La Cirinnà cancella i genitori: “Sono uno stereotipo e un pregiudizio”

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La senatrice dem Monica Cirinnà, relatrice del ddl sulle unioni civili, non si da pace per l’assenza della stepchild adoption. Per lei padre e madre non servono

Monica Cirinnà ne spara un’altra delle sue. La senatrice dem, uscita sconfitta dal dibattito parlamentare sulla legge sulle unioni civili, non ha ancora digerito la rinuncia alla stepchild adoption e che la ferita bruci ancora lo si evince da un video pubblicato qualche giorno fa su YouTube.

La Cirinnà, partecipando a un incontro a Busto Arstizio, in provincia di Milano, è stata riuscita a far ridere il pubblico dopo la domanda ‘scomoda’ di un ragazzo. “Scusate se dico qualcosa di antipatico per le persone che sono qua, ma non pensate che un bambino abbia diritto ad avere un padre e una madre?”, chiede il ‘disturbatore’. A quel punto la Cirinnà ha parlato del suo particolare caso familiare: “Mia mamma è cresciuta da sua mamma e da sua nonna perché mio nonno e morto”, e poi ha iniziato ad arrampicarsi sugli specchi dicendo:“Questo è un Paese in cui alle donne è riconosciuto il diritto di partorire e lasciare il figlio in ospedale e di partorire e non dichiarare chi è il padre o di avere, dopo un divorzio e una separazione, l’affido esclusivo dei propri figli”. Un discorso che, poi, sfocia nella ‘neolingua’ degna del miglior Orwell. “In tanti siamo cresciuti non da uno stereotipo o da un pregiudizioscostiene la Cirinnà. Il ragazzo, stupito per l’affermazione, rilancia:“Ma quindi un padre e una madre sono uno stereotipo?” e la senatrice conferma con sicurezza: “Sì, in molti casi sì” e in sala si sente una fragorosa risata del pubblico.

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Vietato indagare sugli attentati di Parigi

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Segnalazione Arianna Editrice

 PARIGI

di Maurizio Blondet 

Fonte: Maurizio Blondet

Hicham Hamza è un giornalista francese indipendente che ha scoperto indizi impressionanti sugli attentati islamici a Charlie Hebdo e al Bataclàn. E’ stato arrestato e incriminato, ufficialmente per “violazione del segreto istruttorio e diffusioni di immagini gravemente lesive della dignità umana”. Effettivamente aveva postato, il 15 dicembre, una foto   ripresa all’interno del Bataclàn pochi minuti dopo la strage, perché mostrava l’orribile scena di decine di corpi smembrati.

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Un vaso di Pandora arcobaleno

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arcobaleno

Segnalazione del Centro Studi Federici

Caso Varani, «la comunità Lgbt ora teme che emerga lo stile di vita gay»

«Marco Prato era “uno di noi”. Nel senso che faceva la vita che molti gay facevano, al netto di certi eccessi: penso a quello della droga. La comunità Lgbt ha paura che si raccontino cose che tutti conoscono. Che si scoperchi il vaso di Pandora. Tutti sanno, ma è meglio non parlarne». A dirlo è Marco Pasqua, attivista omosessuale e giornalista presso Il Messaggero. Marco Prato è uno dei due killer del 23enne Luca Varani, barbaramente massacrato e ucciso il 4 marzo scorso in un quartiere romano.

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L’ultimo colpo di teatro di Putin è un capolavoro

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Il commento di Marcello Foa

Assad e Putin.

Solo nelle prossime ore capiremo con certezza la consistenza del ritiro russo dalla Siria ma ancora una volta Vladimir Putin ha dimostrato uno straordinario tempismo. Da qualche tempo non ne sbaglia una.

Nell’autunno del 2015 colse di sorpresa quando annunciò l’inizio dei bombardamenti in Siria contro l’Isis.

Dopo poche settimane tutti si meravigliarono per la potenza e per la precisione dei bombardamenti rispetto agli svogliatissimi, recalcitranti raid condotti fino a quel momento dagli Usa.

Nessun esperto si aspettava l’avanzata delle truppe di Assad, che nei primi mesi del 2016 hanno riconquistato parte dei territori persi grazie, ancora una volta, all'”imprevista” efficacia del sostegno logistico russo.

E ora Vladimir Putin ancora una volta prende il mondo in contropiede annunciando il ritiro di gran parte delle truppe russe e ponendosi così in una situazione ottimale: il ritiro mira, ufficialmente, a favorire i colloqui di pace in Siria e dunque vanta nobili finalità. Può darsi che dia i risultati sperati – tutti lo sperano – e in questo caso il Cremlino potrebbe attribuirsi il merito di aver propiziato una soluzione insperata. Ma se anche i negoziati fra Assad e le fazioni ribelli fallissero e fosse necessario un nuovo intervento militare in Siria, Mosca sarebbe legittimata a procedere e nessuno potrebbe recriminare.

In termini di strategia militare e di immagine è un capolavoro. Perché quando si ricorre alla forza occorre porsi obiettivi chiari e sapersi fermare al momento giusto ovvero bisogna mostrare quella sapienza, predicata nell’Arte della Guerra di Sun Tzu, che é sistematicamente mancata agli Stati Uniti negli ultimi quindici anni ovvero dalla guerra in Afghanistan fino ad oggi passando per l’Irak, la Siria, le primavere arabe telecomandate, lo scellerato appoggio all’Isis e in genere all’estremismo islamico in Siria.

A modo suo, Putin ha dato un’altra lezione all’America.

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Draghi ha fallito. Ma non è colpa sua, dopotutto

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Milton Friedman – se avete presente – è stato il guru supremo del liberismo e della deregulation monetaria, il fondatore della Scuola di Chicago,  il  venerato padre della dogmatica “meno stato più mercato”, eccetera.

Ebbene: pochi sanno (perché lo nascondono) che Friedman era contrario all’indipendenza delle banche centrali. Più specificamente, propose di subordinare la Fed al Ministero del Tesoro. Lo propose per motivi perfettamente coerenti con la sua teoria di nemico dei monopoli. La cosiddetta indipendenza concentrava il potere monetario in un unico “locus” in mano a persone che non rendevano conto a nessuno; la dipendenza della banca di emissione dallo Stato avrebbe avuto almeno il vantaggio di creare una dialettica fra le due entità, una concorrenza: in caso di errori si sarebbero accusate a vicenda.

Ovviamente, Friedman vide che una banca centrale indipendente sarebbe stata troppo dipendente dalle opinioni dei banchieri, e avrebbe accontentato loro invece che l’economia generale; che l’indebita influenza delle opinioni dei banchieri avrebbe offuscato (nelle menti del banchiere centrale) la differenza che esiste fra i problemi che la banca affronta sul mercato del credito e i problemi della politica monetaria. Il montante della produzione di moneta è un atto politico, non tecnico.

Molti studi negli anni ’70 avevano già dimostrato che più una banca centrale è indipendente, più l’inflazione cala, fino a divenire deflazione.

E’ l’idrovora che non “pesca” più

L’11 febbraio scorso, un fondo dell’Economist – dicesi l’Economist dei Rotschild di Londra – notava con biasimo che le banche centrali sono “schiave dei mercati”: ovviamente i mercati finanziari, non i mercati rionali (di cui in deflazione, la banca centrale dovrebbe preoccuparsi).

In quei mercati (Wall Street, Londra eccetera) da tempo “gli investitori hanno scoperto che, se fanno qualche capriccio infantile, le banche centrali accorrono alla loro riscossa. Sul lungo termine, ciò incoraggia comportamenti a rischio come quelli della fase che ha preceduto la crisi del 2007-2008”. E’ la scoperta del segreto di Pulcinella: il fatto notevole è che lo ammetta l’Economist. Che arriva addirittura a palare di “privatizzazione di profitti e pubblicizzazione delle perdite”. Ciò vuol dire una cosa: che il metodo è arrivato al capolinea.   Nel gergo, si dice “il cavallo non beve”. Nella realtà, lorsignori sanno che non posso più sfruttare la colossale idrovora che ha sottratto capitali dal basso per profitti in alto (all’1%). Perché l’idrovora non pesca più.

E insistere nel  far funzionare l’idrovora sarebbe stato ormai controproducente.

Se Draghi e i tecnocrati della BCE avessero letto con la dovuta attenzione, avrebbero capito che il loro ultimo sparo di bazooka sarebbe stato trasformato dai mercati (come dice il blogger Bottarelli) in pistola ad acqua. Invece dell’atteso trionfale rialzo, i mercati sono ribassati. Vero che il giorno dopo   hanno recuperato, ma tutto ormai non ha senso: quasi il 70 per cento delle transazioni su detti mercati sono attuate non da esseri umani, ma da supercomputer secondo algoritmi automatici (ecco una riforma che non si farà: vietare  questa pratica). Fra le misure prese da Draghi, c’è un complesso meccanismo per cui la BCE “paga un interesse alla banca a cui presta denaro” se questa banca “presta molto a imprese e famiglie”. Un istituto che presta molto all’economia potrà essere finanziato dalla BCE “più degli altri e a condizioni più favorevoli”. Nobile tentativo. Peccato che le famiglie non abbiano stipendi e salari su cui indebitarsi, e con le imprese hanno già debiti andati a male presso le banche per 220 miliardi (in Italia). E gli interessi negativi ormai insturati che cosa volete che siano? Un ulteriore furto alle famiglie: avete, poniamo, 100 mila euro in banca? L’anno prossimo saranno 98 mila. Secondo la mentalità distorta dei banchieri centrali, è una punizione per i risparmiatori, che dovrebbe spingerli a “investire”: dove? L’effetto sarà di far sentire le famiglie ancor più povere e inclini a spendere ancor meno.

Interessante l’ululato che si è elevato dal governo tedesco e dalla Bundesbank: con i suoi trucchi Draghi mantiene le banche zombi? Verissimo, ma anche e soprattutto le loro. Draghi trasferisce il denaro dalla Germania  agli stati-zombie del Sud Europa, finanziandone il debito, incoraggiandone i governi a indebitarsi sempre più allegramente. “E’ la più grande redistribuzione di ricchezza in Europa dalla seconda guerra mondiale”, strilla Handelsblatt.

Prima di tutto, il trasferimento è esattamente quello che sarebbe comunque avvenuto se l’euro fosse davvero una moneta unica, e l’avrebbero comunque pagato i tedeschi coi loro surplus di profitti; vero che ciò avviene in altri modi furbeschi. Ma vediamo l’alternativa.

Prima del divorzio Tesoro-Bankitalia” il debito pubblico italiano era del 60% del Pil; oggi è salito al 130 circa.. La Francia, paese meglio governato, aveva un debito sul Pil del 20,7 % del Pil nel 1980; oggi, quasi del 100% e un deficit annuo che supera il nostro italiano, è al 4 per cento. Con inflazione allo 0 per cento, o sottozero, non ci sono che i quantitative easing e i tassi negativi dlla BCE che tengono galla il sistema. Non solo un rialzo dei tassi, ma un’interruzione del quantitative easing, aggraverebbe situazione di stati che sì, sono già falliti, provocandone la bancarotta. La Germania sarebbe contenta di trovarsi nella zona euro, da cui ha tanto guadagnato, nel mezzo del ciclone delle bancarotte di Italia, Spagna, Francia…? Magari a Berlino pensano di essere solvibili, come dicono i loro bilanci pubblici? Sì, se non ci fosse Dutsche BAnk con i derivati  che la espongono per un multiplo del Pil tedesco. E le Sparkassen, sono solvibili? Davvero?

Ma come dimostra anche l’educazione che vogliono impartire agli immigrati islamici  per civilizzarli,

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i tedeschi hanno perso la ragione. A meno che non abbiano superato i napoletani nella tecnica del “piagni e fotti” (gli altri).

Il punto è che l’intero sistema finanziario non è più adeguato ad una situazione dove grazie alla politica di austerità non c’è più crescita e né inflazione.

Milton Friedman se fosse ancora qui, potrebbe commentare:   Ve l’avevo detto.

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Pedofilia che non fa notizia

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bmblspzztSegnalazione del Centro Studi Federici

 
Pedofilia che non fa notizia (se non coinvolge i preti…)
 
Nel mondo delle news, assetato di eventi forti in grado di attirare l’attenzione, stupisce che non si sia spesa una sola parola per raccontare la triste vicenda che ha colpito anni fa Adam, un bambino russo adottato da una coppia gay con il meccanismo della stepchild adoption.
Mark J. Newton e il suo compagno Peter Truong, due esperti informatici, facevano parte di quell’anello pedopornografico definito Boy Lovers Network, una rete internazionale di pedofili.
La coppia in prima istanza aveva prima cercato una madre surrogata negli Stati Uniti, senza riuscirci, poi avevano deciso di rivolgersi a una donna russa che aveva accettato, dietro pagamento di 8000 dollari, di prestare l’utero per poter mettere al mondo il “loro” bambino. Il padre biologico del piccolo Adam è Mark Newton, mentre Peter Truong era considerato il padre adottivo. Il neonato è stato consegnato alla coppia solo cinque giorni dopo il parto, nel 2005.
Una volta rientrata negli USA la coppia ha riempito le reti televisive con le loro interviste in cui raccontavano la storia di come erano riusciti, attraverso la rete, a trovare la madre surrogata che aveva permesso loro di coronare il sogno di diventare papà.
Il bambino aveva solo 22 mesi quando venne abusato dai ‘genitori’ per la prima volta. Da quel momento in poi gli abusi si sono susseguiti e quello che accadeva in quella ‘famiglia’ sui generis veniva videoregistrato e immesso nella rete del circolo pedopornografico.
In un momento successivo il bambino è stato anche messo a disposizione di altri membri dello stesso circolo di pedofili in Australia, Francia, Germania e negli Stati Uniti.
Il primo arresto di Newton e Truong è avvenuto nell’estate del 2011 dopo che la polizia australiana aveva scoperto del materiale pedopornografico che ritraeva la coppia con il bambino, materiale che era stato trovato in possesso di cultori australiani dello specifico orientamento sessuale.
All’inizio i due avevano affermato che il loro arresto era legato solo al fatto di essere una coppia gay, affermazione prontamente smentita dall’ispettore Jon Rouse che dirigeva la task force antipedofilia Argos, il quale ha dichiarato all’emittente Seven News: “Se si fa del male a un bambino, non mi interessa il genere di chi compie l’azione. Il nostro interesse è il bambino e non la vostra preferenza sessuale”.
Mark Newton è stato condannato a 40 anni di carcere per abusi sessuali commessi su un bambino russo adottato, mentre il suo compagno Peter Truong è stato condannato a 30 anni di reclusione, sempre negli Stati Uniti.
“Essere padre è stato un onore e un privilegio che ha scandito i migliori sei anni della mia vita”, ha affermato Newton poco prima della lettura della sentenza che lo condannava.
A questo punto sorge una domanda: nel momento in cui la Chiesa Cattolica è sotto assedio per gli scandali sulla pedofilia accaduti trenta o quaranta anni fa, come mai invece questa notizia non riesce ad emergere in Italia?
 
 
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Hanno scelto il Male. E’ questa la diagnosi censurata

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Alcuni lettori insistono perché dica la mia sui due trucidi assassini del loro coetaneo, attratto con la promessa di un rapporto sessuale ben pagato, 100 euro. Scusate, vorrei esimermi; già torme di mosconi e tafani, attratte dallo sterco e dalle carogne, a sciame vi hanno raccontato tutto; son contento di non essere più nel mestiere attivo di questo giornalismo. Del resto, è così chiaro. Ma, fateci caso, la sola cosa chiara da dire, è quella che tacciono tutti: i tafani, le mosche stercorarie, i mosconi attratti dalla putrefazione. Svolazzano a intervistare lo psichiatra famoso, che spieghi lui   come hanno potuto far questo:e lo psichiatra ovviamene annaspa. Sa benissimo che la sua pretesa scienza non ha le categorie per definire questo, non è una patologia che di trova nel Manuale Diagnostico-Statistico.   Si intuisce che lo psichiatra vorrebbe dire la definizione giusta, ma si trattiene: non appartiene alla scienza moderna, né tantomeno è una categoria che si può evocare nella società liberata e postmoderna. La parola sulla punta della lingua è: il Male. Quei due non sono malati, sono giovanotti trucidi e sanissimi. Solo, hanno aderito al Male. Con scelta volontaria, in piena lucidità.

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“Giovedì sono usciti in macchina per fare un giro, per cercare una vittima da sacrificare, fino a quando la scelta è caduta su Varani, che Prato già conosceva negli ambienti dei locali notturni. Quest’ultimo avrebbe telefonato al ragazzo proponendogli 100 euro per un incontro sessuale nell’appartamento. Decine di ferite, da punta e taglio, hanno devastato il volto e il collo. . Ucciso Varani, Foffo e Prato hanno ripulito la scena del delitto – il pavimento della camera da letto e il bagno – fatto sparire gli abiti della vittima e il suo telefonino. «Poi abbiamo passato la giornata e dormito con il morto in casa». Volevano provare l’effetto che fa uccidere uno, uno qualunque.

gabriele.jpg_982521881La loro scelta deliberata per Satana è visibilissima nelle loro foto, nei loro orribili “profili Facebook”, specchio del narcisismo più velenoso: trucidi belloni, si atteggiano a modelli – come i modelli degli abiti di Armani e di Versace, gente di quel mondo, ragazzi di vita benvestiti e palestrati, il peggiore dei due un bisessuale: meno per inclinazione che per depravazione,  per espandere il limite del male di cui godere. Gente che ha voluto il Male in quanto tale, per sé, con purezza.   Per capire la loro patologia, bisogna fare riferimento alle categorie di ben altra scienza che quella del DSM 5. La scienza che dice: “Chi fa’ il peccato è schiavo del peccato”. Non si evochi, qui, la categoria della possessione: sì, può esserci anche questa – ma  come effetto secondario: il punto è che costoro si sono fatti possedere, hanno chiamato Lui, perché diventasse padrone delle loro anime. E’ ovvio che finisca in omicidio: Lui è “Omicida fin dall’inizio”

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Omicidio gratuito: la sapeva bene Dostoyevski, che ha esplorato fino in fondo queste anime. Nei Demoni,   in Delitto e Castigo, l’ assassinio gratuito è la firma dei super-uomini che si sentono immensamente liberi e superiori, e solo dopo – col cadavere e il sangue da pulire – si rendono conto di essere stati schiavi: non di aver vissuto, ma di essere stati vissuti,  “agiti” da Un Altro.

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Ha colto l’orrore di quella scelta assoluta il procuratore che ha chiesto 26 anni per il tizio della coppia all’acido, Alexander Boetcher: “rapporti interpersonali segnati da sadismo, narcisismo, antisocialità”, “un figlio di papà che fa il mantenuto e si atteggia a dio, come lui dice di sè stesso, con le donne con cui ha a che fare”. Anche di lui, la il profilo face book, dice tutto: trucido bellone da sfilata di moda, che tatua le sue amanti e le marchia, strappa il collo a galline e posta il tutto in video.

E poi c’è l’altro, quel De Filippi che ha ammazzato la professoressa che aveva sedotto, in combutta col suo amante maschio cinquantenne: anche lui bisessuale amorale, anche lui il dio di se stesso  in forma di maschietto di vita e di ragazza di vita, la boccuccia imbronciata come ha visto nei video porno, senso di onnipotenza personale. “Se Dio non c’è, allora tutto è permesso”, dice un personaggio dei Demoni, Aleksei, e per dimostrare la sua libertà si spara un colpo di rivoltella. De Filippi, Boetcher, i due ributtanti uccidono altri, Ma possono uccidere se stessi con la stessa indifferenza: Marc Prato, uno dei due (il peggiore) dopo l’omicidio è andato in albergo per finire i suoi giorni. Allo stesso modo, nei Demoni, Stavroghin — il giovane ricco, annoiato e immorale, che ha un orribile segreto, la cui sola entrata in una stanza provoca nei presenti quel senso di gelo inconfondibile, si impicca alla fine in una stanza d’albergo in Svizzera. Posson farlo perché si vivono solo come corpi, sono solo corpi , senz’anima.

Stanno diventando sempre più numerosi, questi piccoli Nietszche delle periferie e della modernità. Sono il tipico prodotto di una società che ha cancellato nelle coscienze, e anzitutto in sé stessa, la distinzione fondamentale: che l’uomo sceglie fra Bene e Male, e la scelta del Male è peccato e colpa, e porta rovina.

Persino la Chiesa ha abbandonato quella scienza antiquata. Non ci sono più colpevoli, la misericordia avvolge tutti, Cristo non giudica, chi sono io per giudicare? Così sono venute meno tutte le difese. No, Cristo giudica; no ogni uomo sorvegli se stesso, per vedere a chi si dà schiavo. Si deve imparare, però.

Forse molti crescono così perché non sono più battezzati?  “Rinuncio a Satana, alle sue seduzioni, alle sue opere”, la protezione sacramentale non è stata pronunciata a nome loro da nessun padrino credente.   Una generazione abbandonata ai suoi satana interiori, alle sue voglie, al “tutto è permesso” perché Dio non c’è. I “social media” aumentano le occasioni di Male, la rendono precoce. E per ogni bambina dodicenne corrotta, per ogni ragazzino che perde la purezza, sono piccole luci che si spengono. Lui sta spegnendo le luci, e così può dominare nel mondo per la sua definitiva dittatura sull’uomo.

E tutto così chiaro, se si vuol vedere. La Merkel che dà 20 miliardi a Erdogan perché si tenga i profughi che aveva prima chiamato, ma che ora gli fanno perdere le elezioni; il ministro Schauble che nega ogni aiuto alla Grecia, “Non confondiamo il suo debito con la questione migranti, teniamo distinte le due cose”, solo – abbiamo finalmente il coraggio di dirlo – fanno l’opera   del Principe d Questo Mondo, e lo sono volontariamente. Questi sono disposti a regalare al turco i miliardi che hanno risparmiato per i greci negandoli a questi fratelli europei. Che ne dite?

Direte che esagero. Ma sveglia! Sono anni ed anni che il Male devasta paesi interi nel mondo, uccide un milione in Irak, mezzo milione in Afghanistan, ora in Libia, in Siria. E’ forse qualcosa di logico, ancorché machiavellico? Ciò supera le ragioni geopolitiche, anche le più ciniche. E’ un fine in sè.

Il prezioso sangue

Ho davanti agli occhi le foto delle due suorine di Madre Teresa trucidate per la fede nello Yemen. In Yemen, capite. Da cui tutti scappano se possono, e loro erano lì. Curavano degli anziani musulmani, malati, di quelli che nessun musulmano curerebbe, se non è un suo familiare. Scusatemi,   hanno dimostrato la superiorità di Cristo sull’Islam, su qualunque altra religione. Quando ho visto queste suorine andare sempre affaccendate nelle strade di Calcutta, o della Ucraina di prima a lavare malati vecchi e cattivi, o negli orridi sobborghi di New York dove erano le sole a rendersi cura dei malati di Aids, le ricchissime checche che improvvisamente tutti gli amanti abbandonavano – ho sempre pensato:   non corrono alcun pericolo. Sono protette, anche agli occhi di chi non crede, dalla loro stessa innocuità, dal loro inerme sorriso. Chiunque dica: “Il Dio di Madre Teresa non è il mio dio” condanna se stesso. Chi può essere così stupido nella malvagità?

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In Yemen dei wahabiti in uniforme l’hanno fatto. Le hanno ammazzate con i loro assistenti e pazienti. E il Papa? Vi sembra normale quel che ha detto su quelle sorelline uccise? “Queste persone sono vittime dell’attacco di quelli che li hanno uccisi (sic)  e anche dell’indifferenza, di questa globalizzazione dell’indifferenza, a cui non importa”. Non ha avuto il coraggio di dire il nome “di quelli che li hanno uccisi”, né la religione, né che sono morte per la fede. Per lui sono state uccise “dall’indifferenza globale”. Voleva dire: dal fatto che non sono comparse sui giornali e i tg?

E’ questo che conta? Per lui forse. Per loro no.

Riguardo le foto. Due sorelline giovani, dai piedi scuri del Terzo Mondo. Si vede che avevano i grembiuli a quadri delle serve, delle badanti, per non sporcare i sari – ne hanno solo due, uno lo indossano l’altro lo lavano, e lo cambiano ogni giorno.   Sari di poco prezzo, grembiuli di poco prezzo, il cibo che mangiano è di poco prezzo: tutto è di poco prezzo nella loro vita. Tranne il sangue che hanno versato. Questo sangue è detto prezioso. Non è una parola a caso: anche nel Buddhismo si prega il “Prezioso Signore”, il Buon Pastore. E’ una parola che ogni teologia seria, che ha scelto il Bene, trova spontaneamente. Indica la natura di gioiello, di diamante e di rubino; allude alla essenza minerale incorruttibile, rara, trasparente e inestimabile, di quel sangue che viene sparso senza alcun risparmio, invece di essere tesaurizzato.

Mai il sangue dei martiri ha fatto notizia sui giornali, o Papa. Sono sempre morti dimenticati, nessuno a difenderli, nessuno a raccontare. I mosconi e i tafani non sentono l’odore di quel rubino, di quello zaffiro e diamante di chi ha rinunciato a Satana, alle sue seduzioni alle sue opere. La sua morte è umile come la sua vita indifesa, come la Giacinta di Fatima che a nove anni morì “per salvare le anime dall’inferno” in un ospedale d Lisbona,fra quegli odori di ospedale dei poveri, senza mamma e senza papà. E senza giornalisti a dare la notizia. “Ora ne salverai tanti, Gesù, perché ho fatto un sacrificio molto grosso”, disse una volta in quel lettino. Aveva conquistato dei diritti su Dio.

L’Altro, il nemico,  invece, sa benissimo dove colpire. Non poteva tralasciare le sorelline di Madre Teresa. Sta avanzando, sta spegnendo tutte le luci ad una ad una – le luci sacramentali, le luci della Presenza Reale, le luci di coloro che hanno rinunciato, ed ogni giorno rinunciano, alle sue seduzioni e le sue opere.

E tutti fanno finta di non accorgersi di questa avanzata. Tra i pochi, sono lieto di poter citare uno che per formazione dovrebbe essere lontano da questo genere di sapienza e sensibilità : è Giulietto Chiesa. Su Facebok, ha postato questo

MESSAGGIO AI NAVIGANTI

Mi arrivano messaggi inquietanti, anche dalla cronaca quotidiana. Segni di vero e proprio impazzimento dei singoli. E dei popoli (perché da tempo ho capito che i popoli possono uscire di senno, esattamente come gl’individui). In altre epoche succedeva. Ma più raramente. Non posso qui fare esempi, ma ciascuno può trovarli nella propria esperienza.
Ciò che accade in questa epoca è tuttavia molto angosciante. È come se tutti, molti, stessero “perdendo il controllo” di se stessi. Ho una spiegazione possibile (non certa, ma probabile
): stiamo entrando ad alta velocità in zone sconosciute della psiche umana, dove le nostre abitudini non funzionano più a difesa dei nostri equilibri. È l’effetto dello choc da “modernizzazione”, da “globalizzazione”. Le tecnologie che abbiamo costruito stanno accelerando con violenza inaudita molte delle nostre funzioni cerebrali. Ma l’evoluzione tecnologica (che si misura ormai sulla scala di pochi anni) non ha nulla a che vedere con i tempi dell’adattamento dell’individuo, che si misurano sulla scala delle centinaia di migliaia di anni, come minimo dei secoli. Per questo, io credo, stiamo diventando sempre più “squilibrati”: a seconda del grado di dipendenza dei fattori “innaturali” che ciascuno di noi (e tutti insieme) stiamo introiettando nella nostra psiche.

“Stiamo entrando ad alta velocità in zone sconosciute della psiche umana”: ben detto.

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In Portogallo, l’eutanasia è già realtà

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Segnalazione Corrispondenza Romana

Grande lo scandalo suscitato in Portogallo dalle parole della presidentessa del Collegio nazionale delle Infermiere, Ana Rita Cavaco: «L’eutanasia – ha detto – si applica già negli ospedali dello Stato, a prescindere dalla legge. Ho vissuto personalmente quel che racconto, non ho bisogno di andare a cercare chissà quali esempi. Vi sono stati casi in cui i medici hanno suggerito di somministrare dell’insulina a determinati pazienti, per provocare loro un coma insulinico». Ed ha aggiunto: «Quel che dico non costituisce una sorpresa per gli addetti ai lavori, perché i dipendenti del Servizio Sanitario nazionale sanno che queste cose si effettuano in maniera semiocculta. Per cui penso che sia giunto il momento di parlarne apertamente».

Secondo il prestigioso quotidiano spagnolo Abc, le reazioni, per lo più indignate, non si son fatte attendere: l’Ordine dei Medici ha chiesto che il ministero della Sanità faccia chiarezza, avvii un’indagine e sguinzagli i propri ispettori per effettuare le verifiche del caso e, nel caso venissero confermate tali rivelazioni, per sapere presumibilmente quanti medici e quanti centri attuino tali pratiche. Pratiche, che comunque il ministro della Salute, Adalberto Campos, ha già negato che costituiscano la norma negli ospedali pubblici portoghesi.

Il caso è scoppiato due mesi dopo la confessione di un medico, che, sotto anonimato, ha dichiarato di aver aiutato a morire quattro malati, per alleviare la loro sofferenza. Il dibattito si è subito trasferito nell’arena politica, dove i socialisti al governo han dichiarato di voler considerare l’eutanasia un «diritto fondamentale». Nel frattempo, si è appreso che anche 30 cittadini portoghesi sarebbero iscritti a Dignitas, la controversa associazione svizzera, che chiede denaro per aiutare chi soffre a farla finita. Ma pare esservi anche un mercato nero su Internet, per procurarsi a prezzi più “popolari” – circa 500 euro – le sostanze necessarie, per farla finita

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