V’è piaciuta l’Europa? Ve ne serve “di più”? Eccola.

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L’accordo fra Bruxelles, Merkel ed Erdogan per ributtargli in Turchia i profughi che Angela non vuole  – definito “sordido” dal Financial Times – non è l’unico.

La UE ha un piano segreto per espellere 80 mila afghani con un ricatto al debole governo di Kabul: se non vi riprendete gli indesiderati, niente aiuti.  Se accettate, ci saranno “incentivi” come posti per i  figli della vostra classe dominante nelle migliori università europee. Tutto ciò è rivelato dal Telegraph, che ha visto un documento dello External Action Service (che deve dipendere dalla Mogherini)  stampigliato “Eu Restricted”, ossia riservato  agli euro-oligarchi.  Il prossimo ottobre, la  UE ospiterà un vertice  di donatori internazionali per l’Afghanistan, che è (scrivono li impiegati di Juncker)  “molto dipendente dagli aiuti”, e per cui la UE ha stanziato 1,4 miliardi da qui al 2020.  Si aggiungeranno gli incentivi ai figli di papà purché il governo afghano si riprenda 80 mila afghani.

Piano segreto UE per gli afghani

L’Afghanistan è forse un paese  tanto sicuro, da negare agli arrivati l’asilo che spetta a chi fugge le guerre? Tutt’altro.  C’è la guerra in corso: 11 mila morti civili nel 2015.  I Talebani stanno vincendo, e la gente , che  si ricorda come hanno governato, sta scappando. 5,4 milioni di afghani sono riparati in Pakistan, un altro milione e passa è profugo interno.  La miseria infuria. Oltretutto, “qualcuno” deve aver diffuso tra questi disperati la notizia che l’Europa apriva loro le braccia, se tanti hanno venduto le capre e  il campicello per venire qui, indebitandosi. (suggerirei di guardare da parte delle ONG americane,  pagate da Georges Soros).  Gli stessi governanti se la vogliono svignare, o almeno mandare in salvo i loro figli, il che li rende aperti alla proposta JUncker:  che dire “sordida” è poco.

Naturalmente non c’è il minimo accenno  su chi ha provocato la destabilizzazione tragica dell’Afghanistan: delicata riservatezza e gratitudine per il grande alleato che ci protegge dalle mire di Mosca quadruplicando  l’armamento e le sue truppe in Europa.

Milioni di “turisti” da Ucraina

Profuga ucraina, europeista
Profuga ucraina, europeista

E a proposito: ricordate le promesse che Barroso e complici fecero agli ucraini, purché si rivoltassero contro Mosca? Vi faremo entrare rapidamente nella UE, il nostro paradiso.. Ovviamente non è avvenuto né avverrà,  mentre il collasso dell’economia ucraina (un protettorato militare Usa), prossimo ormai alla crisi umanitaria,   induce sempre più ucraini a espatriare, anche per sfuggire agli arruolamenti forzati del regime di Kiev che vuole mandare le reclute a combattere in Donbass.

Già due milioni di ucraini sono riparati in Polonia; 706 mila  di loro hanno  ricevuto  un permesso di lavoro.  Sono cifre ignorate  da Bruxelles,   su cui Varsavia ha dovuto  insistere perché l’euro-oligarchia e Berlino insistono che la Polonia deve prendersi le “quote” di musulmani decretate da Merkel, cieca e sorda alla ragione degli altri paesi.

Adesso Juncker ha avuto la pensata: ad aprile, la UE   consentirà agli ucraini l’entrata nella UE senza visto. Generosa concessione. Ma perché in aprile? Facile: in Olanda, il 6 aprile, si terrà un referendum sulla questione se associare l’Ucraina alla UE. Chiaramente, vincerà il no. Pr cui Juncker sta  forzando la mano alla volontà popolare – una volta di più –   mettendola di fronte al fatto compiuto. Il risultato sarà un’altra alluvione di immigrati ucraini.

occhiali ucraini
Occhiali ucraini per sognare l’Europa

Attenzione, il dono non è così generoso come vuol sembrare. Gli arrivati  ucraini  essendo  legalmente  “turisti”  (tipica ambiguità UE) non ricevono i soccorsi  e i benefici sociali che i “siriani”, i negri dalla  Libia, o persino gli afghani ricevono come “profughi” appena arrivano, senza bisogno di lavorare.  I migranti ucraini che sono già qui sanno bene cosa ciò significa: accettare lavori da schiavi e  spesso senza ricevere le paghe pattuite, tutto in nero, tutti clandestini.  Vittime del sogno europeo.

Mateusz Piskorski, direttore dello European Center for Geopolitical Analysis,  ha lanciato l’allarme a Bruxelles:  il parlamento ucraino, il Sejm,  in previsione dell’alluvione di nuovi milioni di migranti, sta discutendo di alzare uno sbarramento al confine con l’Ucraina.  Anche perché  sa, il Sejm, un numero enorme di ucraini della zona occidentale si sta procurando documenti che provano la loro lontana origine polacca: documenti che si possono procurare al prezzo di 2 mila dollari. E dopo la chiusura del corridoio balcanico, inoltre, le autorità polacche prevedono che molti “profughi” medio-orientali  possano giungere attraverso il corridoio ucraino.

Quando succederà, Bruxelles – cieca e sorda agli avvertimenti – fulminerà il governo di Varsavia, che è antipatico perché è sovranista, accusandolo di xenofobia, fascismo, omofobia e negazionismo; e colpendolo con sanzioni.

Del resto perché no? Ora Bruxelles ha dato anche ai turchi l’entrata senza visto,  piegandosi a Erdogan:   il che significa che alcuni milioni di nuovi immigrati verranno anche da lì, s’intende come turisti, incontrollati.

Gli ucraini possono stupirsi del fatto che loro, bianchi europei, vengono trattati peggio dei colorati  musulmani;  è l’Europa, cari amici. L’Europa in cui volete tanto venire. L’Europa che ha tanto contribuito a destabilizzare il vostro paese per obbedire al grande alleato. L’Europa senza storia e senza tradizione, senza identità  – come la vogliono loro. Vedete,  succede questo: i popoli europei non piacciono agli europeisti; si lamentano dell’euro, votano male (partiti “xenofobi”), non hanno solidarietà a senso unico, pretendono di difendere le loro identità, non sono entusiasti della teoria del gender.  La soluzione di Bruxelles  è  quella di ogni oligarchia inumana: se il popolo non piace, cambiare popolo. E’  la grande sostituzione.

Bruxelles:  è colpa di Putin

Mentre scrivo arrivano notizie di esplosioni all’aeroporto di Bruxelles, alla metropolitana di Molenbeek: attentati islamici, magari un avvertimento di Erdogan, già arrabbiato nero perché gli europei non sono tanto convinti di accettare i suoi ricatti? La UE va’ punita  perché – ha detto giusto ieri – non  ha accettato l’dea di una no-fly zone in territorio siriano,  motivo per cui arrivano i profughi. Che a arrivare lui, ma non si dice.

Si dice invece questo: che è stato Putin, allo scopo di rovesciare Angela Merkel, a provocare  l’alluvione di profughi siriani. La fonte di queste rivelazioni?  Janis Sarts, direttore dello Strategic Communication Centre of Excellence, della NATO  –   con sede a Riga,  capitale della Lettonia,  che si è trasformata in una base militare Usa, e a Bruxelles conta più di Spagna, Italia, Grecia, Portogallo messe insieme.   Ma  il tizio riecheggia le certezze del generale Usa Philip Breedlove,  il comandante supremo della NATO: “La Russia e Assad stanno deliberatamente trasformando in arma la migrazione allo scopo di sopraffare le strutture europee”.

Visto che è questa la verità ammessa in Europa, anche sugli attentati di Bruxelles aspettatevi le verità d’obbligo: UE sotto attacco (America under attack, titolava Fox News l’11 Settembre),  non siete sicuri, ci vuole un ministero europeo della Sicurezza, ci vogliono confini europei, ci vuole più Europa.

Italiani, avete voluto l’Europa? Avete tanto amto l’euro? Avete rinunciato tanto volentieri alla sovranità – ossia alla responsabilità – per demandarla ai tecnocrati?   Continuate a volerla?  Godetevela.

A questo punto credo che smetterò di scrivere per un po’. E’ inutile, italiani, cercare di svegliarvi.  Ora che   è cominciata la primavera, farò delle passeggiate, leggerò qualche buon libro.

Persino gli americani si svegliano,   minacciano di votare un Tramp che ha appena messo in discussione il ruolo della NATO e dell’interventismo Usa… e voi dormite.  Il 30 per cento dei vostri figli  fino ai 22 anni  né studiano,né lavorano, né fanno nulla.  Vi portano via persino Mediaset,  la Telecom, tutto. Vi meritate  i sindacati, i magistrati, i politici,  i presidenti della Repubblica che avete.

Io smetto.  Sogni d’oro.

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“Avete legalizzato le nozze gay. Ora legalizzate la poligamia”

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Un movimento di cittadini francesi chiede die stendere il concetto di “matrimonio per tutti”. Non solo alle persone dello stesso sesso, ma anche a che vuole unirsi a più persone.

In Francia lo chiamano il “Mariage pour Tous”, il matrimonio per tutti. Una possibilità, questa, diventata realtà a seguito dell’approvazione nel 2013 della legge Tauriba, che concede lo status di famiglia anche alle coppie dello stesso sesso e apre al matrimonio omossessuale.

Approvata dopo mesi di intensissime proteste – capeggiate dalle manifestazioni della ormai nota Manif pour Tous – e diventata oggi parte integrante del sistema giuridico francese, questa legge potrebbe però essere oggetto di imminenti modifiche. E’ quello che chiede un gruppo di cittadini francesi che si sono uniti in un comitato per chiederer che la Tauriba sia veramente per tutti. Non solo per le coppie omosessuali, ma per ogni forma dio amore possibile. Dunque anche per coloro che amano contemporaneamente più persone.

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La dittatura delle banche – L’anatocismo vince ancora

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di Roberto Pecchioli

Per una misteriosa associazione mentale, la parola anatocismo mi ricorda l’upupa, “ilare uccellino calunniato dai poeti” , secondo Eugenio Montale. Upupa è, nella nostra lingua, una parola dal suono sinistro, per via delle due u e della pronuncia sdrucciola: così Foscolo e Parini ( i poeti calunniatori) , hanno citato il piccolo volatile in passi tenebrosi e notturni delle loro poesie. Licenze poetiche . L’anatocismo, al contrario, sembra il nome di un disturbo della pelle, o, tutt’al più, una di quelle parole difficili di cui è ricco il linguaggio filosofico. Significa invece interessi sugli interessi, o, più bonariamente, interessi composti : in banca il politicamente corretto per fregare depositanti e mutuatari è cosa antica.

Il governo Renzi, il più benemerito per il sistema creditizio nella storia nazionale , afferma in questi giorni di aver finalmente espunto dall’ordinamento le norme che consentono alle banche di applicare gli interessi sugli interessi. Una volta di più, non è vero.

Un’altra menzogna, ma di quelle che graveranno pesantemente sulle tasche di molti , pare per circa due miliardini, una goccia nel mare dell’usura, ma loro sono come il maiale, non si butta via niente. In realtà, la norma che la stampa e la televisione amica del genio di Pontassieve spaccia come fine dell’anatocismo , semplicemente, permette alle banche di calcolare gli interessi composti su base annuale, anziché trimestrale. Poco cambia, dunque, per gli sfortunati clienti del sistema usuraio globale , cioè tutti noi , tanto più che la legge consente alle parti di accordarsi diversamente. Credo che tutti noi abbiamo firmato montagne di fogli in banca, fitte di clausole scritte in “giuridichese” stretto e stampate in corpo tipografico minuscolo. Chissà che, nella fiera delle parole , non abbiamo già firmato tutti la deroga, e, soprattutto, tra i contraenti, indovinate chi è più forte tra noi e lo stimato istituto di credito….

Nel venerando dizionario Zingarelli della lingua italiana, la definizione di anatocismo è perfetta e merita di essere riportata per intero: “Usura dell’usura. Capitalizzazione degli interessi di una somma data a prestito, cioè aggiunzione, al capitale, degl’interessi maturati.” Usura dell’usura: tale è l’anatocismo.

Nello specifico, sembra che l’emendamento che ha fatto rientrare dalla finestra ciò che pareva uscito dalla portasia stato scritto dagli uffici legali delle grandi banche, guidate da Intesa San Paolo, che, per inciso, è anche , con Unicredit , una delle due grandi azioniste della Banca d’Italia. Le associazioni dei consumatori, fiutato l’inganno, sono intenzionate ad azionare la leva giudiziaria: sì, perché la storia dell’anatocismo nel diritto italiano è piuttosto controversa. Nell’ordinamento la materia è disciplinata dall’art.1283 C.C., che recita: “in mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi”. Un garbuglio, specie per la questione degli usi, che introducono un elemento di diritto consuetudinario pericoloso, stante la forza del sistema creditizio,.

Per prassi e, appunto, consuetudine, a partire dal 1952, la lettera del codice civile è stata interpretata dall’Associazione Bancaria Italiana, prevedendo nei contratti bancari la capitalizzazione degli interessi a favore della banca ogni tre mesi (a marzo, a giugno, a settembre e a dicembre) e quelli a favore del cliente solo annualmente . Un’ ingiustizia ben conosciuta, come quella dei magri interessi sui conti correnti che maturavano esclusivamente nei giorni lavorativi! La sentenza della Cassazione del 20 febbraio 2003 n. 2593 sembrava aver messo le cose a posto, nel senso che stabiliva che “la convenzione, contestuale alla stipulazione del mutuo, la quale stabilisca che sulle rate scadute decorrono gli interessi sulla intera somma integra un fenomeno anatocistico, vietato dall’art. 1283 c.c.” Invero, non è del tutto certo che l’art. 1283 vieti l’anatocismo, per cui gli istituti di credito hanno continuato a calcolare gli interessi di mora composti su tutta la quota di debito (capitale e interessi), di fatto ignorando la legislazione vigente.

Già nel 1999 la suprema corte ha affermato la nullità della capitalizzazione trimestrale, sostanzialmente negando che l’uso, peraltro chiaramente imposto da una delle parti, e non liberamente convenuto , potesse derogare l’art. 1283 c.c. Da ultimo, nel 2012 , un’altra sentenza sembrava aver seppellito l’anatocismo, vietato successivamente anche da una legge del 2013 del governo Letta, anch’essa disapplicata. Vengono in mente le “grida” manzoniane, quelle leggi del dominio spagnolo che nessuno seguiva, e soprattutto la potente riflessione sul libero arbitrio e sulla corruzione umana che Dante pone in bocca a Marco Lombardo, nel XVI canto del Purgatorio. “Le leggi son, ma chi pon mano ad esse ? “.

Certamente, non i governi servi degli usurai, se è vero, e lo è , che la norma del governo di Enrico StaiserenoLetta non ha mai avuto la delibera attuativa del CICR, Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio, dove siedono insieme Bankitalia e Ministero del Tesoro , padrone e maggiordomo. Esiste solo una bozza , bloccata, e le banche preferiscono andare in giudizio e perdere la causa, giacché i clienti sono milioni e non saranno poche sconfitte in tribunale a far piangere i banksters.

All’alba del 2016, sembrano aver vinto ancora una volta. Nessuno stupore, al governo ci sono i loro mandatari , nell’opposizione hanno ottimi amici e gli altri spesso neppure capiscono le sottigliezze dei signori del denaro. Un segnale forte sarebbe equiparare l’anatocismo all’usura vera , come ha fatto da sempre la linguistica ed il sentire comune, rendendolo reato penale. Finché la pratica bancaria degli interessi composti, in assenza di una norma che la vieti in maniera radicale ed esplicita, rimarrà un semplice illecito civile punito a querela di parte, le cose non potranno cambiare.

Nel frattempo, rammentiamo un noto aforisma di Ezra Pound: “Non tutti i liberali sono usurai , ma tutti gli usurai sono liberali “ E del PD, possiamo ormai aggiungere.

Rinviamo ad un successivo intervento la descrizione di altri favori fatti dall’attuale esecutivo al sistema bancario, in cui brillano, oltre all’oligarca Padoan, altri esponenti della casta, come la famiglia Boschi, il fidatissimo Lotti, ed altri, come l’uomo ombra Carrai, dominus del “giglio magico “. Del governo D’Alema, quello che bombardò la Serbia senza dichiarare guerra, si disse che era diventato una banca d’affari ; cosa dovremo dire di quello in carica, che ha tra i suoi sostenitori anche il banchiere in odore di massoneria Denis Verdini , recentemente condannato ?

Forse solo il distico finale del Canto XLV di Pound : “Ad Eleusi han portato puttane / carogne crapulano ospiti d’usura . “. Ad Eleusi, a Firenze, in Etruria, a Montecitorio.

Roberto PECCHIOLI

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GEORGE SOROS ALLA CNN: ”E’ VERO, HO FINANZIATO IO IL COLPO DI STATO IN UCRAINA PER INSEDIARE UNA GIUNTA AMICA DEGLI USA”

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GEORGE SOROS ALLA CNN: ”E’ VERO, HO FINANZIATO IO IL COLPO DI STATO IN UCRAINA PER INSEDIARE UNA GIUNTA AMICA DEGLI USA”

NEW YORK – Lo scorso fine settimana il miliardario americano George Soros ha rivelato a Fareed Zakaria della CNN di essere responsabile della creazione di una fondazione in Ucraina che ha contribuito al colpo di Stato contro il presidente Viktor Ianukovitch e all’insediamento di una giunta sostenuta dagli Stati Uniti.

“Ho creato una fondazione in Ucraina prima che il paese diventasse indipendente dalla Russia. Questa fondazione ha continuato a operare e ha avuto un ruolo importante negli eventi recenti – ha spiegato Soros.

E’ noto, malgrado non se ne parli, che George Soros ha lavorato in stretta collaborazione con l’USAID, la National Endowment for Democracy (Fondazione nazionale per la democrazia, che fa il lavoro che una volta veniva fatto dalla CIA), l’International Republican Institute, il “National Democratic Institute for International Affairs” e la Freedom House allo scopo di far scoppiare una serie di rivoluzioni nell’Europa dell’est e nell’Asia centrale, dopo il crollo programmato dell’Unione Sovietica.

Molti partecipanti alle manifestazioni di Piazza Maidan a Kiev erano membri delle ONG fondate da Soros o addestrati da queste stesse ONG in seminari e conferenze sponsorizzate dall’International Renaissance Foundation (IRF) di Soros e dai suoi numerosi istituti e fondazioni Open Society.

L’IRF, fondata e finanziata da Soros, si vanta di aver ricevuto più donazioni di tutte le altre organizzazioni per attuare la trasformazione “democratica” dell’Ucraina.

In aprile era stato annunciato che Andriy Parubiy e altri leader implicati nel colpo di Stato lavoravano con la CIA e l’FBI per sconfiggere e uccidere i separatisti che si opponevano alla giunta di Kiev. Attualmente Parubiy è capo del Consiglio di sicurezza e di difesa nazionale dell’Ucraina.

Ora che il miliardario Petro Poroshenko è il nuovo presidente del paese, i tentativi di schiacciare l’opposizione nell’est si intensificheranno. Poroshenko è quasi la scelta perfetta per i mondialisti e l’Unione europea. Faceva parte del Consiglio della Banca nazionale ucraina e ha collaborato con il Fondo monetario internazionale.

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Italia, sì al “prelievo forzoso”: si potranno colpire conti correnti

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ROMA (WSI) – In queste ore in cui tutti i riflettori sono puntati più che mai sulla Grecia, gli stessi italiani forse non si sono resi conto di quanto stava accadendo a casa loro.

Nella giornata di ieri, l’aula della Camera ha approvato in via definitiva la legge di delegazione europea 2014 che recepisce 58 direttive europee, adegua la normativa nazionale a 6 regolamenti Ue e attua 10 decisioni quadro. I sì sono stati 270, 113 i no, 22 gli astenuti.

 Il punto è di quali direttive europee si sta parlando. In un momento in cui le parole più scritte e ripetute ovunque sono controlli di capitali, pensioni, tasse, corsa agli sportelli, in un momento in cui si teme che la crisi delle banche e degli Stati alla fine sarà esclusivamente sulle spalle dei cittadini, la Camera ha detto sì anche alla direttiva comunitaria che di per sé ha già reso legittima la procedura del “bail in”.

Cosa significa? Si tratta di un piano ben preciso che prevede che, in caso di crisi, siano i creditori e i correntisti a pagare per gli errori commessi dalle banche che, se non corretti, potrebbero tradursi in vere e proprie bombe sistemiche.

La norma stabilisce che, con effetto a partire dal 2016, in caso di crisi di liquidità di banche, i problemi – come dice la parola bail in, in contrapposizione a quella di bailout (aiuti che vengono dall’esterno) – saranno risolti accedendo, in caso di necessità, anche ai depositi superiori ai 100.000 euro.

Qualcuno potrà dire che alla fine saranno colpiti solo i ricchi. Ma la cosa non funziona proprio in questo modo, un po’ perchè in un periodo di forti pressioni del fisco, chi non evade, comunque vede assottigliarsi l’ammontare dei risparmi di una vita, e anche perchè a pagare saranno anche azionisti e obbligazionisti meno assicurati.

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Nuovo Sputnik

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Sergej Poletuchij

Segnalazione di Raimondo Gatto

Giovedì il capo dell’addestramento tattico-operativo dell’aeronautica militare russa, Generale maggiore Oleg Makovezkij, ha dichiarato ai giornalisti che l’operazione russa in Siria ha dimostrato che sono capaci di organizzare gruppi di combattimento in qualsiasi punto del pianeta.

“I sei mesi trascorsi in Siria hanno dimostrato in modo lampante che l’aviazione militare russa è in grado di organizzare in tempi brevi gruppi di combattimento in qualsiasi parte del mondo, di colpire in modo affidabile qualsiasi nemico, di condurre operazioni militari durature con la massima intensità, e di ritornare alle basi patrie velocemente, con calma e sicurezza”, ha affermato Makovezkij.

Il Generale ha espresso la sua gratitudine a tutto il personale dell’aeronautica che ha svolto con professionalità i compiti militari in Siria.

Il vice comandante delle truppe del Distretto militare centrale, Generale maggiore Sergej Poletuchij, ha evidenziato che i piloti russi “hanno dato la speranza al popolo siriano nel lavoro di pace, nel ritorno al focolare della patria”.

All’arrivo in Russia i piloti sono state decorati con le medaglie per la partecipazione all’operazione militare in Siria. Ad attendere i piloti c’erano parenti e amici.

Fonte: http://it.sputniknews.com/mondo/20160317/2291911/operazione-siria-russia.html#ixzz43ADFLom1

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Siria: cinque anni di sofferenza e di menzogne

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Assyrian villages in Khabour after ISIS attack

Segnalazione del Centro Studi Federici

“Possiamo chiederVi di non schierarVi dalla parte degli assassini, ma dalla parte delle vittime innocenti?”

Nell’anniversario infausto dei cinque anni della ‘rivoluzione siriana’, segnaliamo una lettera aperta indirizzata al ministro belga degli Affari Esteri. Da riproporre al governo italiano e ai governi di tutti i paesi occidentali.

5 anni di sofferenza e di menzogne

Deir Mar Yakub, Qâra (Siria), 11 marzo 2016

Eccellenza,

sono un belga residente in Siria, mi riferisco a Lei, onorato ministro del nostro amato paese, per fornirVi informazioni sulla mia situazione e inoltre per chiederVi di continuare a collaborare alla nostra protezione e anche alla protezione del popolo siriano.

Nel 2010, io, padre Daniel Maes, sacerdote norbertino dell’abbazia fiamminga Postel-Mol sono venuto in Siria, al servizio della comunità religiosa di Mar Yakub in Qâra, Qalamoun. Ero arrivato con molti pregiudizi e sospetti. Il contatto con la popolazione e il paese, tuttavia, mi ha fatto subire uno shock culturale.

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Stepchild adoption già superata: oggi c’è il figlio in multiproprietà

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Nel coparenting non importa se si ha una relazione di coppia, importa solo il desiderio di essere genitori (questo è edonismo allo stato puro… che tratta i bambini come oggetti)

 

di Teresa Moro

Per fare un figlio servono un uomo e una donna. Un semino e un ovulino, scrivono nei moderni libretti per bambini. Ebbene, se si è carenti di uno dei due elementi è possibile diventare co-genitori o, per dirla all’inglese, ricorrere al co-parenting. Di cosa stiamo parlando? Che cosa significa essere co-genitori? […] Il coparenting è un fenomeno nato in Gran Bretagna, che consente a persone slegate da alcun vincolo affettivo di “collaborare” per realizzare il comune desiderio di avere un figlio. OGGI “FINALMENTE” SI PUÒ FARE ANCHE QUI DA NOI Come si può leggere nell’Home page del sito italiano, la co-genitorialità consisterebbe in “Una divisione dei diritti e delle responsabilità dei genitori (omosessuali ed eterosessuali) nei riguardi dei bambini. Un bambino può essere cresciuto dai suoi genitori sia che siano una coppia o meno, single, sposati o divorziati, o dello stesso sesso. Co-Genitori.it collega i genitori o futuri genitori che desiderano crescere un bambino. Si rivolgono agli omosessuali (genitori dello stesso sesso) ma anche a tutti coloro che non vogliono (o non vogliono più) vivere in coppia o per altre ragioni”. Insomma: non importa se si ha una relazione di coppia, importa solamente il desiderio di essere genitori. Edonismo allo stato puro. Ovviamente con buona pace dei bambini che ne nasceranno che, al di là dell’essere frutto di desiderio, non vengono minimamente presi in considerazione quali persone portatrici di diritti, tra i quali quello di vivere e crescere con mamma e papà (e, quindi, con la certezza circa la propria identità). Verranno palleggiati con turni più o meno predefiniti tra le due case dove vivono i due genitori biologici. Molto molto raramente, infatti, nel contratto di “multiproprietà” è previsto di vivere tutti insieme sotto lo stesso tetto. SE I DUE BIOLOGICI DOVESSERO LATITARE, SUBENTRANO GLI ALTRI Sarà interessante capire, alla luce delle sorti della stepchild adoption, in base al ddl Cirinnà o alla sentenza della Corte Costituzionale che dovrebbe uscire sulla materia proprio il prossimo 24 febbraio, se sarà poi possibile che il bambino sia adottato dai rispettivi compagni dei genitori biologici e se per legge potrà, quindi, essere considerato figlio di quattro o più genitori. In fondo, qualcuno dalla mente eccelsa, potrebbe dire che così il bambino sarà più garantito: se i due biologici dovessero latitare, subentrano gli altri, no? Ad oggi il sito italiano di co-parenting registra i profili di 2670 persone, delle quali 1646 uomini e 1024 donne. Nel dicembre del 2013 i potenziali co-genitori erano 1675. Un numero a prima vista non esorbitante, ma che rappresenta solamente la punta dell’iceberg di un fenomeno che, all’estero, assume proporzioni assai più rilevanti: gli iscritti al sito inglese sono infatti oltre 100.000. Questo fenomeno va ben oltre l’utero in affitto e la vendita di sperma (sul sito si legge di diversi uomini disposti a dare gratis i propri gameti – non sempre con l’intento esplicito di mantenere una relazione col bambino. E sappiamo che c’è gente che si vanta di avere cetinaia di figli). FIGLI COME OGGETTI E’ davvero preoccupante leggere come i piccoli condivisi dai co-genitori siano spensieratamente trattati alla stregua di cose (o di case, ma qui si tratta di un bambino. Non di una villetta per le vacanze in multiproprietà). Insomma, non molto tempo fa si volevano cancellare le parole “mamma” e “papà”, sostituendole con “Genitore 1” e “Genitore 2”. Adesso anche questo passaggio sempre essere superato. Sarebbe il caso che i fautori del progresso coniassero i termini “Nessuno 1”, “Nessuno 2”, “Nessuno 3″… Del resto “Un po’ per uno non fa male a nessuno” (farà male al bambino, ma quello pare non essere importante). Tuttavia, rifacendoci all’omerica memoria, molto probabilmente questo accattivante appellativo si ritorcerà poi contro i ‘ciclopi’ dei nostri giorni, che si credono giganti inattaccabili, ma che hanno la vista obnubilata.

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Un vento identitario soffia sull’Europa

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AFD

Segnalazione Corrispondenza Romana

di Lupo Glori

La Germania vira a destra e boccia la politica di immigrazione di Angela Merkel che nell’ultimo anno ha visto arrivare nel paese tedesco oltre un milione di rifugiati. Domenica 13 marzo il partito di Frauke Petry, Alternative für Deutschland(Alternativa per la Germania), fortemente anti immigrazione e anti euro, ha infatti ottenuto percentuali inedite e impressionanti nell’importante voto per le amministrative regionali in tre Lander, Sassonia-AnhaltBaden-Württemberg eRenania-Palatinato, scombussolando pesantemente la scena politica tedesca.

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Valdegamberi: “Tosi candidato sindaco di Roma? A questo punto gli propongo di candidarsi a Presidente degli Stati Uniti D’America”

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simie

In relazione alla notizia apparsa sui quotidiani di oggi in merito alla possibile candidatura di Flavio Tosi a sindaco di Roma mi viene spontaneo dire: perché limitarsi a questo?

Proporrei di agganciarsi al volo alle primarie come prossimo candidato alla Presidenza degli Stati Uniti d’America! Un sindaco che in pochi anni si candida: come europarlamentare, presidente di regione, ed ora sindaco di Roma e nel frattempo costituisce un partito viaggiando in lungo e in largo per l’Italia con convegni e congressi: quando mai avrà tempo di pensare ai problemi della propria città? I risultati, infatti, si vedono: tramvia che non parte, traforo al palo, fondazione Arena sull’orlo del fallimento, quadrante Europa

Fare il sindaco è un servizio alla città, o rappresenta solo l’occasione per fare carriera personale, dimenticandosi dei problemi endemici della città di Verona, da tempo insoluti? Lascio ai cittadini la risposta.a in vendita,…

Stefano Valdegamberi
Zaia Presidente

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