Nordio contro la “capitana”: “Sdegnato davanti alla sua prepotenza”
Carlo Nordio si è scagliato contro Carola Rackete: “Chiunque abbia un minimo di rispetto per il nostro Paese non può che reagire sdegnato”
Carlo Nordio si è scagliato contro la capitana Carola Rackete. L’ex magistrato, dopo aver definito la violazione di legge della Sea Watch “una provocazione programmata verso il nostro Paese“, è tornato a tuonare contro la Ong e la sua comandante.

“Chiunque abbia un minimo di rispetto per il nostro Paese – e non si limiti a sgolarsi con l’Inno Nazionale durante i campionati – non può che reagire sdegnato davanti a tanta vituperevole e sfrontata prepotenza“, ha spiegato l’ex magistrato.
“Ora sarà la Magistratura a definire le responsabilità penali di Carola Rackete – ha concluso Nordio -. Ma al di là del giudizio penale – dal quale ci auguriamo che la Capitana non esca come una paladina ma nemmeno come una terrorista – resta la perniciosa confusione politica che questa storia ha creato. Mentre sembrava impantanato in una situazione senza uscita, Salvini ha trionfato su tutta la linea. Non così si può dire del Partito Democratico“.
fonte – http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lex-toga-contro-capitana-sdegnato-davanti-sua-prepotenza-1719027.html?mobile_detect=false


La respinta dell’Aquarius qualche giorno fa ha innescato un processo inevitabile, a patto che il governo prosegua sulla linea della fermezza, s’intenda: la guerra tra il “mondo delle ONG” (ivi compresi tutti coloro che le sostengono, da giornalisti a vip di vario genere) e il governo italiano. Un governo la cui figura centrale, in questo momento, è il ministro degli Interni Matteo Salvini.
Segnalazione di Antonio Amorosi
Gratteri sotto attacco. A rischio. C’è chi vuole trasferirlo dalla Calabria
Il nome di Ginettaccio – come era soprannominato Gino Bartali – tra le tracce della maturità 2019 segna il riconoscimento del celeberrimo campione di umanità e di sportività scolpito nell’immaginario popolare degli italiani. Nella traccia da cui gli studenti partono è riportato un articolo scritto da Cristiano Gatti e pubblicato su Il Giornale del 24 settembre 2013, che rievoca la vicenda degli ebrei salvati da Gino Bartali durante la Seconda Guerra Mondiale, vicenda che gli valse il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni. L’amatissimo campione, icona della nostra storia sportiva è stato anche altro. Ce lo ha raccontato proprio su queste colonne Antonio Pannullo in un bellissimo e documentato articolo dal titolo
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Roma, 19 giu – Se i denunciatori dell’eterno pericolo fascista non fossero delle capre ignoranti, la traccia di letteratura
Alain de Benoist è saggista, filosofo, autore di un centinaio di opere relative alla filosofia politica e alla storia delle idee. Ha appena pubblicato Contro il liberalismo. La società non è un mercato, per le Edizioni di Rocher. Interveniva al sesto colloquio dell’Istituto ILIADE, «Europa, l’epoca delle frontiere», il 6 aprile 2019:
Quando, da buon illuso, tu pensi di averle viste tutte, puoi star sicuro che il peggio che deve ancora arrivare. Peggio che Italia dovrebbe arrivare mercoledì, a Roma, con convegno organizzato dall’Associazione Luca Coscioni e dalla Cgil-Nuovi diritti al termine del quale, a mo’ di ciliegina sulla torta, verrà illustrata una proposta di legge per legalizzare l’utero in affitto. Una notizia che ha scatenato uno scontro tra femministe e sindacato che, ovviamente, mi guardo bene dall’interrompere anche se non si può non riconoscere che, come due volte al giorno fanno le lancette di un orologio rotto, stavolta sono le femministe a indicare l’ora giusta: quella d’incavolarsi.