Un po’ di istruzione su chi comanda il multiculturalismo e l’immigrazione di massa

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Segnalazione di D.M.

“l’Europa non ha ancora capito che DEVE essere multiculturale. Io penso che siamo parte attiva di questa trasformazione, che DEVE prender corpo.
L’Europa non dovrà essere quella società monolitica che era una volta nel secolo scorso.
Gli ebrei stanno viaggiando al centro di questa (trasformazione). E’ una radicale trasformazione per l’Europa, da farsi. Essi (i popoli europei) stanno andando verso una modalità multiculturale e gli ebrei saranno reinviati (a ciò) per il loro ruolo di leader.. e senza questa trasformazione l’Europa non sopravviverà ( minaccia ?)
Barbara Lerner Spectre (il dolce faccino qui sotto)”

dolce faccino

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Italiani, siete disposti a morire per Erdogan? Ve lo chiede la NatoŠ

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Turkey Requests NATO to Meet Over ISIL, PKK

Segnalazione del Centro Studi Federici

So che il titolo di questo post apparirà ad alcuni paradossale ma in realtà non lo è. La Turchia è membro della Nato e l’articolo 5 del Patto Atlantico prevede solidarietà e assistenza militare tra i suoi membri, secondo questi termini:

“Le parti concordano che un attacco armato contro una o più di esse, in Europa o in America settentrionale, deve essere considerato come un attacco contro tutte e di conseguenza concordano che, se tale attacco armato avviene, ognuna di esse, in esercizio del diritto di autodifesa individuale o collettiva, riconosciuto dall’articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti attaccate prendendo immediatamente, individualmente o in concerto con le altre parti, tutte le azioni che ritiene necessarie, incluso l’uso della forza armata, per ripristinare e mantenere la sicurezza dell’area Nord Atlantica. “

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Il premio Carlo Magno a Bergoglio, nel 1950 fu consegnato a Kalergi: non è una coincidenza

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Un appello all’Europa a ritrovare la sua vocazione “all’apertura e alla solidarietà” verso i cosiddetti “profughi” è quello che lancerà oggi papa Francesco ricevendo in Vaticano il premio Carlo Magno 2016 (Karlspreis), il riconoscimento internazionale conferito annualmente, fin dal 1950, dalla città tedesca di Aquisgrana a personalità con meriti particolari in favore dell’integrazione e dell’unità in Europa. (cioé a chi piu’ ha contribuito alla devastazione del popolo europeo)

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Il Khan sul Tamigi

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huhu

Intere aree, città e parti di città in Inghilterra saranno occupate da immigrati e dai discendenti degli immigrati. E’ come guardare una nazione indaffaratamente impegnata nel tirare su la propria pira funeraria. Mentre le loro mogli sono incapaci di trovare un posto negli ospedali per i periodi di maternità, i loro figli incapaci di ottenere buoni posti scolastici, le loro case e i loro vicinati mutati oltre ogni riconoscimento, i loro piani e loro prospettive sono afflitte per ragioni che non possono comprendere e in ottemperamento di una decisione presa di default, sulla quale non sono mai stati consultati, si sono ritrovati estranei nel loro paese” Cit. Enoch Powell

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Bibi e la Grande Israele + analisi della censura mediatica

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Spianata-della-moschee

Segnalazione e commento di D.M.

Un unico commento dato che l’articolo, per chi lo legge, è già abbastanza esauriente: c’è chi si è abituato a non scrivere mai di certi argomenti, dimostrando di essersi “autocensurato”. E, si sa che “censura, dopo censura” alla fine uno si autoesclude dai lettori, annoiati…

di  Germán Gorraiz Lopez *

Il termine distopia fu coniato alla fine del secolo XIX da John Stuart Mill n contrapposizione al termine eutopia o utopia, utilizzato da Tommaso Moro (Thomas More) per designare un luogo o una società ideale. Così la distopia sarebbe una “utopia negativa dove la realtà intercorre in termini antagonistici rispetto a quelli di una società ideale”. Le distopie si trovano in ambienti chiusi o claustrofobici configurati in sistemi antidemocratici, dove l’elite governante si crede investita del diritto di invadere tutti gli ambiti della realtà nei suoi livelli fisici e virtuali  ed incluso, nel nome della sacra, santa sicurezza dello Stato, per eliminare il principio di inviolabilità (habeas corpus) delle persone.

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Migranti, la Cei: “Servono i permessi umanitari”

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SERVI DEL MONDIALISMO

Migranti, la Cei: Servono i permessi umanitari Renzi: Ue insegue strada della paura

“Sta crescendo il popolo dei diniegati, che nel corso dell’anno potrebbe arrivare al numero di 40.000 migranti“. E’ quanto avverte monsignor Gian Carlo Perego, direttore della fondazione Migrantes, organismo pastorale collegato alla Cei, per il quale “serve valutare da parte del governo la possibilità di un permesso di soggiorno umanitario, per evitare che si crei un popolo di invisibili e sfruttati”.

Osserva monsignor Perego: “Le commissioni territoriali di fatto stanno operando sulla base di una lista dei Paesi sicuri e stanno negando una forma di protezione internazionale o umanitaria talvolta a 9 su 10 dei richiedenti. Questa situazione creerà un fenomeno grave, perché il governo non sarà in grado di rimpatriare le persone, che si renderanno irreperibili e sul territorio si creerà una situazione di insicurezza per le persone migranti o residenti”.

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Immigrazione controllata e gestita dall’alta finanza

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Italy  official calls for exit strategy on migrant boat patrols

di Cinzia Palmacci

Da anni, quelli che chiamano in senso vagamente derisorio “complottisti”, denunciano una regìa occulta dietro tutti gli avvenimenti più gravi che coinvolgono il mondo intero, e soprattutto certe scelte politiche azzardate dell’Unione Europea. Ebbene, i “complottisti” sono in realtà quelli che meglio di altri hanno captato la realtà dietro la “matrix” di un’apparente normalità.

C’è piuttosto da chiedersi cosa ci sia di normale nella crisi scatenata dalle guerre, nella destabilizzazione degli Stati, nella supremazia dell’economia finanziaria globale, nell’esodo biblico di migliaia di disperati che ogni giorno si riversano sulle nostre coste.

La risposta ce la rivela “candidamente” il Pentagono dichiarando che l’immigrazione di massa è stata programmata per durare un ventennio, come riportato da un interessante articolo di “Repubblica” dal titolo “Migranti, il Pentagono: una crisi che durerà almeno 20 anni”: “Dobbiamo affrontare sia unilateralmente che con i nostri partner questa questione come un problema generazionale, e organizzarci e preparare le risorse ad un livello sostenibile per gestire questa crisi dei migranti per i prossimi 20 anni”. Lo ha dichiarato alla Bbc il capo degli Stati maggiori riuniti degli Stati Uniti (il più alto ufficiale in grado), il generale Martin Dempsey. Saranno venti lunghi anni di guerre, di ondate di profughi, di stermini di massa e di crisi economica indotta. Vent’anni con la disoccupazione galoppante in casa e lo Stato “islamowahabita” alle porte, se non scoppia prima un conflitto nucleare con la Russia, tanto desiderato dagli americani. Vent’anni di annegamenti in massa nel mare e colonne di disperati che cercheranno di raggiungere, attraverso il sud dell’Europa e i Balcani, la spocchiosa Germania arricchitasi grazie all’euro, ai trattati e al saccheggio dell’Europa meridionale.

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La tragedia di Aleppo e la bufala dell’ ‘ultimo pediatra’

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2447955Segnalazione del Centro Studi Federici

Aleppo. La disinformazione continua, da Nabil Antaki, dei Fratelli Maristi

Abbiamo chiesto al Dr. Nabil Antaki se le informazioni riportate da una settimana sulla situazione in Aleppo corrispondono a quello che accade lì.  Ecco la sua risposta:

A tal proposito, ultimamente mi rendo conto che i media continuano a mentire per omissione. Dall’inizio della guerra in Aleppo 4 anni fa, essi non riportano tutti i fatti nel loro complesso.

Aleppo è bombardata quotidianamente dal 2012 da parte di gruppi terroristici che provocano morti e feriti. Nessuno se ne è mai curato; se non per felicitarsi per il “buon lavoro che fanno” [riferendosi alla dichiarazione di Laurent Fabius].  E’ tempo che l’Occidente si svegli e smetta di sostenere i terroristi.

Noi in Aleppo siamo disgustati dalla mancanza di imparzialità e obiettività dei mezzi di comunicazione. Parlano solo di sofferenza e perdita di vite umane nella parte orientale della città, controllata da al-Nosra, gruppo terrorista affiliato ad al-Qaeda, che hanno sempre chiamano “ribelle”, il che è un modo per renderlo più rispettabile. E passano sotto silenzio le perdite e la sofferenza quotidiana nei nostri distretti occidentali di Aleppo dovuti ai bombardamenti lanciati da questi terroristi. Non parlano neanche circa il blocco e i tagli totali di acqua ed elettricità che quelli infliggono a noi … Continua a leggere

Senatore della Virginia: “Il terrorismo in Siria finanziato da Usa e alleati”

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Risultati immagini per USA terrorismo in siriaSegnalazione di Raimondo Gatto

Netta la denuncia
del senatore americano i visita in Siria.

Arriva dal senato americano una voce
fuori dal coro.

Ricevuto a Damasco dal presidente siriano Bashar al-Assad, il senatore repubblicano della Virginia, Richard Black, non ha avuto alcuna remora nel condannare il proprio governo:

“I terroristi che agiscono in Siria contro il legittimo governo e contro il popolo siriano sono sostenuti dagli Stati Uniti e aiutati da Francia, Gran Bretagna, NATO, Unione Europea, e dagli stati
del Golfo. Uomini armati di tutto punto che stanno distruggendo la civiltà. Nel loro desiderio di rovesciare quella laica nazione libera in Medio Oriente che è la Siria, hanno causato distruzione e devastazione. Sono orgoglioso di essere qui con Assad, sarò la voce del popolo e del governo siriano negli Stati Uniti”. Continua a leggere

Ue: “Le ammende contro Orban non hanno dato risultati”

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orban

Segnalazione di Raimondo Gatto

Secondo la Ue e Reporter senza Frontiere il 2015 è stato un anno negativo per la libertà di stampa in Europa. Ad essere responsabili sono i governi conservatori dell’Europa dell’Est, in particolare quello ungherese. Ma, come riconosce l’Europa, le sanzioni contro di lui non hanno portato agli obiettivi sperati

di Luca Steinmann

Il 2015 è stato un anno negativo per la libertà di stampa in Europa. A dirlo è Reporters Sans Frontières (RSF), che nel suo ultimo rapporto ha stilato una classifica e spiegato come questo trend negativo sia attribuibile alle ‘cattive prestazioni’ dei Paesi europei centro-orientali.  

I cui governi hanno promosso politiche che, oltre che dannose per la libertà di opinione e di espressione, stanno portando a una “progressiva erosione del modello europeo” e sarebbero alcune cause determinanti del declino della Ue.  

Come riportato dall’Osme, i punteggi medi europei sono scesi del 6,5%; secondo RSF il peggioramento della situazione è dovuto soprattutto all’azione di governi ultraconservatori e all’avanzata dell’estremismo politico. I principali Paesi messi sotto accusa sono la Slovacchia, la Repubblica Ceca, la Polonia e soprattutto l’Ungheria.  

L’unico Paese tra quelli citati ad avere migliorato la propria posizione nella classifica sulla libertà di informazione redatta da Rsf è la Slovacchia. Quest’anno è al dodicesimo posto guadagnando due posizioni, il Paese non è comunque al sicuro da problemi diffusi in Europa. Nel Paese ci sono le leggi molto severe contro la diffamazione; esse prevedono pene detentive che possono arrivare fino a otto anni, le più rigide in tutta l’Unione Europea. Le cause intentate da uomini d’affari, politici e membri del sistema giudiziario sono molto numerose. Lo stesso primo ministro Robert Fico ne ha avviato diverse durante il suo primo mandato. La censura è stata rafforzata nel 2014 con una norma che limita il numero dei giornalisti accreditati al Parlamento, la loro libertà di movimento all’interno dell’edificio e vieta loro di fotografare i beni personali dei deputati. 

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