Croce vietata all’ingresso del cimitero “per non offendere altre religioni”

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CROCE

BOLOGNA, 29 GEN – Polemica a Casalecchio di Reno, città di 36.000 abitanti alle porte di Bologna, dopo la decisione del consiglio comunale di non collocare una croce per indicare il nuovo ingresso del cimitero cittadino.

“Fa rabbia e tristezza la decisione del sindaco di Casalecchio”, esponente democratico, “di vietare la croce all’ingresso del cimitero – attacca in una nota, Fabrizio Nofori portavoce provinciale di Fratelli d’Italia-An -: da quando la croce è un’offesa per le altre religioni?”.

Ad ogni modo, prosegue l’esponente del partito di centrodestra “si sa, per il Pd che copre le statue dei musei capitolini, senza che fosse nemmeno richiesto, per non offendere il presidente iraniano Rohani, non ci si può aspettare altro se non la svendita delle nostre più profonde radici culturali”. (ANSA)

 

 

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A San Pietro vietate le celebrazioni per chi partecipava al Family Day

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 FAMILY DAY

L’Articolo di Socci è significativo, ma lo stupore, oramai, dopo 50 anni di Concilio è fuori luogo così come l’ostinazione a definire Papa chi non lo è. Un milione di persone, moltissime delle quali ha sfilato in buona fede, è stato fin da principio abbandonato dalle gerarchie sia religiose che politiche (salvo rari casi, nella pratica, inutili). Questo è il dato di fatto. Commovente che su molte persone l’ideologia gender non abbia attecchito. Scandalose le assenze di coloro che trattano e decidono nelle Stanze dei Bottoni…

 di Antonio Socci

Com’è noto non sono tra i tifosi di papa Bergoglio, tuttavia, per inguaribile speranza, non smetto mai di aspettarmi qualche bella sorpresa che smentisca la mia opinione negativa. Puntualmente deluso.

Sabato mattina, ragionando con amici, dicevo: se non per paternità, se non per condivisione degli ideali, quantomeno per furbizia politica (che a Bergoglio non manca) mi aspetto che il papa dia almeno un segnale.

In fondo a questo popolo di persone buone e brave sarebbe bastato un piccolo messaggio e lo avrebbero osannato e riempito di applausi filiali.

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LE STATUE VELATE Chi è la responsabile. La soffiata del Corriere

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RESPONSABILE

Sotto accusa per le statue velate per non offendere Rouhani, c’è lei: Ilva Sapora, dirigente dell’ufficio del Cerimoniale della presidenza del Consiglio. Classe ’51, una laurea in filosofia, lavora a Palazzo Chigi da più di 15 anni e, riporta il Corriere della Sera, ha una relazione professionale molto salda con Gianni Letta. E’ stata poi promossa dal nipote di Letta, Enrico, e poi con il premier Renzi ha unificato un ufficio prima diviso in due, nazionale e internazionale, assumendo tutte le deleghe. In sostanza guida il Cerimoniale da tre anni.

Elegante, bella, raffinata, affianca il premier in quasi tutti gli incontri in Italia e all’estero (anche se non sa l’inglese) ed è molto difficile, sostiene il Corriere, visto il metodo di lavoro di Renzi, “che possa aver preso la decisione di coprire i nudi del Campidoglio in totale autonomia”.

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Le marocchinate di Colonia

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Segnalazione del Centro Studi Federici

I molestatori? Non erano profughi di guerra

Oggi il Corriere del Ticino pubblica uno scoop sulla notte di Colonia: un nostro collaboratore ha avuto accesso ai primi risultati dell’inchiesta della polizia tedesca sulle violenze sessuali subite da centinaia di donne. Tre giovani sono stati arrestati e sono reo confessi: hanno ammesso che le violenze sessuali sono state perpetrate per divertimento, senza pietà per le vittime. http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/147010/colonia-violenze-sessuali-per-divertimento

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Calabria – L’arresto di Oliverio fa tremare la massoneria e la ‘ndrangheta: gestiva appalti in Calabria

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OLIVERIO

Il suo archivio svela i rapporti riservati con alti prelati, funzionari dell’ intelligence , militari della Guardia di Finanza, imprenditori e politici. Perché Paolo Oliverio, arrestato agli inizi di novembre con l’accusa di aver pilotato nomine e affari dell’ordine religioso dei Camilliani, era in realtà il commercialista di fiducia di esponenti delle istituzioni e uomini d’affari. Ma anche – dice l’accusa – il «riciclatore» dei soldi della ‘ndrangheta e di alcuni esponenti della criminalità romana. Custode di numerosi segreti, come dimostrano le migliaia di file trovati nei suoi computer e nelle chiavette Usb sequestrate al momento dell’arresto. E adesso sono in molti a temere quello che ne verrà fuori. Anche perché il giudice delle indagini preliminari gli ha negato la scarcerazione proprio in attesa «dell’esito delle verifiche su questi legami» affidate dal pubblico ministero Giuseppe Cascini agli investigatori delle Fiamme Gialle guidati dal colonnello Cosimo De Gesù. Del resto lui stesso, ostentando spavalderia al momento della cattura, lo aveva anticipato ai militari che portavano via le apparecchiature informatiche: «Se li aprite viene giù l’Italia». Dai Camilliani il professionista aveva ottenuto una procura speciale per la gestione degli appalti in Campania, Calabria e Sicilia. Si occupava delle commesse e sarebbe riuscito a trasferire fondi all’estero, in particolare in Romania, attraverso un meccanismo che – accusa il Gico della Guardia di Finanza – prevedeva «l’effettuazione di bonifici giustificati da una causale fittizia, compatibile con il mondo camilliano, in modo che il beneficiario, ottenuta la disponibilità in conto, poteva prelevare il contante accreditato all’estero e ottenere in Italia la consegna contante di pari importo attraverso una sorta di compensazione». Appunti e documenti contenuti nei suoi computer rivelano che non erano soltanto i vertici dell’ordine religioso i suoi referenti in Vaticano. Le informative allegate all’ordinanza rivelano che avrebbe «risolto» un caso di violenza sessuale che vedeva coinvolto un religioso convincendo la vittima a non presentare denuncia. I documenti acquisiti in seguito proverebbero che pure altre questioni delicate – economiche e personali – sarebbe riuscito a governare così favorendo alcuni alti prelati che avrebbero poi ricambiato questa disponibilità. –

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Bombe turche sui cristiani iracheni

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Bombe sul villaggio cristiano: Erdogan come lo Stato islamico

Altro che lotta all’Isis, le truppe irachene hanno sterminato il villaggio iracheno di Sharanish. Anche il Sultano, come il Califfo, perseguita i cristiani

Recep Tayyip Erdoğan ha finalmente gettato la maschera. Nella notte tra il 16 il 17 gennaio le truppe turche hanno bombardato il villaggio iracheno di Sharanish, che si trova ai confini con la Turchia, nel governatorato di Dohuk.

Qui non vivono i tagliagole dello Stato islamico, ma cristiani caldei e assiri. I bombardamenti hanno diffuso il panico tra la popolazione, costretta a fuggire verso la città di Zakho in piena notte, mentre la neve e il freddo pungente battevano sull’Iraq.

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Le staccano la spina ma la bambina torna in vita e guarisce

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BELLA

Quello che è successo a Bella Moore Williams, bambina di 18 mesi originaria dell’Essex, in Gran Bretagna, nata con una malattia congenita e allo stadio terminale, ha dello straordinario. I suoi genitori, Francesca e Lee, di 41 e 44 anni, erano pronti a dire addio alla figlia dopo che avevano deciso di staccare la spina del respiratore che l’aiutava a sopravvivere. Avevano anche firmato tutti i documenti che non ne permettevano la rianimazione ed altre misure speciali. Dopo soli 30 minuti, però, la bambina, che i medici avevano dato per morta (morta cerebrale ndr), ha iniziato a scalciare e ad urlare. Sono passati 5 mesi da quel momento straziante: la piccola ora è guarita e può tornare a casa per festeggiare il Natale insieme alla sua famiglia. “Le tenevo la mano aspettando il suo ultimo respiro – ha raccontato il padre, già genitore di un altro bambino -. Poi ha cominciato a muoversi da sola senza respiratore e ad afferrare le mie mani…”. La coppia ha cominciato a preoccuparsi della salute di Bella lo scorso aprile, quando la bambina ha iniziato a perdere dei ciuffi di capelli. Dopo tre mesi, durante una vacanza di famiglia nelle Canarie, le sue condizioni sono peggiorate. Fatta rientrare immediatamente nel Regno Unito, è stata ricoverata in terapia intensiva, dove analisi più approfondite hanno fatto riscontrare delle anomalie su entrambi i lati del suo cervello. Infine, il 21 luglio scorso c’è stato l’addio, quando tutti erano pronti alla morte della piccola prima del miracolo. Bella, che compirà due anni all’inizio del prossimo anno, sta lentamente imparando a camminare e a parlare, ed anche i suoi capelli stanno tornando a crescere…” (www.ilmessagero.it 24/12/15).

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Napoli, decapitata la statua di Padre Pio

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PADRE PIO DECAPITATO
21 gennaio 2016

Era stata risistemata solo 8 anni fa, con i soldi di una devota. Ora la statua di Padre Pio che si trova sul lungomare Caracciolo a Napoli, vincino al consolato Usa, è stata trovata decapitata. I vandali sono passati inosservati nonostante i numerosi controlli nella zona. Lo riporta il sito dell’Ansa. “Feci sistemare la statua otto anni fa – racconta la signora Rita che ha protestato con i militari a guardia dell’edificio diplomatico – dopo che mio figlio uscì indenne da un serio intervento al cuore. Rivolsi con le mie preghiere a Padre Pio che, sono sicura del miracolo, ha aiutato mio figlio a guarire”. I sub dei vigili del fuoco hanno anche scandagliato il pezzo di mare circostante per trovare la testa della statua. Fino a due giorni era al suo posto

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“Gonfiavano i prezzi dei viaggi ad Auschwitz” L’accusa-choc a nove tour operator israeliani

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Avrebbero creato un cartello per speculare sulle visite degli studenti ai luoghi della Shoah…

 lidia catalano

 VILLAGGIO VACANZE

Un accordo sottobanco tra operatori turistici israeliani per gonfiare i prezzi delle visite scolastiche nei campi di sterminio di Auschwitz. È quanto ha portato alla luce un’indagine della polizia, conclusasi con l’arresto di nove manager di agenzie viaggio, sospettati di aver speculato sulla pagina più drammatica della storia moderna ebraica. Gli investigatori hanno perquisito le abitazioni dei manager e congelato i loro conti bancari. In almeno sei casi sono state accertate aperte violazioni delle regole sulla corretta concorrenza tra gli operatori del settore.

«Se le accuse dovessero essere confermate – scrive Kevin Connolly, corrispondente della Bbc da Gerusalemme – la notizia susciterebbe un’enorme ondata di sdegno del Paese. È inaccettabile che si speculi sulle visite ai luoghi simbolo dell’Olocausto, considerato dai giovani israeliani un rito di passaggio, carico di significato e solennità» .

Ogni anno migliaia di studenti vanno in visita ai memoriali della Seconda guerra mondiale e ai campi di concentramento nel sud della Polonia. Un viaggio che arriva a costare diverse migliaia di shekel (1000 shekel corrispondono a circa 230 euro, ndr). Circa sei milioni di ebrei furono sterminati dai nazisti, almeno un milione nella sola Auschwitz. Sulla tragedia è tornato anche Papa Francesco, che nella sua recente visita alla sinagoga di Roma l’ha definita «una disumana barbarie perpetrata in nome di una ideologia che voleva sostituire l’uomo a Dio». «Il 16 ottobre 1943 – ha ricordato Bergoglio- oltre mille uomini, donne e bambini della comunità ebraica di Roma furono deportati ad Auschwitz. Le loro sofferenze, le loro angosce, le loro lacrime non devono mai essere dimenticate».

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Quello che Federica Mogherini non ha capito di Colonia

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GIMME FIVE

«La violenza contro le donne non è stata portata in Europa dai migranti e anche tra loro vi sono persone buone e persone cattive, non importa di quale nazionalità siano. Purtroppo la violenza contro le donne è qualcosa che esisteva prima degli eventi del 31 dicembre»: questa è stata la dichiarazione di Federica Mogherini, unica italiana presente nella Commissione Europea, messa lì da Matteo Renzi, in merito agli stupri di capodanno a Colonia. É evidente che non ha capito nulla di quel che è successo: ha provato a spiegarglielo Giorgio Mulè nel suo editoriale su Panorama.

di Giorgio Mulè

Qui non ce ne importa nulla del politically correct, del buonismo peloso che rimane tale finché il lupo non bussa a casa tua, del femminismo à la page che si ritrova al calduccio nei teatri. Per dirla ancora più chiaramente: non ce ne importa un fico secco.

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