Lombardia condannata a risarcire 142 mila euro al padre di Eluana

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dottor morte

Secondo il Tar è stato ingiustamente ostacolato Beppino Englaro nel suo desiderio di uccidere la figlia… che, per lasciarla morire di fame e di sete, l’ha dovuta portare fino in Veneto (poverino!)

 

da Tempi

La Regione Lombardia dovrà risarcire con 142 mila euro Beppino Englaro. Lo ha deciso il Tar secondo cui la ragazza di Lecco aveva “diritto” a morire in Lombardia, nonostante l’opposizione dell’allora governatore Roberto Formigoni che aveva vietato che ciò avvenisse nella regione da lui governata. I giudici hanno così motivato l’ammontare della cifra: 12.965,78 euro di danno patrimoniale (647,10 per il trasporto della paziente in Friuli, 470 per la degenza e 11.848,68 per il piantonamento fisso), 30 mila euro a titolo di «danno iure hereditatis per lesione dei diritti fondamentali della signora Eluana Englaro» e altri 100 mila come danno non patrimoniale «da lesione di rapporto parentale».
Eluana Englaro era una donna di Lecco di 38 anni che, in seguito ad un incidente stradale, visse per 17 anni in stato vegetativo. Il padre, con l’appoggio dei radicali e poi di quasi tutti i media del paese, condusse una battaglia in favore dell’eutanasia della figlia che era accudita nella casa di cura Beato Luigi Talamoni di Lecco gestita dalle suore Misericordine.
Una serie di pronunciamenti giudiziari portarono a concedere al padre la facoltà di interrompere la vita della figlia. Lo scontro si fece politico, con il rifiuto della Regione Lombardia di indicare una clinica in cui sospendere idratazione e alimentazione a Eluana e poi con la clamorosa iniziativa del governo Berlusconi di emanare un decreto per bloccarne la morte. Ma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, respinse il decreto ed Eluana fu trasferita nella clinica “La Quiete” di Udine e qui, dopo tre giorni “senza acqua né cibo”, morì, intorno alle otto di sera del 9 febbraio 2009. […]

Nota di BastaBugie: ecco due articoli per ricordare la vicenda di Eluana Englaro dal punto di vista della legge italiana e da quello della Chiesa

LA CONDANNA A MORTE DI ELUANA
Ripercorriamo la vicenda, che continua ad essere fraintesa e distorta, della ragazza sana e forte che in orrenda solitudine è stata uccisa di fame e di sete
di Patrizia Fermani
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2460

 

Titolo originale: Lombardia condannata a risarcire Beppino Englaro per la morte di Eluana: 142 mila euro

Fonte: Tempi, 08/04/2016

Pubblicato su BastaBugie n. 450

 

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Germania, processato fondatore di Pegida: “Incita all’odio verso gli stranieri”

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PEGIDA

Si apre oggi a Dresda il processo contro Lutz Bachman, fondatore del movimento anti islamico Pegida, incriminato per incitamento all’odio contro gli stranieri.

Sotto accusa sono alcune sue dichiarazioni apparse su Facebook, dove i rifugiati sono definiti come un “branco di animali” o un mucchio di “spazzatura“. Bachman, che rischia fino a cinque anni di carcere, parla di accuse “politicamente motivate” “per screditare Pegida e la mia persona“. Fondatore del movimento Europei patriottici contro l’islamizzazione dell’occidente (Pegida), Bachman ha dovuto poi abbandonare il gruppo l’anno scorso in seguito ad una serie di scandali. La sua uscita di scena ha contribuito al declino del movimento, che inizialmente aveva richiamato migliaia di persone in marce settimanali, soprattutto a Dresda. Gli attentati di Parigi e le aggressioni di massa la notte di Capodanno a Colonia hanno però ultimamente contribuito ad una ripresa di Pegida.

Bachman si è presentato in tribunale accompagnato dalla moglie. Secondo la procura, le sue frasi su Facebook sull'”invasione straniera“, incitano all’odio contro i migranti, minacciano l’ordine pubblico e sono lesive della dignità dei rifugiati. Bachman, che ha precedenti per furto aggravato, spaccio di cocaina, guida in stato di ubriachezza e mancato pagamento degli alimenti ai figli, era in libertà condizionata quando ha scritto le frasi incriminate su Facebook. Fra gli altri scandali, vi è stato un selfie di Bachman con i baffetti e la pettinatura di Adolf Hitler. In occasione del processo a Dresda, città della Germania orientale dove è nato il movimento Pegida, si sono radunati davanti al tribunale manifestanti pro e contro il gruppo antiislam. Tutti i 100 posti a disposizione del pubblico sono stati riempiti in un attimo, con molte persone che non sono riuscite ad entrare.

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Pseudo-vescovo di Taranto annulla “messa” in suffragio di Mussolini

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LUIGI LARIZZA

Segnalazione di Raimondo Gatto

L’iniziativa promossa da un’associazione missina per il 18 aprile si era scagliata l’Anpi: “Fatto gravissimo”. Nella bufera “don” Larizza che a gennaio aveva attaccato il sindaco Stefano: “Aiuta i migranti e non gli italiani”

Il parroco della chiesa Sacro Cuore di Taranto, “don” Luigi Larizza, celebrerà una messa lunedì prossimo alle 18 per Benito Mussolini e Giovanni Gentile.Lo annuncia in una nota l’Anpi, l’Associazione dei partigiani italiani sede di Taranto, che protesta contro l’iniziativa. “Apprendiamo con incredulità e sgomento che lunedì 18 aprile, presso la chiesa del Sacro Cuore di Taranto – spiega l’Anpi di Taranto- si terrà una messa in suffragio di Benito Mussolini e Giovanni Gentile, promossa dai ‘missini di terra jonicà”. Per l’associazione “si tratta di un fatto gravissimo, che lede la sensibilità democratica della nostra comunità e infanga la memoria dei tanti cattolici, fra cui diversi sacerdoti, che parteciparono alla lotta di liberazione dall’occupante nazifascista, pagando un pesante tributo di sangue”. “L’Anpi di Taranto – prosegue la nota – fa appello alla coscienza democratica delle autorità civili e religiose locali e vigilerà affinchè fermino questa improvvida iniziativa”.

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La “Trilateral Commission” si riunisce a Roma dopo 33 anni

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Trilateral-commission-members

Dal 15 al 17 aprile la Commissione Trilaterale riunisce il suo congresso annuale in un hotel di Roma. Sono passati ben 33 anni dall’ultima volta in Italia, nel 1983. Lo rivela il settimanale OGGI nel numero in edicola da domani.

Parteciperanno 200 finanzieri, politici e vip da tutto il mondo (dal francese Jean-Claude Trichet all’americana Madeleine Albright e all’ex sindaco di New York Michael Bloomberg). I soci italiani sono una ventina: fra gli altri Mario Monti, John Elkann, Marco Tronchetti Provera, la presidente Rai Monica Maggioni.

Federica Guidi si dimise quando diventò ministra.

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Giulio Regeni era una $pia?

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egitto

Segnalazione di Federico Prati

Sempre più insistenti le fonti per cui il “bravo ragazzo” Giulio Regeni stesse in Egitto per motivi ben poco “puliti”. Ma per giornali e istituzioni tutto questo non conta, fermi nella difesa incondizionata del “nostro Giulio” e a far la voce grossa contro l’Egitto. Peccato che l’unico paese con cui prendersela sarebbe l’Inghilterra… troppo difficile, caro Renzi, prendersela con Albione?!

(www.lastampa.it) – di Alessandra Rizzo. La storia di Giulio Regeni porta stranamente alla porta di un vecchio scandalo, quello di Nixon. Mentre viveva in Gran Bretagna, lo studente friulano aveva lavorato per un anno presso un’

azienda d’intelligence fondata da un ex funzionario americano implicato nello scandalo Watergate. Oggi, i suoi ex colleghi e amici presso la compagnia, la Oxford Analytica, sono tra i promotori di una petizione che chiede al governo britannico di fare pressione sulle autorità egiziane che indagano sulla vicenda. «Giulio era un collega fantastico, socievole, divertente. Ci manca molto», ricorda Ram Mashru, altro giovane talento che con Giulio divideva la stanza presso la Oxford Analytica. «Era estremamente cauto nel condurre il suo lavoro – aggiunge – Certo, c’è sempre la possibilità che abbia attirato l’attenzione di qualche gruppo pericoloso, ma da quanto sappiamo Giulio non si comportava in maniera avventata o negligente».

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VERONA: Domenica 17/04 celebrazioni delle Pasque Veronesi

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PASQUE VERONESI

Al via le celebrazioni, nel 219° anniversario. Domenica 17 aprile 2016, ore 10-12,30 e ore 16-18,30 in Piazza delle Erbe, a Verona. In allegato: volantino-manifesto col programma di tutte le celebrazioni, fino al 18 giugno 2016.

La più importante insorgenza veneta e dell’Italia centro-settentrionale contro Bonaparte e i rivoluzionari francesi

(17-25 aprile 1797)

Domenica 17 aprile 2016, ore 10-12,30 e ore 16-18,30

in Piazza delle Erbe, a Verona

Ore 10-12,30, Piazza delle Erbe, a Verona: Alzabandiera del glorioso vessillo della Serenissima, sulle note dell’oratorio militare sacro Juditha triumphans di Antonio Vivaldi; presentazione dei reparti militari di 219 anni fa; rievocazione del giuramento di Perasto, nell’Albania veneta. Dispiegamento sul toloneo di Piazza delle Erbe di un grande drappo marciano. Spari a salve dei militi storici.

Ore 16, Piazza delle Erbe, a Verona: Deposizione di una corona d’alloro sotto la colonna col leone marciano, abbattuto dai giacobini nel 1797 e poi ricostruito; onori militari in Via Mazzanti presso la targa che ricorda l’inizio dell’insurrezione di Verona e i primi combattimenti fra truppe dalmatine (Schiavoni) e i rivoluzionari francesi. Spari a salve dei reparti storici.

Ore 17-18,30, Piazza delle Erbe, a Verona: Alle ore 17 in punto la storica campana del Rengo della Torre dei Lamberti, in Piazza delle Erbe, suonerà a martello, per ricordare l’inizio delle Pasque Veronesi. Dalla torre verrà svolto un drappo di trenta metri coi colori civici azzurro e oro. Spari a salve dei reparti storici dalla piazza e dalla torre. Giuramento dei cadetti. Alle ore 18,30 ammainabandiera marciano, nuovi rintocchi della campana del Rengoe spari a salve finali dalla piazza e dalla torre. Ai partecipanti saranno distribuite coccarde con i colori cittadini, azzurro e oro.

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Mafia: due beni confiscati assegnati ad Arcigay di Messina – I Beni Ritrovati –

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Prima volta ad associazione immobili sottratti a Cosa nostra

Non ha cravatta, sindaco Messina rimane fuori dall'Ars

(ANSA) – MESSINA, 8 APR – Due immobili confiscati alla mafia e situati nei villaggi di Acqualadroni e Mili Marina, a Messina, sono stati assegnati all’associazione Arcigay di Messina “Makwan” per realizzare un pronto soccorso sociale e un presidio di accoglienza per presone lgbti in difficoltà. Non era mai accaduto che l’Arcigay ricevesse un bene sottratto alla criminalità organizzata. “E un risultato che speravano di raggiungere – ha spiegato Rosario Duca, presidente Arcigay Makwan, durante una conferenza stampa al Teatro Vittorio Enmanuele di Messina – Volevamo avere più di una struttura per dare una’assistenza articolata alla nostra comunità messinese e non solo. Il fatto che siano beni confiscati ci dà un grande responsabilità. Speriamo di poter dare assistenza adeguata a chi è vittima di discriminazioni.

Sono tante a Messina le denunce di ragazzi cacciati da casa, anche se minori, dopo aver rivelato alle famiglie d’origine la propria omosessualità. Collaboreranno con noi personale dei servizi sociali e psicologi”.

“C’è un ribaltamento della funzione simbolica di questi edifici – spiega Sergio Lo Giudice, senatore del Pd -: da beni nelle mani della mafia a beni nelle mani di chi lavora per costruire valori del tutto opposti. Valori di accoglienza, di democrazia, inclusione sociale, rispetto dei diritti delle persone e non di prevaricazione. C’è incompatibilità tra movimento gay e la cultura mafiosa: da un alto la legge del più forte, dall’altra la nostra battaglia fatta per il rispetto dei diritti di ogni donna e ogni uomo.

“E’ una grande battaglia vinta – spiega il sindaco di Messina Renato Accorinti – e fa fare un salto di qualità alla città nel rispetto dei diritti su temi che altrove vengono ignorati”.

(ANSA).

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E comincia la persecuzione dei cristiani. Dai medici

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I medici saranno obbligati a procurare aborti.  Sarà cancellato il diritto all’obiezione di coscienza.  E quelli che non vorranno uccidere, saranno espulsi dal Servizio Sanitario Nazionale, ossia perderanno il lavoro. E’ questo a cui mira la “pronuncia” del Consiglio d’Europa, che ha dato ragione ad un ripetuto ricorso – ebbene sì – della CGIL.  L’ex sindacato comunista “dei lavoratori”, avendo  abbandonato allo sfruttamento ipercapitalistico questi ultimi,  si ricicla come Mammana  Collettiva.  “Una sentenza importante”, ha plaudito la capo-mammana Camusso. La madama, a nome del suo sindacato, ha denunciato  l’Italia perché, dato l’alto numero di “medici obiettori”,  alle “donne” viene negato “il diritto all’interruzione di gravidanza – e questa è una “violazione della legge 194”  e del  loro “diritto alla salute” sancito dalla Carta Sociale europea (Art.11, diritto alla salute).

Per di più,  la Camusso ha denunciato che i medici  e infermieri abortisti soffrono di “discriminazione”.  Una tesi accolta come vera dal Consiglio UE, il quale  fa notare “che i medici che praticano l’aborto si limitano a rispettare la legge, per questa ragione ogni disparità di trattamento nei loro confronti è da ritenersi immotivata”.  Le “donne” poi, “costrette a recarsi in strutture distanti decine di km da casa o a rivolgersi al servizio privato”,  poverine, mettono “In pericolo la salute”.  Peggio: “ In molti casi la donna che intende esercitare un suo diritto abortendo viene dissuasa o spinta a desistere per via dei numerosi ostacoli”.

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Un manifesto per la persecuzione

Si tratta di pure e semplici menzogne, come  è costante da parte di questo organo ideologico che promuove il  totalitarismo della dissoluzione, ossia a  un sistema giuridico  chiuso e totale che renda obbligatorie per legge tutte le pratiche aberranti (dai “diritti”degli invertiti al gender) e  proibisca per legge. “l numero dei punti Ivg [interruzione volontaria della gravidanza, ndr.] paragonato a quello dei punti nascita, mostra che mentre il numero di Ivg è pari a circa il 20% del numero di nascite, il numero di punti Ivg è pari al 74% del numero di punti nascita, superiore, cioè, a quello che sarebbe rispettando le proporzioni fra Ivg e nascite. Confrontando poi punti nascita e punti Ivg non in valore assoluto, ma rispetto alla popolazione femminile in età fertile, a livello nazionale, ogni 5 strutture in cui si fa un`Ivg, ce ne sono 7 in cui si partorisce”. Così Avvenire: “Le interruzioni di gravidanza volontarie vengono effettuate nel 60% delle strutture disponibili”.Se gli aborti calano, è per la diffusione universale dei contraccettivi  e anche per lì isterilimento di una popolazione vecchia, o che non si può più sposare per la precarietà del  lavoro.  O che  non ha più motivi per riprodursi, avendo perso le risorse interiori   essenziali.

Genova, 14 05 2008 davanti all'ospedale galliera protesta di alcune associazioni e dei centri sociali per le parole del papa contro l'aborto e per la culla per la vita messa al galliera foto a&g
Femministe contro i medici obiettori

Ma  che importa?  Quel che dà veramente fastidio al sistema totalitario  è che in Italia ’80 per cento dei medici sono obiettori”:  son questi che vanno “obbligati” a   commettere il delitto che   rifiutano.  Il “diritto” all’aborto delle “donne”   vale di più del diritto dei sanitari all’obiezione.  Essi stanno violando “una legge dello Stato”! Ecco una “situazione gravissima” che deve finire.  Il loro preteso “diritto”deve essere calpestato. Non verrà più riconosciuto.

Naturalmente questa non è ancora una “sentenza”, come ha detto un po’ troppo presto la  Mamma Camusso non essendo il Consiglio un tribunale, né un ente chiaramente definibile. Ma è chiaro che si punta a quello: vietare per legge la reazione normale dello normali coscienze, e obbligarle a compiere l’atto aberrante che è un diritto delle “donne”.  Più indiscutibile e cogente del “diritto” di un’anima a non fare il male.

E  non è un caso che questa pseudo-“sentenza” sia stata diffusa  – e strombazzata dai media-  nel momento stesso in cui El Papa  emana la sua  “Amoris Laetitia”, anch’essa  laudatissima dai media.  In essa non si tratta  solo di ammettere all’Eucarestia i divorziati risposati;   come ha detto  un cardinale, Caffarra, “Si introduce una consuetudine che a lungo andare determina questa idea nel popolo non solo cristiano: non esiste nessun matrimonio assolutamente indissolubile” .  Già  in sé la questione è tale, che la maggior parte della popolazione  – non esclusa la maggioranza dei cattolici attuali –   non ne capisce la pericolosità, e plaude alla misericordia e alla carità di El Papa contro gli arcigni “farisei dal cuore chiuso”,  controllori “della lettera delle Legge contro lo spirito. Lo si fa’ con un trucco di vecchia data, risalente al Concilio: si ribadisce la dottrina, in astratto, ma poi si ammette che “in certi casi”  concreti  sia possibile violarla; casi che nemmeno  vengono indicati, perché “ non ci si deve aspettare [ dalla Chiesa]  una nuova normativa generale di tipo canonico, applicabile a tutti i casi”.  Tutto è lasciato al discernimento personale, “al foro interno”; ciascuno giudichi da sé  se la sua convivenza   gli consenta di fare la Comunione. Ci sono un  sacco “di casi difficili e famiglie ferite”  che sono attenuanti.  E  «A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa» (§305),

Secondo un cardinale, questa è  “una porta secondaria abilmente occultata per profanare il Sacramento del Matrimonio e dell’Eucaristia”.  Secondo un altro, Schonborn l’ultra modernista (e grande elettore di Bergoglio),  «La mia grande gioia per questo documento  sta nel fatto che esso  supera l’artificiosa, esteriore, netta divisione fra regolare e irregolare».

Ma è esattamente ciò che vogliono e promuovono le centrali del totalitarismo della dissoluzione  come il Consiglio d’Europa e i suoi complici ‘democratici’, dalla Cirinnà alla Camusso: “cancellare la distinzione fra regolare e irregolare”, per poi obbligare all’irregolare anche chi non vuole.  In pratica, l’attitudine che ha indotto El Papa a dire:  la dottrina sul matrimonio è riconfermata, ma   sono possibili eccezioni, si applica – a maggior ragione – all’aborto.  Quanti “casi dolorosi”, “situazioni particolari” da giudicare”nel foro interno”  giustificano l’uccisione del bambino nel ventre dalla madre? Da giudicare “con misericordia” sapendo che Cristo non condanna mai  nessuno?

Per i medici credenti,  questo significa una cosa precisa quando verrà l’ordine di “obbedire alla 194 che è una legge dello Stato”,  altrimenti si sarà  espulsi dal Servizio Sanitario, non avranno da sperare in una difesa da parte della Chiesa Cattolica, ai cui comandamenti fanno  riferimento per legittimare la loro disobbedienza  civile.   Il loro diritto  (all’obiezione) diventa inferiore al “diritto delle donne all’aborto”; la libertà dei medici può venir conculcata in nome della  “libertà” di queste.  L’arbitrio ha il primato sul comandamento El Papa stesso potrà ritorcere contro i medici obiettori l’argomento che ha già fulminato contro i preti che esitassero a dare la Comunione ai risposati: “Un Pastore non può sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni “irregolari”, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone”. Così un medico sarà invitato a procurare aborti,  come  gli chiede la legge e la Camusso, “Perché è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato,  non si sia oggettivamente colpevoli”, a causa di “fattori attenuanti”  (sto citando frasi del  documento bergogliano).

Se la convivenza adulterina viene definita dal documento papale «la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessità concreta dei limiti, benché non sia ancora pienamente l’ideale oggettivo» (Amoris laetitia, 303),  non si vede perché  anche l’aborto non sia “ciò che Dio sta chiedendo” alla ragazza-madre  rimasta incinta.

Ovviamente lo stesso vale per l’eutanasia. E perché non per la pedofilia?

Su questo comincerà la persecuzione dei medici e sanitari obiettori . Persecuzione per la fede.  Saranno discriminati e si farà pressione  si di loro, minacciandone la carriera e l’emolumento,  perché commettano gli atti che nella loro coscienza sono delitto e omicidio.  Del resto,i credenti sono ormai così pochi, che la loro testimonianza e le loro sofferenze non incontreranno alcuna simpatia nella società.  Anzi l’opinione pubblica sarà contro di loro in massa –  non c’è  nulla  di cui i poteri totalitari non possono convincere l’opinione pubblica con apposite tecniche, come si è visto nel caso delle “nozze gay”  e nella teoria del gender –  anche perché “disubbidiscono a Francesco”, che è così buono.

O forse non  se ne accorgerà nemmeno, l’opinione pubblica. Perché non si creda che il Totalitarismo della Dissoluzione  perseguiterà i cristiani  coi vecchi metodi, il colpo alla nuca o mandandoli a farli divorare  dalle belve al circo; non sono così ingenui. I nuovi martiri non avranno la gloria di spargere il sangue.  Del resto, come disse Hitler proprio dei cattolici, “non voglio dei martiri, preferisco degli apostati”.  Gli atti di apostasia potranno essere  innumerevoli, e ignorati, nell’apostasia generale dei popoli europei giunti al capolinea della loro storia. La  loro storia è infatti cristiana; finita quella, saranno calpestati come il sale divenuto insipido.  Un  continente che sé voluto liberare dalla sottomissione alle leggi di Dio, sarà sottomesso dai wahabiti,   e da loro riceverà la legge.

© Roberto Monaldo / LaPresse 08-03-2008 Roma Interni Manifestazione organizzata da Cgil, Cisl, Uil, in occasione della Festa della Donna Nella foto Manifestanti
Manifestazione Cgil, Cisl, Uil

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Siria: la liberazione di Al Qaryatayn

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1037783349Segnalazione del Centro Studi Federici

L’esercito siriano ha liberato Al Qaryatayn. L’anticità città assiro-cristiana era stata occupata ad agosto dall’ISIS
 
Al Qaryatayn è un’antica città situata nella Siria centrale. La popolazione si divide tra cristiani ed arabi sunniti. Per questo motivo Qaryatayn è conosciuta come città assiro-cristiana (siriaco-cristiana). Meno famosa della vicina Palmira, la città conserva numerose vestigia dell’antica classica. Fra i resti più famosi comprende i “Bagni di Saba”. Durante la dominazione romana Qaryatayn era conosciuta come un luogo di cura ed era una roccaforte della cavalleria legionaria romana. Allo stesso periodo risalgono colonne corinzie e ornamenti di marmo. Alla prima età cristiana risale il monastero di Mar Elian, datato al V secolo, e conosciuto anche come monastero di San Giuliano d’Emesa.

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Estrema “gratitudine” espressa ad Israele dai terroristi in Siria per l’aiuto prestato loro

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Risultati immagini per Israele terroristadi Maurizio Blondet

Il Canale 2 della televisióne israeliana ha segnalato che le autorità israeliane hanno prestato assistenza a più di 2.100 terroristi feriti che appartengono a distinti gruppi , includendo il Fronte al Nusra (il ramo di Al Qaida en Siria).
I media israeliani hanno rivelato che lo Stato di Israele sta prestando assistenza nei suoi ospedali ai terroristi jihadisti feriti con la finalità di curarli e permettere loro di tornare a combattere contro le forze dell’esercito siriano.

Gli stessi media israeliani hanno indicato che le ambulanze, che prelevano i terroristi e feriti e trasferiscono questi negli ospedali, svolgono questo servizio con discrezione per evitare le proteste e gli attacchi (già verificatisi in passato) da parte della popolazione del Golan occupato che non vedono di buon occhio questo aiuto che Israele presta ai terorristi. Continua a leggere

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