Tra terremoti e nevicate, la vera emergenza è nel “sistema”

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di Mario Bozzi Sentieri

Tra terremoti e nevicate, la vera emergenza è nel "sistema"

Fonte: Arianna editrice

Fatta la tara alle polemiche strettamente politiche, chi “vince” e chi “perde” nella gestione terremoti-neve, che ha devastato ampie zone dell’Italia Centrale ? L’ onore delle armi e delle citazioni va certamente a quanti sono e sono stati in prima linea nelle difficili operazioni di soccorso: Corpi dello Stato, associazioni di volontariato, semplici cittadini hanno offerto  esempi significativi per  spirito d’abnegazione e professionalità.  E’  l’immagine di  un’Italia “bella” quella che si è vista accanto alle popolazioni segnate dalle calamità naturali, un’Italia della quale c’è da essere fieri, al di là di qualsiasi retorica d’occasione.

A mancare, dietro quegli uomini e donne, è però la capacità di programmazione e d’intervento, della quale dovrebbero interessarsi le Istituzioni. Qui il nostro Paese “perde”: nella cesura tra “apparati” e competenze, strutture amministrative e prevenzione. Si dirà: ma i Corpi dello Stato utilizzati durante le diverse emergenze non sono espressione stessa della realtà istituzionale ? La vera questione è che gli interventi dettati dalle varie emergenze arrivano a coprire, quasi sempre,   le debolezze “strutturali” del sistema-Paese, la scissione tra competenze e Istituzioni. Si corre ai ripari certamente, ma quello che manca è la capacità di programmare, di prevenire, di fare in modo che le diverse competenze siano interne alle scelte istituzionali. E perciò in grado di rendere le scelte rapide, adeguate, trasparenti. Continua a leggere

La Marcia per la Vita scuote Parigi

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Segnalazione Corrispondenza Romana

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Alla vigilia della votazione in Parlamento di una legge liberticida, che proibirà qualsiasi espressione sui media contro l’aborto, definendola “délit d’entrave” (delitto di intralcio”), la tradizionale Marcia per la Vita, più affollata e vibrante degli anni precedenti, ha fatto sentire la sua voce alla Francia. Continua a leggere

Trump firma per la costruzione del muro col Messico (chiedendo che le spese se le accolli il Messico)

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4055446364_77d74a7d6d_b_yoast-keyword-660x330Segnalazione di Raimondo Gatto

«Grande giorno», Trump pronto ha firmato ieri il decreto per la costruzione del muro al confine con il Messico
Il neo-presidente ha anche dato il via libera agli oleodotti Keystone e Dakota. I progetti che minano la riserva dei Sioux erano stati annunciati in campagna elettorale, scatenando dure proteste negli Usa, coinvolgendo anche attori di Hollywood

di Raffaella Cagnazzo
Trump mostra la firma al decreto per gli oleodotti (Epa) Trump mostra la firma al decreto per gli oleodotti (Epa)

«Grande giorno domani (ieri in Italia, ndr) per la sicurezza nazionale. Tra le tante cose, costruiremo il muro!». Lo ha twittato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L’annuncio appare così confermare le anticipazioni del New York Times sulla firma di un decreto sull’immigrazione che sblocca i fondi per la costruzione della barriera al confine col Messico. Continua a leggere

Srebrenica: esce fuori la verità, il massacro fu compiuto da tagliagole bosniaci musulmani

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Bosnia1Segnalazione di Raimondo Gatto

Finalmente emerge la verità su Srebrenica: i civili non furono uccisi dai Serbi, ma dagli stessi musulmani bosniaci per ordine di Alija Izetbegovic, presidente dei musulmani bosniaci, d’accordo con Bill Clinton. Una operazione, come le bombe di mortaio sul mercato di Sarajevo, per incolpare i serbi e bombardarli. Un po’ come il gas nervino in Siria.

(Nicola Bizzi) – Dopo la confessione shock del politico bosniaco Ibran Mustafić, veterano di guerra, chi restituirà la dignità a Slobodan Milošević, ucciso in carcere, aRadovan Karadžić e al Generale Ratko Mladić, ancora oggi detenuti all’Aja?

Lo storico russo Boris Yousef,  in un suo saggio del 1994, scrisse quella che ritengo una sacrosanta verità: «Le guerre sono un po’ come il raffreddore: devono fare il loro decorso naturale. Se un ammalato di raffreddore viene attorniato da più medici che gli propinano i farmaci più disparati, spesso contrastanti fra loro, la malattia, che si sarebbe naturalmente risolta nel giro di pochi giorni, rischia di protrarsi per settimane e di indebolire il paziente, di minarlo nel fisico, e di arrecare danni talvolta permanenti e imprevedibili». Continua a leggere

Da Napoleone a Trump, l’arte antica del riposizionamento dei giornali

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A ogni cambio politico corrisponde un cambio di rotta. I giornali sono come le navi, e devono seguire, a gonfie vele o di lato, il vento che gira. Lo facevano anche quando a governare c’era lui, Bonaparte

Non basta il mea culpa: serve anche il riposizionamento. Pian piano i giornali – la grande stampa americana e, in un certo modo, anche quella degli altri Paesi – cominciano a fare i conti con la realtà: il nuovo presidente è Trump e non si può più trattarlo come prima. Per cui, con un po’ di remi e un po’ di bolina, in silenzio si cambia la rotta. Il vento soffia da un’altra parte e bisogna pur sempre intercettarlo. E così Huffington Post non è più tanto violento.

In maniera sommessa, quasi nascosta, comincia a far trapelare che no, in realtà Trump non è un razzista. Almeno in senso tecnico no:

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Usa. La marcia fucsia contro Trump? Un fiume di donne “invidiose”

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di Silvia Valerio

Ti svegli morbida e serena. Il sole splende, il clima è mite e tutto congiura a renderti iperfemminile. Apri la finestra e potresti avere un istinto materno nei confronti del piccione appollaiato sul davanzale.
Poi lo fai, l’errore. Dai giornali e dal web apprendi che nelle ultime ore, in varie città del mondo, ma soprattutto nella capitale americana Washington, sono state organizzate manifestazioni di piazza contro il neopresidente Trump. Per essere filologici, si tratta di marce. Nelle fotografie si vedono donne, ma non solo, che camminano inalberando cartelloni con scritte del tipo: Power to the pussyMy pussy my choiceBoobs not Bombs, e poi immagini inquietanti: organi sessuali femminili dentati o antropomorfizzati, per non parlare del vero simbolo della lotta, un berrettino fucsia acceso con due specie di orecchie pendenti, a rappresentare l’utero femminile. Effettivamente, già indossarli è un atto rivoluzionario.
 
Continua a leggere l’articolo di Silvia Valerio su Barbadillo.it   Continua a leggere

Trump ferma fondi per aborto e decreta Usa fuori dal Ttp

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Il presidente Donald Trump © EPANeo presidente firma ordini esecutivi, Usa fuori dal Tpp

Il presidente degli Stati Donald Trump ha firmato nello Studio Ovale tre ordini esecutivi, tra cui quello con cui ristabilisce il bando sull’erogazione di fondi federali alle Ong internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo. Si tratta di un provvedimento che, da quando fu introdotto dall’amministrazione repubblicana nel 1984, è stato revocato dalle amministrazioni democratiche e reintrodotto da quelle repubblicane che si sono succedute. L’ultima volta era stato il presidente Barack Obama a cancellare il bando.

Un altro degli ordini esecutivi firmati è quello secondo cui gli Stati Uniti si ritirano dal proposto Tpp, l’accordo commerciale Trans-Pacifico, come promesso in campagna elettorale. Si tratta tuttavia di una formalità visto che il Tpp non era stato ancora ratificato al Senato.

Produrre in Usa e assumere americano: il presidente Donald Trump rilancia il suo slogan anche nel suo primo incontro alla Casa Bianca con i leader del business, promettendo inoltre di tagliare del 75% il quadro regolatorio e una riduzione delle tasse per la middle class e per le società dall’attuale 35% al 15%-25%”. “Tutto quello che dovrete fare è stare qui, non andar via. Non licenziare la vostra gente negli Usa”, ha detto il neo presidente. Continua a leggere

L’allarme cupo degli scienziati. Sisma, cosa sta per succedere

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L’allarme cupo degli scienziati. Sisma, cosa sta per succedereQualche sismologo l’ aveva detto, in silenzio, dopo la grande scossa del 30 ottobre: «Non è finita qui». Allora quella botta di magnitudo 6.5 della scala Richter ha abbassato il suolo di circa un metro in tutta la zona dell’ epicentro tra Marche, Lazio e Umbria, ha raso al suolo borghi di rara bellezza e ha crepato come una lama l’ Appennino. «L’ Italia si sta aprendo in due», ripete da mesi il geologo Mario Tozzi e secondo gli esperti della commissione Grandi Rischi, che si sono appena riuniti d’ intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, dobbiamo aspettarci altre scosse perfino più violente e devastanti «anche di magnitudo 7», spiegano, «perché ad oggi non ci sono evidenze che la sequenza sismica iniziata con il terremoto del 24 agosto, e proseguita fino al 18 gennaio, sia in esaurimento».

La Commissione (rinnovata dopo le vicende del 2009) identifica tre aree contigue alla faglia principale responsabile della sismicità in corso, che non hanno registrato terremoti recenti e hanno il potenziale di produrli in futuro. Questi segmenti, localizzati rispettivamente sul proseguimento verso nord e verso sud della faglia del monte Vettore-Gorzano e sul sistema di faglie che collega le aree già colpite dagli eventi de L’ Aquila del 2009 e di Colfiorito del ’97, rappresentano «aree sorgenti di possibili nuovi terremoti».

Ma c’ è dell’ altro. Nessuna infrastruttura nella zona può considerarsi veramente sicura e ora a preoccupare sono le grandi dighe, come quella di Campotosto, 20 chilometri da Amatrice e quasi 50 dall’ Aquila, e il suo bacino di piccole dighe (Sella Pedicate, Rio Fucino e Poggio Cancelli), sebbene i tecnici dell’ Enel abbiano rassicurato gli abitanti: «Abbiamo attivato i controlli e monitoriamo di continuo».

Sciame sismico e maltempo: ancora ieri sera risultavano inattive 800 utenze nelle Marche e ben 27mila in Abruzzo, dove permane l’ allerta neve, si gela, e manca la luce. Il sindaco di Farindola (Pescara), Ilario Lacchetta, ha lanciato un grido di allarme: «L’ 85 per cento del territorio è senza elettricità da giorni. Temo per l’ incolumità delle persone, soprattutto quelle anziane e più deboli».

Poi il pericolo valanghe. Protezione Civile regionale e Comando Unità Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare comunicano che l’ Appennino abruzzese è a rischio 4 su 5 (forte) per caduta valanghe. A Campotosto saranno utilizzati droni per esaminare la frana sul Monte Corno che ha fatto scattare l’ allarme nella frazione di Ortolano, evacuata dopo la slavina che mercoledì ha travolto e ucciso un pensionato. Ricognizioni continue anti slavine anche sui Monti Sibillini. A Capitignano, piccolo comune dell’ Aquilano, il sindaco ha disposto l’ evacuazione del centro storico per cui 160 abitanti hanno dovuto lasciare le proprie case per trasferirsi in autobus nei moduli abitativi provvisori (Map) ed alloggi antisismici nel capoluogo abruzzese.
Uomini delle forze armate hanno salvato la popolazione della Valle Castellana, in provincia di Teramo, completamente isolata da quattro giorni a causa delle avverse condizioni meteo.

Nel Chietino, 209 persone tra cui 162 bambini in gita scolastica sono rimasti bloccati in albergo a causa della grande nevicata che ha bloccato tutte le strade della zona. Soltanto l’ intervento del gruppo Carabinieri Forestali, via terra, è riuscito, alla fine, a riportare tutti gli ospiti dell’ hotel in un luogo sicuro.

Corsa contro il tempo dei Forestali anche per mettere in salvo tanti animali, tra cui molte specie protette, tra cui cervi, daini, caprioli, mufloni, gufi e ungulati selvatici, rimaste senza cibo per giorni.

Brunella Bolloli

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