Ennesima profanazione nella Diocesi del Giura, in Francia

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MADONNINA PROFANATA

Era stata appena ristrutturata. E’ stata subito profanata. E’ questo quanto accaduto alla statua della Vergine Maria, che si erge su di un terreno privato nel quartiere di Montchauvrot, Comune di Mantry, in Francia. Mani anonime l’hanno imbrattata con una vernice rosa fluorescente, proprio nel giorno in cui la Chiesa celebra il Cuore Immacolato di Maria, anniversario della seconda apparizione della Madonna a Fatima, il 13 giugno scorso.

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Terra Santa:­ Setta protestante vende una grande proprietà ai coloni

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Il Patriarcato latino condanna la vendita di un terreno in Palestina da parte di una chiesa a vantaggio di una colonia

COMUNICATO – In questi ultimi giorni, la stampa locale ha reso noto che un grandissimo complesso, situato in Palestina tra Betlemme ed Hebron, appartenente a una chiesa presbiteriana, è stato venduto perché vi si possa istallare una colonia ebraica. Il Patriarcato latino condanna questa operazione e ne sottolinea le gravi conseguenze per il patrimonio cristiano e la vita della comunità cristiana locale.

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IlSole24Ore: anche Il giornale di Confindustria alla corte di Salvatore Buzzi

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GIORNALE

Segnalazione Quelsi

by Stefania Elena Carnemolla

Dopo aver rivelato tempo fa i rapporti fra Buzzi e il quotidiano La Repubblica, Qelsi pubblica, primo quotidiano a farlo, una notizia che conferma come il sistema di Mafia Capitale fosse riuscito a violare anche un altro tempio del giornalismo italiano blasonato.

Salvatore Buzzi, l’allora iscritto al Pd e gran capo delle cooperazione romana, bussò alla porta de IlSole24Ore e gli fu aperto. Provate voi ad ottenere una bella pagina con annesso box sul quotidiano più ambito e corteggiato d’Italia. Vi risponderanno: prego? O forse non vi risponderanno mai, cestinandovi. Ma Buzzi, lui no, lui ci riuscì. Del resto, fu o non fu lui, come risulta dall’ordinanza della Procura di Roma su Mondo di Mezzo, a vantarsi di finanziare tutti, giornali compresi? “Finanzio giornali, faccio pubblicità, finanzio eventi, pago segretaria, pago cena, pago manifesti”. Una cassa continua.

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Ora è ufficiale: Ilaria Alpi fu uccisa dalla CIA. Il vergognoso silenzio generale…

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ILARIA ALPI

A cura di nocensura.com Adesso è praticamente certo. A distanza di oltre 20 anni – ventuno, per la precisione – dall’omicidio, a Mogadiscio, della coraggiosa giornalista del TG3, Ilaria Alpi, che aveva 33 anni, e del cameraman che l’accompagnava, Miran Hrovatin, emerge la verità. Furono i servizi segreti statunitensi, con l’ausilio di quelli italiani. Che l’omicidio della giornalista fosse legato a qualche trama oscura, in molti lo sostenevano sin dall’inizio, anche per le modalità dell’omicidio. In molti sospettavano che Ilaria avesse scoperto qualcosa che non doveva, e infatti è andata proprio così. Come nel caso di Ustica, i tentativi di insabbiare tutto sono riusciti a posticipare l’emergere della verità, ma alla fine questa è venuta a galla. La cosa vergognosa, o meglio la vergogna nella vergogna, è il silenzio mediatico sulla vicenda: non ne ha parlato praticamente NESSUNO!  L’unica testata giornalistica ad aver riportato la notizia nel modo dovuto, è Il Manifesto, con un ottimo articolo di Manlio Dinucci, di cui vi consigliamo la lettura:

La docu­fic­tion «Ila­ria Alpi – L’ultimo viag­gio» getta luce, soprat­tutto gra­zie a prove sco­perte dal gior­na­li­sta Luigi Gri­maldi, sull’omicidio della gior­na­li­sta e del suo ope­ra­tore Miran Hro­va­tin il 20 marzo 1994 a Moga­di­scio. Furono assas­si­nati, in un agguato orga­niz­zato dalla Cia con l’aiuto di Gla­dio e ser­vizi segreti ita­liani, per­ché ave­vano sco­perto un traf­fico di armi gestito dalla Cia attra­verso la flotta della società Schi­fco, donata dalla Coo­pe­ra­zione ita­liana alla Soma­lia uffi­cial­mente per la pesca.

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L’Uck, il Kosovo e il traffico di organi internazionale

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Segnalazione del Centro Studi Federici

«C’è ancora una zona buia, una porzione di passato non del tutto esplorata e che nasconde fosse comuni, lutti, pulizia etnica e, con ogni probabilità, anche un commercio di organi perpetrato sul corpo di civili inermi». Così inizia un articolo di Marco Benedetelli sull’Avvenire del 29 maggio che esplora il traffico di organi scoperto in Kosovo dopo la “liberazione” dello stesso ad opera della Nato e dell’Uck, che poi ha gestito la pulizia etnica successiva ai danni dei serbi.

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Danilo Quinto licenziato dai conciliari

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SIR

di Matteo Castagna

Danilo Quinto è stato improvvisamente licenziato dall’agenzia Sir, su disposizione dell’editore. Ho avuto modo di conoscerlo personalmente il 25 Aprile scorso, a margine della giornata radispadista di Reggio Emilia sulla “Christianitas”. Fece un intervento che mi colpì per la profondità e la passione del neo-convertito. Non deve essere stato facile, pensavo, giungere al Cattolicesimo dopo esser stato per anni il tesoriere di Marco Pannella. Miracoli della Grazia divina e onore al merito personale. Ho letto il libro che mi ha dedicato “Ancilla Hominis” (http://www.edizioniradiospada.com/component/virtuemart/ecommerce/ancilla-hominis-detail.html?Itemid=0) che consiglio per moltissimi spunti d’ottima qualità. Svolgeva dal marzo 2013 con la SIR una collaborazione continuativa sotto pseudonimo (per esplicita richiesta del committente) e da allora ha prodotto 316 articoli, tre alla settimana. Il rapporto si è repentinamente concluso, secondo una nota diffusa dallo stesso Quinto (http://radiospada.org/2015/06/danilo-quinto-licenziato-per-le-sue-opinioni-e-per-il-libro-pubblicato-con-noi/), per ragioni molto chiare, ossia a seguito di alcuni articoli da lui scritti su «RadioSpada» e su altri siti, che non sono piaciuti all’agenzia, che è diretta emanazione della CEI.

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Clamoroso successo per il “Verona Family Pride”. Con quesito finale…

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F. p.

di Redazione

(In foto si riconoscono da destra: Chiavenato, Polato, Castellini, Fontana, Zanotto, Castagna, Comencini, Valdegamberi  con figlia)

Una settimana di dure contestazioni pubbliche, istituzionali e mediatiche da parte degli organizzatori principali del “Verona Family Pride” ha prodotto il risultato di un “Gay Pride” anomalo rispetto alle solite ostentazioni dell’oscenità e della blasfemia. Abbiamo indotto una moderazione nei toni e nelle pubbliche “mise” che non ha precedenti, salvo qualche caso isolato e documentato.

Verona si è risvegliata con una sensibilità tradizionale più forte di prima sul tema dell’unicità della famiglia naturale, dopo un Presidio presso il campo giochi dell’Arsenale, che ha visto bambini giocare di fronte a madri e padri sorridenti e fieri della loro normalità. Un insperato risultato di presenze (circa 200 persone), che l’organizzazione è riuscita a riunire nell’arco di circa una settimana di preparazione, su un tema che oggi è divenuto controcorrente. Oggi è di moda essere “gay friendly”, come dicono i maestri del politicamente corretto. Chi non lo è, è automaticamente “omofobo”. Si sono, addirittura, dovuti inventare un termine dal nulla, per etichettare i “cattivi” di turno, che chiedono la tutela e la promozione delle Famiglie tradizionali, uniche veramente discriminate e prive di ogni reale sostentamento ed incentivo nello Stato laicista e liberale, servo delle lobby sovranazionali europee.

Naturalmente i Cattolici tradizionalisti (Christus Rex, Famiglia e Civiltà, Radio Spada) hanno pregato un S. Rosario riparatore di fronte ad una bella statua della Santa Vergine Maria, allo scandalo della profanazione della città da parte dell’orgoglio della sodomia, peccato annoverato dal Catechismo tra coloro che “gridano vendetta al cospetto di Dio” e secondo per gravità solo all’omicidio volontario. Usanza comune ed antica da parte dei Cattolici è quella di pregare in riparazione, in maniera pubblica, anche in piazza, laddove lo scandalo sia pubblico. E sappiamo che in alcune chiese o di fronte a capitelli cittadini altri si sono riuniti con la stessa intenzione, soprattutto laici, che hanno raccolto delle firme da recapitare a Roma.

Un altro storico risultato è stato quello di riunire in nome dell’Unicità della Famiglia formata da uomo, donna e bambini, come il Creatore ha voluto, tutte le forze politiche di centro-destra e della destra radicale. Oltre ai Cattolici fedeli alla Tradizione, i cui Responsabili o delegati (Castagna per Christus Rex, Zoccatelli per Famiglia e Civiltà, Maurizio-G. Ruggiero per il Comitato Pasque veronesi, Lissandrini per Radio Spada, Andrea Giovanazzi di ProVita) hanno guidato le rispettive delegazioni (oltre 50 persone). Si è distinta Forza Nuova con Luca Castellini e Yari Chiavenato, protagonista già al mattino, con Castagna e Rinaldi, di un atto dimostrativo sulla scalinata di Palazzo Barbieri, ove hanno mangiato panini imbottiti, alla faccia dell’ordinanza sul decoro urbano, emanata in merito dal Sindaco, che evidentemente ritiene cosa più grave rispetto alla pubblica ostentazione di oscenità, seppur in questa occasione minori e non certo grazie a lui. Poi sono arrivati a sostegno della Buona Battaglia: il Presidente del Consiglio Comunale di Verona Luca Zanotto con l’Eurodeputato Lorenzo Fontana (Lega Nord), Vito Comencini (Giovani padani), il neo-eletto consigliere regionale Stefano Valdegamberi con tutta la famiglia (Lista Zaia), il capogruppo in Comune di Forza Italia Daniele Polato assieme a Francesco Barini e Federico Sboarina. Il tutto, ovviamente, senza bandiere di partito, sotto l’unica bandiera della vera e unica Famiglia. Continua a leggere

Padova: valdesi con il Gay Pride di Verona

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Padova, Chiesa Metodista aderisce a Verona Pride

Truro cornwall gay pride parade 23.08.08

 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato della Chiesa Metodista di Padova con cui si annuncia l’adesione al Verona Pride, manifestazione del Nord-Est per i diritti Lgbt.

Il Consiglio della Chiesa Evangelica Metodista di Padova (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi) ha deciso di aderire alla manifestazione per la promozione dei diritti Lgbt e per l’uguaglianza che si terrà a Verona il prossimo 6 giugno. «I legami affettivi tra persone dello stesso sesso sono un esempio di amore agli occhi di Dio, e per noi è importante difendere le persone che vengono discriminate per amore» ha affermato Alberto Ruggin, membro valdese del Consiglio Metodista di Padova. La Chiesa Evangelica Valdese (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi) ha già dimostrato segnali di apertura verso ogni tipo di amore, benedicendo diverse coppie dello stesso sesso. Benché in Italia non trovino ancora un riconoscimento giuridico,davanti a Dio queste coppie sono una famiglia.

Chiesa Metodista di Padova

Fonte: http://www.vvox.it/2015/05/28/padova-chiesa-metodista-aderisce-a-verona-pride/

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Verona, Sabato 6 Giugno 2015, si alza la tensione attorno al “Verona Family Pride”

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di Redazione

Dopo l’articolo di presentazione del “VERONA FAMILY PRIDE” pubblicato su L’Arena del 29 Maggio 2015, sale la tensione a Verona a pochi giorni dalla contestatissima “sfilata-carnevalata” dell’orgoglio sodomita. Del resto, siamo a Verona, città baluardo della Tradizione. Cattolici tradizionalisti di “Christus Rex”, Famiglia &  Civiltà, Comitato Pasque veronesi, Associazione “Battiti” di Forza Italia, Forza Nuova, Giovani Padani, Lega Nord, neo-consiglieri della Lista Zaia, Verona Pulita e molti altri liberi cittadini riuniti sotto le insegne del buon senso, saranno uniti nell’affermare l’unicità della Famiglia naturale, formata da uomo e donna e finalizzata alla procreazione. Dalle 15.00 alle 18.00 Sabato 6 Giugno presso il campo giochi di fronte all’Arsenale. Riproponiamo qui sotto l’ampio ed equilibrato articolo di Angiola Petronio, sul Corriere di Verona, inserto del Corriere della Sera di ieri, serata in cui Telenuovo ha ospitato Maurizio Ruggiero su questa tematica. Stasera, in prima serata, gli organizzatori del Verona Family Pride saranno ospiti di TeleArena con collegamento esterno dalla scalinata di Palazzo Barbieri: (Vedi: http://www.larena.it/stories/379_citta/1195374_verona_pride_se_ne_parla_stasera_a_direttaverona/  )

Cat.

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Siria: nuove accuse di Amnesty… ma non indipendenti

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ribelliSegnalazione del Centro Studi Federici

 “Secondo un nuovo rapporto pubblicato oggi da Amnesty International, il terrore allo stato puro e sofferenze insopportabili costringono molti abitanti di Aleppo a vivere sottoterra per sfuggire agli incessanti bombardamenti aerei delle forze governative contro i quartieri occupati dall’opposizione.
Il rapporto, intitolato “Morte ovunque: crimini di guerra e altre violazioni dei diritti umani ad Aleppo” descrive gli orrendi crimini di guerra e le altre violazioni commesse ogni giorno nella città da governo e gruppi armati d’opposizione” (da Avvenire e Fatto Quotidiano)
In proposito alcune semplici osservazioni:

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