Presidente della Nigeria: “Non date asilo ai nigeriani, da qui partono solo i delinquenti”

In un’interessante intervista concessa al britannico Telegraph, il presidente della Nigeria, Buhari, spiega come ad abbandonare il suo Paese siano in gran parte i criminali, e che non avrebbero alcun motivo di chiedere Asilo, visto che in Nigeria non ci sono guerre.
LE NUOVE CLASSI MEDIE COSMPOLITE, GUARDIE PRETORIANE DEL CAPITALISMO TERMINALE
di Paolo Borgognone
Premessa. Il liberalismo contemporaneo come “fatto sociale” totale
Il liberalismo è un “fatto sociale” totale, culturale, politico, economico. E’ l’involucro politico-culturale più adatto per l’espansione illimitata del capitalismo odierno (assoluto, perché sciolto da ogni legame e vincolo precedente e terminale, perché dei tempi “ultimi”). In un suo saggio, il filosofo Costanzo Preve ebbe a dire, in merito al ventennio neoliberista (1989-2009) succeduto al tragicomico crollo del comunismo storico novecentesco nei Paesi dell’Europa centrorientale e in Unione Sovietica: «[…] l’ultimo ventennio neoliberista (1989-2009) è stato anche una sorta di grande ed oscena orgia bacchica di festeggiamento per la caduta del baraccone tarlato del comunismo storico novecentesco, che d’accordo con Jameson definirei un grande esperimento di ingegneria sociale dispotico-egualitaria sotto cupola geodesica protetta, cupola geodesica generalmente definita “totalitarismo” nel pensiero politico occidentale apologetico del capitalismo».
1 Maggio 1908: nasce Giovannino Guareschi
Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
http://federiciblog.altervista.org
Giovannino Guareschi
Primo maggio 1908: a Fontanelle, l’infanzia
Nasce a Fontanelle di Roccabianca (PR) Giovannino Oliviero Giuseppe Guareschi figlio di Lina Maghenzani, maestra elementare del paese, e di Primo Augusto, negoziante di biciclette, macchine da cucire e macchine agricole. La casa natale è anche sede della «Cooperativa Socialista» che, in occasione della «Festa del Lavoro», ha organizzato un comizio. Le bandiere rosse delle sezioni socialiste della Bassa si ammassano sotto le finestre di casa Guareschi.
L’odio per la Mesopotamia cattolica
Segnalazione del Centro Studi Federici
Adesso arriva “Teleprofugo” per farci accettare l’invasione
A Bologna parte il progetto per insegnare giornalismo agli immigrati. Un modo anche per “sensibilizzare” gli italiani
Gli italiani ne sentivano proprio la mancanza. Una televisione interamente gestita da immigrati, che parli di immigrati e magari convinca pure gli italiani che le migrazioni sono una buona cosa.

Il progetto si chiama “Temporary journalism”, un laboratorio di giornalismo studiato per seirichiedenti asilo debitamente selezionati. Hanno messo a disposizione le loro sedi sia la Trc che Telenettuno, due emittenti emiliane. L’obiettivo è quello di “realizzare servizi giornalistici” grazie allo scambio di informazioni tra migranti e giornalisti. Ad organizzare il tutto è la campagna “Bologna Cares!”, la cui responsabile – Elisabetta Degli Espositi Merli – ha detto all’Avvenire, ripresa da Libero, che “attraverso il piccolo schermo i richiedenti asilo entreranno in tutte le case, riuscendo così a farsi conoscere da ogni fascia di pubblico e abucare gli stereotipi. È un modo diretto per sensibilizzare la popolazione sul grande tema dell’accoglienza, tentando di vincere diffidenze e resistenze”.
Senza contare, ovviamente, che il progetto “Bologna Cares!” è interamente a carico deicontribuenti, facendo parte del sistema “Sprar” del Comune di Bologna, con la gentile collaborazione di Asp Città di Bologna, Consorzio Arcolaio, associazione Mondo Donna onlus e altre cooperative varie.
Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2016/04/27/adesso-arriva-teleprofugo-per-farci-accettare-linvasione/1251458/ Continua a leggere
COME E PERCHE’ LA MAFIA CINESE FA AFFARI IN ITALIA
Segnalazione di Redazione BastaBugie
Traffico di umani, contraffazione di marchi, droga, riciclaggio di denaro, estorsione prostituzione e altro ancora. È il business della “Mafia cinese”. Un rapporto del 2013 pubblicato da Transcrime.it riferiva che questa organizzazione si stava ramificando in vari stati dell’Unione europea, come Francia, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi e l’Italia. Non è affatto unitaria come Cosa nostra o altri gruppi, ma si articola a più livelli, in bande giovanili, organizzazioni criminali indipendenti e nelle Triadi (strutturata in modo complesso e con la caratteristica di infiltrarsi in altre organizzazioni).
FENOMENO SOTTOVALUTATO
Da noi si sta evolvendo, spiega il sostituto procuratore Antimafia Olga Capasso, e in zone dove le mafie sono radicate agisce «attraverso alleanze e accordi» con questa. «I clan cinesi si appoggiano così alla camorra e alla ‘ndrangheta per poter usufruire della protezione necessaria per insediarsi sul territorio». Non mancano le frizioni, come nel 2002, quando a Napoli i cinesi scesero per strada e manifestarono per chiedere alla camorra di abbassare il pizzo, ottenendo quanto richiesto per non avere gli occhi dei media addosso. Oggi la mafia cinese è “testa di ponte” dell’espansione imprenditoriale camorrista in Cina.
Nonostante tutto è sottovalutata, anche se parliamo di un fenomeno che – spiega la Direzione investigativa antimafia (Dia) – si concentra in Lombardia, Toscana, Lazio, Emilia-Romagna e Campania, entro una comunità composta da circa 200 mila soggetti che aumenta del 5% l’anno (si pensi a Prato, con 50 mila unità, cioè il 30% dei residenti) che ha costruito una rete di imprese – 50 mila nel 2009 con un picco del 131,1% rispetto al 2002 – dove, per via dell’impenetrabilità delle comunità cinesi, è facile l’infiltrazione mafiosa. Le varie Chinatown, in cui si tendono a ripristinare le tradizioni cinesi, portano molti abitati chiudersi in se stessi, non facilitando né le indagini né l’integrazione. Continua a leggere
Marco Carrai, fedelissimo di Matteo Renzi, il suo amico è “una spia del Mossad”
di Antonio Massari e Davide Vecchi
Fonte: Il Fatto quotidiano
Sono legati da anni, si sono frequentati tra Washington eFirenze, scambiandosi visite e conoscenze. Ma ora l’amicizia con Michael Ledeen può mettere in difficoltà Marco Carrai e il suo prossimo incarico: la consulenza al Dis (l’organismo di coordinamento dei Servizi segreti) per Palazzo Chigi. Perché se sino a oggi Ledeen era ritenuto vicino all’intelligence statunitense con legami con uomini della P2, adesso un’inchiesta svolta dal Pentagono fotografa nel dettaglio chi è stato e chi è davvero Ledeen, definito dalla Cia “spia di Israele” e per questo allontanato da Washington. Il Fatto è entrato in possesso dei fascicoli d’indagine ed è in grado di raccontare perché il legame di amicizia tra i due rischia di mettere in imbarazzo i Servizi segreti, il governo e le diplomazie.
Arrestato il consulente della famiglia Regeni Ahmed Abdallah è accusato di terrorismo
Segnalazione di Raimondo Gatto
Una raffica di arresti che hanno coinvolto anche persone vicine a Giulio Regeni. Nel mirino della diplomazia internazionale a causa della morte dello studente italiano, che ancora non ha colpevoli, l’Egitto mostra il volto più duro della repressione. Lunedì a Il Cairo sono finite in manette almeno 238 persone, tra cui attivisti e giornalisti locali e stranieri, accusati di voler sovvertire il governo e partecipazione a gruppi terroristici. Una vera e propria retata, che ha coinvolto frange antigovernative del paese, così come esponenti della stampa estera e di quella locale. Un vero e proprio giro di vite che sullo sfondo ha l’omicidio del ricercatore italiano.
Immigrati, Hofer: “La barriera austriaca al Brennero è inevitabile”
EMERGENZA IMMIGRAZIONE
I controlli al confine con l’Italia partiranno da giugno. Il candidato Fpö:
“Mettere in sicurezza i confini Schengen”
Nessun passo indietro. L’Austria marcia decisa verso la costruzione della barriera al Brennero. E i risultati delle elezioni presidenziali non facilitano di certo il dialogo. La vittoria dell’estrema destra dell’ingegner Norbert Hofer, che andrà al ballottaggio il 22 maggio con il verde Alexander van der Bellen, spiana la strada alla costruzione di muri e lancia segnali chiari a chiunque dall’Africa o dal Medio Oriente decida di emigrare in Europa. “Le barriere non mi fanno di certo piacere, ma non abbiamo altra scelta”, ha detto il leader dalla destra Fpö. Secondo Hofer i confini esterni di Schengen vanno messi in sicurezza, in questo modo potrebbero essere sospesi i provvedimenti temporanei. Nel corso di una conferenza stampa Hofer ha ribadito che solo il 20% degli arrivi in Austria sono veri profughi che inoltre hanno attraversato paesi sicuri. Intanto il colpo di coda dell’inverno ha portato temperature tutt’altro che primaverili sulle montagne al confine con l’italia. Non rallentano i lavori per la costruzione del blocco antimigranti voluto da Vienna. Pochi metri dopo la frontiera con l’Italia, all’altezza dell’area di servizio autostradale Rosenberger si sta procedendo a tagliare il guardrail che separa le due carreggiate. Proprio in quel punto dovrebbe sorgere la lunga barriera che servirà a controllare mezzi e persone e che arriverà fino alla strada statale per uno sviluppo complessivo di 250 metri. I controlli da parte delle autorità austriache, come sottolineato dal ministro degli Interi di Vienna, Wolfgang Sobotka, “inizieranno a partire da giugno”. Lo stesso Sobotka ha aggiunto che “se la cooperazione con l’Italia funzionerà non ci sarà bisogno di una recinzione al confine” facendo anche capire che non ci saranno problemi ad allestirla in poco tempo. Nel frattempo domani alle ore 13 a passo del Brennero si terrà una conferenza stampa dove le forze dell’ordine e dell’assessorato alla viabilità del Tirolo illustreranno come sarà strutturato il “management di controllo”. A quanto pare, i controlli saranno effettuati subito dopo la galleria, in territorio italiano, che collega l’Italia con l’Austria. Il traffico sarà fatto rallentare fino ad una velocità massima di 30 chilometri orari e, a sua volta, incanalato su quattro corsie, due per le autovetture e moto, altrettanti per i mezzi pesanti. La polizia austriaca al confine controllerà le persone e, quelle ritenute “sospette”, saranno deviate nella vicina area predisposta all’identificazione. Analoga sarà la logistica sulla strada statale. Una sistema simile è in atto già da parecchi mesi a Kiefersfelden, al confine tra Germania e Austria. Il traffico automobilistico viene fatto convogliare su un’unica corsia.
il tempo quot. 26 aprile 2016







