Tra terremoti e nevicate, la vera emergenza è nel “sistema”
di Mario Bozzi Sentieri

Fonte: Arianna editrice
Fatta la tara alle polemiche strettamente politiche, chi “vince” e chi “perde” nella gestione terremoti-neve, che ha devastato ampie zone dell’Italia Centrale ? L’ onore delle armi e delle citazioni va certamente a quanti sono e sono stati in prima linea nelle difficili operazioni di soccorso: Corpi dello Stato, associazioni di volontariato, semplici cittadini hanno offerto esempi significativi per spirito d’abnegazione e professionalità. E’ l’immagine di un’Italia “bella” quella che si è vista accanto alle popolazioni segnate dalle calamità naturali, un’Italia della quale c’è da essere fieri, al di là di qualsiasi retorica d’occasione.
A mancare, dietro quegli uomini e donne, è però la capacità di programmazione e d’intervento, della quale dovrebbero interessarsi le Istituzioni. Qui il nostro Paese “perde”: nella cesura tra “apparati” e competenze, strutture amministrative e prevenzione. Si dirà: ma i Corpi dello Stato utilizzati durante le diverse emergenze non sono espressione stessa della realtà istituzionale ? La vera questione è che gli interventi dettati dalle varie emergenze arrivano a coprire, quasi sempre, le debolezze “strutturali” del sistema-Paese, la scissione tra competenze e Istituzioni. Si corre ai ripari certamente, ma quello che manca è la capacità di programmare, di prevenire, di fare in modo che le diverse competenze siano interne alle scelte istituzionali. E perciò in grado di rendere le scelte rapide, adeguate, trasparenti. Continua a leggere







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Qualche sismologo l’ aveva detto, in silenzio, dopo la grande scossa del 30 ottobre: «Non è finita qui». Allora quella botta di magnitudo 6.5 della scala Richter ha abbassato il suolo di circa un metro in tutta la zona dell’ epicentro tra Marche, Lazio e Umbria, ha raso al suolo borghi di rara bellezza e ha crepato come una lama l’ Appennino. «L’ Italia si sta aprendo in due», ripete da mesi il geologo Mario Tozzi e secondo gli esperti della commissione Grandi Rischi, che si sono appena riuniti d’ intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, dobbiamo aspettarci altre scosse perfino più violente e devastanti «anche di magnitudo 7», spiegano, «perché ad oggi non ci sono evidenze che la sequenza sismica iniziata con il terremoto del 24 agosto, e proseguita fino al 18 gennaio, sia in esaurimento».