Anche la ministra Pisano non è Immuni dalle bugie

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Emergono sempre più forti e condivisi i dubbi sulla App di tracciamento e contollo che il governo vorrebbe imporre ai cittadini con la scusa del Covid-19

Ci voleva l’ultima puntata di Report (Rai2), andata in onda lo scorso 11 maggio, per far emergere quello che noi denunciamo da settimane, ovvero le incoerenze e i punti oscuri che circondano l’App Immuni. Un servizio accurato, che è divenuto in breve virale, come l’hashtag #abbiamogiarisposto con cui il Ministero dell’Innovazione ha riassunto – grossolanamente – le proprie repliche ai dubbi mossi sull’App di tracciamento e controllo.

«Il codice sorgente sarà rilasciato su github come tutti i nostri progetti, sarà scaricabile dopo i test come in ogni progetto di questo tipo», ha twittato il Ministero. E basterebbe questo per “sbugiardare” il governo, dato che il codice sorgente, in versione open source (dunque controllabile e verificabile da tutti) avrebbe dovuto essere disponibile “prima” dell’adozione dell’App e dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, non “dopo”.

Ma andiamo con ordine. Leggendo sul sito di Report le domande fatte dalla trasmissione al Ministero, le contraddizioni tornano ad esplodere. «Come mai – chiede Report – nonostante la relazione finale sul contact tracing prodotta dal sottogruppo di lavoro 6 in seno alla task force ritenesse opportuno il test in parallelo di due soluzioni tecnologiche individuate, nella nota del 10 aprile viene trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei ministri la decisione di indicare la scelta dell’App Immuni per la realizzazione del sistema nazionale di contact tracing?»
Risponde il Ministero «Perché, come scritto nella relazione del gruppo 6, Immuni mostrava “maggiori garanzie di interoperabilità e anonimizzazione dei dati personali. Tale soluzione, inoltre, risulta essere ad uno stadio di sviluppo più avanzato della soluzione CovidApp».

Meno male che Immuni si trova a uno “stadio più avanzato”. Siamo a metà maggio, la Fase 2 sta per finire ovunque, lasciando spazio a una Fase 3 di riaperture, i contagi sono in costante calo e dell’App ancora non v’è traccia. A che servirà quando arriverà?

La stessa task force, poi, ha formulato il seguente giudizio conclusivo: «La soluzione Immuni utilizza la tecnologia sviluppata dal Consorzio Progetto Europeo PEPP-PT, promettendo quindi maggiori garanzie di interoperabilità e anonimizzazione dei dati personali».

Ma come? Non era stata scelta perché rispettosa della privacy? Il modello PEPP-PT, come si sa e come noi stessi abbiamo da tempo ribadito, è un modello “centralizzato”, dove tutti i dati (la lista di tutti i codici identificativi degli smartphone delle persone con cui un utente è venuto in contatto) vengono immagazzinati sul server. Gli stessi identificativi vengono generati e controllati dal server (quindi possono essere manipolati e controllati)…

Si aggiunge inoltre, con riferimento al decreto-legge 30 aprile 2020, n. 29, art. 6che:

  1. “Il trattamento effettuato per allertare i contatti riguarderà solo i dati di prossimità dei dispositivi, resi anonimi oppure pseudonimizzati”. Che cosa significa “pseudonimizzati”? Che non saranno pienamente anonimi, come invece strombazzato ai quattro venti?
  2. “I programmi informatici di titolarità pubblica sviluppati per la realizzazione della piattaforma e l’utilizzo dell’applicazione di tracciamento saranno resi disponibili e rilasciati sotto licenza aperta e verificabile da chiunque”. Qui torna la domanda: quando? E perché si approva un’App prima che ne sia rilasciato pubblicamente il codice sorgente per sapere a cosa si sta andando incontro?
  3. Viene fissata “l’interruzione dell’utilizzo della piattaforma e del trattamento dei dati personali alla data di cessazione dello stato di emergenza disposto con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, e comunque non oltre il 31 dicembre 2020”. E di qui ad allora quanti sterminati usi impropri dei nostri dati potranno essere fatti?
  4. “Entro la medesima data tutti i dati personali trattati dovranno essere cancellati o resi definitivamente anonimi”. E anche qui ci chiediamo: allora non saranno sul momento “definitivamente anonimi”?

Non è tutto. Il Ministero afferma che la Bending Spoons (società privata che ha sviluppato la App) era stata scelta perché avente il know-how e il codice derivanti dal lavoro del consorzio PEPP-PT che, all’epoca, riuniva i maggiori centri di ricerca europei, con competenze epidemiologiche, di cybersecurity e informatiche.
Non si sa se ridere o piangere dinanzi al candore di questa dichiarazione perché, invece, la ministra aveva affermato che si era deciso di adottare un diverso protocollo, il DP-3T. «Su tale soluzione è poi ricaduta la nostra scelta, infatti oggi Immuni utilizza il framework di Apple e Google Exposure Notification ovvero un sistema cosiddetto decentralizzato».

Anche i tempi di questa ridicola storia rispettano quelli biblici dei decreti di Conte… «Apple e Google rilasceranno la versione del sistema operativo con il framework di Exposure Notification intorno al 15 maggio p.v. L’obiettivo è rilasciare l’App intorno alla fine di maggio e al momento stiamo rispettando la tabella di marcia che ci siamo dati per essere pronti non appena la versione del sistema operativo sarà rilasciata dalle due società».
Come dicevamo prima, a che servirà una App di tracciamento dei contagi così tardi? Immuni non era stata scelta perché più avanti rispetto ai competitors?

Ricordiamo che solo qualche giorno fa vi abbiamo parlato di Protetti, una tecnologia open source già pronta e utilizzabile per il contact tracing che, però, non ha avuto il benestare da parte del Governo.

Dove però la ministra Paolo Pisano si guadagna il nostro Pinocchio è per la risposta alla domanda: «Siete al corrente che tra i soci finanziatori della società Bending Spoons, oltre a una partecipazione della StarTip di Gianni Tamburi e H14 dei Berlusconi, c’è anche un fondo con capitale asiatico?»

Come i lettori ricorderanno noi avevamo già svelato i nomi dei veri proprietari della Bending Spoons (figli di Berlusconi, amici di Renzi e sodali di Sala). Ma la ministra, come Alice nel Paese delle meraviglie risponde: «per verificare i soci finanziatori di Bending Spoons è sufficiente una semplice visura camerale, dalla quale si evince che i soci fondatori, poco più che trentenni, detengono l’80% delle quote e il 90% di quelle con diritto di voto, che permettono loro di eleggere il consiglio di amministrazione nella sua interezza».

Il naso cresce alla luce, invece, del coinvolgimento di società come Jakala e Geouniq che hanno centrato il proprio business proprio sul data analytics. Un coinvolgimento che, seppur negato dalla Pisano, getta una luce inquietante sulla vera natura dell’App Immuni e sul suo scopo.
Come se non bastasse, spunta un nuovo nome accanto a Bending Spoons, la Arago di Hans-Christian Boos, noto per il suo sostegno a un modello centralizzato e a un totale controllo dei dati.

In questa sacra alleanza tra potere statale, potentati economici e società di marketing tecnologico gli unici a essere vittime siamo noi. Immuni non va scaricata.

DA

https://www.orwell.live/2020/05/14/anche-la-ministra-pisano-non-e-immuni-dalle-bugie/

Scontri e manifestazioni: in tutta Europa monta la protesta contro il lockdown

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Berlino, 11 mag – E’ stato un fine settimana caratterizzato da manifestazioni, scontri e arresti in diverse nazioni europee. Dalla Germania alla Polonia, passando per la Francia, la Svizzera fino all’Olanda, migliaia di cittadini sono scesi in piazza per protestare contro il “lockdown” e le restrizioni connesse all’emergenza coronavirus. Particolarmente dure le proteste dei tedeschi: a Stoccarda oltre 10 mila persone sono scese in piazza per denunciare la violazione dei diritti costituzionali giustificati dal contrasto al Covid-19, mentre a Berlino le dimostrazioni sono sfociate in scontri con la polizia. Ad Alexanderplatz la polizia avrebbe arrestato 86 persone, mentre altri 45 manifestanti sarebbero stati fermati davanti al Reichstag. Altre manifestazioni sono state registrate in altre città come Dortmund e Colonia.

In Svizzera manifestazione davanti al Parlamento di Berna

Al confine franco-tedesco di Lembach invece alcuni sindaci francesi e tedeschi hanno rimosso le barriere che durante l’emergenza hanno impedito di attraversare il confine, sottolineando le difficoltà per i lavoratori frontalieri. In Svizzera centinaia di persone si sono radunate davanti al Parlamento a Berna per manifestare contro la chiusura delle attività commerciali, delle scuole e in generale le restrizioni connesse al Covid-19. Questo nonostante in Svizzera le misure siano molto meno dure che in Italia: già da due settimane barbieri, parrucchieri e fiorai sono aperti, mentre oggi riaprono le scuole. Le manifestazioni e i cortei si sono tenuti anche in altre importanti città elvetiche come Zurigo e Basilea.

La polizia smantella un accampamento a Varsavia

In Polonia manifestazioni e scontri con la polizia si sono verificati soprattutto nella capitale Varsavia, dove la protesta organizzata da alcuni imprenditori si è conclusa con 38 arresti. Partita come una dimostrazione a bordo delle proprie auto suonando il clacson, la protesta si è evoluta poi in un vero e proprio accampamento improvvisato realizzato di fronte l’ufficio del primo ministro. La polizia è intervenuta per smantellare il campo e arrestare i manifestanti.

Anche in Olanda si erano registrate proteste contro le restrizioni alcuni giorni fa, prima del fine settimana che ha visto il coinvolgimento di più nazioni europee. Circa 80 persone erano state arrestate all’Aia davanti alla sede del governo, sempre in seguito a proteste contro il lockdown. Le manifestazioni si erano svolte anche ad Utrecht, dove centinaia di persone si erano radunate per suonare il clacson della propria auto (forma di protesta contro le restrizioni partita dagli Usa).

Davide Romano

DA

https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/scontri-manifestazioni-europa-monta-protesta-lockdown-156017/

Silvia Romano liberata: ecco cosa dovremmo chiederci (e sapere) davvero

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Roma, 11 mag – La liberazione di Silvia Romano, di per sé, è per tutti una buona notizia. Sic et simpliciter per due motivi, il primo sostanziale: un’italiana rapita in Africa è stata riportata a casa, quindi nel caso di specie lo Stato ha fatto lo Stato. Il secondo più prosaico: dopo due mesi di coronavirus serviva una notizia positiva per strappare qualche sorriso. Tutto è bene quel che finisce bene, storia a lieto fine e nulla da aggiungere? Non proprio, perché questa vicenda sta monopolizzando il dibattito politico e mediatico, tra chi festeggia una cooperante milanese da trasformare in nuova icona radical chic e chi la accusa delle peggiori nefandezze perché convertita all’islam.Assistiamo insomma a uno scontro in campo aperto tra armate di commentatori obnubilati da pregiudizi, ipocrisie e letture semplicistiche. Nulla di nuovo, è quanto accade più o meno su qualunque scibile e disputabile questione. Quanto accaduto in Somalia però merita di essere considerato e analizzato evitando il metro del tifo. Dietro alla liberazione e alla conversione di Silvia Romano alias Aisha, difatti, ci sono agenti e fattori scatenanti che provocano risvolti di varia natura.

Chi ha rapito Silvia Romano?

Per comprenderli, partiamo dall’inizio di questa storia: chi l’ha rapita? Il 20 novembre 2018 la cooperante italiana, che si trovava in Kenya  per partecipare come educatrice a un progetto umanitario curato dalla onlus Africa Milele, è stata sequestrata nel villaggio di Chakama. Da quel momento in poi si aprono una serie di buchi neri. Secondo alcuni sarebbe stata rapita da un gruppo di criminali comuni kenioti e poi da loro venduta ai jihadisti somali di al-Shabaab. Stando invece alla ricostruzione di altri, la compagine terroristica somala legata in particolare ad al-Qaeda avrebbe compiuto direttamente il rapimento. Abbiamo scritto “in particolare” volutamente, perché in realtà una parte di al-Shabaab ha giurato fedeltà all’Isis. Dunque si pone un ulteriore punto interrogativo: quale ramo del gruppo terroristico la teneva in ostaggio? Non lo sappiamo con esattezza e probabilmente non lo sapremo mai. In entrambi i casi parliamo di spietati jihadisti che hanno compiuto e continuano a compiere attentati anche contro convogli dell’esercito italiano. Uno studio dell’Armed conflict location and event data project (Acled), già a ottobre 2017 sottolineava il terrificante attivismo di al-Shabaab: era il gruppo jihadista che aveva provocato il più alto numero di vittime tra i civili.Non solo in Somalia, perché parliamo di terroristi in grado di colpire più volte anche nel vicino Kenya. Migliaia di morti, devastazioni, torture, intere porzioni di territorio somalo occupate.

Chi abbiamo pagato?

Non possiamo quindi non chiederci: il governo italiano quanti soldi ha stanziato per liberare Silvia Romano e chi li ha intascati? La cifra che ricorre nelle ultime ore su vari giornali, 4 milioni di euro, è verosimile. Di solito chi paga per liberare un ostaggio in quelle aree versa infatti tra i 3 e i 6 milioni di euro, come sottolineato da un reporter esperto come Fausto Biloslavo. Ma la cifra esatta conta relativamente, perché parliamo in ogni caso di milioni di euro dei cittadini italiani finiti nelle sacche di tagliagole senza scrupoli. Cosa ci faranno con quel malloppo è inutile dirlo, basta appunto vedere cosa hanno fatto fino ad oggi. Dunque Silvia Romano non andava liberata per evitare di foraggiare dei terroristi? E’ la domanda che si pongono in tanti ma è mal posta. Proviamo a rimodularla: Silvia Romano poteva essere liberata senza foraggiare dei terroristi? Sì, era possibile. E come? Sparando. Perché con terroristi fanatici o si paga o si spara, tertium non datur. Inutile dire che se l’Italia avesse compiuto un blitz militare, se avesse sparato appunto, la cooperante milanese avrebbe potuto rimetterci la pelle. Viceversa rischiamo che qualunque compagine terroristica adesso pensi che rapire un italiano sia conveniente, perché il nostro governo poi pagherà il riscatto.

Il ruolo turco

Scelta pericolosa adottata dall’Italia e rischi evidenti a parte, alla luce di quanto sin qui detto si pone un’altra questione: qual è stato il ruolo dei nostri servizi di intelligence in Somalia? Sabato 9 maggio, subito dopo la sua liberazione, è stata scattata una foto diffusa dall’agenzia di stampa turca Anadolu che ritrae Silvia Romano a bordo di un veicolo del Mit, i servizi segreti della Turchia. Uno scatto che mostra la cooperante italiana indossare un giubbotto antiproiettile con la mezzaluna e la stella, le stesse presenti sulla bandiera nazionale turca. La collaborazione tra gli 007 italiani e quelli di Ankara è stata resa nota da subito, ma quella foto è un chiaro tentativo dell’intelligence agli ordini di Erdogan di rivendicare un ruolo determinante (non semplicemente di appoggio quindi). Della serie: siamo stati noi a permettere la liberazione di Silvia Romano. E allora, cosa ci ha chiesto in cambio la Turchia? Non lo sappiamo e anche in questo caso probabilmente non lo sapremo mai. Sappiamo però che in una nostra ex colonia per recuperare un ostaggio italiano siamo costretti ad affidarci ai servizi “neo-ottomani”. Questo la dice lunga sulla nostra capacità di operare in certi contesti e su quanto terreno abbiamo perso negli ultimi decenni.

Quale islam?

Infine l’altro aspetto che fa infuriare tanti “a destra” e sminuire il tutto molti altri “a sinistra”: Silvia Romano si è convertita all’islam. Quindi? Di quale islam stiamo parlando? Non è tanto importante capire se c’entri la sindrome di Stoccolma oppure una reale convinzione maturata in 18 mesi, ciò che conta è comprendere chi sia diventata questa sorridente ragazza milanese. Perché l’islam è una religione che esprime di tutto: mirabili confraternite sufi, raffinati fedeli sciiti, importanti scuole coraniche sunnite. Affatto “pericolosi”, anzi. Purtroppo però ha in seno anche fanatici gruppi che tutti abbiamo imparato tristemente a conoscere negli ultimi anni (gruppi che senz’altro storpiano l’autentico messaggio islamico, ma tant’è). Ecco, Silvia Romano a “quale islam” si è convertita? Quello di al-Shabaab da cui era tenuta prigioniera? Ci auguriamo di no, ma se fosse così sarebbe un bel problema. E dopo quello dei milioni consegnati a dei tagliagole è quello che dovremmo affrontare, in modo assolutamente prioritario.

Eugenio Palazzini

DA

https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/silvia-romano-liberata-cosa-dovremmo-chiederci-sapere-davvero-156083/

Coronavirus, il New York Times demolisce il Governo Conte: “In Italia hanno sbagliato tutto, adesso stanno peggio che dopo la Seconda Guerra Mondiale”

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“I funzionari italiani hanno difeso la loro risposta ma l’analisi delle loro azioni mostra occasioni perse e passi falsi critici che hanno lasciato il Paese nelle condizioni peggiori dalla Seconda Guerra Mondiale”

 

Il New York Times, in un lungo articolo pubblicato nell’edizione online, analizza la situazione dell’Italia, alle prese con l’emergenza coronavirus, dove oggi si contano oltre 53.000 casi e oltre 4800 morti. “La tragedia dell’Italia rappresenta un campanello d’allarme per i suoi vicini europei e per gli Stati Uniti. Se l’esperienza dell’Italia mostra qualcosa è che le misure per isolare aree e limitare il movimento della popolazione devono essere prese rapidamente, attuate con assoluta chiarezza e fatte rispettare in modo rigoroso”, si legge. “Nonostante l’adozione di alcune delle misure più rigide nel mondo, le autorità italiane hanno sbagliato molti passi nelle fasi iniziali del contagio, quando contava di più, mentre tentavano di preservare i basilari diritti civili e l’economia”, è un altro passo dell’articolo.

Gli altri governi, oltre l’Italia, rischiano di seguire lo stesso percorso, ripetendo errori familiari e favorendo un’analoga calamità. A differenza dell’Italia, che ha navigato in acque inesplorate per una democrazia occidentale, gli altri governi hanno meno spazio per le scuse. I funzionari italiani, da parte loro, hanno difeso la loro risposta” al virus, “evidenziato che la crisi non ha precedenti nei tempi moderni”. “Sostengono che il governo abbia risposto con velocità e competenza, agendo immediatamente su indicazioni degli scienziati e passando più velocemente all’adozione di misure drastiche ed economicamente durissime rispetto agli altri paesi europei. Ma l’analisi delle loro azioni mostra occasioni perse e passi falsi critici che hanno lasciato il Paese nelle condizioni peggiori dalla Seconda Guerra Mondiale, prosegue l’articolo, prima di passare in minuziosa rassegna gli eventi che hanno scandito gli ultimi 40 giorni nel nostro paese. Qui l’articolo originale.

DA

http://www.meteoweb.eu/2020/03/coronavirus-new-york-times-gestione-conte-italia/1408581/?fbclid=IwAR1BDKMd7Ffw3PDMoPUKJVvhvGOSVQOba5KF-AT-MAXuaEjkvS0fsXIwM7M

Esclusivo. Matteo Castagna (Christus Rex): “un cattolico è anti massoneria per costituzione”

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“Il cattolicesimo è l’antitesi dei principi massonici. Il potere economico in mano a pochi, che comandano sulla politica, è un modello anticristiano e disumanizzante”. Lo afferma ad Informazione Cattolica il dottor Matteo Castagna, responsabile nazionale del circolo cattolico “Christus Rex-Traditio”. Ecco la sua intervista.

Lei è responsabile nazionale del circolo cattolico Circolo Christus Rex-Traditio. Quando è stato costituito e quali ne sono le finalità?

“L’ho fondato e diretto a partire dal 1 gennaio 2007, come evoluzione di una precedente esperienza tradizionalista, iniziata, per me, nel 1998. La finalità è quella del proselitismo cattolico romano integrale (ma non integralista, perché non siamo dei fanatici!), con le modalità proprie di una associazione composta da laici: lo studio, la preghiera e l’azione pubblica attraverso l’impegno, anche diretto, in politica per la Regalità Sociale di Cristo. Cioè per ristabilire i diritti di Dio sulla società, come prevede la dottrina sociale della Chiesa”.

Nel corso degli anni avete organizzato diversi eventi culturali con ospiti particolarmente importanti. Ci ricorda qualche iniziativa che avete organizzato che vi ha dato grandi soddisfazioni?

“È vero. Tutte ci hanno dato soddisfazione perché, anche grazie ad una ampia rete di conoscenze, non abbiamo mai fatto un flop. Mi piace ricordare i primi eventi, con conferenze sul pericolo dei vaccini (fummo profetici?) e poi quelli con l’Avvocato Gianfranco Amato sui temi della bioetica, o le tante presentazioni del mio libro, avvenute soprattutto grazie all’interesse dimostrato dai dirigenti della Lega di Salvini. La più grande soddisfazione militante fu quella di aver liberato, con un grandissimo impegno, la chiesa di San Pietro Martire di Verona dall’occupazione dei luterani”.

Come vive la sua fede quotidiana?

“Vivo la mia fede quotidiana iniziando con le preghiere del mattino ed il Rosario per il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria su questo mondo, avvelenato dalla sovversione anticristiana. Poi con lo studio della teologia e sforzandomi di compiere buone opere, conformemente al catechismo, soprattutto nella carità verso le anime, denunciando l’errore e facendomi portavoce della Speranza di Cristo, unica Via, Verità e Vita”.

A quale santo della storia della chiesa si sente particolarmente legato e perché?

“Credo soprattutto a San Pietro Martire da Verona, grande Inquisitore domenicano, co-patrono della mia città: Verona. Per la Sua Fede senza compromessi, per la Sua combattività e per la Sua fedeltà al Corpo Mistico di Cristo”.

In molti attaccano la messa in latino voluta da San Pio V. Secondo lei perché?

“Perché la sovversione anticristiana odia, per natura, la Santa Eucarestia, che rinnova in modo perfetto la vittoria di Cristo sul Diavolo. La lingua è un pretesto per attaccare la sostanza: il rinnovamento incruento del Sacrificio del Calvario da parte del Redentore dell’umanità. Solo nella Messa di sempre, codificata da San Pio V, ogni formula è chiarissima nell’indicare le finalità con la degna sacralità”.

Tra le chiese cattoliche del mondo che ha visto a quale è rimasto particolarmente affezionato?

“Senza dubbio a Santa Maria Maggiore, a Roma. Un esempio mirabile di Fede di quando la civiltà era davvero e pienamente cattolica”.

Qual è il suo giudizio su quanto sta accadendo nel mondo a proposito di pandemia da coronavirus?

“Credo che ci sia un gran caos, generato da un premier e da un governo che si sono dimostrati incapaci di gestire la situazione, fin dall’inizio. I dati ci dicono che i deceduti sono meno dell’anno scorso. C’è qualcosa di strano e forse qualcuno ne sta approfittando per rimodulare la globalizzazione. Di certo non per il bene comune”.

Qual è il suo giudizio sull’operato in Italia del governo Conte e sulle azioni delle opposizioni parlamentari?

“Conte mi pare un disastro. È passato dall’abbraccio al cinese ad un lockdown che sta mettendo in ginocchio l’economia. Si è circondato di ‘esperti’ che quotidianamente vengono contraddetti da altri scienziati. Mi pare di leggere che dove non si è chiuso tutto, la questione sia stata comunque risolta. E comunque il 4, tutti dovevano poter tornare al lavoro. Credo che la limitazione delle libertà personali, soprattutto quella di culto, siano non solo un errore, ma un motivo di opposizione sul piano giuridico e politico. Difficile far lavorare le opposizioni se si tiene chiuso il Parlamento. Forse potevano fare di più, come contrapporre una task force alternativa a Burioni, ma in democrazia contano i numeri, che il centrodestra non ha per far passare le molte cose giuste proposte”.

Lei è Veneto. Come si sta comportando in materia Luca Zaia?

“Io sono veronese, italiano e veneto. Mi pare che Zaia stia andando nel verso giusto, ovvero in controtendenza rispetto al governo, nei limiti impostigli dalla legge. Per questo è il governatore più amato d’Italia.

Lei è fortemente impegnato nel contrasto alle mafie e alla massoneria. Ci può parlare del suo impegno su questi temi?

Il Cattolico è anti massoneria per costituzione. Il cristianesimo è l’antitesi dei principi massonici. Perciò sono anti massone ma anche anti lobbista, secondo quanto insegna l’Enciclica “Quadragesimo Anno”. Il potere economico in mano a pochi, che comandano sulla politica, è un modello anticristiano e disumanizzante perché pone come valore primario il profitto, alla faccia di ogni etica e di ogni principio morale. Le mafie sono l’organizzazione malavitosa e spietata di una religione basata sull’illegalità, sul disordine e la corruzione. Per questo collaboro con associazioni antimafia dando il mio contributo sul piano giornalistico e della diffusione di una cultura della legalità, non dell’ipocrisia”.

MATTEO ORLANDO

DA

https://www.google.com/url?q=https://www.informazionecattolica.it/2020/05/09/esclusivo-matteo-castagna-christus-rex-un-cattolico-e-anti-massoneria-per-costituzione/&source=gmail&ust=1589301547706000&usg=AFQjCNEAjJht6XiLvjzq5CdCyieZtauiqA

Gualtieri ha firmato il MES con la “sorveglianza economica e fiscale”. Mezza troika in casa

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L’Eurogruppo di oggi, venerdì 8 maggio, si è concluso con un accordo sul MES. Per l’Italia ha partecipato il ministro dell’economia Roberto Gualtieri(PD). Ciascuno Stato potrà accedervi nella misura del 2% del PIL (con uso limitato alle sole spese sanitarie dirette e indirette), per l’Italia circa 36 miliardi di euro, da restituire in dieci anni al tasso di interesse dello 0,1%.

Le condizioni sono sostanzialmente elencate al punto 7) delle conclusioni di cui al documento sottoscritto dai ministri delle finanze degli Stati dell’area euro. 👇

https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2020/05/08/eurogroup-statement-on-the-pandemic-crisis-support/

Ci siamo tirati in casa “la sorveglianza economica e fiscale“, altro che assenza di condizioni!

Successivamente, gli Stati membri dell’area dell’euro rimarrebbero impegnati a rafforzare i fondamenti economici e finanziari, coerentemente con i quadri di coordinamento e SORVEGLIANZA ECONOMICA e FISCALE dell’UE, compresa l’eventuale flessibilità applicata dalle competenti istituzioni dell’UE“.

Insomma, saremo sottoposti alla “sorveglianza economica e fiscale” da parte delle Istituzioni della Ue. Mezza troika in casa! La finalità indicata è quella di ridurre il debito, alias consolidamento fiscale e tagli selvaggi alla spesa pubblica.

Il presidente del consiglio Conte aveva detto “eurobond sì, MES no“. Ci ritroviamo invece il MES, solo il MES. Di Recovery Fund, campa cavallo che l’erba cresce…

Giuseppe PALMA

*** *** ***

Consigli letterari:

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, “DEMOCRAZIA IN QUARANTENA. Come un virus ha travolto il Paese“, Historica edizioni.

Qui i link per l’aquisto:

http://www.historicaedizioni.com/libri/democrazia-in-quarantena/

https://www.ibs.it/democrazia-in-quarantena-come-virus-libro-paolo-becchi-giuseppe-palma/e/9788833371535

https://www.mondadoristore.it/Democrazia-quarantena-Come-Giuseppe-Palma-Paolo-Becchi/eai978883337153/

https://www.libreriauniversitaria.it/democrazia-quarantena-virus-ha-travolto/libro/9788833371535

DA

Gualtieri ha firmato il MES con la “sorveglianza economica e fiscale”. Mezza troika in casa (di G. Palma)

“Tagliati 30 milioni di fondi alle famiglie. La Bonetti deve dimettersi”

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La denuncia di Family Day: il ministro non dice la verità

“Nello stesso giorno in cui il ministro Elena Bonetti dichiara al New York Times che le sue richieste per la famiglia sono rimaste totalmente inascoltate dal Governo, si scopre che il fondo per le famiglie è stato decurtato di 30 milioni, come si evince da un documento sul sito della Camera dei Deputati”, afferma il portavoce dell’Associazione Family Day, Massimo Gandolfini.
“Le famiglie sono allo stremo, in particolare quelle numerose, visto che non c’è alcun aiuto che si riferisce al numero dei figli carico e al numero di componenti del nucleo familiare. Ricordiamo a tutti che il 17% della famiglie con più quattro figli sono sotto la soglia di povertà. Genitori titolari di imprese o lavoratori a Partita Iva rischiano poi di cadere nella povertà assoluta. Il peggioramento delle condizioni economiche è aggravato dall’impegno nella formazione dei propri figli, totalmente demandata alla buona volontà di mamme e papà che, mentre cercano disperatamente di tornare a lavoro, continuano a fare da docenti, tecnici informatici e animatori delle giornate dei loro figli”, prosegue Gandolfini.
“Ma la cosa più vergognosa è che non solo non viene dato un euro in più alle necessità delle famiglie ma ne vengono sottratti ben 30 milioni ad un fondo che era già di per sé insufficiente. Chiediamo quindi le dimissioni del Ministro Elena Bonetti, in coerenza con le dichiarazioni rilasciate alla stampa. Questo governo ha già dimostrato troppe volte di essere nemico della famiglia”, conclude Gandolfini.

Pronta la replica del ministro: “Non c’è alcun taglio al fondo famiglia già approvato con la legge di bilancio a dicembre 2019, le sue risorse sono state tutte destinate alle politiche familiari, insieme ai 600 milioni aggiuntivi che la legge di bilancio di quest’anno ha destinato alle famiglie. Queste risorse sono già allocate nel bonus bebè, nel bonus nido e nei congedi per i padri estesi a 7 giorni. Sono dati pubblici e verificabili”, dice la Bonetti in risposta Salvini che aveva rilanciato la denuncia di Family Day.

 

da

https://www.iltempo.it/home/2020/05/08/news/tagliati-30-milioni-di-fondi-alle-famiglie-la-bonetti-deve-dimettersi-1323818/

Trovato l’accordo sulle Messe: ecco come e quando si tornerà in chiesa

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Questa mattina, a Palazzo Chigi è stato firmato il protocollo che permette le celebrazioni coi fedeli a partire dal 18 maggio: “Nel testo previste misure di sicurezza”

Dal 18 maggio, i fedeli portanno tornare a seguire le messe in chiesa. Questa mattina, a Palazzo Chigi è stato firmato il protocollo che permetterà la ripresa delle celebrazioni.

Il testo giunge a conclusione di un percorso che ha visto la collaborazione tra la Conferenza Episcopale Italiana, il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Interno e il Comitato Tecnico-Scientifico“, ha spiegato la Cei, assicurando che le messe verranno riprese in sicurezza. Nel protocollo, infatti, vengono indicate una serie di “misure da ottemperare con cura, concernenti l’accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche“. La Cei rivela che, dal 18 maggio, per poter svolgere le celebrazioni è prevista “l’igienizzazione dei luoghi e degli oggetti“. Inoltre, secondo quanto riporta AdnKronos, sono previsti “gel igienizzanti all’ingresso, mascherine e ostia senza contatto“, mentre per le chiese piccole viene chiesto di pensare a celebrazioni all’aperto. Per evitare assembramenti, sarà utile anche aumentare il numero delle messe, per “spalmare” i fedeli su più orari e per gli anziani e i malati sarà bene favorire lo streaming. Nelle chiese, infine, verranno impiegati “volontari per contingentare gli ingressi”, che dovranno essere “muniti di tutte le precauzioni del caso“. I fedeli dovranno indossare mascherine e non potranno entrare in chiesa “in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5 gradi. I luoghi di culto andranno igienizzati al termine di ogni celebrazione e dovrà essere favorito il “ricambio dell’aria”. Il protocollo prevede anche la pulizia dei “vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, come gli stessi microfoni“. Mascherine e guanti sono previste per fedeli e sacerdote che, al momento della comunione, si igienizzerà le mani per consegnare l’ostia, senza toccare le mani dei fedeli. Bandito anche lo scambio della pace.

Il protocollo è stato firmato dal presidente della Cei, Cardinale Gualtiero Bassetti, dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese ed entrerà in vigore lunedì 18 maggio. “Nel predisporre il testo si è puntato a tenere unite le esigenze di tutela della salute pubblica con indicazioni accessibili e fruibili da ogni comunità ecclesiale”, ha sottolineato la Cei.

“Le misure di sicurezza previste nel testo – ha sottolineato il premier Giuseppe Conteesprimono i contenuti e le modalità più idonee per assicurare che la ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo avvenga nella maniera più sicura. Ringrazio la Cei per il sostegno morale e materiale che sta dando all’intera collettività nazionale in questo momento difficile per il Paese“. Anche il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha commentato la firma del protocollo: “Fin dall’inizio abbiamo lavorato per giungere a questo Protocollo: il lavoro fatto insieme ha dato un ottimo risultato. Analogo impegno abbiamo assunto anche con le altre Confessioni religiose”.

Da

https://m.ilgiornale.it/news/cronache/disinfettante-e-mascherine-cos-ripartono-messe-coi-fedeli-1861104.html

Si sveglia anche il Washington Times: il Covid-19 è una mega truffa

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Le cose si stanno muovendo o qualcuno corre ai ripari…
Il 28 aprile il “New York Times” se ne esce con un lungo reportage sul caso della Svezia.
Il paese scandinavo infatti dopo essere stato criticato per oltre un mese si prende la sua rivincita.
Numeri alla mano il governo svedese è quello che ha avuto ragione in Europa. A Stoccolma, con il doppio della densità di Roma, era tutto aperto: cinema, ristoranti, barbieri, scuole, palestre.
Gli svedesi insomma hanno continuato a vivere normalmente.

Il medesimo giorno il “Washington Times” pubblica addirittura un paio di articoli incredibili sul coronavirus. In pratica il Covid-19 sarebbe una delle più grandi truffe della storia: una truffa perpetrata dai media!
Ecco i titoli originali: “Coronavirus hype biggest political hoax in history” e “COVID-19 turning out to be huge hoax perpetrated by media”. In pratica “Il coronavirus promuove la più grande bufala politica della storia” e “COVID-19 che si rivela essere una grande bufala perpetrata dai media”.

Uno degli articoli inizia dicendo che il SARS-CoV-2, causa del COVID-19, ha ucciso 56.749 americani a partire da martedì e questa non è certo una cosa positiva, ma dati alla mano, è sempre meno della stagione influenzale 2017-2018 nella quale sono morte oltre 80.000 americani.
Gli esperti con i loro modelli computerizzati avevano previsto la morte di 1,7 milioni di americani, poi hanno dovuto rifare i modelli riducendo il numero tra i 100.000 e i 240.000 morti.
Ora, l’ennesimo modello richiesto dalla Task Force sul coronavirus della Casa Bianca prevede circa 70.000 morti entro la fine di agosto
I modelli come sempre fanno acqua da tutte le parti, ma passare da 1 milione e 700 mila morti a 70 mila, fa pensare ad una vera e propria strategia corrotta. Forse qualcuno desiderava una ecatombe?

Tasso di mortalità
Un recente studio della Stanford University ha stimato che il tasso di mortalità del virus probabilmente viaggia dallo 0,1% allo 0,2%, mentre ricordiamo che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) aveva stimato un tasso di mortalità superiore di 20 o 30 volte.
Secondo voi i media mainstream su quali dati hanno basato i loro servizi terroristici?
A New York City, epicentro statunitense della pandemia, il tasso di mortalità per le persone dai 18 ai 45 anni è dello 0,01%, ovvero del 10 per 100.000 nella popolazione.
Le persone di età pari o superiore a 75 anni, tuttavia, hanno un tasso di mortalità 80 volte superiore. Per i minori di 18 anni, il tasso di mortalità è zero per 100.000, che equivale a zero.

Salute ed età
Sempre il Washington Times afferma che più della metà dei decessi COVID-19 in Europa sono avvenuti in strutture di assistenza a lungo termine o in case di cura, mentre negli States solo un quinto delle morti registrate.
Quasi tutti i pazienti ricoverati in ospedale per il coronavirus a New York City avevano condizioni di salute precarie.

Fox News citando uno studio pubblicato dal JAMA, il giornale dell’associazione dei medici americani (Journal of American Medical Association), ha riferito che il 94% dei pazienti interessati aveva più di una malattia pregressa: il 42% era in sovrappeso e il 53% aveva ipertensione, mentre gli altri soffrivano di una varietà di disturbi.
Esattamente quello che è avvenuto anche da noi in Italia.

Conclusione
Per quale motivo hanno permesso a due tra i più importanti e letti quotidiani del mondo (New York Times e Washington Times) di pubblicare simili notizie? Non si può certo pensare ad una svista dell’editore e ovviamente neppure all’intraprendenza e al coraggio di un paio di giornalisti.
Se viene mandato in stampa il permesso dall’alto per farlo c’è sempre!
Quindi? Forse qualcuno in alto, ben sapendo che la Verità è figlia del tempo, sta in qualche maniera correndo ai ripari, parandosi il didietro? Della serie: “noi ve l’avevamo detto”.
Anche noi allora lo diciamo chiaramente e una volta per tutte: i servili media maistream sono una delle principali cause di questo disastro, perché hanno appositamente distorto, amplificato e scientemente veicolato il peggiore dei virus: la paura!

https://www.washingtontimes.com/news/2020/apr/28/coronavirus-hype-biggest-political-hoax-in-history/?fbclid=IwAR1mhLl1WOZ7kbXcxhds2cWhaSk6Cu1yeB330nHlIvc-SU7a2IehthLYf3s

https://www.washingtontimes.com/news/2020/apr/28/covid-19-turning-out-to-be-huge-hoax-perpetrated-b/

Da

https://telegra.ph/Si-sveglia-anche-il-Washington-Times-il-Covid-19-è-una-mega-truffa-05-03

La truffa dei sondaggi: ecco cosa dicono davvero i numeri su Conte e i partiti di governo

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Roma, 5 mag – Da un paio di giorni i sondaggi, veri o falsi non importa, mandano in visibilio la sinistra. C’è forse una crescita del Pd? Un rialzo delle quotazioni per il resto delle “frattaglie” tipo Sinistra, Articolo 1 etc? No, niente di niente. Le rilevazioni confermano sostanzialmente il trend in discesa per Matteo Salvini e tanto basta a stappare lo champagne. Da domenica sera era circolato un sondaggio fasullo su Twitter dove il carroccio veniva dato addirittura al 20%, in caduta libera e sorpassato da un Pd redivivo. La realtà è ben diversa: nelle rilevazioni Swg pubblicate ieri dal Tg La7 di Mentana, la Lega cala di uno 0,9% e si attesta al 27,3% contro il 28,2 del 27 aprile.

Ora sarebbe bene ricordare un dato: le rilevazioni dei sondaggisti si basano su campioni limitati. Per capirci di solito Swg intervista 1200 soggetti maggiorenni. Tradotto in numeri significa che una variazione dell’1% equivale a 12 persone che rispondono in maniera diversa su 1200. Ergo per calare dello 0,9% basta che 10-11 persone rispondano in maniera differente. Il che non significa che le rilevazioni non abbiano una loro scientificità e una loro attendibilità parziale, ma fare come Next che titola “la Lega crolla ancora” perché dieci persone su 60 milioni hanno risposto in maniera differente ad un sondaggio sembra un tantino forzato.

I partiti di centrodestra hanno più consenso di quelli di governo

Fatta la dovuta precisazione numerica il sondaggio dimostra la costante crescita di Fratelli d’Italia che passa dal 13,8% al 14,9%, con una crescita di 1,1 punti che ricordano tanto quelli persi dalla Lega (il che dovrebbe indurre i compagni a riflettere prima di festeggiare). Anche Forza Italia cala di uno 0,8% attestandosi al 5,3 per cento delle preferenze, ma il dato complessivo del centrodestra resta solido: insieme Lega, FdI e FI raccolgono il 47,5% dei consensi. Non è la maggioranza assoluta d’accordo ma nemmeno bruscolini. Soprattutto se il dato viene confrontato con quello dei partiti di governo, che stando alla vulgata di Repubblica e compagnia godrebbe di una fiducia praticamente bulgara da parte degli italiani. Il Pd resta inchiodato al 20% (20,2 per l’esattezza contro il 20,3 di una settimana fa). I 5 Stelle crescono di uno 0,8% e arrivano così al 16,2%, tenendo a poco più du un punto di distanza il partito della Meloni. Magra consolazione per la principale forza parlamentare, capace di dimezzare i consensi in due anni. Immobili poi i dati dell’agglomerato di sinistra fermo al 3,3%, di Italia Viva di Renzi che ora scende al 3%, mentre Calenda con la sua “Azione” si colloca al 2,5%.

Il dato fasullo sulla fiducia nel governo 

Insomma al netto della peggiore emergenza dal dopoguerra ad oggi lo scenario politico in termini di preferenze resta in realtà incredibilmente stabile, nonostante la narrazione che vorrebbe un Conte investito di un consenso larghissimo. Almeno questo è quello che ci racconta Repubblica: la rilevazione di Demos fatta su commissione del quotidiano fondato da Eugenio Sclafari è stata rilanciata un po’ da tutti con questo titolo: “Il 63% degli italiani ha fiducia nel governo“. Eppure basta andare sul sito del ministero dell’Interno dove vengono pubblicati tutti i sondaggi politico-elettorali per scoprire che la domanda posta a 1000 italiani (quelli intervistati da Demos) era un tantinello diversa: “Su una scala da 1 a 10 che voto darebbe in questo momento al governo Conte 2 nel suo insieme?

Lo screenshot della domanda posta da Demos

Non è stato chiesto “lei ha fiducia nel governo sì o no?”, ma è stato chiesto di dare un voto. A questo punto su mille persone intervistate 630 hanno dato un voto pari a 6 o superiore. E’ corretto convertire questa notizia in “il 63% ha fiducia in Conte”? A nostro modo di vedere no, la domanda era diversa e il fatto che Repubblica, Il Fatto Quotidiano e Fanpage abbiano aperto con questa notizia è una mezza truffa.

Solo il 31% degli italiani ha fiducia nel governo?

Anche perché esiste un’altra rilevazione, realizzata da Tecnè per l’agenzia Dire (non certo di sinistra, parliamo di una agenzia fondata dall’addetto stampa di Berlinguer…) che non ha riscosso una grande attenzione mediatica, nonostante numeri in controtendenza con quelli sbattuti in prima pagina: il 65% degli italiani non ha fiducia nel governo. Cioè questa rilevazione, basata sul medesimo campione numerico (circa 1000 persone intervistate) ma con una domanda probabilmente più precisa, chiedendo agli intervistati se avessero o meno fiducia nel governo. Vediamo che al 30 aprile solo il 31,3% degli italiani dichiara di avere fiducia nel governo.

Dunque se io prendessi questi dati potrei titolare l’opposto di Repubblica e compagnia. Insomma come al solito i sondaggi vanno presi con le pinze, ma soprattutto è necessario indagare. Per capire cosa si nasconde dietro i titoloni dei giornali che tirano la volata a Giuseppi e soci.

Davide Di Stefano

DA

https://www.ilprimatonazionale.it/politica/truffa-sondaggi-cosa-dicono-numeri-su-conte-governo-155386/

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