I media intensificano gli attacchi contro la moralità

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IO LEI

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Alfredo De Matteo

La battaglia istituzionale e politica per imporre al Paese le unioni omosessuali è solo l’obiettivo più importante di una guerra a tutto campo contro la legge naturale e divina che non tralascia alcun ambito della società civile; il più battuto è senz’altro quello culturale e massmediatico dove, con tempismo e precisione, le avanguardie rivoluzionare lanciano la loro velenosa offensiva tesa a dar man forte alle linee di combattimento più avanzate.

Il film più reclamizzato di quest’autunno, che uscirà nelle sale cinematografiche ad ottobre, narra la storia di due donne che vivono una relazione amorosa tormentata, in cui una delle due, oltre ad avere alle spalle un matrimonio fallito ed un figlio adulto che le fa da padre, ha una vita sessuale “fluida”. Tuttavia, il filo conduttore della pellicola commedia, le cui protagoniste sono interpretate da due attrici di fama internazionale come Sabrina Ferilli e Margherita Buy, sono i “sentimenti” in generale e non la relazione sessuale tra le due donne, che rimane sullo sfondo, probabilmente a sottolineare la pseudo normalità di una relazione di coppia tra persone delle stesso sesso.

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Non solo gay, lesbiche e trans: ora Pisapia lancia iniziative pure per “intersex” e asessuati

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La denuncia dei cattolici in convegno stasera a Milano: “La città metropolitana di Milano vuole promuovere la pluralità degli orientamenti di genere”

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Ora, però, dopo tanta fatica, quelle quattro lettere non bastano più: Lgbt diventa Lgbtqia, per includere anche i queer, gli intersessuali e gli asessuati. Ed è proprio per questo che il sindaco della città metropolitana di Milano, Giuliano Pisapia, sta approntando un tavolo di lavoro.

Con un avviso del 17 settembre, il sindaco arancione convoca associazioni e ricercatori “di ambito lgbtqia” per prevenire le discriminazioni e “promuovere una cultura che valorizzi la pluralità degli orientamenti sessuali“. Inoltre Pisapia vuol promuovere campagne di educazione “in linea con le direttive europee (…) sulle famiglie omogenitoriali (…) con particolare attenzione al mondo della scuola, della pubblica amministrazione e della sanità“.

Un giro di parole – volutamente? – vago, contro cui puntano il dito diverse associazioni cattoliche, che proprio questa sera organizzano a Milano un convegno sulla “famiglia al tempo dell’ideologia gender“.

Stasera alle 21 al teatro del Buratto in via Mosè Bianchi 94, la “Manif pour tous Italia” – tra le organizzatrici del Family Day del 20 giugno scorso – lancia una domanda che ha il sapore della provocazione: “Sarà ancora possibile dire mamma e papà?“. Una domanda idealmente rivolta anche al sindaco Pisapia.

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Putin sulla CBS: “L’ISIS è un pretesto, vogliono solo rovesciare Assad. Se qualcuno non lo finanziasse, il terrorismo globale non esisterebbe”

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(di Franco Iacch)
29/09/15

Lo Stato islamico è un’organizzazione terroristica globale”. E’ quanto ha affermato il presidente russo Vladimir Putin al giornalista statunitense Charlie Rose in un’intervista andata in onda ieri sulla CBS.

“E’ diventata unica perché globale. Hanno fissato un obiettivo: stabilire un califfato che si estende dal Portogallo al Pakistan. Hanno già reclamato l’importanza dei siti islamici sacri come la Mecca e la Medina. Le loro azioni e le loro attività vanno ben oltre i confini dei territori sotto il loro controllo. Dobbiamo aiutare l’esercito del presidente al-Assad, nessun altro paese lo sta facendo. Voglio che tu ed il pubblico americano vi rendiate conto che nessuno, tranne l’esercito di al-Assad, sta combattendo contro l’Isis e le altre organizzazioni terroristiche in Siria. Nessun altro li sta combattendo sul territorio siriano.

Gli attacchi aerei alleati? Dunque, non risolvono il problema. In sostanza, non hanno provocato alcun danno ai terroristi. Gli attacchi dovrebbero essere coordinati sul campo, ma sappiamo che questo non avviene. La Russia non parteciperà ad eventuali operazioni sul campo, almeno per ora. Stiamo però intensificando il nostro lavoro sia con il presidente al-Assad che con i nostri partner (Cina ed Iran). Le nostre forze armate non prenderanno parte direttamente alle ostilità e non combatteranno. Non ci sarebbe nessuna guerra se questi gruppi terroristici non fossero stati finanziati. Ho la sensazione che qualcuno voglia utilizzare l’Isis al fine di rovesciare al-Assad.

Lo Stato islamico è un pretesto. La gente non fugge dal presidente al-Assad, ma dalle atrocità dei terroristi”.

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“Un anno fa ero venuto qui con la lista delle cose da fare. Ora il 90% di quelle cose le abbiamo fatte o le stiamo completando”: così Matteo Renzi ai quelli di Wall Street. Ne è uscito soddisfattissimo: “Li abbiamo sorpresi”.

Siamo tutti sorpresi.renzistalinbaffuto-225x300

Ha fatto già il 90% delle riforme. Georges Soros lo loda, l’Italia se continua così è più avanti della Germania.

Ora, io preferisco scrivere poco sull’Italia. E se vi devo confessare perché, è che è pericoloso. Un giornalista che dica la verità sulla vera “riforma” che non si fa, viene stritolato. Siamo forse l’unico stato veramente totalitario rimasto: nel senso che i parassiti pubblici hanno preso tutto il potere – tutto, voglio dire: dal custode del Colosseo scioperante al presidente della Repubblica, passando per la magistratura, senza dimenticare i criminal-tranvieri romani dell’ATAC – e dunque non c’è difesa possibile.

Naturalmente ogni tanto le notizie su questa oppressione disumana saltano fuori. Ma preferisco riprenderle dai giornali. Questa la sapete già:

“Invita gli amici alla vendemmia, prende una multa da 19.500 euro per lavoro nero” (La Stampa, 28 settembre). “Battista Battaglino, 63 anni, pensionato, mercoledì ha invitato alcuni amici nella sua casa, in località Granera. (…) Stavamo raccogliendo l’uva, ridendo….Ad un certo punto siamo stati letteralmente circondati da carabinieri e funzionari dell’ispettorato del lavoro. Ci hanno chiesto i documenti e hanno redatto un verbale di denuncia di lavoro nero». La multa per Battista Battaglino è di 19.500 euro, 3900 per ognuno dei 4 amici e del pensionato.”.

Il contadino ricco
Il contadino ricco

Circondati da carabinieri e funzionari dell’Ispettorato del lavoro”.

Da Wikipedia, cercate “KGB” o meglio ancora la sua entità precedente, “NKVD” “Narodnyj komissariat vnutrennich del ( Commissariato del popolo per gli affari interni), insonne gestore delle purghe staliniane e del Gulag. Il corpo aveva un suo inno trionfale. Titolo: “Giorno e notte noi stiamo in guardia

(Dnem i Noch’yu — My na Strazhe ). Le parole della prima strofa:

La repubblica ci ha detto – Non chiudete gli occhi d’aquila – Noi siamo gli uomini che combattono del NKVD – Ricordiamo il comando del Patria – difendiamo il nostro paese dal potere oscuro del nemico – Giorno e notte , ci sono in guardia – Giorno e notte , siamo in battaglia “.

Ritornello:

“Il nemico è furbo- noi siamo più furbi

– il nemico è forte – noi siamo più forti

Tutto il popolo sovietico ci aiuta –

a troncare gli artigli del nemico

– a strappargli le zanne”.

http://www.cyberussr.com/rus/sg-zhit’.html

Un’altra strofa “Hei, nemici, non potete nascondere – i vostri volti maligni in nuove maschere – non si può sfuggire alla morsa d’acciaio del nostro Ezhov! (1) Rettili striscianti non possono strisciare di soppiatto al cuore della patria – l’instancabile Commissario del popolo – scopre tutto con sguardo occhiuto”.

Non crediate che sia andato a cercare l’inno del Kgb per criticare o, peggio, denunciare. No, ho cercato ispirazione per elevare un inno ai nostri funzionari:

Che splendidi eroi, i nostri Ispettori del Lavoro! Giorno e notte sono in guardia! Sorprendono il maligno nemico interno, il rettile che striscia sul cuore della patria…Non si risparmiano sacrifici, si sporcano le scarpe nuove andando fra le zolle della vigna, e circondano il pensionato con i quattro amici. Quei sabotatori non hanno potuto nascondere i volti maligni sotto le nuove maschere.

La multa per Battaglino è di 19.500 euro”

Probabilmente gli hanno portato via la pensione di un intero anno, se non di più. Perché c’è questo di bello nella nostra Patria totalitaria: le multe non sono proporzionate al reddito dei cittadini (le vittime), bensì sugli stipendi dei persecutori pubblici: 19500 è un mese per un senatore, più o meno un salario mensile di un grand commis, un paio di mesi di un commesso parlamentare principiante. Loro guadagnano tanto, non possono nemmeno immaginare che le loro vittime – i maligni che si nascondono sotto sempre nuove maschere – guadagnino dieci, venti volte meno di lorsignori. S’immaginano che nascondano i loro enormi profitti. Evasori.

Colpire duro, compagni
Colpire duro, compagni

“Morte agli Evasori!”, è il grido del Parassita Pubblico Collettivo.

Anche in Urss c’era un ente che si diede il nome di “SMERŠ”. Da Wiki:( acronimo di SMERt’ Špionam, “morte agli spioni “): era il dipartimento di controspionaggio dell’Armata Rossa istituito nel 1943. Il nome è foneticamente simile alle parole russe “смерч” (smerč) per tornado e “смерть” (smert’) per morte”.

Lo scopo dei tutori dell’ordine sovietico era, come sappiamo, di stroncare ogni attività economica privata: per questo le multe enormi e le punizioni draconiane (non di rado l’esecuzione col colpo alla nuca per aver nascosto all’ammasso un chilo di grano) del tutto senza proporzione con l’esilità dell’attività economica dei “rettili” . Mi son domandato cosa spinga i nostri ispettori, giudici e vari parassitovski pubblici a stroncare l’attività economica degli italiani, specie dei modesti; indurre al suicidio piccoli pizzaioli scoperti a farsi aiutare dalla moglie a bottega, rovinare artigiani colpevoli di insegnare la calzoleria ai figli, e padroncini di vigneti da autoconsumo: non viviamo forse nel “Liberismo”? La proprietà privata non è rispettata? Certo che lo è: Matteo Renzo ha sorpreso quelli di Wall Street spiegandogli come l’Italia sia divenuta amichevole per gli investitori. Esteri, specialmente. Grazie ai giudici che mettono in galera i capi delle nostre imprese ex IRI, per poi rilasciarli una volta svendute queste allo straniero per un boccon di pane.

E allora, perché i funzionari della Parassitovska nostrana, nel regno della Libertà, si comportano ancora come i loro colleghi sotto il comando di Beria ed Ezov? Ai tempi del collettivismo forzato?

Su questo provo darmi due risposte. Una: anche gli insonni eroi dello SMERSH, della GPU, del NKVD, vivevano in un mondo a parte; la gente comune poteva morire di fame durante la grande carestia degli anni Trenta, ma ai torturatori e Commissari, nerbo della Patria, non mancava nulla: caviale, storione, Lucky Strike nei negozi per funzionari, persino acqua di Colonia francese in dotazione

(l’odore del sangue, alla lunga, nausea). Di qui la professionale indifferenza per il male che facevano: era loro diritto, anzi loro dovere (più benefit).

La seconda risposta, che non esclude la prima: l’enorme e crescente fabbisogno della Parassitovka.

L'instancabile Kommissar
L’instancabile Kommissar

Ma preferisco incollarvi un articolo di pochissimi giorni fa, mettendo le mani avanti: non l’ho scritto io.

“I funzionari infedeli bruciano 3,7 miliardi in sei mesi…nei primi sei mesi dell’anno, il danno provocato alle casse dello Stato dai funzionari pubblici infedeli è stato di 3 miliardi e 57 milioni di euro, contro i 2 miliardi 672 milioni di tutto il 2014 (…) Dalla corruzione ai corsi di formazione finanziati con soldi pubblici e mai svolti, passando dai manager della sanità che gonfiano gli appalti, alle affittopoli nelle palazzine dello Stato. (…) Il buco maggiore deriva dalla gestione del patrimonio pubblico: il danno ammonta a 944,3 milioni di euro. Dalla spesa sanitaria mancano all’appello 478,7 milioni di euro. Si apparecchia la tavola anche sui fondi a bilancio dello Stato e dell’Unione Europea, con un ammanco di 257 milioni di euro, mentre chiudono la lista il settore degli appalti (944,3 milioni), il pubblico impiego (79,2 milioni) e le consulenze esterne (2,2)”.

“A Bolzano è stata la mancata riscossione da parte del comune di canoni di occupazione del suolo pubblico per 350 mila euro, quasi nulla in confronto al direttore dell’Agenzia Territoriale di Asti accusato di aver sperperato 9 milioni di euro. Sempre nel settore immobiliare a Roma è ancora in corso l’indagine sugli affitti a sette euro nelle case di proprietà del Comune.

“A Potenza è l’acquisto di attrezzature sanitarie per 300 mila euro da parte di una Asl del territorio che non sono mai entrate in funzione.

In Campania sono i “depuratori delle acque reflue gestiti dalla “Hydrogest Campania Spa” e alla inefficienza del complessivo sistema di depurazione. Un esborso di denaro pubblico di 235 milioni di euro, su cui i militari della Gdf hanno contestato 53 milioni di danni alle casse dello Stato”; “A Catanzaro per anni un dipendente pubblico ha percepito indebitamente stipendio e pensione, provocando un danno alla casse dello Stato per circa 700 mila euro”; “a Bari due dirigenti della società di ferrovie sud est hanno speso 912 mila euro per l’acquisto di 25 carrozze passeggeri per poi rivenderle a una società polacca per sette milioni, salvo poi riprendersele per 22 milioni e 500 mila euro, provocando un danno stimato in circa 11 milioni di euro”.

Come avete potuto vedere da voi stessi, questi ci costano 3,7 miliardi in sei mesi; 7 miliardi l’anno. Un tesoretto. I soldi che Matteo Renzi cerca per “togliere la tassa sulla prima casa” (gioite!). Invece no, vanno a questi qui, i parassitovski inadempienti.

E la loro inefficienza e strapotere e impunità incompetente aumentando, ci costano nel 2015 più di quanto ci sono costati nel 2014…dove per 12 mesi hanno rubato, malversato e sprecato solo 2miliardi e 672 milioni. Nell’ultimo anno e mezzo hanno dilapidato (intascato o anche solo sprecato) 5,7 miliardi di euro. Pochi dubbi che, grazie alle riforme di Renzi, nel 2016 il fabbisogno della Grande Inadempiente crescerà ancora; arriverà a 8 miliardi? Nove, 10?

Hai voglia quanti piccoli pensionati depredare della pensione annua al completo, quanti pizzaroli indurre al suicidio con multe che non possono pagare; quante partite Iva perseguitare …bisognerebbe frenare l’insaziabile fame di denari pubblici. E’ la “riforma” che attendiamo. O meglio, che attendete voi. Io non c’entro.

Io, sono ben consapevole che la colpa è tutta di Battaglino (il pensionato del Cuneese) e dei suoi amici, questi rettili che strisciano nell’ombra. Come ha chiarito la Stampa, che è la nostra Pravda:

Morte al Kulako!
Morte al Kulako!

“Nel 2008, proprio per regolarizzare il lavoro stagionale legato alla vendemmia, hanno ad esempio inventato i voucher. Sono ticket da dieci euro che si comprano negli uffici postali e perfino dai tabaccai. Il lavoratore occasione trattiene per sé un netto di 7,5 euro: il resto finisce all’Inps e all’Inail. I voucher sono molto utilizzati, oltre che nei vigneti, per i piccoli lavoretti di casa. Giardinieri, baby sitter, e cosi via. Insomma la legge da la possibilità, a chi non può assumere, di chiedere prestazioni occasionali mettendosi in regola in modo molto semplice. E quindi ben vengano le multe per chi sgarra.”.

Eh sì, i furbastri avevano evaso un 40 euro in contributi all’Inps. Multati di 15.900 euro, 3500 a testa. Non si può sfuggire alla morsa d’acciaio dei nostri Padroni! Ben vengano le multe per chi sgarra!

Il giornalista de La Stampa (ne faccio il nome: trattasi di Michele Brambilla) ha tuttavia l’ardire di continuare: “Tutto questo precisato, vien da chiedersi se i controllori abbiano sempre ben presente, oltre che la legge dello Stato, anche quella del buon senso. (…) La vicenda del signor Battaglino – cosi si chiama il pensionato multato per gli amici in vigna – non è come detto un caso isolato. Ci sono casi di artigiani e commercianti multati per aver tenuto in laboratorio, o in negozio, i propri figli minorenni: erano lì per aiutare, ma soprattutto per imparare un mestiere che da tempo immemorabile veniva tramandato di generazione in generazione.

“Gli artigiani possono assumere i figli con contratti di apprendistato vantaggiosissimi: ma solo dai 16 anni in su. In bottega niente minori, ma anche niente genitori anziani. «Mio padre, che ha fondato questa azienda, non può entrare a dare consigli a chi lavora, e tantomeno ai miei figli adolescenti», mi racconta Teresa Coradazzi, che fa prosciutti a San Daniele del Friuli: «Ma se un bambino non può farsi insegnare da un nonno come si “sugna” un prosciutto, come lo si sala, come lo si annusa, si spegne sul nascere una passione. L’Italia nel dopoguerra si è rialzata perché la famiglia è diventata impresa. Le mogli e i figli erano indispensabili, l’unico ad avere uno stipendio era il capofamiglia. Altri tempi? Sì, ma così si sono create tante eccellenze italiane. Una volta l’impresa familiare era un vanto nazionale, oggi il lavoro in famiglia è perseguito per legge». Lavoro vero che diventa lavoro nero. Qualche mese fa, a Napoli, un uomo di 43 anni si è ucciso perché multato di duemila euro per la presenza della moglie nella sua pizzeria. Non era in regola. Erano in regola coloro che lo hanno multato: con la legge. Ma forse non con la virtù della prudenza. E forse neanche con la coscienza”.

Ebbene, compagni dell’Ispettorato! Eroici funzionari della Parassitova al completo! Io vi segnalo il suddetto Brambilla – da cui prendo le distanze nel modo più energico – come un revisionista annidato nella Patria, un sabotatore che nasconde la faccia maligna sotto una maschera di rispetto per la vostra insindacabile, insaziabile, devastante autorità.

Io non c’entro. Io credo alle parole alate del compagno Renzi, nostra guida, piccolo padre. Io canto a squarciagola la canzone che il compagno Aleksandrov compose nel 1936 per celebrare i successi dell’indimenticato Stalin: “Velikij Vozhd’ i Uchitel’”, Il grande capo e Maestro.

La vita diventa ogni giorno migliore, compagni. La vita è diventata migliore. E quando la vita è più felice, il lavoro è più efficace. Risuonano canti sulla terra sovietica: unito nell’amicizia il paese cresce e canta insieme…Tutto è gioia per le menti e per le mani…La vecchiaia è più calda e la gioventù avventurosa. Guarda, Voroshilov, siamo tutti pronti: non un pollice cederemo al nemico…Tutto l’immenso paese vuol gridare a Stalin: Grazie, Amato! Perché (ritornello) “La vita è diventata meglio, compagni! Migliora ogni giorno!”.

Grazie alle riforme di Renzi che ne ha già realizzate il 90%. Morte ai Gufi!

Smerts Spiona!

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Ezov era un nano
Ezov era un nano

Note

  1. Nikolai Ivanovic Ezov fu il capo del NKVD nel 1936-39, gli anni delle grandi purghe staliniane, in cui fece arrestare 1,5 milioni di persone, di cui 800 mila finirono fucilate o finite con il regolamentare colpo alla nuca. Bisessuale, è sospettato di aver ucciso la giovane moglie. Nel 1939, fu arrestato per ordine di Stalin e accusato di Spionaggio e intesa coi servizi polacchi e tedeschi, e fucilato nel ’40. Gli successe Lavrenti Beria.

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Siria: Erdogan, adesso, ha contro anche Pechino

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Per giorni la notizia è rimasta dubbia, perché a darla per prima è stata DEBKA File, sito israeliano specialista di disinformazione come d’intelligence: la portaerei cinese Liaoning-CV-16 aveva passato il canale di Suez, era nel Mediterraneo diretta verso le coste della Siria; l’accompagna un incrociatore lanciamissili;era a Latakia; no, ha già attraccato a Tartus. Adesso le fonti si moltiplicano, iraniane, siriane, arabe, sicché si può forse dire con qualche sicurezza: sì, i cinesi sono arrivati. Nel quadro, a dire il vero, di una esercitazione navale congiunta russo-cinese da tempo annunciata: ma davanti alla Siria, e con la portaerei?

Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Data la nota prudenza di Pechino, c’è qualcosa di molto importante ad averla decisa ad appoggiare l’azione anti-Isis di Putin a sostegno del regime di Assad, così lontano dalla sua area di influenza diretta.

Probabilmente la cosa è questa: 3500 uiguri – della temuta minoranza musulmana cinese – si sono insediati in Siria, in un villaggio presso Jisr-al Shagour appena strappato all’esercito regolare di Assad, vicino alla roccaforte del Partito Islamico del Turkestan (TIP), uiguro, che è integrato nella Armata di Conquista (Jaish al-Fatah), un temibile e ben organizzato gruppo composto di otto formazioni guerrigliere, da Al Nusra e di Fratelli Musulmani di Siria.

Il grosso reparto di uiguri è ritenuto essere arrivato sotto la protezione dell’intelligence turca, che avrebbe arruolato questi combattenti e li avrebbe forniti di falsi passaporti. I jihadisti del Tip, turcofoni, hanno diffuso ai primi di settembre delle foto, dove mostrato d’aver conquistato la base aerea siriana di Abu Duhour , strappandola alle truppe di Assad,e trovandoci vecchi ma efficienti MiG e armi sofisticate.

Jihadisti cinesi hanno preso la base di Abu Dhour
Jihadisti cinesi hanno preso la base di Abu Dhour

Nel marzo scorso, con l’aiuto della Turchia, la formazione di uiguri è stata la protagonista nel debellare i siriani di Assad a Jisr al Shughour

In breve – valuta l’analista Christina Lin, del Center for Transatlantic Relations at SAIS-Johns Hopkins University – la componente uigura, per la sua combattività e disciplina, sta diventando il gruppo prominente nella coalizione terrorista. Ciò ovviamente con l’aiuto di Ankara, che favorisce l’egemonia di turcofoni nella galassia di jihadisti arabi.

Per Pechino, stroncare questo gruppo armato è un caso d’interesse nazionale. Il terrorismo uiguro ha già compiuto sanguinosi attentati in territorio cinese, fra cui un clamoroso attentato suicida in piazza Tienanmen nel dicembre 2013, e l’ancor più feroce strage avvenuta il 17 agosto 2015 a Bangkok, dove la bomba contro il tempio induista di Erawan uccise venti turisti e ne ferì oltre cento. Fra gli uccisi, almeno cinque erano cinesi; l’attacco era una ritorsione contro il governo thailandese che aveva consegnato a Pechino un centinaio di uiguri ricercati, e voleva appunto colpire turisti cinesi; non senza l’aiuto, come ha dimostrato la polizia Thai, di elementi del Lupi Grigi turchi…

Non c’è voluto molto, per Pechino, per identificare nel pericoloso crescere del terrorismo uiguro la mano “ottomana”, e le smisurate ambizioni di Erdogan, che non fa’ mistero di sognare una ricostituzione dell’impero ottomano con tutti i suoi kanati: fra cui lo Xinjang cinese.

Nel gennaio di quest’anno, quando ha ricevuto il capo palestinese Abbas nel suo sfarzoso palazzo presidenziale, Erdogan lo ha atteso su una scalinata, affiancato da una guardia d’onore di 16 guerrieri in costumi storici, fra cui ce n’era uno in antico costume del kanato degli uiguri.

Erdogan fra i suoi guerrieri
Erdogan fra i suoi guerrieri

E da mesi i media vicini ad Erdogan conducono una accanita campagna di stampa contro il regime cinese, colpevole di reprimere la religione musulmana, per esempio di vietare il digiuno del Ramadan; a Istanbul la folla se l’p presa coi ristoranti cinesi, che hanno subito danni…Abbastanza per convibcere Pechino che il presidente turco sta giocando o la carta dell’irredentismo uiguro contro la propria integrità territoriale, nel quadro della sua guerra ottomana per interposti terroristi contro Assad, i curdi interni ed esterni (in Irak), senza dimenticare di mettersi ai ferri corti con l’egiziano Al Sisis ed Hamas.

http://chinamatters.blogspot.it/2015/07/turkey-plays-uyghur-card.html

Il risultato è che Erdogan ha oggi la portaerei cinese nel mare di casa. E Pechino farà di tutto per salvare il governo di Assad e sterminare i jihadisti cino-turcomanni. “Pechino ha deciso di contribuire alla lotta contro Daesh, per questo ha inviato la sua nave da guerra alle coste siriane”, ha dichiarato Igor Morozov, senatore russo. L’Iran ha mandato forze armate e sul terreno si coordina con le forze russe; il governo iracheno (sciita) si coordina con Iran, Russia e Siria nella lotta contro Daesh (invece che con la coalizione messa insieme dagli Usa); a questo scopo, è stato allestito a Baghdad un centro di informazioni e intelligence congiunto per coordinare le operazioni anti-ISIS.

Una nuova alleanza militare

E non basta. Secondo la già citata Christina Lin, “se Assad lo chiede e ne ha il permesso dalla Russia, la Cina e gli altri membri dello SCO lo assisteranno militarmente” anche inviando truppe, perché ciò sarebbe “in accordo col diritto internazionale, essendo il regime di Assad ancora il governo legittimo e riconosciuto dall’Onu”.

Oltretutto, i cinque anni di crudele destabilizzazione operati da Usa, Israele e i Saudit via jihadisti hanno ottenuto, oltre ai 250 mila morti e i milioni di fuggiaschi, anche questo effetto probabilmente imprevisto: lo SCO, Shanghai Cooperation Organization, si sta trasformando radicalmente e rapidamente in una vera e propria alleanza militare. Di cui anche l’Egitto (oltre la Siria) ha chiesto di far parte da giugno. L’Iran ne fa ià parte dal 2013.

“L’audace mossa unilaterale di Putin ha dato scacco matto a Wahington,” che oggi non ha altra scelta che “collaborare con la Russia per stabilizzare la Siria e scongiurare la caduta della regione nell’anarchia”, ha commentato il notista Alasatir Croke. Persino Erdogan, persino Cameron cominciano ad ammettere che sì, Assad, forse, può rimanere.

Ma c’è uno che non ci sta. Hollande ha cominciato la sua guerra, ed i suoi aerei hanno cominciato a bombardare le postazioni dell’ISIS in Siria. Così, da solo, come se non ci fossero russi, iraniani, cinesi, uiguri…”Per legittima difesa”, ha proclamato il capo del governo Valls. Cosa abbia bombardato, non si sa. Ma continua a proclamare che Assad deve andarsene.

Maria Zahkarova, portavoce del ministro Lavrov (Esteri), ha così commentato le imporese del Tartarin de Tarasconne: “Vorrei conoscere i dettagli del concetto di legittima difesa riguardo a bombardamenti aerei su uno Stato che non ha dato il suo consenso e non ha aggredito nessuno, nonché la conformità di queste azioni col diritto internazionale”…e poi: “Che inventori! Il referendum in Crimea è una annessione, ma i bombardamenti aerei senza il mandato del Consiglio di Sicurezza e senza l’accordo del paese colpito è legittima difesa….La Francia sta uccidendo il diritto internazionale agli occhi della comunità internazionale”…Putin ha cambiato le regole del gioco, e Hollande non se n’è accorto.

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Siria: false notizie e vere tragedie

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Padre Daniel: “La pace in Siria sembra più lontana e l’opinione pubblica ancora più accecata…” 

Lettera da Qara, venerdì, 11 settembre 2015

Tempesta nel deserto

Per tre giorni siamo stati sotto la polvere. Giovedì si è schiarito un po’. Non c’era sole, ma solo un bel banco di nebbia con polvere che penetrava dappertutto, anche nelle nostre camere. E se il sole nel pomeriggio si faceva vedere per un attimo, sembrava piuttosto la luna, cioè una macchia rotonda bianca senza irradiazione. Nessuno qui lo ha mai sperimentato, nonostante il fatto che abbiamo già avuto molte tempeste. Era come una versione indebolita del flagello delle locuste prima dell’esodo del popolo ebraico dall’Egitto. Si poteva scrivere un messaggio con il dito nella sabbia infiltrata che si trovava dappertutto. Qui si dice che la maggior parte della sabbia arriva dall’Arabia Saudita, da dove proviene anche la maggior parte dei terroristi. L’unica consolazione: in Arabia Saudita sembrano esserci ora il maggior numero di conversioni alla fede cristiana. I media occidentali vedevano nella tempesta di sabbia ancora qualcosa di positivo, nel senso di: “la tempesta della sabbia ha il vantaggio che l’esercito non può bombardare”. E’ vero che l’esercito non può bombardare i terroristi e cosi questi ultimi possono continuare liberamente le loro abominevoli azioni e occupare nuove aree…

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Soros elogia Renzi e vuole un milione di migranti all’anno

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– di Giorgio Nigra –

Roma, 26 set – Ha la faccia del cattivo dei film e, una volta tanto, cattivo lo è davvero. EppureGeorge Soros passa universalmente per un buono, persino in Italia, nazione che nei primi anni ’90 cercò simpaticamente di mandare in bancarotta.

Ma evidentemente non c’era niente di personalese il Corriere della Sera può intervistare il noto speculatore senza causare neanche un centesimo delle polemiche che ha suscitato Vespa invitando in trasmissione quei dilettanti di borgata dei Casamonica.

Cosa dichiara Soros al giornalone della buona borghesia italica? Ma ovviamente che Renzi è l’uomo giusto per risollevare l’Italia. “Sinceramente – dice – per le prospettive dell’Italia ho buone speranze. Matteo Renzi è riuscito a introdurre dei cambiamenti importanti nel mercato del lavoro”.

Ma, attualmente, sono i migranti il core business della sua attività. Dopo alcune banalità sul fatto che “senza una politica realmente europea su questo fronte, il fatto che ogni Paese si muove per proprio conto potrebbe distruggere l’Unione. Di certo ha già distrutto Schengen, l’accordo sulla libertà di movimento delle persone. E il mercato unico sulla libertà delle merci attraverso le frontiere europee può essere la prossima vittima” (chissà perché ai “buoni” non scandalizza mai questo continuo paragone fra uomini e merci…).

Arrivano poi le pagelle stilate nei confronti degli Stati sovrani: “È evidente che quella della Germania è superiore a quelle di Grecia o Ungheria. Ma questa capacità di assorbimento bisogna anche svilupparla. Oggi l’agitarsi più vuoto e inutile mi pare sia in Francia e in Gran Bretagna: per entrambe la capacità di accogliere risulta molto sotto a quanto dovrebbe essere. Anche solo per ragioni demografiche, l’Europa ha bisogno di un milione di nuovi arrivi ogni anno. E i Paesi che ne accoglieranno di più, sono quelli che cresceranno di più in futuro”. Ecco, con l’elegia alla Grande Sostituzione siamo al completo. Benvenuti nel nuovo mondo.

Fonte: Il Primato Nazionale

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Tempesta di fuoco contro l’ISIS intorno a Kuweires!

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Dozzine di jet imperversano contro i tagliagole del ‘califfato’!

 

Per tutta la giornata di ieri un quasi continuo carosello di cacciabombardieri ha imperversato sopra la pianura intorno a Kuweires scaricando dozzine di missili aria-terra, bombe a guida laser e grappoli di razzi contro le postazioni dei terroristi dell’ISIS. La foto che vedete, presa ieri proprio nella zona in questione testimonia eloquentemente della massiccia potenza di fuoco scatenata contro i tagliagole.

Di questo passo il rilevamento della postazione assediata di Kuweires é solo questione di giorni.

E come se non bastasse le forze governative siriane (Esercito regolare, NDF, Liwa Al-Quds, Brigate Baath) hanno preso l’iniziativa in diverse zone circostanti ad Aleppo, ingaggiando i terroristi ad Al-Ameriyeh, Khan Touman, Kfarnaha, Al-Rashidin e Bustan al-Basha.

Anche a Nord della città, lungo le direttrici per il confine turco, si sono registrati intensi combattimenti a Kafr Hamra, Byanoun e Hreitan.

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