Europee, il disastroso programma Pd sull’immigrazione: clandestini e porti aperti
Roma, 11 mag – “Berlusconi ancora una volta ha ingannato gli italiani: RADDOPPIATI GLI SBARCHI DEGLI IMMIGRATI CLANDESTINI”. Recitava così, perentoriamente, un manifesto elettorale del Pd risalente al lontano 2009. Esattamente dieci anni fa il partito dell’accoglienza e dell’integrazione, oggi schierato decisamente contro ogni discriminazione e contro la paura del diverso, nel furore della lotta contro il nemico di sempre, Silvio Berlusconi, non aveva remore nell’utilizzare il termine «clandestino» e nel prefigurare una temibile invasione di immigrati irregolari. Effettivamente allora le paure del Partito Democratico erano fondate: nel 2007 le richieste d’asilo erano state 13.310, mentre l’anno successivo erano più che raddoppiate, giungendo alla esorbitante quota di 31.723. Nulla a che vedere con i numeri davvero esigui registrati, ad esempio, nel 2016, quando le richieste d’asilo furono appena 123.600, o l’anno successivo, quando raggiunsero quota 130.119.
Nel frattempo, nel giro di un decennio, il termine «clandestino», utilizzato con assoluta disinvoltura dal Pd in quel manifesto è stato dichiarato discriminatorio, offensivo e umiliante da una sentenza del tribunale di Milano, che nel 2017 ha condannato la Lega al risarcimento di 10 mila euro e al pagamento di spese processuali per un importo pari a €4.270.
In dieci anni la sinistra progressista italiana è insomma passata dal servirsi delle ondate migratorie come di uno spauracchio da brandire per demonizzare ulteriormente il governo Berlusconi al considerare l’immigrazione una fondamentale risorsa per il nostro Paese. Tutto ciò sempre al netto di una propaganda piuttosto confusa in merito, visto che un giorno si criminalizza Salvini e quello successivo si elogia Minniti, il quale però non fu meno duro nei confronti delle Ong e concreto nella riduzione degli sbarchi (quantunque Salvini abbia, dati alla mano, fatto meglio del predecessore, sia guardando ai numeri degli arrivi sia considerando i morti in mare, notevolmente diminuiti). Continua a leggere



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