6 agosto 1945 – 74 anni fa – Tutto l’orrore di Hiroshima e Nagasaki in una foto: il bimbo con il fratellino morto sulla schiena
L’immagine di Joe O’Donnell è passata alla storia. Documenta tutta la tragedia del sei agosto 1945 quando “Enola Gay” sganciò su Hiroshima “Little Boy”, la prima bomba atomica a uso bellico
Sono passati 73 anni. Il 6 agosto 1945, alle 8.15 del mattino, il Boeing USA B-29 Superfortress “Enola Gay” sganciò su Hiroshima “Little Boy”, la prima bomba atomica a uso bellico, cogliendo di sorpresa la città, importante centro navale e militare. Lo spostamento d’aria di eccezionale potenza rase al suolo case e edifici nel raggio di circa 2 km. Ai gravissimi effetti termici e radioattivi immediati (80.000 morti e quasi 40.000 feriti, più 13.000 dispersi) si aggiunsero negli anni successivi gli effetti delle radiazioni, che portarono le vittime a quota 250.000. L’esperimento fu ripetuto il giorno 9 agosto: “Fat Man”, la seconda bomba, fu lanciata su Nagasaki . Morirono 70.000 persone prima della fine del 1945 e altrettante negli anni successivi. Il 14 agosto, la riunione del governo nel rifugio antiaereo del Palazzo imperiale vide l’imperatore Hirohito annunciare la volontà di arrendersi dopo i drammatici bombardamenti delle due città. Il 15 agosto, il suo discorso di resa fu consegnato alla radio. Era definitivamente conclusa la Seconda Guerra Mondiale.
Fonte: https://zapping2017.myblog.it/2019/08/05/hiroshima/




Ascolti Maurizio Martina – per sbaglio – in tv, e lo senti dire, come se fosse preso da un raptus, che “nel Paese sta crescendo un’onda pericolosa, razzista e xenofoba”.
Palermo, 19 lug – Una grande cappa di caldo avvolgeva la Sicilia nel luglio del 1992. Tutti andavano al mare per cercare un po’ di fresco. Qualcuno però andava controcorrente. Il 19 luglio un giudice con la sua scorta, si recò insieme alla sua scorta a Palermo in via D’Amelio, dove viveva sua madre. Ma ad aspettarlo c’era una Fiat 126 imbottita di tritolo. La bomba deflagrò al passaggio del giudice, uccidendo oltre il magistrato e anche i cinque agenti di scorta. Il protagonista di questa storia fu Paolo Borsellino, icona dell’antimafia. Oggi ventitré anni dopo si celebra la giornata del ricordo. Il capo dello stato, ministri ed autorità saranno in prima fila per deporre le ghirlande sul luogo della strage. La parola d’ordine sarà: “Per non dimenticare”. Molto bene se questo è l’intento di chi rende omaggio al giudice palermitano è opportuno ricostruire la sua breve ma intensa esistenza.
ESCLUSIVA – NON SOLO BIBBIANO
La realtà choc dei figli sottratti alle famiglie con la manipolazione. Di Maio e Salvini indignati. Attacchi anche al Pd che replica con le querele a chi..di Antonio Amorosi
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I dati Istat i continuano a denunciare la drammatica situazione del nostro Paese
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