Commemorazione dell’eccidio partigiano di Susegana-Oderzo (TV)

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Rosario Suseganadi Loris Zamperoni

Il nostro Circolo “Christus Rex” ha partecipato, ieri alla Commemorazione dell’eccidio di Susegana (TV) recitando un Santo Rosario in suffragio delle vittime ivi sepolte (foto a lato), ricordate da un mirabile discorso cattolico militante e politico-cattolico del Prof. Antonio Diano. Su invito dell’Associazione Continuità Ideale fed. di Treviso, ha successivamente partecipato al pranzo cameratesco ove il Presidente organizzatore ha tenuto un breve discorso, seguito dagli interventi del Prof. Diano e del Responsabile Nazionale Matteo Castagna. 

Oggi ho inviato il seguente comunicato stampa, nella qualità di Portavoce e addetto stampa della Federazione trevigiana di Continuità Ideale: Continua a leggere

De Bortoli lascia il Corriere: «Mai fatto sconti. Renzi? Un maleducato di talento»

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Segnalazione Quelsi

by Redazione

de bortoli fontanaMilano – Luciano Fontana è il nuovo direttore del Corriere della Sera. Il Cda, che espresso «profonda gratitudine e grande apprezzamento a Ferruccio de Bortoli per l’attività svolta alla direzione», lo ha designato all’unanimità. Uscendo dal palazzo Rcs Fontana si è detto «emozionato, moltissimo».

Originario di Frosinone, 56 anni, laurea in Filosofia del Linguaggio a Roma, Fontana ha passato undici anni all’Unità a Roma (1986-1997) dove si occupa di politica italiana, cronaca amministrativa e giudiziaria. È soprattutto un uomo di desk e lavora principalmente nelle redazioni della cronaca e del politico e dell’ufficio centrale del quotidiano romano diretto da Walter Veltroni.

Dal 1997 è a Milano al Corriere della Sera, dove percorre l’intera carriera di desk passando dall’ufficio centrale alla vice direzione fino a quando, nel marzo 2009 con il ritorno di de Bortoli al posto di Mieli, viene nominato condirettore nella sua attuale posizione.

«Mandato chiaro» a Fontana
Luciano Fontana ha avuto dal cda di Rcs un «mandato chiaro» e sarà «un’eccellente guida» per il Corriere della Sera. Lo afferma Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Rcs Mediagroup, dopo la riunione che ha deliberato la scelta del nuovo direttore del quotidiano.

«Il consiglio – sottolinea – ha deciso in modo compatto sulla designazione di Luciano Fontana alla direzione del Corriere della Sera, affidandogli un mandato chiaro quanto alla rilevanza della sostenibilità economica del “sistema Corriere”, in linea con il percorso di trasformazione che il gruppo Rcs ha davanti a sé�.

Al neo-direttore formula «un sentito augurio di buon lavoro per le sfide che lo attendono» il presidente del gruppo editoriale, Maurizio Costa, dopo un cda «particolarmente efficace» che ha assunto «decisioni di grande rilievo». «Innanzitutto – ricorda – la scelta, all’unanimità, di affidare un mandato pieno a Luciano Fontana. Inoltre, sono stati costituiti i comitati, tra i quali è di particolare rilevanza quello strategico che pone il tema delle strategie di sviluppo del gruppo al centro delle attività del consiglio».

Il saluto di de Bortoli
Contemporaneamente è arrivata la data di scadenza per Ferruccio de Bortoli , fissata già dal luglio del 2014 (si ritirerà nella sua Varigotti?). L’ex direttore ha salutato i suoi lettori con un “rendiconto” pubblicato sul quotidiano di oggi, in cui difende le proprie scelte e la propria linea editoriale. Da notare che l’articolo non è stato riportato né richiamato in prima pagina, ma relegato a pagina 35, probabilmente per scelta dello stesso de Bortoli, di cui è noto l’understatement. Anche Beppe Severgnini, nella sua rubrica Italians, saluta il direttore che gliela affidò nel 2001 e ne difende il lavoro («non è il Corriere di de Bortoli ad aver messo in difficoltà i conti Rcs»).

«Il Corriere non è stato il portavoce di nessuno – scrive invece de Bortoli -, tantomeno dei suoi troppi e litigiosi azionisti. Non ha fatto sconti al potere, nelle sue varie forme, nemmeno a quello giudiziario. Ha giudicato i governi sui fatti, senza amicizie, pregiudizi o secondi fini. E proprio per questo è stato inviso e criticato. Chi scrive ha avuto lunghe vicende giudiziarie con gli avvocati di Berlusconi, con D’Alema e tanti altri.

Al nostro storico collaboratore Mario Monti – che ebbe, per fortuna dell’Italia, l’incarico dal presidente Napolitano di guidare il governo – non piacquero, per usare un eufemismo, alcuni nostri editoriali. Come a Prodi, del resto, a suo tempo. Pazienza. Del giovane caudillo Renzi, che dire? Un maleducato di talento – prosegue -. Il Corriere ha appoggiato le sue riforme economiche, utili al Paese, ma ha diffidato fortemente del suo modo di interpretare il potere.

Disprezza le istituzioni e mal sopporta le critiche. Personalmente mi auguro che Mattarella non firmi l’Italicum. Una legge sbagliata – spiega de Bortoli – . Ad alcuni miei – ormai ex – azionisti sono risultate indigeste talune cronache finanziarie e giudiziarie. A Torino come a Milano. Se ne sono fatti una ragione. Alla Procura di Milano si sono irritati, e non poco, per come abbiamo trattato il caso Bruti-Robledo? Ancora pazienza. L’elenco potrebbe continuare».

Il Secolo XIX

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Gli auguri del Free Syrian Army allo stato d’Israele

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fsaSegnalazione del Centro Studi Federici

Yom ha-Azmaut. Israele riceve gli auguri dei ribelli siriani
26/4/2015 – Una notizia che sui media italiani non si troverà mai, ma che ci fa piacere riportare dal Times of Israel. Il 23 aprile, in occasione del 67esimo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, insieme ai cordiali auguri giunti da numerosi leader mondiali, il governo israeliano ha ricevuto a sorpresa un lettera di congratulazioni da parte di un inaspettato mittente. La Free Syrian Army, un gruppo d’opposizione moderato siriano nato nei mesi recenti da una frangia dei ribelli islamici più combattivi, ha inviato ai dirigenti israeliani un messaggio in cui ha espresso l’intenzione di festeggiare il prossimo anno l’anniversario dell’Indipendenza israeliana presso l’ambasciata di Israele a Damasco.

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Sergio Ramelli: odio e spranghe della borghesia radical-chic

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Segnalazione Quelsi

sergio ramelli

by Giampaolo Rossi

LA FEROCIA Oggi di 40 anni fa, Sergio Ramelli cessava di vivere in un letto dell’Ospedale Maggiore di Milano dopo un’interminabile agonia. Aveva 19 anni. Quarantotto giorni prima era stato aggredito davanti alla sua casa da un commando militante di sinistra e massacrato a colpi di chiave inglese; gli aprirono il cranio spappolandogli il cervello senza pietà. L’omicidio Ramelli, per ferocia, follia e crudeltà, fu uno dei più efferati degli anni ’70. Lui, giovane militante di destra, non era un picchiatore né un fascista, almeno per come l’immaginario conformista dei custodi dell’ipocrisia dipingeva i giovani del Msi. La sua principale colpa era stata quella di aver scritto in un tema in classe (reso pubblico nella bacheca della scuola) che quelli delle Brigate Rosse erano terroristi. In quell’Italia imbevuta di follia ideologica la verità anche più banale poteva trasformarsi in una condanna a morte. Ci vollero 10 anni perché i colpevoli venissero individuati e processati; tutti, nel frattempo, divenuti professionisti (medici, magari ricercatori universitari in Svizzera) o stimati politici del Pci. Ad uccidere Ramelli furono i militanti di Avanguardia Operaia che di operaio non avevano nulla: un gruppo di figli di papà imbevuti d’ideologia e di violenza rivoluzionaria; studenti di medicina e rampolli della buona borghesia milanese. Un film già visto.

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Genocidio armeno: un dettaglio della storia?

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Segnalazione del Centro Studi Federici

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Genocidio armeno: un dettaglio della storia?

“È impossibile che la Knesset possa riconoscere il genocidio armeno. È impossibile. Non possiamo permetterci di compromettere le nostre relazioni con il nostro principale partner strategico nel mondo musulmano – l’Azerbaijan – per alcune trite questioni che riguardano eventi avvenuti cent’anni fa” (Danny Ayalon, vice ministro agli Esteri dello stato d’Israele e membro di Yisrael Beiteinu, 18 maggio 2011)

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Milano: ANPI vuole impedire manifestazione di stasera. Noi ci saremo, e saremo tanti

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Il 29 aprile a Milano sia impedita la parata nazifascista

26 aprile 2015

Lo stesso giorno presidio unitario antifascista (a partire dalle ore 17,00) alla Loggia dei Mercanti

A Milano il Comitato permanente antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano ha lanciato un appello affinché venga impedita la parata nazista che ogni anno viene organizzata per ricordare l’uccisione avvenuta 40 anni fa di un giovane di destra, Sergio Ramelli.

Questo il testo dell’appello

“Non è più tollerabile che Milano debba assistere ogni 29 aprile alla parata nazifascista che da anni deturpa la nostra città strumentalizzando il doveroso ricordo dei tragici episodi da noi duramente condannati, avvenuti quaranta anni fa nella nostra città, con l’uccisione del giovane Sergio Ramelli.
Il 29 aprile prossimo ricorrerà il quarantesimo anniversario della morte di Sergio Ramelli.
L’esperienza degli anni passati lascia certamente presagire che tale pur legittima manifestazione di ricordo sarà il pretesto, come avvenuto in occasione delle manifestazioni precedenti, per frange di neofascisti di tutta Italia per inscenare l’ennesima parata militare con l’utilizzo e la magnificazione di simboli neonazisti e neofascisti. Naturalmente, non si vuole mettere in discussione il fondamentale principio di libertà di manifestazione del proprio pensiero sancito dall’art. 21 della nostra Carta Costituzionale.

È altresì vero, tuttavia, che tale principio incontra limiti ben precisi e anch’essi sanciti per Legge laddove si risolva nella apologia del fascismo.
Abbiamo rivolto un forte appello alle pubbliche autorità perchè quest’anno, a soli quattro giorni dal settantesimo della Liberazione, a due giorni dalla Festa del Primo Maggio e dall’inaugurazione di EXPO 2015, non si ripeta questa grave offesa a Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza e venga impedita l’ennesima manifestazione di aperta apologia del fascismo che si porrebbe in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana e con le leggi Scelba e Mancino.
Chiamiamo gli antifascisti, i milanesi ad una numerosa e pacifica partecipazione al presidio unitario promosso dal Comitato Permanente Antifascista per la difesa dell’ordine repubblicano che si svolgerà Mercoledì 29 Aprile 2015 a partire dalle ore 17,00 alla Loggia dei Mercanti, luogo simbolo di Milano, capitale della Resistenza.”

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Come aiutare il Nepal

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Segnalazione Quelsi

TERREMOTO NEPAL

by Girolamo Minotto

Il network di AGIRE, l’Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze, è in forte mobilitazione per gestire l’emergenza in Nepal. Sono più di 4.000 i morti causati dal catastrofico terremoto. Da ieri è attivo il coordinamento dei soccorsi finalizzato innanzitutto a valutare le necessità prioritarie: acqua, cibo, ripari per le famiglie rimaste senza un tetto, interventi sanitari. Ma anche noi, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa. È possibile effettuare una donazione ai seguenti canali:

– Numero Verde 800.132.870 (dal lunedì al venerdì dalle h.09.00 alle h.18.00)

– On-line: con carta di credito, Paypal o PagoInConto (per clienti del gruppo Intesa Sanpaolo) sul sito http://www.agire.it

– Banca: con bonifico bancario su conto corrente IBAN: IT79 J 03359 01600 100000060696 intestato ad AGIRE onlus, presso BancaProssima, Causale: “Emergenza Nepal”

– Posta: con bollettino postale sul conto corrente postale n. 4146579 o bonifico postale al seguente IBAN: IT 79 U 07601 03200 000085593614 intestato ad AGIRE onlus, Via Aniene 26/A – 00198 Roma, Causale: “Emergenza Nepal”

– Sms: attivo anche il servizio sms solidale di Agire. Il numero è 45591

Foto: SkyTg24

Girolamo Minotto | aprile 27, 2015 alle 10:17 pm | Etichette: agiredonazioniNepal,terremoto | Categorie: Attualità | URL: http://wp.me/p3RTK9-96b

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