“In Francia massoneria e repubblica legate a filo doppio”

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Massoneria

Quanto conta la massoneria in Francia? Tanto, troppo. La conferma è giunta dall’elezione di Daniel Keller (nella foto) quale nuovo gran maestro del GOdF, il Grand’Oriente di Francia, una delle più potenti organizzazioni “del settore”. La sua “incoronazione” è avvenuta con 29 voti favorevoli e 5 schede bianche alla vigilia della convention di Reims, svoltasi dal 27 al 29 agosto scorsi.

Ebbene, il nuovo leader dei grembiulini d’Oltralpe non ha fatto alcun mistero circa lo stretto, anzi «intrinseco» legame, che lega il suo sodalizio alla forma Stato: «La massoneria ha notevolmente contribuito alla nascita ed all’edificazione della repubblica», ha detto tra l’altro. Non solo, ha poi aggiunto: «La repubblica è fondamentalmente massonica con l’affermazione laica della libertà di coscienza ed il rifiuto delle pressioni dogmatiche».

Il che spiega molte delle contraddizioni e delle prevaricazioni, che, come ferite aperte e sanguinanti, stanno segnando gravemente dal punto di vista sociale, morale e spirituale il popolo francese.

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Caro Ministro, si DEVE dimettere!

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poletti

Segnalazione Quelsi

by Guido da Landriano

Prima di tutto sentiamo la necessità di esprimere un elogio alla dottoressa Marta Fana, il cui lavoro ha permesso di smascherare questo clamoroso errore, che neppure il Sole 24 Ore aveva notato. Se ci fossero più Marta Fana, sarebbe molto più difficile confondere il pubblico. Ogni tanto è bello parlare bene di qualcuno ! Cosa ha notato la dottoressa Fana: che i numeri forniti dal Ministero del Lavoro relativamente ai contratti atempo indeterminato come sommatoria da gennaio a luglio 2015 non concordavano con la sommatoria dei singoli mesi:

calcoli

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A capo dell’Incontro Famiglie, finanzia abortisti e gay friendly

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Ciaruffoli

E’ incredibile! Il presidente del Comitato per l’VIII Incontro mondiale delle Famiglie di Philadelphia, Robert Ciaruffoli (nella foto con papa Francesco), negli ultimi 16 anni ha versato ingenti cifre di denaro per dare ampio e convinto sostegno ad esponenti politici dichiaratisi pro-aborto e favorevoli alle “nozze” gay. L’accusa – chiara, precisa e circostanziata – è giunta da un rapporto appena diffuso dal Lepanto Institute statunitense, rapporto al momento non smentito ed anzi rilanciato prontamente dall’autorevole agenzia LifeSiteNews.

Da notarsi come l’evento, del cui staff Ciaruffoli è il vertice, sia espressamente ecclesiale. Ospitato dall’Arcidiocesi di Philadelphia, avrà due momenti clou: dal 22 al 25 settembre un importante congresso sulla Famiglia e dal 26 al 27 settembre la presenza niente meno che di papa Francesco.

E’ evidente come le accuse mosse al presidente della manifestazione ne mostrino una condotta in aperto contrasto con la Dottrina della Chiesa. Nello specifico, Ciaruffoli nel 2008 avrebbe versato mille dollari ad Allyson Schwartz, fondatrice e direttrice esecutiva fino al 1988 del Centro per donne Elizabeth di Philadelphia, sorta di filiale locale di Planned Parenthood: «Sono molto orgogliosa di essermi impegnata per questa realtà sanitaria, perché ha fornito una gamma completa di servizi per la salute delle donne – ha dichiarato alla stampa Schwartz, candidatasi nel 2000 contro il senatore della Pennsylvania, Rick Santorum – Io sono pro-choice», ha precisato, convinta che lo fosse anche «la maggior parte» degli elettori e addirittura «dei cittadini americani». Troppo fiduciosa, è stata provvidenzialmente sbaragliata dal suo concorrente, rinnovato nell’incarico.

Ma le posizioni politiche di Schwartz si sono dimostrate in netto contrasto con la Dottrina cattolica anche in altre circostanze: nel 2005 si trattò di decidere se consentire o meno alle minorenni decise ad abortire di potersi trasferire negli Stati, ove ciò fosse permesso. Lei votò a favore. Così come votò a favore di un’estensione, in pratica di una liberalizzazione della ricerca sulle cellule embrionali. Nel 2006 votò contro un emendamento, che codificasse nella Costituzione americana come matrimonio solo quello tra un uomo ed una donna; votò invece a favore della distribuzione indiscriminata di abortivi (la cosiddetta «contraccezione d’emergenza») alle donne vittime di stupro, negli ospedali. Poi, nel 2011, ha votato a favore del fatto che le spese per gli aborti fossero a carico dello Stato; nel 2013, ha espresso il proprio netto veto ad alcune misure pro-life, che si riproponevano di limitare l’accesso alle interruzioni di gravidanza.

Ma Ciaruffoli ha finanziato anche altri candidati pro-choice e gay friendly. Ad esempio, ha staccato assegni da mille dollari pro capite per Chaka Fattah e Robert Brady nel 2006, altri mille per Robert Andrews nel 2008. Secondo il rapporto del Lepanto Institute, avrebbe versato anche 2 mila dollari al Vicepresidente Usa, Joe Biden. Il quale nel 2000 votò a favore della facoltà di aborto nelle basi militari; nel 2004 votò contro l’introduzione di sanzioni penali per chi, commettendo un crimine, provocasse lesioni ad un feto; nel 2006 votò contro l’obbligo di notificare ai genitori il tentativo dei figli minorenni di abortire fuori dai confini dello Stato e contro l’introduzione nella Costituzione di un esplicito divieto per le “nozze” gay. Ciaruffoli ha inoltre donato 2.300 dollari anche al Governatore del New Mexico, Bill Richardson, politico anch’egli di nota militanza pro-aborto e gay friendly.

Certo, pare abbia paradossalmente e contraddittoriamente sostenuto anche qualche politico pro-life e pro-family, ma questo non rende Ciaruffoli adeguato a ricoprire l’incarico di presidente del Comitato per l’VIII Incontro mondiale delle Famiglie: «Indipendentemente da ciò, infatti – ha dichiarato il presidente del Lepanto Institute, Michael Hichborn, all’agenzia LifeSiteNews è difficile immaginare una qualsiasi giustificazione» per i soldi versati ad esponenti, rivelatisi espressione della peggior politica anticristiana. Per questo Hichborn ha chiesto formalmente le sue dimissioni dall’incarico.

Sconcertante, però, il fatto che, incredibilmente ed inspiegabilmente, Kenneth Gavin, direttore dell’Ufficio Comunicazioni dell’Arcidiocesi di Philadelphia, abbia puntato l’indice non contro Ciaruffoli, bensì proprio contro il Lepanto Institute, “reo” a suo dire di non voler presentare le notizie in modo “propositivo”: «Né l’Incontro mondiale delle Famiglie, né la sua leadership sostengono Planned Parenthood – si legge nella nota diffusa – Il solo intento del Lepanto Institute è quello di creare divisione, confusione e conflitti all’interno del tessuto ecclesiale. Azioni di questa natura sono in contrasto con la tradizione della Chiesa. Il loro rapporto pertanto non deve essere tenuto in alcuna considerazione».

Una sentenza imbarazzante, specie in un’Arcidiocesi, quella di Philadelphia, guidata da un “bergogliano” doc, mons. Charles Joseph Chaput: fu lui a definire il regnante Pontefice, in occasione della sua elezione, come «la medicina di cui abbiamo bisogno come Chiesa», «la prova che Dio esiste e lavora attraverso la sua Chiesa ed i suoi leader».

L’Incontro mondiale delle Famiglie fu voluto nel 1992 da Giovanni Paolo II, che diede all’evento cadenza triennale proprio per rafforzare la sacralità dell’istituzione familiare. Fatti come quelli citati nel dossier diffuso dovrebbero indurre quanto meno ad un atteggiamento prudenziale ed a far percepire l’urgenza di una verifica. Con certe sponde curiali, però, pronte a vomitare il classico “fuoco amico” contro chi si preoccupi di tutelare la retta Dottrina, i progressisti dentro e fuori i Sacri Palazzi possono dormire sonni tranquilli. Per ora. Ma fino a quando durerà il tradimento dei chierici? Fino a quando il Signore lo consentirà?

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Profughi, tensione al corteo a Mantova: la polizia manganella

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sbirry

MANTOVA. Slogan minacciosi, offese reciproche, tensione che si taglia con il coltello. Finché non arrivano anche le botte: qualche pugno dei manifestanti di estrema destra colpisce gli agenti della polizia e questi, per tenere i neofascisti a distanza, alzano i manganelli e li fanno indietreggiare. Una scena rarissima per Mantova, quella che è andata in onda ieri sera a Virgiliana. Da una parte circa 150 manifestanti scesi in piazza Sant’Isidoro per dire no all’accoglienza dei profughi ospitati all’ex hotel Maragò, dall’altra una quarantina di esponenti di associazioni di sinistra (La Boje, Mantova Antifascista). In mezzo gli agenti della polizia in tenuta antisommossa. Fuori dal palcoscenico della serata di violenza (verbale e non solo) sono rimasti loro, i profughi: un convitato di pietra attorno al quale si è sviluppata una serata che la città non è certo abituata a vivere.

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Una tassa sui buonisti: “Chi vuole i profughi, paghi”

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BUONISTI

Una tassa per i buonisti. La definisce così il consigliere provinciale di Bolzano che, pensando forse alla Boldrini e a molti altri esponenti della sinistra dall’accoglienza facile. Non è uno scherzo, ma una proposta chiara e – forse – anche con una sua logica. La sinistra alto-atesina dice che molte persone sono disposte ad accogliere i profughi? Lo dimostrino, dice il Andreas Poder.

Così Poder, consigliere della Burgerunion, ha presentato un emendamento all’assestamento di bilancio del 2015 in cui chiede di introdurre la “tassa per buonisti”. Dal punto di vista pratico non sarebbe nemmeno difficile istituirla. L’idea è quella di inserire tra i possibili destinatari del 5×1000 degli abitanti dell’Alto Adige anche i profughi. Diamo la possibilità a tutti i buonisti di pagare una tassa – dice Poder – così possono dimostrare la loro volontà di accogliere nuovi profughi aggiungendo una quota volontaria all’addizionale Irpef”.

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Brugnaro: “Mai un Gay Pride nella mia Venezia. E basta con i soloni dal doppio cognome”

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 di ALESSANDRA LONGO

ore 8.15 del 26 agosto 2015

Parla il sindaco: “Tifo Renzi, ma non sono comunista. Serve un esecutivo di unità nazionale. Quanta gentaglia nel sottogoverno. Ho trovato una città in mutande, per salvarla servono gli attributi. Ho amici omosessuali ma non voglio cose kitsch”

ROMA – Il mattino comincia male per Luigi Brugnaro. Legge sulla “Nuova Venezia” un’intervista al sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni che chiede di arginare l’invasione dei turisti a San Marco e subito si agita sulla sedia: “Come si permette questa signora con i due cognomi, che certo non ha mai lavorato in miniera, di disquisire su dove devono passare o non passare le Grandi Navi? Prima parli con me, con il sindaco di Venezia, e poi dica la sua! Noi, le navi bianche, le vogliamo, non passeranno più dalla Giudecca ma faranno un percorso diverso. Qui si tratta di salvare 5000 posti di lavoro! Non ce ne facciamo niente delle idee balzane del sottosegretario con i due cognomi. Attenti che porto tutti in piazza. Mi sono rotto le scatole dei Soloni, basta con le gente che parla senza conoscere”. Ecco: Brugnaro il doge imprenditore è così. Diplomazia zero. Non gli piacciono i libri sul gender, non gli piacciono le immagini sui “mostri del mare” di Berengo Gardin, non gli piacciono “gli intellettuali da strapazzo” (salva Cacciari), non gli piacciono i comunisti, gli piace Renzi. “Il popolo ha scelto me, la musica è cambiata”, dice.
Elton John l’ha definita “bigotto e bifolco” dopo la sua decisione di togliere dalla scuola i libretti per bambini che descrivono le nuove famiglie.
“È un arrogante che da tre anni non mette piede a Venezia. Se permette, ai nostri figli ci pensano i genitori. La famiglia con due donne e il bambinetto è innaturale”.

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L’esercito russo ha cominciato a impegnarsi in Siria

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ASSAD

Segnalazione di Federico Prati

di Thierry Meyssan – 25/08/2015

Fonte: Voltairenet

Si tratta di un cambiamento profondo e significativo che si è appena realizzato nel Levante: l’esercito russo comincia a impegnarsi contro il terrorismo in Siria. Benché sia assente dalla scena internazionale dal tempo della dissoluzione dell’Unione Sovietica e benché proceda con cautela, ha appena costituito una Commissione russo-siriana, fornito armi e intelligence, e inviato consulenti. Tutto questo, più o meno coordinato con la Casa Bianca.

JPEG – 33.5 KbOriginario del Tatarstan, il generale Valery Gerasimov, Capo di Stato Maggiore delle forze armate della Federazione Russa e vice ministro della Difesa, conosce bene l’Islam. Inoltre, ha represso dei crimini commessi da altri militari russi in Cecenia e ha vittoriosamente combattuto gli jihadisti dell’Emirato islamico d’Ichkeria.

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Teoria del caos

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INVASORI

Segnalazione di Federico Prati

di Maurizio Blondet – 25/08/2015

Sarebbero gli Stati Uniti a finanziare il traffico di migranti africani dalla Libia verso l’Italia.

Lo afferma l’austriaco InfoDirekt, che dice di averlo appreso da un rapporto interno dello ’Österreichischen Abwehramts (i servizi d’intelligence militari di Vienna): ed InfoDirekt è un periodico notoriamente vicino alle forze armate.

Il titolo dice: “Un Insider: gli Stati Uniti pagano i trafficanti (di immigrati) in Europa”. Il testo non dice molto di più. Dice che i servizi austriaci valutano il costo per ogni persona che arriva in Europa molto più dei 3 mila dollari o euro di cui parlano i media.

“I responsabili della tratta chiedono cifre esorbitanti per portare i profughi in Europa” Si va dai 7 ai 14 mila euro, secondo le aree di partenza e le diverse organizzazioni di trafficanti; e i fuggiaschi sono per lo più troppo poveri per poter pagare simili cifre. La polizia austriaca che tratta i richiedenti asilo sa questi dati da tempo; ma nessuno è disposto a parlare e fare dichiarazioni su questo tema, nemmeno sotto anonimato.

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Campagna IOSTOCONDANILO (nuovo IBAN)

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ANCILLA HOMINIS

 

 

A COLORO CHE HANNO PARTECIPATO, CHE INTENDONO PARTECIPARE O DIFFONDERE LA CAMPAGNA IOSTOCONDANILO

http://radiospada.org/io-sto-con-danilo/

http://radiospada.org/2015/06/danilo-quinto-licenziato-per-le-sue-opinioni-e-per-il-libro-pubblicato-con-noi/

L’iban fino ad ora utilizzato è estinto.

Le nuove coordinate bancarie sono queste:

BANCA UNICREDIT

CONTO INTESTATO PASQUALE QUINTO

IBAN IT 41 G 02008 05008000 101365598

Nella causale: ADESIONE ALLA CAMPAGNA IOSTOCONDANILO

E’ possibile acquistare una copia di ANCILLA HOMINIS, sul sito www.radiospada.org.

Grazie. Un caro saluto, Danilo Quinto

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