Cameron si dimette: “Penso che il Paese abbia bisogno di un nuovo leader”

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Cameron si dimette: Penso che il Paese abbia bisogno di un nuovo leader

David Cameron con la moglie Samantha rientra a Downing Street dopo la dichiarazione (Afp)

David Cameron annuncia le dimissioni dopo la vittoria della Brexit. Il premier britannico, in una dichiarazione da Downing Street, dice: “Penso che il Paese abbia bisogno di un nuovo leader”. Ed ilnuovo primo ministro sarà eletto “in ottobre”, al congresso del Partito conservatore. Cameron chiarisce anche che sarà “il nuovo primo ministro a condurre i negoziati” per l’uscita dall’Unione Europea.

“Il popolo britannico ha votato per l’uscita dall’Unione Europea, la sua volontà sarà rispettata”, ha detto Cameron. “Assicuro ai mercati ed agli investitori che l’economia è fondamentalmente forte”, ha aggiunto. “E rassicuro i cittadini britannici che vivono all’estero ed ai cittadini europei qui che non ci saranno cambiamenti immediati”, ha precisato.

“Sono stato assolutamente chiaro sulla mia convinzione che la Gran Bretagna è più forte, sicura e prospera all’interno dell’Unione Europea – ha sottolineato Cameron nella sua dichiarazione – Ed ho chiarito che il referendum era solo su questo, non sul futuro di alcun singolo politico, nemmeno il mio”. Tuttavia, ha ammesso il premier, “il popolo britannico ha preso la decisione molto chiara di intraprendere un percorso diverso e per questo penso che al Paese serva una nuova leadership per portarlo in questa direzione”. Continua a leggere

Austria: I conti non tornano nel voto delle presidenziali di maggio: le testimonianze degli scrutatori

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Segnalazione di Raimondo Gatto

Sarebbe questo il racconto degli scrutatori austriaci in udienza per il processo scaturito dal ricorso presentato dai populisti della Fpöper annullare il voto del 22 maggio scorso.

Da un seggio in provincia di Vienna uno scrutatore ha raccontato che i conti non tornavano, che mancavano all’appello tre schede, ma che i colleghi si sarebbero rifiutati di ricontarle: “Erano sfiniti e volevano andare in pausa pranzo”. Le schede sono state annullate. A un giudice incredulo è scappato: “E certo, bisognava andare in pausa pranzo!”. Come racconta Repubblica, la situazione appare abbastanza paradossale. I racconti lasciano spazio al sospetto di presunti brogli durante le fasi dello spoglio. Tre scrutatrici infatti hanno aperto 1500 buste delle 9523 arrivate prima delle 9 di lunedì mattina – vietato, in teoria – e hanno giustificato la decisione con le esortazioni arrivate direttamente dal ministero di fare in fretta. Un responsabile ha raccontato “mi hanno detto che il ministro dell’Interno voleva annunciare il risultato”.

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Ancora forte lo sconcerto per il tunnel del San Gottardo

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SANATA

(di Mauro Faverzani) Qualcuno era sconcertato, qualcun altro angosciato: tra i presenti lo scorso 1 giugno all’inaugurazione del nuovo tunnel ferroviario ad alta velocità del San Gottardo, il disagio era palpabile.

Al taglio del nastro c’erano il presidente della Confederazione svizzera, Johann Schneider-Amman, a Rynaecht, all’ingresso nord del tunnel, ed il ministro Doris Leuthard a Pollegio, Canton Ticino, all’ingresso sud. A bordo del primo treno hanno viaggiato invece, tra gli altri, il premier italiano Matteo Renzi, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese François Hollande ed il premier austriaco Christian Kern.

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Presentazione di “Islam and International Relations”

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La S.V. è invitata alla presentazione di Islam and International Relations: contributions to theory and practice, volume collettaneo a cura di Deina Abdelkader, Nassef Manabilang Adiong e Raffaele Mauriello, che si terrà presso l’Istituto per l’Oriente “C.A. Nallino”, in Via Alberto Caroncini 19 (2o piano), Roma, il giorno venerdì 24 giugno 2016, alle ore 17.

Interverranno alla presentazione Biancamaria Scarcia Amoretti (Università Sapienza), Matteo Marconi (IsAG), Luciana Borsatti (ANSA) e il curatore Raffaele Mauriello (Università di Teheran).

L’ingresso è libero.

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S. Ecc. Rev.ma Mons. Geert Stuyver amministrerà le Sante Cresime a Rovereto e Milano

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di Redazione

 

Tra i cresimandi “sub condicione” a Rovereto anche un fedele veronese che frequenta “Christus Rex” e le sue attività di formazione cattolica e militanza da circa due anni. Cogliamo l’occasione per porgergli le nostre felicitazioni, pregando per la sua perseveranza e per quella di tutti gli altri, nuovi Soldati di Cristo Re. 

S. Ecc. Rev.ma Mons. Geert Stuyver, dell’Istituto Mater Boni Consilii, verrà in Italia per amministrare le Sante Cresime. Questo è il programma:

  • Sabato 25/06/2016 a ROVERETO (TN), S. Guglielmo, S. Messa ore 10,30, seguita dalle S. Cresime.
  • Domenica 26/06/2016 a MILANO, 6° domenica dopo la Pentecoste, S. Messa ore 10,30, seguita dalle S. Cresime, presso l‘Oratorio s. Ambrogio (via della Torre 38).

Tratto dal sito www.sodalitium.biz

 

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Treviso Pride, lettera minatoria contro sponsor

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LETTERA

Ci sarà, contemporaneamente alla sfilata di “Sodoma e Gomorra”, una Messa riparatrice allo scandalo pubblico, preceduta da S. Rosario e adorazione eucaristica, come si evince da un gruppo Facebook creato ad hoc. Fortunatamente, non tutti i trevigiani sono inebetiti dall’andazzo e dalla moda correnti. 

Ma la madre dei mitomani o dei deficienti, sempre che questa lettera sia autentica e non abbia, in realtà, scopi indirettamente pubblicitari per l’evento, è sempre incinta. Chi ha inviato questa lettera ad uno degli sponsor del Gay Pride di Treviso ha fatto un favore agli organizzatori, che hanno avuto il tempo di replicare sui media e pure di fare un po’ di vittimismo, che fa sempre presa su molti lettori. 

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La Passione di Cristo: Mel Gibson prepara il sequel

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A dodici anni di distanza da La passione di Cristo, Mel Gibson torna a occuparsi di religione mettendo in cantiere il sequel. Gibson tornerà a collaborare con lo sceneggiatore di Braveheart – cuore impavido Randall Wallace per raccontare nel dettaglio gli eventi occorsi dopo la Crocifissione fino alla Resurrezione di Cristo.

Leggi anche: I volti di Cristo sul grande schermo: 10 film fra storia, religione e parodia

La passione di Cristo vedeva James Caviezel nei panni di Gesù, Maia Morgenstern in quelli di Maria e Monica Bellucci nel ruolo di Maria Maddalena. La discussa pellicola fu un successo al box office incassando oltre 611 milioni di dollari.

Al momento Randall Wallace sarebbe già impegnato nella stesura dello script, dopo aver collaborato con Gibson anche nel war drama Hacksaw Ridge, in uscita negli USA il 4 novembre.

 

 

 

 

 

Fonte: http://movieplayer.it/news/la-passione-di-cristo-mel-gibson-prepara-il-sequel_43448/

 

“Tornate a casa vostra”. Quando la sinistra sputava sui profughi istriani

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Il Pci non conobbe la parola “accoglienza”. Per gli italiani di Pola e Fiume solo odio. L’Unità scriveva: “Non meritano la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci il pane”

“Poi una mattina, mentre attraversavamo piazza Venezia per andare a mangiare alla mesa dei poveri, ci trovammo circondati da qualche centinaio di persone che manifestavano.

Da un lato della strada un gruppo gridava: ‘Fuori i fascisti da Trieste’, ‘Viva il comunismo e la libertà’ sventolando bandiere rosse e innalzando striscioni che osannavano Stalin, Tito e Togliatti“. Racconta così Stefano Zecchi, nel suo romanzo sugli esuli istriani (Quando ci batteva forte il cuore), il benvenuto del Pci agli italiani che abbandonarono la Jugoslavia per trovare ostilità in Italia. Quella che fino a pochi attimi prima era la loro Patria.

Quando alla fine della seconda guerra mondiale, il 10 febbraio 1947 l’Italia firmò il trattato di pace che consegnava le terre dell’Istria e della Dalmazia alla Jugoslavia di Tito, la sinistra non conobbe la parola ‘accoglienza’. Tutt’altro. Si scaglio con rabbia e ferocia contro quei “clandestini” che avevano osato lasciare il paradiso comunista.

Trecentocinquantamila profughi istriani e dalmati. Trecentocinquantamila italiani che la sinistra ha trattato come invasori, come traditori. Ad attenderli nei porti di Bari e Venezia c’erano sì i comunisti, ma per dedicargli insulti, fischi e sputi. Nel capoluogo emiliano per evitare che il treno con gli esuli si fermasse, i ferrovieri minacciarono uno sciopero.

Giorgio Napolitano ha ragione: il Pd è davvero l’erede del Pci. La sinistra italiana, che di quella storia è figlia legittima, dimentica tutto questo. Ora si cosparge il capo di cenere e chiede a gran voce che l’Italia apra le porte a tutti i migranti del mondo. Predica l’acccoglienza verso lo straniero che considera un fratello. Quando per anni ha considerato stranieri i suoi fratelli. Gli unici profughi che la sinistra italiana ha rigettato con violenza erano italiani. Istriani e Dalmati. “Sono comunisti. Gridano ‘fascisti’ a quella povera gente che scende dalla motonave (…). Urlano di ritornare da dove sono venuti”.

Non sono le parole di Matteo Salvini. “Tornate da dove siete venuti” era lo slogan del Partito Comunista di Napolitano, Violante, D’Alema, Berlinguer e Veltroni.

L’Unità, nell’edizione del 30 novembre 1946, scriveva: “Ancora si parla di ‘profughi’: altre le persone, altri i termini del dramma. Non riusciremo mai a considerare aventi diritto ad asilo coloro che si sono riversati nelle nostre grandi città. Non sotto la spinta del nemico incalzante, ma impauriti dall’alito di libertà che precedeva o coincideva con l’avanzata degli eserciti liberatori. I gerarchi, i briganti neri, i profittatori che hanno trovato rifugio nelle città e vi sperperano le ricchezze rapinate e forniscono reclute alla delinquenza comune, non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono già così scarsi”.

Oggi invocano l’asilo per tutti. Si commuovono alla foto del bambino riverso sulla spiaggia. Lo pubblicano in prima pagina. Dedicano attenzione sempre e solo a chi viene da lontano. Agli italiani, invece, a coloro che lasciatono Pola, Fiume e le loro case per rimanere italiani, la sinistra riservò solo odio. Lo stesso che gli permise di nascondere gli orrori delle Foibe.

“Non dovevamo dimenticare che eravamo clandestini, anche se eravamo italiani in Italia“.

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