
di Redazione
(In foto si riconoscono da destra: Chiavenato, Polato, Castellini, Fontana, Zanotto, Castagna, Comencini, Valdegamberi con figlia)
Una settimana di dure contestazioni pubbliche, istituzionali e mediatiche da parte degli organizzatori principali del “Verona Family Pride” ha prodotto il risultato di un “Gay Pride” anomalo rispetto alle solite ostentazioni dell’oscenità e della blasfemia. Abbiamo indotto una moderazione nei toni e nelle pubbliche “mise” che non ha precedenti, salvo qualche caso isolato e documentato.
Verona si è risvegliata con una sensibilità tradizionale più forte di prima sul tema dell’unicità della famiglia naturale, dopo un Presidio presso il campo giochi dell’Arsenale, che ha visto bambini giocare di fronte a madri e padri sorridenti e fieri della loro normalità. Un insperato risultato di presenze (circa 200 persone), che l’organizzazione è riuscita a riunire nell’arco di circa una settimana di preparazione, su un tema che oggi è divenuto controcorrente. Oggi è di moda essere “gay friendly”, come dicono i maestri del politicamente corretto. Chi non lo è, è automaticamente “omofobo”. Si sono, addirittura, dovuti inventare un termine dal nulla, per etichettare i “cattivi” di turno, che chiedono la tutela e la promozione delle Famiglie tradizionali, uniche veramente discriminate e prive di ogni reale sostentamento ed incentivo nello Stato laicista e liberale, servo delle lobby sovranazionali europee.
Naturalmente i Cattolici tradizionalisti (Christus Rex, Famiglia e Civiltà, Radio Spada) hanno pregato un S. Rosario riparatore di fronte ad una bella statua della Santa Vergine Maria, allo scandalo della profanazione della città da parte dell’orgoglio della sodomia, peccato annoverato dal Catechismo tra coloro che “gridano vendetta al cospetto di Dio” e secondo per gravità solo all’omicidio volontario. Usanza comune ed antica da parte dei Cattolici è quella di pregare in riparazione, in maniera pubblica, anche in piazza, laddove lo scandalo sia pubblico. E sappiamo che in alcune chiese o di fronte a capitelli cittadini altri si sono riuniti con la stessa intenzione, soprattutto laici, che hanno raccolto delle firme da recapitare a Roma.
Un altro storico risultato è stato quello di riunire in nome dell’Unicità della Famiglia formata da uomo, donna e bambini, come il Creatore ha voluto, tutte le forze politiche di centro-destra e della destra radicale. Oltre ai Cattolici fedeli alla Tradizione, i cui Responsabili o delegati (Castagna per Christus Rex, Zoccatelli per Famiglia e Civiltà, Maurizio-G. Ruggiero per il Comitato Pasque veronesi, Lissandrini per Radio Spada, Andrea Giovanazzi di ProVita) hanno guidato le rispettive delegazioni (oltre 50 persone). Si è distinta Forza Nuova con Luca Castellini e Yari Chiavenato, protagonista già al mattino, con Castagna e Rinaldi, di un atto dimostrativo sulla scalinata di Palazzo Barbieri, ove hanno mangiato panini imbottiti, alla faccia dell’ordinanza sul decoro urbano, emanata in merito dal Sindaco, che evidentemente ritiene cosa più grave rispetto alla pubblica ostentazione di oscenità, seppur in questa occasione minori e non certo grazie a lui. Poi sono arrivati a sostegno della Buona Battaglia: il Presidente del Consiglio Comunale di Verona Luca Zanotto con l’Eurodeputato Lorenzo Fontana (Lega Nord), Vito Comencini (Giovani padani), il neo-eletto consigliere regionale Stefano Valdegamberi con tutta la famiglia (Lista Zaia), il capogruppo in Comune di Forza Italia Daniele Polato assieme a Francesco Barini e Federico Sboarina. Il tutto, ovviamente, senza bandiere di partito, sotto l’unica bandiera della vera e unica Famiglia. Continua a leggere