Icone musicali lgbt verso il flop, il pubblico le abbandona

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La cantante Madonna sembra aver fatto un buco nell’acqua con il suo nuovo tour.

Icone lgbt verso la fine? E’ presto per dirlo, ma sicuramente qualcosa nella coscienza americana sta cambiando. Siamo in America, un tempo patria delle avanguardie gay, oggi terra di confronto tra le parti, dove arrivano brutti segnali per l’acclamata regina della trasgressione: Madonna. La diva del pop, da sempre simbolo del mondo “arcobaleno”, sembra ormai essere una stella in caduta libera nel panorama musicale internazionale.

La cantante di origini italiane (il suo vero nome è Veronica Ciccone) è infatti pronta a partire con il suo nuovo tour di concerti, relativi al suo album in uscita in questi giorni “Madame X”. Ma l’apertura dei botteghini per le date americane ha mandato alla pop star segnali tutt’altro che incoraggianti.

Se quattro anni fa i biglietti erano andati sold out nell’arco di qualche ora, questa volta, a distanza di giorni, i posti disponibili sono ancora tantissimi. Il caso più eclatante è quello di Brooklyn, dove ancora si contano centinaia di ticket invenduti.

Un segnale, neanche troppo velato, che l’essere estremamente provocatoria le diede grande fama in passato, ma che oggi quel giochetto non funziona più. Forse per il fatto che – di certo – alcuni atteggiamenti non si addicono più a una signora di quasi 61 anni, o forse perché in America sta nascendo una coscienza diversa, che non intende più correr dietro a  icone trasgressive come questa.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/icone-musicali-lgbt-verso-il-flop-il-pubblico-le-abbandona1/

Anche in Ecuador vince la lobby lgbt: legalizzate le unioni gay

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Una sentenza storica delle Corte Costituzionale cambia le regole per le unioni tra persone dello stesso sesso.

Colpo grosso delle lobby gay in un altro Stato del mondo. Questa volta non si parla dell’estremo oriente (come fu nel caso di Taiwan nemmeno un mese fa) ma dell’America latina. L’Ecuador, infatti, ha legalizzato ufficialmente i “matrimoni” tra persone dello stesso sesso. La notizia è stata battuta dalle agenzie internazionali nella giornata di ieri e sta ormai facendo il giro dell’intero pianeta.

A stabilire le regole di questo tipo di “unione” è stata la Corte Costituzionale, dando così una svolta al riconoscimento dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali del paese.

La decisione delle scorse ore è arrivata dopo un lungo braccio di ferro tra le istituzioni nazionali e le associazioni lgbt, che da sempre chiedono una riforma in tal senso. Alla fine però il paese si è piegato. Ma non si tratta però del primo caso in America latina. L’Ecuador si unisce ad Argentina, Brasile, Costa Rica, Colombia e Uruguay, che hanno già reso legali i matrimoni egualitari negli anni scorsi.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/anche-in-ecuador-vince-la-lobby-lgbt-legalizzate-le-unioni-gay/

Dugin censurato, Campi: “Segno di debolezza e vacuità”

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Come confermava nei giorni scorsi La Sicilia, l’Università di Messina ha revocato un incontro con il filosofo russo Aleksandr Dugin, autore della Quarta Teoria Politica. L’Università di Messina ribadiva che «tenuto conto anche delle numerose perplessità manifestate da molti docenti e delle controverse posizioni ideologiche del relatore, non concederà alcun locale per lo svolgimento dell’evento». Alcune associazioni partigiane, saputo dell’intervento di Dugin, erano intervenute sottolineando che il politologo russo «predica pericolose teorie fasciste. in particolare Dugin si richiama all’ideologo Julius Evola e in Russia ha costituito gruppi nazionalboscevichi, il cui contrassegno era la bandiera del Terzo Reich».

Campi commenta la censura che ha colpito Dugin

Il commento più interessante sulla vicenda lo ha scritto il Professor Alessandro Campi, politologo e docente presso l’Università di Perugia. «Molti giornali e siti presentano Aleksandr Dugin, in Italia in questi giorni per un giro di conferenze, come l’ispiratore segreto di Putin, ovvero come uno dei suoi più influenti consiglieri. Non so quanto sia vero. Tendo a pensare, per come ne conosco l’opera e il pensiero, che si tratti d’una esagerazione». osserva Campi.

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fonte – https://oltrelalinea.news/2019/06/11/dugin-censurato-campi-segno-di-debolezza-e-vacuita/

Matrimonio gay, l’altra campana

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di Emilio Giuliana

Sul primo matrimonio – unione civile di una coppia gay del Rione di Cristo Re, (qui articolo) interviene Emilio Giuliana di progetto Nazionale con una nota che offre spunti per un interessante dibattito.

L’articolo pubblicato dal nostro giornale è stato commentato sui social in modo positivo, sono stati infatti centinaia i messaggi di auguri fioccati in poche ore per i novelli sposi.

Certo non è mancata qualche critica, che però, se posta nel modo giusto e civile ci può stare.

L’intervento di Emilio Giuliana porta un ulteriore spunto di confronto perché parte da fatti storici  e si addentra anche nella etimologia delle parole per cercare di dare un senso ad un’ideologia o un valore che, di chiunque sia, va sempre rispettato.

LA RIFLESSIONI DI EMILIO GIULIANA – “Il ventesimo secolo sarà ricordato come il periodo della manipolazione e l’abuso inappropriato del linguaggio. Amore, famiglia, matrimonio sono in testa alla classifica. Etimologia di amore: La parola è composta dalla A che è un alfa privativo greco, cioè un suffisso che nega la parola che segue, come morale/amorale seguito da MORS che significa morte. Significa sconfiggere la morte.

L’amore è l’unica energia in grado di farlo perché da la vita. Etimologia di famiglia è da ricondursi al termine sascrito dhatu, “fondamento” e “parola”, greco ti-the-mi, “pongo” “fondo”,  osco faama, cioè “casa”, da cui il latino familia, cioè l’insieme dei famuli (moglie, figli, servi e schiavi del pater familias il capo della gens). Pertanto, famiglia in senso stretto ed originario, significa piccola comunità dei “persone che abitano nella stessa casa”; in senso ampio, l’insieme di persone legate da vincoli di sangue, da rapporto di parentele o affinità o da vincoli religiosi e/o legati quale il matrimonio. Il termine famiglia inoltre, può essere usato come sinonimo di casato, stirpe e dinastia.

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Nomine e tangenti: scandalo nella Magistratura

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L’unica vicenda che mi pare assimilabile a quella che stiamo vivendo in questi giorni è quella dello scandalo P2 dei primi anni ’80 del secolo scorso”. Queste le parole del leader di Magistratura Democratica, Giuseppe Cascini. Si è diffusa oggi la notizia di un vero e proprio “centro di potere” esterno al consiglio supremo della magistratura.

In seguito allo scandalo, sono stati defenestrati, tra dimissioni e auto sospensioni, i seguenti consiglieri: Luigi Spina, Gianluigi Morlini, Corrado Cartoni, Antonio Lepre e Paolo Criscuoli. Seguendo le indagini, il giro di accordi ruotava attorno a Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati ed ex consigliere CSM già indagato per tangenti al consiglio di Stato, e il faccendiere Fabrizio Centofanti, quest’ultimo legato alla magistratura.

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Fonte – https://oltrelalinea.news/2019/06/06/scandalo-nomine-e-tangenti-nella-magistratura/

Voto in Danimarca, vince la sinistra anti immigrazione

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I socialdemocratici verso il governo del paese.

La Danimarca va a sinistra, ma lo fa scegliendo la linea dura sull’immigrazione. Si sono tenute ieri le elezioni generali per il rinnovo del parlamento nazionale e gli elettori hanno assegnato la maggioranza relativa al Partito Socialdemocratico, che con il 25,9% ha conquistato 48 seggi. Un’affermazione che, sommata a quanto ottenuto dagli altri partiti della sinistra liberale e “rosso-verde” permetterà alla coalizione progressista di avere numeri (seppur risicati) per governare.

Vince quindi quel centro sinistra “diverso”, un’alleanza insolita che ha posto tra i temi centrali del suo programma la lotta senza sconti all’immigrazione clandestina. A guidare il nuovo esecutivo sarà con ogni probabilità una donna: si tratta di Mette Frederiksen, 41 anni, leader del partito “A” (i socialdemocratici, appunto).

Al secondo posto – con il 23,4% – arrivano i conservatori di “Venstre”, guidati dal primo ministro uscente Lars Løkke Rasmusse, che ha già annunciato le proprie dimissioni. Spicca il crollo dell’ultradestra cristiana, passata dal 21% all’8,7%. Un ridimensionamento per molti dovuto alla fuga di voti verso le formazioni di sinistra, con cui il partito “DPP” (questo il nome dei populisti danesi) condivide molte idee sulle politiche migratorie. Ed è proprio su queste tematiche che la premier in pectore Frederiksen ha già fatto sapere che chiederà sostegno in aula, guardando ai banchi della destra estrema.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/voto-in-danimarca-vince-la-sinistra-anti-immigrazione-2/

RUSSOFOBIA: QUEI NAZISTI DELL’UNIONE EUROPEA

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Segnalazione di Giacomo Bergamaschi

Di recente, proprio la FAZ, il giornale simbolo del cosiddetto “sogno europeo” ha meditato sul fatto che vi sia una sorta di continuità strategica tra l’europeismo nazionalsocialista e quello odierno di Bruxelles.
L’autore, Jasper von Altenbockum, non arriva a una conclusione certa ma finisce per riconoscere che fenomeni politici come la Brexit, l’Afd tedesco, o la concezione economico-politica di un Varoufakis marcino più nel senso della realtà storica piuttosto che il rigido dogmatismo euristico.

C’è però un motivo, eminentemente e radicalmente politico e geopolitico, che questo tipo di analisi stranamente non tocca. Ovvero che una politica europeistica non solo non è possibile ma è intimamente utopistica: è appunto un sogno. Di fronte a colossi come Stati Uniti e Cina, l’europeismo da un lato è il maggior pericolo, in quanto un eventuale esercito europeo, con una sua politica estera imperialista e di potenza, che voglia perciò fare sul serio, vedrebbe immediatamente coalizzate Usa e Cina in funzione anti-europea con le conseguenze che si possono ben immaginare; dall’altro è, come vediamo attualmente, territorio di conquista e di spartizione ineguale proprio perché non ha una comune e coesa politica estera. Il paradosso dell’attuale UE è che sia zona coloniale (nel senso politico), sia potenza subimperialista. 

 

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Vicenza, il Congresso delle Famiglie sfida il gay pride

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Il 15 giugno le due iniziative in contemporanea.

Il “Congresso delle famiglie” è pronto a sfidare il gay pride. Il prossimo 15 giugno si preannuncia un sabato importante per la città di Vicenza, che ospiterà sia la sfilata arcobaleno, sia la manifestazione che vedrà l’attesissima partecipazione di Gianfranco Amato.

Così, mentre la parata attraverserà la città, nelle sala Canareggio dell’Hotel De La Ville avrà luogo l’incontro denominato “Famiglia? Nessun dubbio“. L’iniziativa è stata promossa  Gian Luca Deghenghi (esponente del “Movimento Italia Sociale”) e avrà l’onore di ospitare il famoso avvocato, presidente di “Giuristi per la vita” e già tra i promotori del “Family day”. Il Congresso riprenderà in sintesi le linee tracciate durante la grande manifestazione di Verona, svoltasi tra mille polemiche alla fine del marzo scorso.

Polemiche che non sono mancate neanche in quest’occasione, alimentate da chi – in nome della presunta libertà – avrebbe voluto spegnere ogni voce fuori dal coro dell’ideologia lgbt.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/vicenza-il-congresso-delle-famiglie-si-contrappone-al-gay-pride/

Perché hanno creato Greta (e i gretini)

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“Abbiamo bisogno di una nuova politica industriale in Europa. Abbiamo bisogno che l’industria automobilistica  muova più velocemente nella transizione  all’ auto elettrica. Abbiamo bisogno di campioni europei nelle industrie rinnovabili. Abbiamo bisogno di campioni europei nell’economia circolare”:  venendo da Frans Timmermans, Bilderberg da sempre, eminenza grigia della casa reale olandese (è stato ministro degli Esteri),  potente  primo vicepresidente della Kommissione Europea,  la frase suddetta va intesa come una direttiva. E spiega tante cose, dalla comparsa e promozione  di Greta e gli scioperi scolastici del venerdì per fare pressioni sui governi, fino  all’eccezionale risultato dei Grunen in Germania.

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2891&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L3BlcmNoZS1oYW5uby1jcmVhdG8tZ3JldGEtZS1pLWdyZXRpbmkv&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

Una considerazione ecologica

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La bellezza dell’Italia, osannata com’è giusto che sia per la sua storia e la sua arte, è anche frutto di una fortunata e per certi versi voluta bellezza paesaggistica. Una penisola montuosa che si incunea nel Mediterraneo, finendo per essere un connubio perfetto fra mare e montagna. Lo dimostrano non solo le innumerevoli specie endemiche, ma anche le vette e gli abissi che gli atleti italiani hanno raggiunto, forti delle esperienze rese possibili dalla Penisola.

Tanto per fare due nomi contemporanei e due storici: Umberto Pelizzari (-131m in apnea in assetto variabile regolamentato, -150m in variabile no limits); Simone Moro (invernale sul Nanga Parbat a 8126m); Reinhold Messner (il primo a scalare l’Everest senza l’ausilio di bombole d’ossigeno) e infine Enzo Maiorca (nel ’61 supera i -50 metri in apnea in assetto costante, sfatando il mito secondo cui i polmoni di un uomo sarebbero collassati oltre quella profondità).

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