WhatsApp torna gratuito: sicuri sia un vantaggio?

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WHATSUP

WhatsApp, l’app di messaggistica più usata al mondo, ha deciso di tornare gratuita come lo era alle origini: la società, acquistata da Facebook nel 2014, ha deciso di abolire il canone di 89 centesimi. Siamo sicuri che questo per gli utenti sia un vantaggio? Ne ha parlato Roberto Catania su Panorama.

di Roberto Catania

Lì per lì verrebbe da esultare. O quantomeno da alzare il pollice verso l’alto come ci ha insegnato a fare Facebook coi suoi Like. WhatsApp diventa gratuito, e anche se questo non ci renderà più ricchi – in fondo non saranno 89 centesimi l’anno a stravolgere le nostre finanze – se non altro ci fa sentire più liberi. Perché, diciamolo pure, questa cosa che bisogna pagare per utilizzare un’app è una scocciatura, soprattutto in un mondo nel quale tutto o quasi è gratuito: notizie, servizi di email, navigatori satellitari e applicazioni di ogni genere.

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Confessioni2000.it contro la censura rossa

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Risultati immagini per confessioni 2000di Matteo Castagna

In principio fu Anzini!” Così titola il capitolo dedicato ai Cattolici tradizionalisti del lungo, lacunoso, a tratti farsesco e a tratti completamente falso dossier anonimo, scritto da un sedicente Kollettivo veronese contro tutto ciò che non è sinistro nella nostra città. Vengono citate date con abbinati fatti di cronaca e parti di fantasia, vengono messe fotografie e rassegne stampa degli ultimi 20-25 anni di politica scaligera, che subiscono correzioni ed aggiunte nel corso del tempo, con denominatore comune la cosiddetta“trama nera” che unirebbe, nella capoccia degli autori buontemponi, ogni accadimento in riva all’Adige. Vengono abbinate persone, poi movimenti, gruppi e partiti che nell’immaginario dei centri (a)sociali sarebbero uniti dal razzismo, dall’odio del diverso, dalla xenofobia, poi dall’ “omofobia”, dal fascismo e dall’integralismo cattolico. Un apparato, insomma, che dietro le quinte di non si sa qual teatro, muoverebbe le fila della vita civile, nella nostra bella città.

Accade che il 31 Ottobre 2015 il Prof. Manfredo Anzini partecipa all’inaugurazione pubblica di “Traditio”, il locale di servizi d’area tradizionalista e identitaria in Via Galvani 31 e la sua presenza viene notata da alcuni solerti e noti personaggi. Dopo pochi giorni esce su internet l’ultima revisione del poderoso quanto inutile e grottesco Pdf in stile sovietico del Kollettivo che si ricorda e scrive (con errori clamorosi e la consueta faziosità) del Prof. Anzini, ripercorrendone la storia di preside al Liceo Scientifico Fracastoro, ove a causa della sua avversione per i dis-valori sessantottardi e per il suo conseguente rfiuto del comunismo marxista venne attaccato e perseguitato dalle “generazioni rosse” che si ammantavano di democrazia e andavano cianciando di libertà, ma a senso unico, per il pensiero unico e massificatore, cui il preside Anzini opponeva il rigore, la ricerca della verità, la lealtà, l’educazione, il rispetto, il senso del dovere, l’ordine contro il caos. Lo chiamavano “Preside fascista” perché non consentiva occupazioni, scioperi, indisciplina. Era “nero” perché voleva premiare gli alunni meritevoli e bocciare gli scansafatiche, mentre il sistema desiderava promuovere tutti, in nome della comune ignoranza. Era “integralista” perché aveva fondato una casa editrice ed una rivista fedeli ad una linea di pensiero che si discostava totalmente dal social-comunismo imperante.

Fatalità, dopo pochi giorni, il suo sito: www.confessioni2000.it, ricco di pensieri e di riflessioni sulla vita, sul mondo, su Dio e sull’umanità, sull’amore, sulla scuola, sugli abbagli e le falsità del pensiero unico “impegnato”, sugli interrogativi esistenziali di ogni essere pensante e delle sue  aspettative, sito certamente controcorrente, improvvisamente diventa inaccessibile sulla rete. E lo rimane per almeno una ventina di giorni, fino al ripristino da parte dei tecnici informatici incaricati dal Professore.

Strana coincidenza! Non sarà stato il solito, inquietante modus operandi tipicamente sinistrorso, finalizzato a tacitare chiunque non la pensi come la loro parte politica? Tacitare, infangare, delegittimare, screditare, odiare l’avversario, che diventa un nemico da abbattere, che non ha il diritto di esistere, neppure virtualmente. Oggi come ieri, la storia non cambia, perché la verità scotta. Ma noi tireremo dritto – direbbe il Prof. Anzini – perché la verità ha bisogno di testimonianza e non sta mai alla sinistra del Padre… Continua a leggere

Un ex agente Cia: Hitler ed Eva non si suicidarono ma scapparono in Argentina

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HITLER

Segnalazione Quelsi

by Redazione

Che Hitler non si sia suicidato ma scappato in Sudamerica, come molti gerarchi nazisti tra cui Eichmann e il dottor Mengele, è una diceria piuttosto ricorrente. Adesso però questa diceria parrebbe trovare un qualche riscontro nella realtà: stando a quanto rivelato da un ex agente Cia, il Fuhrer sarebbe davvero scappato in Argentina assieme ad Eva Braun. Ne ha parlato Paolo Manzo su Il Giornale.

di Paolo Manzo

Adolf Hitler non sarebbe morto nel bunker di Berlino il 30 aprile del 1945 ma, al suo posto, sarebbero stati uccisi due sosia, uno suo ed uno di Eva Braun, la sua compagna sposata qualche ora prima della fuga e non, come sostenuto dalla storiografia ufficiale sino ad oggi, del duplice suicidio.

A sostenerlo un ex agente della CIA, Bob Baer, che ha pubblicato pochi giorni fa una sua analisi di 700 documenti FBI declassificati di recente. Hitler e la Braun sarebbero fuggiti a piedi attraverso la fitta rete di tunnel sotterranei che collegavano la sua cancelleria con l’aeroporto berlinese di Tempelhof e, da qui, sarebbero volati in Spagna, nell’isola di Tenerife. Qui rimasero qualche tempo per poi lasciare l’Europa alla volta della Patagonia argentina.

L’ipotesi di Baer – alcuni stralci della sua ricerca sui documenti inediti della FBI sono stati pubblicati dal quotidiano britannico The Mirror – è confermata da Abel Basti, giornalista investigativo argentino che lo scorso anno, alla Fiera del Libro di Torino, ha presentato “Sulle tracce di Hitler” per i tipi di Eden Edizioni, con documenti inediti che avvalorano la fuga dell’ex dittatore nazista nella regione patagonica a sud di Bariloche. Una tesi confermata anche dall’ex investigatore dell’ONU John Cencich, intervistato da History Channel per una serie sullo scottante argomento degli ultimi giorni del Fuhrer.

Insomma, quella che sino a pochi anni fa era considerata solo una “leggenda metropolitana” – ovvero la fuga di Hitler in Sudamerica –raccoglie sempre più consensi. Soprattutto dal 2009, quando il cranio conservato per 50 anni al Museo della Guerra di Mosca che si credeva fosse del Fuhrer fu sottoposto al test del DNA da un’equipe di medici legali dell’università del Connecticut: risultò appartenere ad una donna con meno di 40 anni.

Redazione | gennaio 15, 2016 alle 9:04 am | Etichette: argentinaciaeva braunfugahitler | Categorie: Cultura e Informazione | URL: http://wp.me/p3RTK9-aR8

 

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Il padre che salvò suo figlio dall’espianto armato di pistola in ospedale

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Segnalazione della Lega Nazionale Antipredazione degli Organi

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Houston, Texas, 29 Dicembre 2015 (da LifeSiteNews)

George Pickering Jr. fu colpito da un ictus massivo nel gennaio scorso. I medici diagnosticarono che il 27enne era in ‘morte cerebrale’ e l’ospedale ordinò che si spegnesse il supporto di sostegno alla vita oppure si procedesse alla donazione d’organi. Ma il padre di George sentiva nelle viscere che suo figlio ce la poteva fare a dispetto della prognosi infausta: suo figlio aveva solo bisogno di un po’ più di tempo.

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La manina americana dietro l’invasione

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Segnalazione FB di Alfio Krancic

Un’Europa debole e senza in capitolo è negli interessi Usa

di Francesco Alberoni

Le migrazioni non si fermeranno finché dalle coste della Turchia verranno fatti partire gommoni pieni di asiatici e i greci li aiuteranno a sbarcare sulle loro isole.

Le emigrazioni non si fermeranno se gli scafisti libici continueranno ad imbarcare africani e le navi europee li trasborderanno. L’Europa, non essendo uno Stato sovrano, non ha confini esterni: li hanno l’Italia, la Grecia e la Bulgaria, ma sono impotenti contro la Turchia o le bande armate libiche.Un tempo c’era un accordo politico fra questi Paesi, sicché venivano controllati tutti coloro che passavano il confine e fermati coloro che non avevano ricevuto l’autorizzazione da entrambi i Paesi. Ma per far rispettare queste regole occorre una forza armata. Nessuno sbarca in Inghilterra o negli Usa illegalmente perché sparano. Ma poiché l’Europa non ha un suo esercito e Italia e Grecia sono impotenti (mentre Libia e Turchia sono armate fino ai denti e c’è tutto il mondo islamico che preme), si è finito per accettare tutti la dottrina secondo cui qualunque africano o asiatico che dice di star male nel suo Paese ha il diritto di entrare in Europa e di ricevere aiuti.Gli europei, così come non hanno un esercito, non hanno neppure una leadership: si sono sempre lasciati guidare dagli americani che hanno impedito l’unificazione economica fra Europa occidentale e Russia per indebolirle entrambe e si sono alleati con gli arabi e il loro petrolio. Poi hanno combinato un sacco di disastri in questi Paesi e in cambio hanno concesso ai loro abitanti di emigrare a piacimento in Europa.Se avessero voluto, gli americani con i loro alleati arabi avrebbero potuto far finire la guerra in Libia e, sempre se avessero voluto, avrebbero chiesto alla Turchia di pattugliare le sue coste e non far partire neanche un gommone per la Grecia. I soldi per l’ospitalità dei profughi li avrebbe volentieri messi l’Europa. Ma non lo hanno fatto perché loro e i loro amici islamici vogliono una Europa debole. L’unica cosa che gli americani non vogliono è che l’Europa si metta d’accordo con la Russia perché un loro accordo creerebbe una potenza che cambierebbe radicalmente le cose. E gli europei non lo capiscono.

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La FIFA censura Gesù

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Segnalazione Quelsi

Nel video ufficiale trasmesso dalla FIFA in occasione dell’assegnazione del Pallone d’oro, vinto da Leo Messi, la Federazione Internazionale di Calcio ha omesso un piccolo dettaglio: Gesù.
Osservate cosa c’è scritto nella fascia che indossa in testa Neymar, e poi controllate come per magia sia sparita la scritta “100% JESUS” nel fotogramma del video ufficiale. Che questo abbia a che vedere con i mondiali 2022 assegnati al Qatar? Resta una vergogna…

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Silvia Cirocchi | gennaio 12, 2016 alle 2:51 pm | Categorie: Attualità | URL:http://wp.me/p3RTK9-aP2

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Colonia, incidenti e violenze a Lipsia Neonazisti attaccano negozi: fermi

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Colonia, incidenti e violenze a Lipsia Neonazisti attaccano negozi: fermiSecondo la polizia si tratta di hooligan legati alle tifoserie di due squadre locali. In città si sta svolgendo anche una manifestazione anti-immigrati di Pegida (il partito anti Islam nato nel 2014) e un corteo contro quest’ultimo raduno. Nella città renana domenica sono stati aggrediti e feriti alcuni stranieri

Non si attenua la tensione in Germania per le violenze di Colonia nella notte di San Silvestro. Nella città renana, domenica sera, è partita la caccia allo straniero. Per la polizia gli attacchi ai non tedeschi sono stati panificati via social network. A Lipsia invece, lunedì sera, sono stati attaccati diversi negozi ed eseguiti diversi fermi. Secondo la tv regionale Mdr, un gruppo di neonazisti ha assaltato alcuni esercizi commerciali nel quartiere di Connewitz. La polizia ha eseguito una serie di fermi tra le circa 250 persone che con il volto coperto hanno lanciato pietre contro le vetrine e acceso fumogeni. Secondo la polizia si tratta di hooligan legati alle tifoserie di due squadre locali. In città si sta svolgendo anche unamanifestazione anti-immigrati di Pegida (il partito anti Islam nato nel 2014) e un corteo contro quest’ultimo raduno.

A Colonia nella zona della stazione centrale sei cittadini pachistani e un siriano sono stati aggrediti. Mentre un nordafricano è stato inseguito. Il governo ha messo in guardia dal contagio xenofobo: “Bisogna assolutamente evitare di alimentare un sospetto generale sui rifugiati”. Anche il presidente del Consiglio dei musulmani tedeschi Ayman Mazyek ha denunciato dalle pagine del Koelner Stadt Anzeiger una “nuova dimensione di odio” contro i fedeli di religione islamica: mail e telefonate di minacce, mentre nella rete si scatenano gli insulti. Continua a leggere

La Congregazione di Gesù e Maria ha fatto visita a Verona

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20160108_203840di Matteo Castagna

Su invito del Circolo Cattolico “Christus Rex” da giovedì 7 a sabato 9 Gennaio 2016 i cattolici tradizionalisti veronesi hanno ricevuto la visita di Padre Rigoberto Sanchez della Congregazione di Gesù e Maria, accompagnato dal seminarista Marco Rui, provenienti dalla Bretagna, ove dispone di un nutrito gruppo di fedeli.

La Congregazione fa capo a S.Ecc. Rev.ma Mons. Andrés Morello, che vive in Patagonia, ove dirige un seminario e che già a dicembre ci scrisse una bella lettera di auguri e benedizioni. Si tratta di un Vescovo sedevacantista simpliciter della linea Thuc.

La visita è stata occasione di conoscenza reciproca, di illustrazione delle attività sia di “Christus Rex” che del Comitato per la celebrazione delle Pasque veronesi, che del Comitato contro il relativismo religioso e la presentazione delle strutture esistenti, di discussione inerente la situazione ecclesiale e politica, che ha trovato edificante armonia e concordanza di vedute. Il tutto si è svolto in un clima estremamente cordiale, molto interessante per i contenuti espressi, che fa ben sperare nella possibilità di una graduale ed organizzata collaborazione. Padre Rigoberto ha celebrato la Santa Messa tradizionale “non una cum” l’occupante conciliare, sia venerdì 8 che sabato 9 gennaio ed ha lodato ed incoraggiato l’opera militante di tanti anni in terra scaligera.

Ora, ci affidiamo alla preghiera, affinché i propositi e le intenzioni possano realizzarsi secondo la volontà di Dio, per la Sua maggior Gloria e per il Bene delle anime. Continua a leggere

Colonia, il silenzio delle femministe sulle violenze degli immigrati

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SBOLDRINI

Dalla Boldrini alle femministe del Pd, tutte hanno paura a dire che i violenti erano immigrati. Per timore di dare ragione alla destra

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Svizzera: il referendum che fa tremare le banche

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di Giuseppe Maneggio

franchiBerna, 28 dic – E’ risaputo: in Svizzera il popolo può influire sull’attività governativa per il tramite di iniziative e referendum. Il Popolo è l’istanza politica suprema dello Stato. Questo principio caratterizza il sistema politico della Svizzera. Gli Svizzeri possono esprimere le loro opinioni a livello federale, cantonale e comunale: votando su questioni diverse ed eleggendo i loro rappresentanti a Palazzo federale.

Le consultazioni popolari sono molto frequenti ed è notizia recente che l’ennesimo referendum deciderà se vietare alle banche commerciali di creare denaro ex nihilo, dal nulla.

Più di 110 mila cittadini elvetici hanno difatti firmato la petizione che chiede di dare alla banca centrale la competenza esclusiva di creare denaro nel sistema finanziario.

 Una campagna promossa dal movimento per il Denaro Sovrano Svizzero (Vollgeld) che nei propositi, una volta promossa a legge l’iniziativa referendaria, limiterebbe la speculazione finanziaria richiedendo alle banche private di detenere riserve per il cento per cento dei loro depositi. All’atto pratico un vero e proprio divieto della riserva frazionaria, causa di molte instabilità bancarie, ma anche capace di dopare l’economia fino a quando la crescita non diventa speculazione.

Le banche non sarebbero più in grado di creare soldi per se stesse, ma solo in grado di prestare denaro che raccolgono dai risparmiatori o da altre banche” si legge all’interno del sito dei promotori del referendum. Continua a leggere

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