Sentenza di Strasburgo: il vero pericolo è la “normalizzazione”

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corte europea

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Alfredo De Matteo

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare di tre coppie omosessuali, che da anni vivono insieme in una relazione stabile. Come forma di risarcimento lo Stato italiano dovrà versare la somma di 5.000€ a ciascuna delle tre coppie gay che hanno presentato e vinto il ricorso.

Per la Corte di Strasburgo l’Italia deve introdurre una qualche forma di riconoscimento legale per le unioni omosex in quanto «la protezione legale disponibile attualmente a coppie dello stesso sesso non solo non garantisce i bisogni fondamentali per una coppia che sia in una relazione stabile, ma non dà neanche sufficienti certezze».

La sentenza della Corte europea diverrà definitiva tra 3 mesi se i ricorrenti o il Governo non chiederanno e otterranno un rinvio alla Grande Chambre per un nuovo esame della questione. C’è da considerare che sulla testa dell’Italia pendono altri quattro ricorsi riguardanti la registrazione di matrimoni contratti all’estero e uno concernente un mancato ricongiungimento familiare di un cittadino italiano col suo compagno neozelandese.

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Costagrande (VR): la protesta di Christus Rex e Forza Nuova fa mobilitare le istituzioni – primi risultati

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CHRISTU REX 2   FORZA NUOVA

Profughi a Costagrande,  otto sono stati allontanati

VERONA. Provvedimento di allontamento per otto immigrati ospitati a Costagrande. Sono tutti di origine nigeriana e sono quelle persone che nei giorni scorsi avevano creato disturbo, provocato risse e che erano già stati istruiti sulle regole da rispettare. Ma che non hanno accettato. Sono dunque stati espulsi da Costagrande. Sono liberi di circolare sul territorio italiano, ovunque vogliano. Ma non di restare a Costagrande. La richiesta per il bus navetta che porterà gli immigrati avanti e indietro da Costagrande al centro città è partita. Ad accollarsi le spese la società Costagrande srl. Una richiesta del sindaco Flavio Tosi, con l’intento che non si dia così disturbo ai residenti di Avesa, che confina con Grezzana dove si trova il residence. Sono giorni frenetici per le forze dell’ordine e anche per la prefettura. Anche ieri a Costagrande c’erano una cinquantina tra poliziotti e carabinieri a presidiare. Servizi disposti dopo proteste e manifestazioni spontanee o autorizzate dei giorni scorsi.«Otto degli ospiti di Costagrande sono stati allontanati», dice il prefetto Salvatore Mulas, «erano già stati richiamati, avevano creato problemi anche agli operatori di quella struttura, quindi è stato emesso il decreto di allontanamento. Ma attenzione, i problemi queste persone li avevano creati dentro Costagrande, non fuori. Ribadisco che non ci sono stati episodi di furti, aggressioni o altro nei confronti dei cittadini. Perchè vedete, si fa presto a giocare con le paure della gente. Ma non ci sono stati episodi di nessun genere. Adesso non ci sarà nemmeno più il disagio di vedere queste persone per strada». Il sindaco aveva chiesto anche un badge da dare agli stranieri per entrare e uscire dalla struttura a orari prefissati. Per quello dobbiamo vedere», dice Mulas. Che aggiunge: «Contesto il fatto che le persone ospitate abbiano lamentato situazioni igieniche precarie o di mangiare male. Mangiano bene. L’associazione lavora bene, per questo è stata assegnata loro l’accoglienza, hanno campetti di calcio e tanto verde. La loro protesta è più legata al fatto che vogliono restare nei centri abitati. A loro non piace restare in luoghi isolati. Vogliono essere liberi di sciamare in centro città o in stazione». Al suo arrivo a Verona Mulas aveva annunciato che la questione accoglienza era fuori discussione. Andava fatta, e sarebbe stata fatta.«Fin dall’inizio ho sostenuto che se le persone che arrivano in Italia per chiedere lo status di rifugiati fossero state spalmate sul territorio non avrebbero creato problemi. Nel Veronese ci sono 98 comuni. Se ciascuno avesse accolto 20 persone potremmo dare ospitalità a una ventina di persone senza creare alcun disagio. Invece non tutti i comuni hanno dato disponibilità. A oggi abbiamo 900 persone. In alcuni casi concentrate a numeri elevati, come a Costagrande. Avevo annunciato che sarebbe stato necessario accelerare la burocrazia relativa al riconoscimento, per chi ne ha diritto dello status di rifugiato. Lo stiamo facendo. Dopodomani, venerdì, si riunisce la commissione anche per questo. ma voglio ricordare, ancora una volta che non si sono registrati episodi di violenza o altri reati in città commessi da queste persone».

Alessandra Vaccari

Fonte: http://www.larena.it/stories/Home/1245408_profughi_a_costagrande_otto_sono_stati_allontanati/

RESTA INDUBBIO, QUINDI, CHE SE, COME DA PIU’ FONTI AFFERMATO, IL 90% DEGLI OSPITI E’ CLANDESTINO, ANDRA’ RIMPATRIATO! EGR. SIG. PREFETTO, ACCOGLIAMO CON FAVORE LA SUA SOLERZIA ED IL SUO INTERESSAMENTO, MA RESTA INDISPENSABILE L’OPERA DI PREVENZIONE DI EVENTUALI “FATTI GRAVI”, CHE CERTAMENTE QUESTO TIPO DI ACCOGLIENZA NON FORNISCE (n.d.r.)

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ESCLUSIVO: Consiglio Regionale della Basilicata – Mozione contro il Gender nelle Scuole

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di CdP Ricciotti

            Potenza, 21 luglio 2015. È stata presentata oggi in Consiglio Regionale una Mozione, per il momento condivisa da ben nove Consiglieri su ventuno, con l’intento di impegnarsi affinché nelle scuole di ogni livello e grado in Basilicata:

            «- non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 275/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012);

            «- sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’art.29, privilegi la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, della quale “riconosce” gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione;

            «- si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue. In questo modo gli studenti impareranno anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria ed insostituibile ricchezza specifica;

            «- si educhi al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva. Questo implica che si tenga conto delle specificità neurofisiologiche e psicologiche dei ragazzi e delle ragazze in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile, prevedendo corsi di educazione all’affettività e alla sessualità, concordati con i genitori e non imposti senza alcuna informazioni  a riguardo e senza consenso esplicito e consapevole.»

            I firmatari della Mozione sono: – in prima firma il Consigliere regionale dei Popolari (PPI – PPE) Aurelio Pace; – a seguire, in ordine, Paolo Castelluccio (FI – Forza Italia), Gianni Rosa (Fratelli d’Italia), Achille Spada (PD – Partito Democratico), Franco Mollica (UDC – Unione di Centro), Michele Napoli (FI – Forza Italia), Nicola Benedetto (CD – Centro Democratico), Luigi Bradascio (PP – Pittella Presidente) e Carmine Miranda Castelgrande (PD – Partito Democratico).

            Fonti interne riferiscono che sarebbero stati attenzionati anche i due Consiglieri regionali del M5S, i quali non hanno voluto firmare la Mozione.

            Alcuni Consiglieri regionali, precisamente altri tre del Centro Sinistra, si sono detti invece interessati alla Mozione ma hanno (diligentemente) chiesto tempo per potersi documentare meglio. Ciò dimostrerebbe che non sono solo le famiglie a non aver idea di cosa sia la “teoria del gender”, ma anche la Politica non ha ben chiaro cosa si vorrà insegnare ai nostri bambini nelle scuole, tutto senza alcun consenso informato e consapevole.

            La Mozione è stata accompagnata da un vasto ed imparziale dossier informativo, per consentire così a tutti i Consiglieri regionali chiamati a pronunciarsi di potersi ben documentare al fine di decidere liberamente, secondo coscienza e scienza, fuori dai “diktat delle lobbies”.

            A quanto pare – al momento in cui scriviamo – la Mozione non sarà discussa, rinviando alla prossima data utile il dibattito. Visto il tema etico (valori non negoziabili) e data la larga e trasversale condivisione del Documento (da Destra a Sinistra), possiamo pensare in un’approvazione futura della stessa, questo a patto che in Partiti non interferiscano “violentando”, ancora una volta, le coscienze dei Consiglieri.

Sotto il testo completo della mozione e le foto con firme:

Mozione

Premesso che:

         – la “Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” (Costituzione italiana, art. 29);

            – con l’espressione “società naturale”, i Padri costituenti, mediante la Carta fondamentale, hanno voluto chiaramente affermare che la famiglia è una realtà che preesiste al diritto, una oggettiva realtà che il diritto non crea;

            – la famiglia è inequivocabilmente una realtà, un “elemento fondamentale” dell’organizzazione sociale e dell’esperienza umana;

            – la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna rappresenta l’unica istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita;

            – la “famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società” e, in quanto tale, “ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato”, come stabilito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (10.12.1948, art. 16, § 3);

            – è compito della famiglia – “società naturale fondata sul matrimonio” fra un uomo ed un donna – trasmettere la vita, i valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo ed il benessere dei propri componenti;

            – le istituzioni devono, perciò, provvedere allo stanziamento di fondi pubblici per garantire quanto finora premesso e non per, al contrario, finanziare programmi di indottrinamento che vanno contro il diritto stesso;

            – non si ha intenzione di sollevare polemiche politiche bensì di sollecitare l’aula al rispetto, alla luce di quanto finora esposto, della vita umana, delle famiglie, dei bambini e, infine, del diritto.

Considerato che:

         –  ci troviamo, oggi e purtroppo, davanti ad alcuni interrogativi mai sorti prima poiché oggettivamente illogici ed anti-scientifici: Maschio o femmina si nasce o si sceglie di diventarlo? O, più in generale, che cosa è la persona umana? È una struttura dotata di una precisa identità sessuata, maschile o femminile, oppure è un’entità astratta, modellabile nel tempo in base al desiderio ed alla libera scelta dell’orientamento sessuale di un soggetto?

            – è nostro dovere non glissare su tali pretestuosi interrogativi ma tutelare società, famiglie e bambini, preso atto dell’esistenza della “teoria del gender” che pone gli interrogativi su accennati e numerosi altri ancora;

            – la “teoria del gender” afferma, infatti, che le differenze biologiche fra maschio e femmina hanno poca importanza e ciò che conta sarebbe il proprio “genere”, ossia la percezione che una persona avrebbe di sé;

            – la “teoria del gender” vuole, come imposizione dall’alto,  che tutti noi, compresi i bambini, non diciamo più “io sono maschio” o “io sono femmina”, ma “io sono come mi sento”;

            – basti pensare che Simone de Beauvoir, ideologa del “genere”, pronunciò la famosa frase “donne non si nasce, lo si diventa”;

            – tali teorie non sono solamente contrarie al diritto naturale (tutelato dalla Carta fondamentale secondo le intenzioni esplicite dei Padri costituenti), ma sono anche anti-scientifiche. L’umanità è sempre stata caratterizzata da un chiaro dimorfismo sessuale (differenza morfologica fra individui appartenenti alla medesima specie ma di sesso differente), maschio/femmina, il cui determinante biologico è rappresentato dal cromosoma Y: la sua presenza costruisce il maschio, la sua assenza realizza la femmina;

            – la promozione della “teoria del gender” nelle scuole potrebbe essere attuata mediante progetti chiamati educativi, che vorrebbero promuovere codeste pretese per renderle invece “norma”;

            – le famiglie ordinariamente non hanno neanche idea di cosa sia questa “teoria del gender” e di cosa si vuol insegnare, oggi ed in futuro, ai propri bambini, così sottoponendo, di fatto, genitori e figli ad un vero inganno voluto dalla disinformazione sull’argomento;

            – in alcune scuole vengono proposte, e si vorrebbero imporre per legge, fiabe come “Perché hai due mamme”, “Perché hai due papà” o altre che promuovono apertamente la transessualità come “Nei panni di Zaff” o “Il bell’anatroccolo” che indirettamente  invitano i bambini e gli studenti a “scegliere il proprio genere”, ignorando le proprie origini biologiche;

            – questo tipo di insegnamento oggettivamente confonde e ferisce la crescita e  l’innocenza dei bambini;

            – il sesso rimanda a criteri biologici, ovvero tutte quelle caratteristiche anatomiche e fisiologiche che indicano se si è maschi o se si è femmine, mentre il “genere” sarebbe un costrutto psicologico che cambierebbe e si modificherebbe a seconda delle epoche e dei contesti culturali.

Ciò premesso e ciò considerato, i firmatari si impegnano affinchè nelle scuole di ogni livello e grado in Basilicata:

         – non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 275/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012);

            – sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’art.29, privilegi la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, della quale “riconosce” gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione;

            – si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue. In questo modo gli studenti impareranno anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria ed insostituibile ricchezza specifica;

            – si educhi al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva. Questo implica che si tenga conto delle specificità neurofisiologiche e psicologiche dei ragazzi e delle ragazze in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile, prevedendo corsi di educazione all’affettività e alla sessualità, concordati con i genitori e non imposti senza alcuna informazioni  a riguardo e senza consenso esplicito e consapevole.

MOZIONE 1

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Bishop Williamson: OK to go to the Novus Ordo “Mass” if it “Nourishes your Faith”

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…Altra pericolosa deriva di chi ha fondato la Fraternità 2.0, sempre “una cum” Bergoglio e gli occupanti conciliari…

The brilliant theology of Richard Williamson…

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Bishop Williamson: Novus Ordo “Mass” is Bad but OK if it “Nourishes your Faith”

We have long criticized the absurd, non-Catholic, and principle-less “theology” of the Lefebvrist Society of St. Pius X. How poor and bizarre it really is has just been demonstrated once again by none other than Bishop Richard Williamson, an Englishman consecrated by Archbishop Marcel Lefebvre in 1988.

Although at this point no longer a part of the official SSPX, he is still very much part of the semi-traditionalist “resistance” against the Modernist Vatican that recognizes Francis and his five predecessors of infelicitous memory as legitimate — yet entirely ignorable — Roman Catholic Popes.

On June 28, 2015, Bp. Williamson was a speaker at a semi-trad conference held in Mahopcac, New York. The entire talk given by His Excellency has been posted in full and is available here (listen at your own risk):

At the end of the talk, there was a question-and-answer session at which Bp. Williamson was asked about assistance at the “New Mass”, that is, the 1969 Novus Ordo Missae Modernist worship service of “Pope” Paul VI. The bishop’s 10-minute response was a paragon of illogical SSPX mumbo-jumbo that was, not surprisingly, totally devoid of any discernible Catholic theological principles.

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Bergoglio in Paraguay: serpenti mordono fedeli durante la “messa” (Video)

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Bergoglio in Paraguay: serpenti mordono fedeli durante la messa (Video)

Durante la messa che papa Francesco ha tenuto nella città di Asuncion, in Paraguay, ben quattordici fedeli hanno ricevuto un morso da serpenti, mentre stavano assistendo al rito. Le autorità locali avevano garantito la bonifica del terreno fangoso sopra il quale è stata allestita la struttura per la cerimonia sacra, ma evidentemente qualche serpente deve essere sfuggito alla ”retata”. I media locali hanno riportato la notizia che tutte le vittime sono state soccorse dai medici, e per fortuna non ci sono stati morti.

Lunedì 13 Luglio 2015

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Quarantuno anni fa moriva Carlo Falvella, ucciso perché di destra

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FALVELLA

Era il 7 luglio 1972, esattamente 41 anni fa, quando il giovane Carlo Falvella, appena diciannovenne, veniva accoltellato a morte dall’anarchico Giovanni Marini sul lungomare di Salerno.
Un omicidio che ha aperto la spiacevole stagione degli “anni di piombo”, della dialettica tra gli opposti estremismi basata su agguati e spedizioni punitive. Gli anni in cui “Uccidere un fascista non è reato”, secondo un abusato slogan della sinistra extraparlamentare di quel decennio.
Luca Telese, prendendo spunto dalla canzone “Claretta e Ben” dei 270 bis, ha coniato la formula “Cuori neri” per indicare i giovani missini uccisi dall’odio comunista negli anni ’70, intitolando così il suo bel libro a loro dedicato. Carlo Falvella è stato il secondo “cuore nero” dopo Ugo Venturini, morto in ospedale il 18 aprile 1970 perché colpito in testa da una bottiglia di vetro lanciata dai contestatori della sinistra extraparlamentare che volevano impedire il comizio di Giorgio Almirante a Genova.

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NOTTI DELLA BRIGANTE IN ABRUZZO

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Michelina Di Cesare

Segnalazione di Pietro Ferrari

Venerdì 31 luglio 2015 – h. 10.00 Apertura chiesa SS. Trinità

– h. 18,00 Inaugurazione mostra di pitture e ceramiche del M° Gennaro Prisco

– h. 18,30 Arrivo della delegazione dell’Esercito della Serenissima Repubblica di Venezia – delegazione Veronese in abito e armi d’epoca del 1797 – Inno della Serenissima

– h. 19.00 Presentazione volume: “La regina Maria Sofia” incontro con Erminio Di Biase e “La fine dei vinti” di Fiore Marro e la brigantessa Michelina Di Cesare

– h. 20.30 Omaggio alla brigantessa Michelina Di Cesare – h. 21.00 I briganti a teatro: Le Brigantesse d’Abruzzo – h. 22.00 I Briganti e la musica: Spettacolo con musiche tradizionali abruzzesi Coro

– h. 24.00 Accensione del falò: Giuramento del Brigante

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Tosin trasferito dal Comune per Mussolini?

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NECROLOGO DI SUA ECCELLENZA

Il Circolo Christus Rex esprime massima solidarieta’ all’amico Gigi Tosin.

Lugi Tosin, 62 anni e una fede “nera” nel cuore è il dipendente comunale che sta per essere spostato all’ufficio protocollo a due anni dalla pensione. Nei corridoi di Palazzo Trissino si dice che gli annunci sui necrologi della stampa locale e le messe in commemorazione di Benito Mussolini non siano affatto piaciute ai vertici del Comune, il quale avrebbe deciso il trasferimento come “punizione” verso quella sua attitudine.

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Simonelli Cristina, insegnante di patristica al Seminario di Verona, stasera parlerà al convegno pro gender

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Laica, è nata a Firenze, il 24 maggio 1956. Dal 1976 al 2012 ha vissuto in un accampamento Rom, prima in Toscana, poi a Verona. Socia del CTI dalla sua fondazione, lo coordina come presidente dal gennaio 2013.Ha conseguito la licenza in antropologia teologica nel 1995 presso l’allora Studio teologico fiorentino. Nel giugno 1997 si è diplomata in teologia e scienze patristiche con la tesi: La fede nella resurrezione di Cristo nel “De Trinitate” di Agostino presso l’Institutum Augustinianum di Roma, dove sullo stesso tema nel 1999 ha poi difeso la tesi dottorale. È docente di teologia patristica a Verona (San Zeno, San Bernardino, San Pietro Martire) e presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (Milano)

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