Per scelta. Con Viola-Rose in braccio e un tè al gelsomino sul tavolo della cucina, Erika racconta perché dal suo punto di vista l’homeschooling è una scelta felice. Continua a leggere

IL MURO DI GIUDA E’ POLITICAMENTE CORRETTO

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di Maurizio Blondet

 

 

“Appena oltre i margini meridionali di Gerusalemme, là dove la città va quasi a fondersi con Betlemme, prosegue inarrestabile – a ridosso dell’insediamento di Ghilo – la costruzione della barriera di separazione israeliana nella valle di Cremisan. Sconfitti sul terreno – dopo anni di vertenze giudiziarie – i due istituti religiosi salesiani e le 58 famiglie palestinesi (cristiani, ndr) di Beit Jala che vantano diritti di proprietà su vigneti e uliveti della Valle”.

La sua lunghezza è di 730 km;  il tracciato è  un susseguirsi di trincee, porte elettroniche, muri. Esso rappresenterebbe, per Israele, anche un modo per annettere parte dei territori occupati palestinesi (infatti parte del tracciato si trova in territorio occupato), includendo anche la quasi totalità dei pozzi presenti.

Un’altra stranezza qui a lato:

 

Fonte: http://www.maurizioblondet.it/muro-giuda-politcamente-corretto/ Continua a leggere

Putin non scherza più. Persa la speranza in Trump

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di Maurizio Blondet

Fonte: Maurizio Blondet

Il 18  febbraio, Putin ha emanato un decreto (ukase) che riconosce la validità dei passaporti rilasciati dalle “repubbliche” di Donetsk e Lugansk, le due regioni secessioniste dell’Ucraina.  I cittadini di queste possono andare in Russia liberamente.    Un passo in più, e sarebbe da parte di Mosca il riconoscimento ufficiale delle due repubbliche.  E  Putin  lo ha fatto  in coincidenza col vertice  internazionale della sicurezza di Monaco, con presenti  Poroshenko (che l’ha saputo lì), Merkel, generali  americani e politici della nuova amministrazione Trump.  Per dare più rilievo al messaggio.

E’ la risposta al traccheggiare ambiguo di Berlino, UE e  Washington sulla questione ucraina; alle lezioncine su “Mosca rispetti Minsk”  di Merkel  e Stoltenberg, o a “Mosca restituisca la Crimea” di Trump e dei suoi  tirapiedi  ministeriali e  gallonati.  Secondo il giornalista Alexander Mercouris,  l’iniziativa  è venuta dopo “una telefonata di  Putin a Merkel una settimana prima”, sul non-rispetto da parte di Kiev degli accordi di Minsk –  che prevedono  che  Donetsk e Lugansk restino sì in Ucraina, ma in una Ucraina confederale,   dove le due regioni mantengano una  vasta autonomia.  “E’  stato un messaggio a Merkel e agli europei di prendere più  sul serio  la soluzione del conflitto ucraino; dove da settimane Kiev ha scatenato un’escalation della guerra guerreggiata, e (peggio) strangola  Donetsk e Lugansk economicamente:  le sue milizie neonazi  bloccano da tre settimane i vagoni di carbone là estratto, e che  Kiev compra (nonostante il conflitto… anche questo secondo gli accordi di Minsk),  e Kiev dice di non poterci fare nulla.  Il riconoscimento dei passaporti ha dunque anche una motivazione umanitaria, consentendo ai cittadini delle due repubbliche di  rifornirsi in Russia. Ma il senso politico è:  “più Kiev ritarda una composizione negoziale del conflitto, più le due repubbliche popolari  allontanano le loro orbite da Kiev”. Continua a leggere

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