ISRAELE, I CURDI E LA DISSOLUZIONE DEL VICINO ORIENTE

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 BANIDERA CURDA

di Aldo Braccio

Sia la stampa inglese (in particolare quella finanziaria: Financial Times) che quella turca (per esempio Hürriyet del 25 agosto, che in effetti riprende la notizia citando come fonte il quotidiano inglese) hanno sottolineato gli ingenti approvvigionamenti petroliferi assicurati a Israele dal governo territoriale autonomo nordiracheno.

Le autorità curde fornirebbero attualmente a Tel Aviv più dei tre quarti (il 77 % per l’esattezza) del fabbisogno petrolifero. Da maggio all’11 agosto 2015 sono stati consegnati dal governo autonomo curdo a Israele 19 milioni di barili di petrolio, per un controvalore di circa un miliardo di dollari: si tratta indiscutibilmente di un grosso bottino realizzato attraverso il piano di smembramento del Vicino Oriente, cui accennavamo in un precedente articolo.

I pagamenti del greggio avverrebbero in anticipo sulla consegna, attraverso l’intermediazione di grandi compagnie mondiali che provvedono alla commercializzazione e alla consegna dell’oro nero; in particolare attraverso la Trafigura (coinvolta in scandali petroliferi in diversi Paesi, dal Sudafrica alla Costa d’Avorio e allo stesso Iraq) e attraverso la Vitol, due colossi dello stoccaggio e della successiva rivendita del petrolio.(1)

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L’allarme dei media tedeschi: “Se la Russia ci attaccasse, non potremmo fare nulla”

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I carri armati tedeschi non sono in grado di fronteggiare i T-90 russi. Cresce la tensione in Europa

La Germania impotente davanti all’avanzata dei carri armati russi. È questo lo scenari ipotizzato dai media tedeschi e raccolto da difesaonline.it: “Nonostante nella Bundeswehr siano in servizio alcuni dei migliori carri armati al mondo, nulla potrebbero contro i nuovi tank russi. Le munizioni dei carri armati tedeschi, non sarebbero in grado di produrre abbastanza energia cinetica per mettere fuori uso l’ultima versione dei T-90 e dei T-80“.

Un fiasco totale, insomma. Le armi e la corazza del T-90 russo “sono state aggiornate rendendo la piattaforma ben diversa da quella entrata in servizio nel 1990. E nel 2017, entrerà in servizio il tank-killer: l’Armata“.

Inoltre, il governo tedesco ha realizzato imponenti tagli alla Difesa, portando così il numero dei Leopard-2 a 225 (come nota difesaonline, “durante la Guerra Fredda, i tedeschi avevano in inventario poco meno di 2400 Leopard di tutte le versioni“).

La crisi ucraina, però, ha destato parecchie preoccupazioni nel governo tedesco, che ha così deciso di ordinare altri 100 Leopard-2. Come nota difesaonline, però, il problema di questi mezzi sta “nel loro sistema di combattimento“. Come notano i media tedeschi, infatti, “per essere efficaci, i proiettili dei Leopard dovrebbero essere di uranio impoverito. Tuttavia, dal punto di vista politico questo è ormai inaccettabile“.

Foto tratta da Wikipedia

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Docenti a scuola di teorie pro-gender. Ed è bufera

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NO GENDER - Copia

In una scuola di Roma corso per “educare alle differenze”. Con il patrocinio del Comune. I genitori protestano

Roma – Nella fucina degli insegnanti pro-gender: a Roma la due giorni per «educare alle differenze». A fianco della cartina d’Italia, sul muro, alcune locandine colorate con diverse famiglie. Un bimbo, due bimbi, due mamme, due papà.

Non è la scuola del futuro, a Roma è già realtà. Sabato e domenica alla scuola Cattaneo, in pieno Testaccio, è andata in scena la due giorni di «Educare alla differenze» – appuntamento irrinunciabile per chi vuole introdurre nelle scuole italiane «un altro genere di informazione»: decisamente gay-friendly e, come va di moda ripetere, «libero da pregiudizi». È la fucina degli insegnanti «pro-gender» (o pro-studi di genere che dir si voglia). Ad organizzare tutto sono tre associazioni vicinissime alla galassia Lgbt, con tanto di patrocinio del Comune di Roma.

Docenti e genitori imparano come combattere il bullismo, ma anche come insegnare ai bimbi a liberarsi dagli «stereotipi di genere»: per la fascia d’età 0-6 anni, le insegnanti ricompongono in modo non convenzionale le fiabe ritagliate su fogli di carta: la principessa libera il principe, mentre la nonna va al ballo con il rospo. Biancaneve ingenua e bellissima – ça va sans dire – è un modello nefasto e superato. Altrove si utilizzano giochi da tavolo per riscrivere il vocabolario. Sulle carte del Memory, un maschio e una femmina costruiscono una casa: per distinguere le carte i bimbi sono costretti a dire «il muratore» e «la muratrice». C’è la teoria del genderbread, per cui l’identità sessuale non è mai definita ma sempre in divenire, mentre a proporre un «laboratorio sull’identità sessuale degli adolescenti» è il centro lgbt bolognese «Cassero», noto per aver organizzato una festa in cui uomini travestiti da Gesù mimavano atti sessuali con una grossa croce. Nell’aula a fianco, il tavolo «fuori programma» ospita «De-generiamo», un laboratorio di «quasi-danza» che vuole riflettere su «identità e stereotipi» esplorando «autoerotismo, post-pornografia, dominazione e sottomissione, bondage e burlesque». Il tutto nella cornice di un evento organizzato da associazioni che si propongono come interlocutrici del Miur al tavolo che dovrà discutere le linee guida per attuare la riforma della Buona scuola laddove (comma 16 legge 107/2015) parla di «educare alla parità tra i sessi, prevenire violenza di genere e discriminazione, informare e sensibilizzare studenti, docenti e genitori».

Il ministro – pardon, ministra – Giannini ha annunciato querele contro chi insinui che la riforma contenga riferimenti al gender. Come regolarsi con queste associazioni: ammetterle o no al tavolo del Miur, farle entrare o no in classe? Le associazioni dei genitori già sono sul piede di guerra e promettono battaglia.

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Liddell al Teatro Olimpico di Vicenza. “Christus Rex”: protestiamo contro la blasfemia e ripariamo con la preghiera

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STASERA alle 20.00 TUTTI A VICENZA! Matteo Castagna ne parlerà alle 19.00 circa dai microfoni di Radio Forza Nuova. Sintonizzatevi cliccando su www.radiofn.eu 

Dal quotidiano On-line Vicenzapiù:

QUOTIDIANO | Categorie: Religioni, Associazioni

Liddell al Teatro Olimpico. Christus Rex: fermiamo la blasfemia a Vicenza

Di Redazione VicenzaPiù ieri alle 12:35 | 0 commenti

ArticleImageRiceviamo da Matteo Castagna, responsabile nazionale Circolo cattolico Christus Rex 

Sta emergendo un cretinismo suicida esasperato a Vicenza, nei confronti del teatro, usato per oltraggiare violentemente la Religione Cattolica e verso l’ideologia del gender, che viene sottovalutata o coscientemente appoggiata per favorire la disgregazione della famiglia naturale. L’ignobile complicità fra amministrazione comunale sinistrorsa e Curia, in nome dell’abbraccio satanico con le mode del mondo fa ribollire il sangue.

Non solo occorre riparare pregando pubblicamente, ma serve anche una azione di forte protesta e indignazione contro le false o illegittime autorità che stanno dalla parte delle oscenità e delle blasfemie o le minimizzano. E’ bene ricordare a costoro e ai vari “moderati nella Fede” che San Giovanni nell’Apocalisse dice chiaramente che “Dio vomiterà i tiepidi” (Ap 3,16).Il Circolo Cattolico “Christus Rex”, dopo aver pregato il Santo Rosario di riparazione per conto proprio in una chiesa di Vicenza, sosterrà la protesta di Forza Nuova, unico movimento politico che difende senza se e senza ma il Cattolicesimo, vergognosamente irriso e vilipeso.

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Assad: “Se siete preoccupati per i rifugiati, smettete di sostenere i terroristi”

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Segnalazione di Redazione Il Faro sul mondo

di Redazione

In un’intervista rilasciata oggi ai media russi, il presidente siriano Bashar Assad ha parlato delle minacce globali e nazionali provocate dal terrorismo, della necessità di un fronte unito per combatterlo, e della propaganda occidentale circa la crisi dei rifugiati.

Il presidente siriano ha dichiarato che l’emergenza dei rifugiati, “Non si risolve con la propaganda europea… Se siete preoccupati per loro, smettete di sostenere i terroristi. Questo è il cuore di tutta la questione dei rifugiati”. 

“Se oggi chiediamo a un qualsiasi siriano ciò che desidera, la prima cosa che risponde è la sicurezza per ogni persona”, riferisce il presidente siriano, aggiungendo che le forze politiche, sia all’interno che al di fuori del governo “dovrebbero unirsi per soddisfare le richieste del popolo siriano”.

Il “tessuto siriano”, afferma Assad, comprende cittadini di molte etnie e sette, compresi i curdi, e senza tali gruppi di persone che da secoli vivono nella regione “non ci sarebbe stata una Siria omogenea”.

“Vorrei cogliere l’occasione per invitare tutte le forze ad unirsi contro il terrorismo, perché è il modo migliore per raggiungere gli obiettivi politici che noi, come tutti i siriani, vogliamo attraverso il dialogo e l’azione politica”, ha concluso Bashar al-Assad.

Fonte: http://www.ilfarosulmondo.it/assad-se-siete-preoccupati-per-i-rifugiati-smettete-di-sostenere-i-terroristi/ Continua a leggere

Il DNA non basta, prima c’è Qualcuno

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CHIMICO

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Non vedremo mai le dita del Musicista all’origine della sinfonia del mondo fin che le vorremmo vedere solo con lo scientismo

di Umberto Fasol

Carpire il segreto della vita biologica è una delle massime aspirazioni per gli uomini e le donne di tutti i tempi. Nell’antichità e fino a tutto il Medioevo si pensava che la vitalità del corpo dipendesse dal suo cuore; poi, in epoca moderna, si è pensato al cervello, come cabina di regia di tutto quanto accade istante dopo istante. IL CODICE GENETICO Nel secolo scorso gli sforzi si sono concentrati sulla cellula, sempre più indagabile dai nostri microscopi, e in particolare sul suo nucleo, quella vescicola che misura cinque o sei centimetri di millimetro (quindi infinitamente più piccola sia del cuore che del cervello), ma che contiene quello specialissimo acido desossiribonucleico, la cui struttura a doppia elica, affascinante ed intrigante, venne disegnata su “Nature” nel 1954. Da lì a qualche anno, nel 1966, avvenne la scoperta clamorosa ed inattesa del Codice Genetico, il DNA. Trovare nella cellula microscopica un vero e proprio dizionario con le informazioni che presiedono alla vita del vivente, ha consentito di assimilare la vita ad un software, rendendola da una parte più misteriosa di prima della ricerca… e dall’altra foriera comunque di nuove conoscenze e di nuove certezze. Infatti, alla fine degli anni Ottanta viene lanciato il grandioso Progetto Genoma Umano (Human Genome Project) su scala mondiale, guidato dagli USA, con l’ambizioso scopo di “leggere” l’intera sequenza di DNA presente in una cellula umana. Il 26 giugno del 2000, in conferenza stampa mondiale, Bill Clinton e Francis Collins, direttore del Progetto, comunicano i risultati della ricerca che ha coinvolto i Paesi più sviluppati: il DNA umano è un nastro lungo circa due metri e formato da una sequenza di tre miliardi e duecento milioni di lettere. Oggi conosciamo queste lettere, anche se contengono differenze da persona a persona. SCOPERTO IL SEGRETO DELLA VITA? È stato così scoperto il segreto della vita? Per nulla! Genoma ha solo rivelato i volumi di messaggi e di istruzioni contenuti nel nucleo di una cellula ma sorgono, come accade dopo ogni scoperta scientifica, nuove domande: ” Come si sono formati quei volumi?”; “come è possibile che la cellula riesca ad aprirli e a cercare la pagina “giusta”, quella che serve istante per istante per presiedere alle attività vitali dell’organismo?”; ” come fa la cellula a “leggere” un messaggio scritto in termini di atomi e molecole?”; “qual’è la regia che ordina la lettura di un messaggio piuttosto di un altro?”. È nata così l’epigenomica, parola greca che significa “sopra i geni”, che si occupa di quel livello di organizzazione della materia biologica che è superiore alla mera disposizione sequenziale delle lettere del DNA. Sono i meccanismi epigenetici quelli che agiscono sul DNA e che, per esempio, danno la forma stellata ai neuroni (gonfiandoli di neurotrasmettitori come la dopamina), e che danno la forma a disco schiacciato ai globuli rossi. Insomma l’epigenoma è la chiave della vita? Sembrerebbe. Ma che cos’è? È una serie di meccanismi molecolari che agiscono a monte dei geni, accendendo o spegnendo i geni stessi presenti nei volumi della “biblioteca” nucleare, e a valle, modificando le proteine fabbricate prima che raggiungono la loro destinazione funzionale in qualche distretto biologico. Importante? Certamente! Ma è davvero la conclusione della nostra ricerca? Assolutamente no! Fin che si trovano “meccanismi” non si trova mai “l’intelligenza” che li ha creati e quindi la ricerca non si sazierà mai. Ma si può trovare l’intelligenza della regia? Non con la provetta e il microscopio. Vuol dire che non esiste? Vediamo che cosa dicono gli autori di un servizio, intitolato Epigenome Roadmapping, apparso sulla rivista “Nature” nel numero di febbraio 2015. Sono scienziati del prestigioso MIT del Massachussets, che fanno un primo bilancio dopo anni di esperimenti importanti e pioneristici in questo campo su cellule vive e umane e in particolare su cellule dell’embrione umano (hanno investigato su cellule staminali embrionali umane provenienti da aborti spontanei, a seguito di esplicito consenso dei genitori, secondo un protocollo internazionale). Questo articolo su “Nature” pubblica la conferma sperimentale dell’esistenza, nella cellula, di una sorta di progetto che agisce per estrarre dal DNA le informazioni opportune di volta in volta a formare e sviluppare l’embrione umano. I FATTORI DI TRASCRIZIONE INTRACELLULARE NON SI ATTIVANO DA SOLI Perché conferma sperimentale? Perché, già da Aristotele in avanti, dal punto di vista filosofico è noto il principio di casualità [ndr. Attaccato da diversi filosofi, ma erroneamente: cfr. l’articolo di G.Samek Lodovici in questo numero del Timone]: “omne quod ovetur ab alio movetur”, tutto ciò che si muove, si muove ad opera di altri, tutto ciò che comincia è causato. I fattori di trascrizione intracellulare non si attivano da soli. Che cosa li attiva? Li attiva un altro segnale che proviene da un piano organizzativo a monte. Questo segnale a sua volta è mosso. C’è come una catena di cause moventi complessa e rigorosa, che deve avere un punto di start. Così come il numero dieci segue al nove, all’otto, al sette e giù fino al numero uno: l’inizio. Ora, sembra che il numero una nella vita della cellula zigote sia una “rete”, non un punto o una molecola. Questa rete è la manifestazione del mistero della vita. Infatti, mentre i nostri manufatti hanno sempre un inizio puntuale, le cellule del nostro corpo, invece, sono acheiropite (non fatte da mano d’uomo) e sono una sorta di rete, che si muove in tutte le direzioni, modificandosi di continuo (pur mantenendo costanti i parametri funzionali necessari per le attività vitali). OGNI VIVENTE DA UN ALTRO VIVENTE Non è possibile identificare l’inizio della vita sulla terra, bensì solo una catena di viventi, in cui ogni vivente proviene da un vivente precedente, che proviene da un vivente precedente e così via: “omne vivum ex vivo” (ogni essere vivente proviene appunto da un altro essere vivente). Che all’origine della vita ci sia dunque un Primo Vivente? In effetti, il confronto tra i manufatti e gli esseri viventi apre la nostra ragione all’evidenza di un mistero della vita, che resta inafferrabile. E che dire sulla genesi di questi organismi epigenetici? UN RINVIO VERSO LA VERA ORIGINE La sensazione che abbiamo maturato dopo anni di biologia molecolare è che essi siano così complessi che non osiamo nemmeno ipotizzare che abbiano potuto formarsi da soli, senza “orchestrazione” (come dicono gli scienziati) premeditata da Qualcuno. La presunta evoluzione spontanea e imprevista della vita, affidata da alcuni evoluzionisti alle mutazioni genetiche casuali e alla selezione naturale, per cui da un grumo di atomi si sarebbero in questo modo formate balene, querce, api e uomini ecc. senza alcun ‘progetto’, è sempre di più un racconto di ‘fantascienza’. Come dire noi vediamo tutti i giorni nel mondo i tasti di una sorta di pianoforte che si abbassano per suonare la sinfonia dei fenomeni vitali e fisici, con note che si aggiungono di continuo, in armonia con le precedenti, da miliardi di anni: nella cellula l’amminoacido viene trasportato dal transfert ad occupare la posizione che gli compete nella lunghissima catena di perline dell’emoglobina; nel corpo il cuore pompa instancabile e autonomamente il sangue nel cervello fino all’ultimo neurone; nello spazio la Terra percorre i suoi 29,8 kilometri al secondo attorno al Sole, per non precipitare; nel giardino le foglie catturano l’energia elettromagnetica solare, stanca di otto minuti di viaggio, e la usano per trasformare l’aria e l’acqua in quello zucchero e in quell’ossigeno che avviano la catena alimentare sul Pianeta. Ma non vedremo mai le dita del Musicista fin che le vorremo vedere con gli occhi fisici e con la scienza.

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La macchina dei trapianti utilizza nuove tecniche e nuovi criteri per l’espianto di organi vitali

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FRIGOBOX CON ORGANI

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Alfredo De Matteo

«Il confine che separa un corpo tenuto in vita artificialmente da uno completamente deceduto è spesso molto sottile, da un punto di vista giuridico e morale, ma su questo stesso discrimine si basa la possibilità di trasformare una tragica scomparsa in una fonte di speranza per i numerosi pazienti in attesa di un trapianto di organiPer la prima volta nella storia, tuttavia, un’equipe di medici milanesi è riuscita a spostare l’angusto confine, eseguendo un trapianto di fegato da un donatore in arresto cardiaco».

Tali parole, riportate da un quotidiano di informazione online a commento della notizia di un trapianto di fegato da un “donatore” in arresto cardiaco avvenuto all’ospedale Niguarda di Milano, sintetizzano efficacemente i termini della questione e l’ideologia che sottende la pratica dei trapianti d’organi vitali.

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La verità di Assad: “Rifugiati: la colpa è solo dell’Occidente”

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assad seaDamasco, 16 set – Bashar Al-Assad ha rilasciato in queste ore una intervista ai media russi (RT, Rossiyskaya Gazeta, Channel 1, Russia 24, RIA Novosti, NTV channel) riguardo la minaccia rappresentata dal terrorismo internazionale che va diffondendosi dentro e fuori la Siria.

I temi trattati sono stati la necessità di costituire un fronte unito sia contro il jihadismo sia contro la propaganda occidentale sul tema dei rifugiati e di come trovare delle soluzioni per fare uscire la Siria da questa guerra che ormai sta entrando nel quinto anno.

Secondo le parole del presidente Bashar Al-Assad non sarà possibile raggiungere alcun obiettivo volto all’ottenimento della pace se continuerà ad esistere il terrorismo sul suolo patrio: “È impossibile fare qualsiasi cosa finché ci saranno persone uccise, finché non si fermeranno le stragi e la gente continuerà a sentirsi insicura […] possiamo raggiungere il consenso, ma non potremmo renderlo reale finché non verrà sconfitto il terrorismo in Siria. Dobbiamo distruggere il terrorismo, non solo l’ISIS”.

Per quanto concerne il tema dell’immigrazione le parole del presidente si sono rivolte contro la buonista propaganda occidentale, dando la responsabilità di questo disastro umanitario all’Europa e ai suoi alleati: “Con un occhio l’Occidente piange per i rifugiati, con l’altro punta contro di loro la mitragliatrice”.

È dall’inizio della guerra, infatti, che, secondo il quanto dichiarato da Assad, l’Occidente supporta i terroristi considerandoli prima parte di un risveglio pacifico, in un secondo momento identificandoli come opposizione “moderata” e solo da ultimo come terroristi dell’ISIS o Al-Nusra: ma la colpa, secondo la propaganda occidentale, è sempre dello Stato siriano, del regime siriano o del presidente siriano.

“Fino a che seguiteranno con questo tipo di propaganda – ha detto – avranno sempre più rifugiati. La questione non è stabilire se l’Europa li accetti o meno nei suoi territori come rifugiati di guerra, la centralità della situazione va ricercata nel fatto che non bisogna avere a che fare con la causa dei flussi migratori. Se avete paura dei rifugiati, smettete di supportare il terrorismo. Questo è quello che pensiamo riguardo la crisi. Questo è il vero cuore del problema dei rifugiati siriani”.

Continua il presidente Bashar Al-Assad sul tema del terrorismo, ribadendo come esso sia supportato dalle potenze straniere : “Credo che ogni società o individuo patriottico debba unirsi e combattere quando c’è un nemico da sconfiggere, che sia esso straniero o no. Se chiedessimo a ogni siriano cosa volesse davvero la prima risposta sarebbe sicurezza per ogni persona e per ogni famiglia”.

L’attacco politico del presidente si sposta direttamente contro la Turchia e su come questo paese fornisca armi, denaro e volontari ad Al-Nusra e all’ISIS; ma Erdogan e Davatoglu non farebbero una sola mossa senza l’appoggio dei paesi occidentali e degli Stati Uniti. Di conseguenza “ISIS e Al-Nusra sono supportati dall’Occidente, che utilizza il terrorismo come una carta da estrarre dalle tasche al momento opportuno di volta in volta. Adesso vorrebbero usare Al-Nusra contro l’ISIS, ma non si rendono conto che per noi, tutti questi gruppi criminali sono terroristi ed estremisti, non esistono moderati come vorrebbero farci credere: imbracciano armi e uccidono civili nello stesso modo”.

assad

Si potrà cominciare a tessere un dialogo soltanto quando Turchia, Qatar, Arabia Saudita, Francia, Stati Uniti e altri paesi, si renderanno conto che “il terrorismo è come uno scorpione che messo nelle tasche può trafiggere. Quando questo accadrà potremo cominciare a cooperare come una vera e non fasulla coalizione contro il terrorismo”.

Per il presidente Assad, l’Europa è colpevole: le vittime del mare non sono più gravi delle persone che vengono uccise ogni giorno in Siria: “Riuscireste a sentirvi tristi per la morte di un bambino in mare e non per la morte di migliaia di bambini che vengono uccisi in Siria? Per gli uomini, le donne, gli anziani? Questo doppio standard europeo non è più accettabile. Il principio è lo stesso. L’Europa è responsabile perché supporta il terrorismo”.

Ada Oppedisano

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