Usa-Isis: quel bombardamento non s’ha da fare

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usa_isisSegnalazione del Centro Studi Federici

Ecco la prova che l’America NON sta distruggendo l’Isis
 
Navigando su internet ho trovato un documento molto interessante, anche perché la fonte è insospettabile: il Council on Foreign Relations, ovvero il think tank di altissimo livello che forma le élites sia del partito democratico che di quello repubblicano destinate a governare il Paese. Molti lo considerano, non a torto, il vero pensatoio della politica estera statunitense.
Uno dei suoi ricercatori Mikah Zenko ha paragonato i bombardamenti degli americani nelle grandi missioni militari degli ultimi vent’anni con quelli in Siria. Vediamoli. Da quando un anno fa è stata lanciata la campagna militare contro l’Isis il Pentagono ha sganciato 43 bombe al giorno, mentre in Irak nel 2003 ne lanciò 1039, in Afghanistan 230, in Kosovo 364 e nel 1991 nella prima guerra addirittura 6123.

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Gli USA rifiutano di fornire i dati sulle postazioni Isis in Siria

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isil-obama

 

Gli Stati Uniti, rifiutandosi di condividere i dati di intelligence con la Russia sulle posizioni dei militanti di ISIS, sfruttano un pretesto per rinunciare alla lotta contro i terroristi, ha dichiarato ai giornalisti oggi il portavoce del ministero della Difesa, il generale Igor Konashenkov.

Così ha commentato le dichiarazioni dell’ambasciatore statunitense alla NATO Douglas Lute, che si è rifiutato di condividere i dati di intelligence degli Stati Uniti con la Russia relativi alle posizioni di ISIS in Siria a seguito del “sostegno di Mosca al regime di Assad.”

“I nostri partner di altri Paesi che vedono in ISIS il vero nemico da distruggere incondizionatamente, ci aiutano attivamente fornendoci dati sui depositi d’armi, centri di comando e campi di addestramento dei terroristi. Coloro che hanno, a quanto pare, un parere diverso su questa organizzazione terroristica, sono costantemente alla ricerca di scuse e pretesti per rinunciare alla cooperazione nella lotta contro il terrorismo internazionale”, — ha sottolineato Konashenkov.

Ha sottolineato che l’Aviazione militare russa in Siria distrugge le infrastrutture di ISIS non per l’interesse particolare di qualcuno, ma per combattere il terrorismo internazionale.

it.sputniknews.com

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Siria, confermata la presenza degli Specnaz. L’ordine di Putin: “Annientare il nemico con ogni mezzo”

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specnaz

(di Franco Iacch)

07/10/15

Gli specnaz sono in Siria. Così come anticipato a più riprese da Difesa Online (i primi in Italia ad ipotizzare l’impiego delle unità), Putin ha schierato alcuni team specnaz in vista dell’imminente controffensiva terrestre che, come sappiamo, sarà condotta dagli iraniani supportati da Hezbollah e dagli sciiti provenienti dall’Iraq e dall’Afghanistan.

L’ordine impartito da Putin è chiaro: “spazzare via i nemici con qualsiasi mezzo”. Gli specnaz agiranno in missioni hunter killer e targeting leader e coordineranno sul terreno i raid russi, mai così precisi come quelli avvenuti nelle ultime settimane. Agiscono (così come avevamo già previsto) dalla base di Hmeymim, in supporto della 7th Guards Airborne Division. I “killer” di Putin avranno il compito di assicurare le posizioni conquistate e scardinare la rete comando dei terroristi.

Dove i Kamov 52, lì gli specnaz

L’elicottero da combattimento Ka-52 Alligator, variante biposto del Ka-50, ha debuttato all’Air Show di Parigi il 17 giugno dello scorso anno. Il Ka-52 Alligator è stato costruito utilizzando tecnologie d’avanguardia, con un’avionica ed un carico bellico di ultima generazione. Il largo uso di materiali compositi, garantisce nel contempo un elevato livello di sicurezza del volo. Il Ka-52 Alligator è un elicottero da combattimento ognitempo, con una caratteristica unica nel suo genere: è stato progettato per supportare esclusivamente le operazioni degli specnaz e dei servizi segreti russi (GRU).

Nonostante disponga di numerosi Mi-28N ‘Havoc’, Mosca ha inviato in Siria optato per una particolare forza a rotore composta da elicotteri da trasporto ed attacco. E nonostante l’esiguo numero di esemplari a disposizione, i russi non hanno perso tempo a schierare l’Alligator. Il Ka-52 ha svelato l’entrata in servizio del ‘Vympel’ (unità delle forze speciali agli ordini dei servizi segreti russi, ndr). Gli specnaz del ‘Vympel’, già operativi in Cecenia, Caucaso ed Ucraina, sono specializzati nello spionaggio e nella raccolta di informazioni: è stata fin dagli anni ’80 utilizzata anche per missioni di ‘targeting leader’.

Hmeymim: “La tana dei lupi”

La base di Hmeymim è il comando principale di tutte le operazioni specnaz in Siria e sede principale di tutte le missioni targeting leader e hunter killer. La base ospita le principali piattaforme a supporto delle unità d’elite, i Kamov Ka-52 ‘Alligator’ e le cannoniere a rotore “Hind”.

Hmaimim, probabilmente l’avamposto più fortificato dai russi, è divenuto il principale avamposto anche per tutti gli attacchi condotti dalle piattaforme Su-34.

 

 

 

 

 

Fonte:

http://www.difesaonline.it/mondo-militare/siria-confermata-la-presenza-degli-specnaz-lordine-di-putin-annientare-il-nemico-con

 

Perché c’è fretta di mandare i nostri Tornado contro l’ISIS

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isis-609680

L’Occidente adesso teme che l’invincibile Califfato si sciolga come neve al sole. Almeno è ciò che rivela un titolo del britannico Express: “L’ISIS è così indebolito dagli attacchi aerei russi e dalle diserzioni che può essere distrutto nel giro di ore”.

http://www.express.co.uk/news/world/609680/Islamic-State-ISIS-Russian-bombing-terror-Syria-Caliphate-defeat

Forse esagera, il giornale britannico. Forse non sono ore, ma settimane

Ma questo timore spiega – per esempio – perché il governo italiano si prepara a ordinare ai suoi quattro Tornado, che ha in Irak da anni nel quadro della coalizione americana e Nato, di cominciare a bombardare le posizioni dell’ISIS in Irak. Si ha il vago sospetto che questa fretta sia stata incitata da Washington: la “coalizione” deve partecipare alla distruzione dell’ISIS nell’Irak (sciita, sotto influenza iraniana ) prima che cada per mano russa nella Siria, dove la disfatta probabilmente precipiterebbe lo sgretolamento anche del Califfato iracheno? E’ un’ipotesi.

L’altra ipotesi, non necessariamente opposta alla prima, è che nel progetto di Washington, uno dei motivi per cui ha creato l’ISIS con questi caratteri di ferocia stupida contro i cristiani locali (1) e contro i venerabili monumenti archeologici, era di creare nell’opinione pubblica europea la paura e l’odio che gli israeliani provano verso i musulmani; spingere gli europei ad entrare in quella guerra, coinvolgerli, impantanarceli, fare in modo così che siano sempre più dipendenti dall’ombrello armato della Superpotenza.

Adesso questa parte del programma va’ affrettata…tanto più che negli stessi vertici politici statunitensi di fronte alla figura in Siria, le fratture si acuiscono. McCain con la bava alla bocca, e Brezezinski con razionalità paranoide, urgono Obama a che crei una no-fly zone, dia armi ai jihadisti, contrasti la Russia…cosa che Obama ha risposto che non farà. La divisione è forte anche fra la Cia, che alla formazione ed armamento delle forze jihadiste anti-Assad ha consacrato addirittura il 10 percento del suo bilancio, e il Pentagono che ha fatto il meno possibile. Per non parlare di Donald Trump, il candidato-sorpresa che (certo annusando l”umore dell’opinione pubblica) dice in ogni occasione televisiva: “Lasciate che i russi si prendano cura dell’IS”.

Se invece gli europei si coinvolgono sul terreno, la cosa diventa seria, l’amministrazione americana viene forzata a tener duro.

E’ per questo che i media italiani sono improvvisamente pieni di esperti che proclamano: “E’ ora di passare dalle parole ai fatti! L’ISIS è un pericolo estremo per noi! Alla guerra, alla guerra!”. Nelle radio mainstream, i giornalisti danno loro ragione: è una guerra di civiltà, bisogna farla…

L’ISIS vuole farsi la bomba atomica, ha già “cercato contatti” con trafficanti “russi” di materiali. Non lo sapevate? Lo dice l’ANSA, quindi è vero. E’ urgente che ci buttiamo alla guerra contro l’ISIS, anche noi.

http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2015/10/07/-isis-trafficanti-nucleare-hanno-cercato-contatto-_8ddc6e09-0162-4c1f-bcaa-f34a5b0d5f49.html

Anzi, i nostri governanti (parassiti) stavano forse cominciando di nascosto a bombardare, adesso sono stati scoperti e dicono che prima ascolteranno il Parlamento. Ma “sono i doveri di una coalizione”, come ci ammaestra un tal Franco Venturini sul Corriere: “Noi e gli alleati, un solo nemico”. Anzi, poi, ci conviene, dicono all’unisono giornalisti ed esperti, perché “il salto di qualità” in Irak ci darà “più peso decisionale nella crisi libica”.

Ecco, vedete che, a cercarlo, un motivo per bombardare gli iracheni si trova.

Del resto, perché no? I quattro Tornado non cambieranno le cose. Anzi, la partecipazione dell’Italia alla coalizione dell’Occidente dovrebbe rallegrarci, se abbiamo memoria storica: entriamo come alleati degli uni, possiamo finire come alleati degli altri. Avere l’Italia come alleata non è una cosa che porta bene.

Del resto, il ministro della difesa russo ha invitato ufficiali della Nato a recarsi a Mosca quando vogliono, per partecipare al coordinamento degli attacchi aerei: è la risposta di Putin ai paranoici-propagandistici allarmismi della NATO su presunti “sfioramenti” dei Sukhoi con gli F-22 americani, e dei presunti sconfinamenti russi in Turchia. Non abbiamo insieme un solo avversario, l’ISIS?

http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/2015/10/06/gemeinsam-gegen-den-is-russland-laedt-nato-offiziere-nach-moskau-ein/

I jihadisti intanto stanno apprendendo la elezione: droni russi hanno mostrato che essi stanno spostando armi, munizioni, rifornimenti e centri di comando all’interno dei centri abitati, e di preferenza vicino alle moschee. Usano la popolazione siriana come scudo umano. Preparatevi alla prossima ondata dei media: “I russi bombardano le moschee! Uccidono civili!”. Gli americani lo fanno da 15 anni, ma niente.

Note

  1. Gli attentati feroci, dementi e strategicamente immotivati al museo del Bardo in Tunisia, contro turisti sulla spiaggia, oltre a rovinare l’economia tunisina avevano anche questo scopo. E si veda per esempio questa notizia: ISLAMICI AMPUTANO DITA A 12ENNE CRISTIANO PERCHÉ SUO PADRE SI CONVERTA: POI LO CROCIFIGGONO – Gli islamici di ISIS hanno amputato le dita di un ragazzo cristiano di fronte a suo padre, prima di crocifiggere entrambi. Il gruppo islamico stava cercando di costringere i cristiani siriani in un villaggio nei pressi di Aleppo a convertirsi all’Islam. Lo riporta Christian Aid Mission. Il bambino, 12 anni, era il figlio di un siriano che aveva ricostruito nove chiese nel paese. “Di fronte ai parenti e in mezzo alla folla, gli islamici hanno tagliate al ragazzino le punta delle dita, poi lo hanno picchiato, dicendo a suo padre che avrebbero fermata la tortura solo se lui, il padre, si fosse convertito all’Islam”.
    “Quando l’uomo ha rifiutato, i militanti ISIS hanno torturato lui e altri due membri della chiesa locale. I tre uomini e il ragazzo poi sono stati uccisi crocifiggendoli “. Altri otto operatori umanitari, tra cui due donne, sono stati poi giustiziati per essersi coraggiosamente opposti alle crocifissioni. Gli otto sono stati portati in una zona separata nel villaggio, e anche a loro è stato chiesto di convertitsi all’islam. Le donne, 29 e 33 anni, sono state stuprate davanti alla folla islamica convocata per guardare. Le donne hanno continuato a pregare durante il loro straziante calvario. Successivamente tutti e otto sono stati decapitati per essersi rifiutati di allontanarsi dalla loro religione. “Gli abitanti dei villaggi hanno detto che alcuni pregavano nel nome di Gesù, mentre altri pregavano il Padre Nostro”. “Una delle donne alzò gli occhi e sembrava essere quasi sorridente, mentre gridava, ‘Gesù!’” Anche i loro corpi sono stati poi appesi alle croci, dopo essere stati uccisi”. La sola cosa dubbia qui è la fonte, un centro americano di propaganda anti-islamica, ripreso da Magdi Allam.

 

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Siria – Renzi minaccia Putin, Putin risponde e lo ridicolizza: “Torni a fare il capo-scout”

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O stoppa i bombardamenti contro l’opposizione o saremo costretti come NATO a prendere seri provvedimenti“. Parole pesanti quelle di Renzi pronunciate ieri a margine del Consiglio dei ministri convocato d’urgenza per parlare della partecipazione italiana ai bombardamenti contro l’ISIS in Iraq.

E dopo neanche 24 ore la risposta di Putin è arrivata: “Per prima cosa, dico a Renzi che la Russia non stà bombardando l’opposizione ma i terroristi. Secondo punto: Renzi torni a fare il capo-scout invece di fare il soldatino della NATO”.

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Omofobia? No, Omo-Follia!

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OMS

Segnalazione di Federico Prati

Fino al 1992 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Onu) aveva definito l’omosessualità come uno “disturbo psichiatrico”. Della stessa tesi i principali psichiatri e comportamentisti di tutto il mondo. In sostanza, dunque, l’omosessualità era intesa come una malattia. Oggi, invece, la scienza afferma non solo il contrario (l’omosessualità è un “orientamento sessuale” legittimo e sano) ma che la cosiddetta “omofobia” (una delle parole della neo-lingua orwelliana dei nostri tempi) è essa stessa una malattia. Ora, appare davvero poco chiaro come una “malattia” possa essere tale nel 1992 e smettere di esserlo l’anno dopo e come, una sana resistenza anti-omosessualista (la cosiddetta “omofobia”) possa diventare una malattia dopo che non è mai stata considerata tale. Questa pseudo-scienza al servizio del pensiero dominante, relativista e ateo, totalitario e pervasivo, è l’unica vera follia!

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Nato alla Russia: stop ai raid su opposizione e civili in Siria

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NATO-vs-Russia

Segnalazione di Federico Prati

(ANSA) – BRUXELLES, 5 OTT – La Nato chiede alla Russia “l’immediata cessazione degli attacchi contro l’opposizione siriana e i civili” ed esprime “forte protesta” per la violazione dello spazio aereo turco e dell’Alleanza.

E’ la dichiarazione del Consiglio Atlantico straordinario che parla di “estrema pericolosità di un tale comportamento” e di “preoccupazione per il rafforzamento militare russo in Siria” e “per gli attacchi su Hama, Homs e Idlib” che hanno fatto vittime civili e “non hanno preso di mira l’Isis”.

La NATO bombarda gli ospedali ed uccide i civili con i droni USA ma chiede, in modo inflessibile, che la Russia sospenda i raid sui gruppi terroristi in Siria e si preoccupa per le eventuali vittime civili.

Da notare che la NATO è quella organizzazione militare che ha contribuito ad armare ed addestrare i terroristi takfiri che hanno seminato morte e distruzione nel paese arabo per quasi cinque anni, senza minimamente preoccuparsi delle conseguenze sulla popolazione civile che è rimasta, in alcune zone del paese, sottoposta alla violenza dei tagliagole jihadisti ed adesso questa stessa organizzazione si preoccupa per la loro incolumità.

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Sposine felici ….

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SPOSINE

Segnalazione di Federico Prati

di Maurizio Blondet

La felicità sessuale non esiste. Lasciate le illusioni.

“Oggi una mia alunna di Terza ha pianto e vomitato tutto il giorno: la madre, dopo essere stata cacciata di casa dal marito che ha scoperto che la tradiva, se n’è andata con l’amante. Ieri la figlia chiama la mamma (che non si faceva sentire da settimane!) e lei dice alla figlia: per me potete crepare tutti, tu, tuo padre, tua sorella! Questo mondo ha bisogno di una sola medicina: zolfo e fuoco”. Mi scrive una mail l’amico Marletta, che è insegnante.

Sui giornali, ecco le foto di “Monsignor” Charamsa mentre appoggia la testolina vezzosa sulla spalla del suo “fidanzato Eduard”, si dichiara una sposina “felice” e annuncia il suo programma militante: “Una coppia di lesbiche o di omosessuali deve poter dire alla propria Chiesa: noi ci amiamo secondo la nostra natura e questo bene del nostro amore lo offriamo agli altri, perché è un fatto pubblico, non privato…Sì, vorrei dire al Sinodo che l’amore omosessuale è un amore familiare, che ha bisogno della famiglia. Ogni persona, anche i gay, le lesbiche o i transessuali, porta nel cuore un desiderio di amore e familiarità. Ogni persona ha diritto all’amore e quell’amore deve esser protetto dalla società, dalle leggi”.

La mammina e il culatoncino clericale hanno conquistato la loro libertà sessuale, il diritto di “vivere la propria vita”. La conquista comporta spezzare cuori di bambine e dignità di fedeli, rifiuto di ogni responsabilità prima che di ogni decenza. Ma che importa, è la ricerca della felicità. E non sono soli. Anzi, la ricerca della felicità sessuale è uno degli standard di massa. Il viagra ha dato ai vecchietti una nuova stagione di godimenti con thailandesi e cubane, le impiegate milanesi e tedesche vanno a cercarsi i negretti ai Tropici, i matrimoni (ormai rarissimi) si rompono in tre anni per inseguire un nuovo amore. E poi un altro, e un altro. Omo, magari. O trans.

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Bollati Boringhieri Editore – Scheda Libro Stai zitta e va’ in cucina

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

Sembra un libro imperdibile sulle femmine in politica, utile per misurare lo sfascio e la decadenza odierna in nome del politicamente corretto e di un egualitarismo che non ha oggettiva sostanza.

il contenuto

A casa sono le regine indiscusse, fuori le suddite sottomesse. Viste dalla politica, le donne italiane devono essere così. «La moglie fa la moglie e basta», deve essere «remissiva», ha molti doveri, pochi diritti e «specifiche attitudini». Se la donna è emancipata diventa subito di «facili costumi», se è bella «è per questo che fa carriera», se è brillante non può che essere «abilmente manovrata».

Stai zitta e va’ in cucina è la storia degli insulti, delle discriminazioni e dei pregiudizi politici nei confronti delle donne. Ed è una storia a cui prendono parte quasi tutti: i padri costituenti e Beppe Grillo, il Pci e Silvio Berlusconi, la Dc e i partiti laici, i piccoli movimenti e le grandi coalizioni. Da questo punto di vista, la politica italiana si mostra singolarmente unanime.

Nell’Italia repubblicana la crociata sessista arruola tutti: premier, segretari di partito, ministri, capi di Stato, giù giù fino all’ultimo portaborse sconosciuto. Dopo il suffragio universale, «concesso» nel ’45, il maschilismo italico si fa sentire già con la stesura della Costituzione, per proseguire fino ai giorni nostri, tra appelli, citazioni sofisticate e insulti da bettola.

Dalla battaglia sul divorzio alle norme contro la violenza sessuale, dall’accesso alla magistratura al dibattito sulle quote rosa, questo libro è un succinto racconto storico – incredibilmente attuale –, per capire come si è diffusa e perpetrata la misoginia politica in uno dei Paesi più maschilisti d’Europa.

l’autore

Filippo Maria Battaglia (Palermo, 1984), giornalista di «Sky TG24», vive a Milano. Ha scritto tra l’altro per le pagine culturali di «Panorama», «Il Foglio», «Il Giornale», e del dorso siciliano di «Repubblica». Con Bollati Boringhieri ha pubblicato Lei non sa chi ero io! La nascita della Casta in Italia (2014). È inoltre autore di: A sua insaputa. Autobiografia non autorizzata della Seconda Repubblica (con A. Giuffrè, 2013) e I sommersi e i dannati. La scrittura dispersa e dimenticata nel ’900 italiano (2013). Ha curato diverse antologie giornalistiche, tra cui Scusi, lei si sente italiano? (con P. Di Paolo 2010) e Professione reporter. Il giornalismo d’inchiesta nell’Italia del dopoguerra (con B. Benvenuto, 2008).

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Immigrazione ed Islam, il punto di vista di un lettore

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ISLAM

Riceviamo e pubblichiamo da un nostro affezionato lettore

 

 

LETTERA APERTA Ai CITTADINI E ai CATTOLICI.

 

Carissimi tutti,

vi comunico il mio parere sul problema della immigrazione + accoglienza ad islamici.

Premesso che l’idea più importante che abbiamo è l’idea di Dio. Perché è l’idea di Dio che seleziona tutti gli altri nostri pensieri in buoni e cattivi, e selezione tutti i nostri comportamenti in buoni e cattivi.

–Noi cristiani abbiamo come modello di pensieri e di azioni: i Dieci Comandamenti e gli insegnamenti dell’Antico Testamento che il Signore Gesù ha confermato, e gli insegnamenti e il comportamento concreto del Signore Gesù stesso.

–Gli islamici hanno come modello di pensiero e vita il Corano, e gli insegnamenti e comportamenti pratici di Maometto.

Ora è oggettivamente vero che:

 

  1. A) Il Corano istiga alla guerra, alla violenza, e a sottomettere i non islamici

Va premesso che tutti i giuristi islamici, interpreti ufficiali del Corano, dividono il mondo in due parti: “dar es salàm” (la casa della pace) cioè i territori dove regna e governa l’islam; e “dar al harb” (la casa della guerra) cioè il mondo verso cui si può temporaneamente commerciare, in attesa di aver la forza necessaria per imporre l’islam con la ‘guerra santa’.

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