«Illegale vendere marijuana light». Niente più alibi per i cannabis shop

Condividi su:

La Cassazione fa chiarezza su una legge che non è mai stata oscura: la 242/2016 disciplina la coltivazione della canapa, la cessione resta vietata.

Pubblichiamo il commento del Centro Studi Livatino alla notizia della sentenza con cui la Corte di cassazione ha decretato che la legge non consente la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis come l’olio, le foglie, le inflorescenze e la resina.

La sentenza della Cassazione ha il pregio di fare chiarezza su una questione che in realtà non era oscura: la legge n. 242/2016 disciplina la coltivazione della canapa, ma la cessione resta vietata.

Oltre la sua lettera, quella legge era stata impropriamente intesa come un via libera alla cessione al dettaglio di marijuana, seppure entro i i limiti dello 0.6, comunque idonei a provocare l’effetto drogante. Ora non ci sono più alibi: i cannabis shop non sono lo strumento per realizzare una legalizzazione di fatto.

Sarà necessario lavorare sul piano della prevenzione per superare quella percezione di cannabis lecita che si è diffusa soprattutto per gli adolescenti, e per rendere il divieto qualcosa di concreto.

fonte – https://www.tempi.it/illegale-vendere-marijuana-light-niente-piu-alibi-per-i-cannabis-shop/

Identità, fede e famiglia: così Salvini ha convinto i cattolici

Condividi su:

Salvini, anche in questa tornata elettorale, ha potuto contare su una “base cattolica”. L’analisi sui perché di questi consensi

Non è stato un mero caso. Durante la passata tornata elettorale, Matteo Salvini ha potuto contare, ancora una volta, sui consensi di molti cattolici.

C’è chi ha votato Lega per difendere l’identità occidentale, chi per la linea restrittiva in bioetica, specie rispetto ai tentativi aperturisti dei grillini, e chi per il rosario e le invocazioni.

Certo, non tutti coloro che si professano credenti hanno scelto di sostenere la causa sovranista. Sappiamo come la pensino le gerarchie ecclesiastiche del Vaticano e non possiamo non sottolineare come è dai tempi della fine Democrazia Cristiana che non esiste più compattezza nel voto catolico. Qualcosa però è successo. Su La Stampa si legge di un'”opa sulla base dei credenti” e di una moltiplicazione dei voti in cui emerge “l’identikit dell’elettore catto-sovranista forgiato a marzo nell’infuocato Congresso delle famiglie a Verona”. Costituisce un ottimo punto di partenza. Indagare non è poi complesso: basta porsi in ascolto delle voci di chi fa parte di questo insieme o di quelle di chi è in grado di analizzare il fenomeno. Continua a leggere

Pennsylvania, gli studenti trans possono usare qualsiasi bagno per legge

Condividi su:

L’America si divide tra i progressi sull’aborto e le affermazioni delle comunità lgtb: in Pennsylvania i trans possono usare qualsiasi bagno.

Alla Corte Suprema degli Stati Uniti, negli ultimi giorni, si è discusso su due temi: il primo è stato l’aborto, con l’affermazione del diritto a seppellire i feti abortiti,  l’altro è stato l’uso dei bagni da parte dei transgender.

Nonostante molti abbiano sottolineato che i transessuali dovrebbero usare il bagno del sesso di nascita, è stato comunque deciso di lasciare in vigore la decisione di un distretto scolastico della Pennsylvania.

Questa decisione consente agli studenti transgender di usare i bagni e gli spogliatoi che corrispondono alla loro identità di genere.

Questa legge era stata già sdoganata da Barack Obama, che aveva aperto con alcuni atti la strada ai transgender, permettendo loro di arruolarsi nell’esercito.

Quest’ultima condizione è stata annullata dal divieto militare transgender di Trump. Tuttavia, la legge riguardante ai bagni non è ancora stata ritirata e rimane attiva in tutti gli Stati Uniti.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/pennsylvania-gli-studenti-trans-possono-usare-qualsiasi-bagno-per-legge/

Boom della Lega, la sinistra impazzisce: Lerner incolpa i “poveri”, Raimo vuole espatriare

Condividi su:

Roma, 27 mag – La sinistra italiana tace sui social. Forse si devono tutti riprendere dalla batosta della Lega primo partito in Italia, forse non sanno davvero cosa dire. E forse è meglio che stiano in silenzio, se poi la comunicazione scende a livelli del tweet di Gad Lerner, ad esempio, o ai mal di pancia di Christian Raimo – che da ieri notte sembra in preda ad una crisi di astinenza da benzodiazepine.

I miei cari inferiori

Mentre l’Huffington stamattina apriva con foto ducesca di Salvini titolando “Mai così a destra” e Repubblica gli faceva eco con un melodrammatico “Ombre nere”, Gad twittava: “L’Italia leghista è un rivolgimento profondo, sociale e culturale prima ancora che politico, come testimonia il voto nelle ex regioni rosse. Già in passato le classi subalterne si illusero di trovar tutela nella trincea della nazionalità. Non finì bene”. Con quel “subalterne” che regalerebbe altri due o tre punti percentuali a Salvini, potendo tornare indietro nel tempo, e che dà l’esatta motivazione di quel 34% di consensi raccolti dal Carroccio. Sì ok, il luogo comune della sinistra che odia i popolo, ormai è persino scontato ripeterlo; ma di fatto, quel “subalterni”, cos’altro è se non il “cari inferiori” di quel Direttore Magistrale Duca Conte PierMatteo Barambani di fantozziana memoria? “Sono anche democratico, la mia famiglia siete voi poveracci! Voi disgraziati! I miei cari inferiori, perché come voi ben sapete amo molto i pezzenti!”. Ma forse Barambani ci metteva meno disprezzo. Per lo meno, il Duca Conte aveva concesso a Fantozzi l’onore di salire sulla barchètta.

Continua a leggere

Con la scusa dell’odio ci imbavagliano

Condividi su:

Il regolamento dell’Agcom

Occhio a quello che dite e a quello che scrivete. E forse anche a quello che pensate. Non solo se siete giornalisti, anche perché, grazie alle reti sociali, sono tutti un po’ giornalisti e tutti possono dire quello che gli pare e piace.

Ieri il garante per le comunicazioni, l’Agcom, ha tracciato un limite inviolabile oltre il quale si sprofonda nell’hate speech. Chi sgarra viene segnalato e poi multato. Fino a qui siamo tutti d’accordo. Il problema è: quali sono le parole d’odio? Perché a questo punto entra in ballo la sensibilità personale e quindi, almeno in una certa misura, anche la soggettività.

Le parole d’odio – spiega l’Agcom – prendono di mira bersagli specifici (come le donne, gli omosessuali, gli immigrati, i rom, le persone di colore). Parole che farebbero leva su stereotipi e luoghi comuni. Ma nel mirino del garante finiscono anche i contenuti di cronaca che possono portare a «pericolose generalizzazioni». E la questione si fa sempre più complicata. Facciamo un esempio pratico: lunedì a Mirandola un giovane marocchino ha dato alle fiamme le sede dei vigili urbani, uccidendo due persone e ferendone altre venti. Posso dire che è marocchino? Oppure sto seminando odio nei confronti della popolazione del Nordafrica? E se, come purtroppo molte volte è accaduto, qualcuno fa una strage nel nome di Allah, possiamo scriverlo o dobbiamo tacerlo per non turbare la sensibilità degli 1,8 miliardi di musulmani nel mondo? Perché quelle non sono parole d’odio, sono parole che raccontano l’odio.

Continua a leggere

Batwoman è lgbt: la serie tv avrà una protagonista lesbica e femminista

Condividi su:

La CW ha svelato il primo trailer per la sua nuova serie Batwoman: la protagonista principale sarà lesbica e femminista.

Baci appassionati e scene d’amore tra donne. La Batwoman della serie tv che sarà presto visibile in tutto il mondo sarà dichiaratamente ed esplicitamente lesbica.

A interpretare l’eroina della DC sarà un’attrice omosessuale dichiarata, Ruby Rose. La storia seguirà non vedrà la protagonista Kate Kane, cugina di Bruce Wayne, iniziare il suo viaggio per diventare Batwoman, ma anche scoprirsi (e affermarsi) lesbica.

Nel trailer rilasciato, si vede la protagonista baciare una donna, che interpreterà la sua fidanzata ufficiale. Ma stando a quanto dichiarato dagli sceneggiatori, non sarà l’unica relazione lesbica che la protagonista avrà nel corso delle stagioni. E non mancheranno altri personaggi lgbt.

Non manca neanche il tono femminista: nel trailer, Kane chiede che l’abito di Bruce Wayne sia regolato per adattarsi a una donna, dicendo “non voglio lasciare che un uomo si prenda il merito del lavoro di una donna“.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/batwoman-e-lgbt-la-serie-tv-avra-una-protagonista-lesbica-e-femminista/

Bolsonaro consacra il Brasile al Cuore Immacolato di Maria

Condividi su:

Una statua della Vergine Maria di Fatima è stata collocata e rimarrà in un posto d’onore all’interno del palazzo presidenziale

Jair Bolsonaro, il presidente brasiliano, ha partecipato ad una consacrazione dell’enorme nazione sudamericana al Cuore Immacolato di Maria.

La consacrazione alla Vergine Maria del Brasile, lo Stato del mondo che ha più cattolici di qualsiasi altro Paese, è stata un’iniziativa del deputato nazionale Eros Biondini e del Fronte Parlamentare Cattolico del Brasile ed è stata tenuta presso il Palácio do Planalto il 21 maggio scorso. L’iniziativa è nata per chiedere la protezione divina sulla nazione e in riparazione dei peccati che offendono il Cuore Immacolato della Madre di Dio. “Lo stiamo facendo per il Brasile, grazie all’amore che abbiamo per la nostra nazione“, ha detto Biodini. “È un semplice gesto di fede e amore che è di grande importanza non solo per i cattolici ma per tutto il Brasile“.

Durante la cerimonia di consacrazione i partecipanti, accompagnati da diverse suore e dai pro-life locali che hanno esposto stendardi con il motto “Il Brasile è vivo: nessun aborto”, hanno dapprima pregato il rosario e poi hanno cantato un inno mariano. Infine hanno proceduto alla consacrazione, unitamente, oltre al Presidente Bolsonaro, ai politici di alto livello presenti e ai rappresentanti dei vari movimenti cattolici intervenuti.

Il vescovo Fernando Areas Rifan, che guida l’amministrazione apostolica personale “San Giovanni Maria Vianney” (istituita da Papa Giovanni Paolo II per il clero cattolico tradizionalista e i laici della diocesi di Campos), ha spiegato che consacrare il suo paese al Cuore Immacolato di Maria significa che “il Brasile riconosce la presenza di Dio“. Il generale di divisione Floriano Peixoto Vieira Neto, dal 18 febbraio scorso Segretario generale della Presidenza del Brasile, ha ringraziato il presidente Bolsonaro per la sua partecipazione all’evento. Peixoto ha poi spiegato che il Palazzo Presidenziale “e tutti i nostri edifici pubblici sono luoghi in cui viene professata la fede cristiana“. Peixoto ha anche chiesto preghiere per il Presidente Bolsonaro affinché porti avanti il ​lavoro “illuminato da Dio“, per elevare i cittadini “ad una condizione migliore e più giusta per tutti“. Continua a leggere

La Repubblica: Al Sud votano Lega

Condividi su:

 

di Lucia Rezzonico

Intervista de La Repubblica di oggi al nostro amico Avvocato Alberto Agus di Nova Civilitas, associazione con cui abbiamo stretto il patto elettorale di cui hanno già parlato i media veronesi e Il Fatto Quotidiano, con due video, divenuti presto virali sui social.

L’articolo è fazioso, del resto non ci si aspettava certo un’apologia, però Agus tiene molto bene la posizione, con chiarezza e determinazione.
PER LEGGERE L’ARTICOLO: vai su “Prosegui la lettura” (qui sotto)

Continua a leggere

Adesso per i democratici è tempo di “famiglia gay” alla Casa Bianca

Condividi su:

É una “nuova primavera” per i democratici. Un compromesso tra quello che i progressisti statunitensi sono stati sino alla sconfitta di Hillary Clinton e quello che la “new left”, la neo-dottrina ecologista e pauperista della Ocasio Cortez, vorrebbe per il futuro degli asinelli.

Quando Pete Buttigieg ha annunciato che si sarebbe candidato alle primarie democratiche, i politologi hanno pensato che potesse essere arrivato il momentum – termine tanto caro agli analisti americani – del primo omosessuale eletto come presidente degli Stati Uniti. Oggi, a distanza di qualche settimana, lo storytelling costruito attorno a questa figura, così mite, così elegante e spendibile, si è un po’ esteso. Il Time ci ha fatto pure, per non dire “addirittura”, una copertina: se Pete Buttigieg dovesse vincere prima il turno preliminare e poi le presidenziali, a prendere la residenza presso la Casa Bianca sarebbe la prima famiglia gay nella storia degli Stati Uniti.

É un linguaggio politico – comunicativo cui non è raro imbattersi. Qualcuno potrebbe eccepire di non comprendere la straordinarietà della vicenda. Giulio Cesare non abitava presso il 1600 Pennsylvania Ave NW, Washington, DC 20500, ma è stato per un bel po’ di tempo l’uomo più importante del pianeta e, secondo Cicerone pure la “moglie di tutti i mariti”. Dei comportamenti sessuali degli esponenti politici varrebbe la pena fregarsene.

Pete Buttigieg è uno dei pochi leader, tra quelli presenti sul maninstream, a presentare una storia personale marcatamente pro Lgbt. Perché è la sua esperienza, anche personale, a parlare di “nuovi diritti”. C’è un matrimonio con un uomo alle sue spalle, che è ancora in atto e che è dipeso da certa legislazione rirformista. E poi c’è un modo di concepire la fede cattolica, che in Italia definiremmo “adulto”, ma che negli ambienti liberal statunintensi è visto come l’unica meritorio: quello postmodernista. Gli altri competitor, quelle istanze, le possono solo elencare tra le priorità programmatiche o poco più. L’attività onirica del politically correct ha fatto registrare un incremento.

Continua a leggere

La mossa dei magistrati può trasformarsi in assist per Salvini

Condividi su:

del Prof. Paolo Becchi

Chi decide la politica dell’immigrazione in Italia? Il governo o la magistratura? La domanda, viste le vicende degli ultimi giorni, non è retorica, né peregrina. La procura di Agrigento ha, anche per la Sea Watch, agito di nuovo forzando la mano, disponendo il sequestro della nave allo scopo di farne scendere i migranti e rendere così vane le disposizioni del Ministro dell’interno che voleva impedire l’ennesimo sbarco. Il tutto palesemente per dimostrare ai cittadini l’impotenza di un Ministro. Che questo ministro sia Salvini, che le sue politiche possano piacere o non piacere, che alcune delle leggi approvate o in via di approvazione da parte del suo governo possano presentare rischi di incostituzionalità, non dovrebbe, a rigore, contare politicamente proprio nulla. Il punto è un altro.

È che dovremmo chiederci – indipendentemente dalle diverse opinioni politiche su Salvini – se la Magistratura in questo Paese possa continuare a fare ciò che fa da almeno venticinque anni: vale a dire, servirsi dei propri poteri – di natura giudiziaria – per scopi chiaramente politici. Continua a leggere

1 71 72 73 74 75 76 77 576