LA SFIDA DI PUTIN E L’ITALIA di F.S.

Segnalazione di Giacomo Bergamaschi
Vladimir Putin, Corriere della Sera 4 luglio 2019
Chi scriveva, o diceva, che il viaggio italiano del presidente della Federazione russa sarebbe stato tutto finalizzato all’incontro con il pontefice romano probabilmente non ha colto il significato di questa visita lampo. Dopo la storica intervista al FT in cui per la prima volta dopo Breznev la Russia si presenta al mondo come superpotenza ideologica globale (qui parlavo non a caso del putinismo come d’un breznevismo in salsa neo-bizantina), il presidente usa due storiche testate italiane, “Il Corriere della Sera” e “La Stampa”, per rafforzare la sua concezione di prassi politica e geopolitica in cui il destino politico italiano sembra effettivamente appartenere al grande spazio imperiale russo più di quanto taluni superficiali analisti hanno creduto.
Putin specifica che la Russia non ha mai interferito nei processi elettorali dei singoli Paesi Ue, né intende farlo, ma ricorda con forza il particolare legame storico e geopolitico con l’Italia guidata da Silvio Berlusconi (“un politico di statura mondiale”) e non nega affatto la sua predilezione per il “populismo” leghista salviniano:
«La Lega italiana e la nostra Russia Unita collaborano nell’ambito di un accordo di cooperazione. La Lega e il suo leader Salvini sono attivi sostenitori di un ripristino della piena cooperazione tra Italia e Russia; si pronunciano per una più rapida abolizione delle sanzioni anti-russe introdotte dagli Usa e dall’Ue. Qui i nostri punti di vista coincidono. Salvini ha un atteggiamento caloroso verso il nostro Paese, conosce bene la realtà russa»,


Reggio Emilia, 29 giu – Emergono ulteriori particolari sulle modalità di azione della psicologa
Fuochi del Sacro Cuore di Gesù sono legati ad una tradizione che nasce nel 1796 e ancora oggi, ogni anno, illuminano le montagne del Trentino verso la metà di giugno. Nel 1796 Napoleone Bonaparte conduceva la sua Campagna d’Italia: sconfitto il Regno del Piemonte, l’Armistizio di Cherasco gli aprì le porte della Lombardia, all’epoca sotto il dominio degli Asburgo. Dopo Milano l’obiettivo successivo erano il Principato di Trento e la Contea del Tirolo, anch’essi possedimenti asburgici. La Dieta Tirolese si riunì a Bolzano dal 30 maggio al 3 giugno del 1796 per trovare una possibile soluzione ad una situazione tanto sfavorevole per il Trentino: i tirolesi, un esercito di contadini con poca esperienza e strumenti agricoli come armi, si sarebbero dovuti imbattere contro la potente armata di Napoleone. Su consiglio dell’Abate di Stams, Sebastian Stöckl, implorarono l’aiuto di Dio, affidando il Tirolo al Sacro Cuore di Gesù, giurando che, ogni anno, avrebbero acceso fuochi in onore del Signore se li avesse aiutati in quel momento di grave pericolo. La promessa fu mantenuta da Andreas Holfer, ricordato come il paladino della libertà tirolese, nel 1809, quando, uscito vincitore dalla battaglia di Berg-Isel contro le truppe franco-bavaresi, organizzò una grande festa per ringraziare l’aiuto divino. L’accensione dei Fuochi del Sacro Cuore di Gesù, anche conosciuti come Herz-Jesu-Feuer, oggi è diventata una vera e propria tradizione, oltre che una ricorrenza religiosa. Ogni anno, la prima o la seconda domenica dopo la festa del Corpus Domini, verso la metà di giugno, le montagne del Trentino si accendono con fuochi a forma di cuore, di croce o che ricreano il nome sacro di Gesù, INRI o IHS. Nel frattempo, a valle, le finestre sono illuminate da lanterne e immagini luminose, che accendono il buio della notte, al calar del sole.
Sul Comune sventola bandiera gay. Sia chiaro, benissimo che chi vuole sabato sfili per concludere la dieci giorni dedicata all’orgoglio omosex.
Urliamo dai tetti la nostra indignazione perché nessun altro lo fa per noi. Non ho sentito “cattoliconi” dire una sola parola al riguardo” (Matteo Castagna)
L’epicentro a Colonna, poco lontano dalla città dei sette colli.
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