Russia: no al velo islamico nelle scuole. Proibiti anche jeans, minigonne, top scollati, e sconcezze occidentali

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Segnalazione di Raimondo Gatto

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La Corte suprema non accoglie il ricorso della comunità musulmana: l’hijab rimane vietato.

Il velo islamico rimane bandito nelle scuole della Mordovia, repubblica autonoma della Russia.

Come scrive Russia Today, la Corte suprema ha infatti respinto il ricorso della comunità musulmana della regione, che protestava contro il divieto in vigore.

Secondo i giudici, dunque, vietare l’hijab negli istituti non viola il principio costituzionale della libertà di coscienza, come invece sostenevano le organizzazioni islamiche. Nonostante il copricapo religioso dell’Islam non abbia diritto di cittadinanza, nessun musulmano viene osteggiato nel professare il proprio credo, motivo per il quale il diritto costituzionali è pienamente rispettato senza alcuna discriminazione.

Le autorità governative della Mordovia, poi, non hanno proibito solo il velo, ma anche gli abiti con qualsiasi connotazione religiosa. Il divieto (già in essere) promuove l’adozione delle uniformi ed estende il divieto ai blue jeans, alle minigonne, ai top scollati, a un trucco appariscente e alle tinture per i capelli.

Il caso della Mordovia non è isolato in Russia. Già nel luglio 2014 la Corte Suprema aveva confermato il no all’hijab e agli altri copricapi propri della religione islamica nelle scuole del territorio di Stavropol.

Fonte: il Giornale.it

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Davvero è tutto “normale” ?

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MONICA

Segnalazione di www.nocensura.com

Davvero è tutto “normale” ?

Ma davvero vi sembra normale che la Presidente della RAI partecipi alle riunioni del Bilderberg e della Trilaterale?

Riunioni a porte chiuse, dove membri dei governi, delle banche, delle multinazionali e dei mass media si incontrano per orientare la politica e la società nella direzione determinata dalle elite che mediante il CONTROLLO DELLA MONETA hanno conquistato l’economia mondiale.

I banchieri che hanno il controllo dell’emissione monetaria, nel giro di pochi secoli sono riusciti a rastrellare intorno a loro la maggioranza delle ricchezze del mondo, possedute da poche decine di grandi lobby multinazionali a loro volta controllate da una manciata di grandi banche. Ovviamente hanno anche il controllo dei mass media.

Bilderberg e Trilaterale in passato si riunivano di nascosto; ora lo fanno alla luce del sole, come se fosse tutto “normale”. Come se fosse normale che un politico pasteggi con i grandi banchieri e lobbisti, che hanno interessi multimiliardari. Con la complicità dei mass media, che anziché denunciare questo sistema di cose, fanno la loro parte per renderlo “normale” agli occhi della gente.

Gruppo Bilderberg che secondo le pubbliche rivelazioni del giudice Ferdinando Imposimato, basate sulle carte di un’inchiesta portata avanti dal giudice Alessandrini (indagine cessata a causa dell’uccisione dello stesso) sarebbe stato regista delle STRAGI DI STATO e della STRATEGIA DELLA TENSIONE (guarda il video: https://youtu.be/-8wizYyAuzc)

Rivelazioni gravissime sulla quale nessuna procura italiana sembra però interessata ad indagare… Emoticon gasp

Tutto normale?

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L’appello ai musulmani scuote il web «Venite in tanti, in Italia è facile restare»

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INSHALLAH

Segnalazione di Raimondo Gatto

 

EMERGENZA IMMIGRAZIONE

 

Una musulmana posta l’invito su Facebook insieme al tricolore con la scritta in arabo: “Se Dio vuole”

«Tutti i musulmani devono venire nella mia Patria? Mi sembra che ce ne siano già troppi. E poi, togli quella scritta dalla mia bandiera, espressione di tanti miei connazionali e dei miei parenti che hanno dato la loro vita per difenderla». È solo uno dei tanti commenti (uno dei meno duri), al post pubblicato da Rumiya Al-Mawu’da sulla sua pagina Facebook, che ha però ottenuto 1050 condivisioni e quasi tremila «mi piace».

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La destra austriaca in testa nei sondaggi. Ormai da nove mesi

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NEUES FP… LOGO

Segnalazione di Raimondo Gatto

 

Heinz- Christian Strache apa726 L’Austria sta lentamente, ma inesorabilmente, scivolando verso destra, una destra che non è più quella storica, venata di nazismo e antisemitismo, ma una destra populista, alla Salvini, che nel nostro tempo si alimenta dell’insicurezza dei cittadini e delle inquietudini suscitate dai fenomeni migratori.

Il termometro di questo scivolamento a destra ci viene segnalato dall’autorevole settimanale “Profil”, che una volta al mese pubblica i risultati di un sondaggio commissionato all’istituto Unique research. L’ultimo, uscito questa settimana, vede il Partito liberalnazionale (Fpö) – quello un tempo guidato da Jörg Haider e negli ultimi 11 anni da Heinz-Christian Strache – al primo posto tra tutte le forze politiche in campo.  

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AfD, Il partito anti-islamici votato dagli immigrati di origine russa

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AFD

Segnalazione di Raimondo Gatto

 

Da Stoccarda- Non chiamateli neonazisti, i militanti del partito Alternativa per la Germania(AfD). Provengono dalle più diverse storie politiche, e non solo da destra.

Tantissimi fra loro – soprattutto nelle roccaforti della Germania dell’est – anche gli ex-comunisti delusi, che hanno abbracciato il nuovo partito.

Sarebbero addirittura il 17% gli ex elettori della sinistra radicale (la Linke) in Sassonia-Anhalt, secondo i dati diffusi dalla TV tedesca ZDF il mese scorso. Primi in assoluto, come travaso di voti all’AfD, pari solo alla CDU della Merkel.

Molti anche gli immigrati che hanno votato AfD, nonostante le sparate xenofobe dei suoi leader. Un caso a parte – che ha fatto molto discutere la stampa tedesca – è quello degli immigrati di origine russa. Particolarmente vicini al partito, tanto da far ipotizzare un appoggio più o meno velato di Putin a questa forza politica.

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Clandestini, la Svizzera fa sul serio: schierati esercito e carri armati al confine con l’Italia

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LONDRA – La decisione del governo austriaco di schierare le truppe al confine per fermare l’afflusso di immigrati arrivati in Italia e lasciati dal governo Renzi fuggire, molti senza neppure averne individuato l’identità, oltre le frontiere austriache, non e’ affatto un caso isolato e adesso un altro paese sta prendendo provvedimenti simili.

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Mogol: “Non ci vollero perdonare di fare musica senza il pugno chiuso”

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“Io e Lucio facevamo arte e non politica. Per questo i sessantottini ci marchiarono”

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Mogol, ha visto che putiferio! Ma Battisti era fascista? E lei?

«Ma per carità. Certo, negli anni Settanta c’era qualcuno che diceva che Lucio ed io fossimo fascisti e lo dicevano perché non ci hanno mai sentito parlare di politica. Né io né lui. Anche quando stavamo insieme non ne parlavamo, facevamo arte, cercavamo di emozionare la gente con il nostro lavoro. Poi quando c’erano le elezioni andavamo a votare e sceglievamo il meno peggio. Ma Lucio non credo abbia mai votato per il Msi ed anche io non l’ho mai votato. Vede, non ci hanno perdonato…»

Che cosa?

«Di non esserci mischiati a quelli che all’epoca facevano musica col pugno alzato e trascorrevano le loro giornate a provare canzoni di protesta. Noi no. Noi cantavamo i sentimenti, l’amore, il dolore, anche il sociale a volta, ma sempre con i sentimenti. E questo nel clima di quegli anni una parte del Paese non lo ha digerito».

Come mai, oggi, nel 2016, una ragazza adolescente crede ancora che Battisti fosse fascista?

«Ma lei sa che nel covo delle Brigate rosse trovarono la raccolta di Mogol e Battisti? Vede, credo che oggi, come allora in pochi, magari in qualche sessantottino invecchiato, sia rimasta questa idea sbagliata di Battisti e Mogol fascisti e magari è proprio così che la studentessa l’ha sentita e poi ripetuta. Ma non esiste che Lucio appartenesse ad un partito come il Movimento sociale. Quanto a me…»

Quanto a lei, Mogol, cosa?

«Le ripeto, io ho votato per diversi partiti nella mia vita ma mai per il Msi. Pensi alla bizzarria: io mi son preso del fascista quando mio padre era un silenzioso antifascista che non mi comprò mai il vestito da balilla. In compenso, però mi regalò una bella bicicletta e questo mi rese molto felice».

Non può negare, però, che le vostre canzoni piacevano e piacciono molto alla destra, anche ai fascisti?

«Ma le canzoni di Battisti e Mogol piacevano perché erano innovative, qui, destra o sinistra non c’entrano nulla. Si parla di arte, di emozioni. Pensi che anche Paul McCartney aveva la collezione di Battisti, me lo confidò tempo fa un giornalista americano che lo aveva intervistato. Battisti è stato un grande innovatore».

Secondo lei il professore ha fatto bene a dare 4 alla giovane studentessa?

«Francamente mi sembra eccessivo che il professore abbia penalizzato così la ragazza, con un così brutto voto soltanto per una considerazione sbagliata».

Fosse stato Lei il professore, cosa avrebbe fatto?

«Beh, fossi stato io il professore le avrei detto di valutare gli artisti per la la loro arte».

Nel 2016, in Italia, esiste ancora la canzone politica e di protesta?

«Non mi pare proprio. Mi dica lei se c’è qualche canzone politica oggi in giro? Se ci fosse sarebbe comica».

Massimiliano Lenzi

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Confessione di un intellettuale: sono del tutto inutile

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Mentre  ripercorro  nel libro di Gianantonio Valli “Giudeobolscevismo”  i crimini e le atrocità inenarrabili del comunismo – in gran parte fatti a  me noti – mi sorprendo a ripensare alla inutilità della mia vita di giornalista-intellettuale anticomunista.  Per quanti decenni  io ho (con altri, migliori di me) combattuto il comunismo   diffondendo informazioni  sui suoi delitti? Almeno tre.  Per trenta o quarant’anni abbiamo lottato, in eletta minoranza,  contro la filosofia – ideologia  –  marxleninista,  ne abbiamo mostrato la fallacia, l’abbiamo combattuta sul piano delle idee del pensiero;  abbiamo dibattuto, pubblicato libri, articoli: tutto inutile.

Inutile. I comunisti italiani  – un buon 30% della popolazione  votava PCI e un altro 10%  i partiti più a sinistra, più totalitari  – restavano ermeticamente chiusi nella loro fede, inconcussi, refrattari ai nostri argomenti, idee, informazioni che  provavano il fallimento del sistema che ardevano di portare  anche in Italia. Più impressionanti erano gli intellettuali: all’80 per cento almeno simpatizzanti per il totalitarismo rosso. Esaltavano Fidel, sventolavano il Libretto Rosso  di Mao.  Occupavano cattedre universitarie, giornali, tv, case editrici; l’ intero “mondo della cultura” era in mano loro;  l’orribile Piccolo Teatro di Strehler  era il luogo dove la potente Cgil precettava  lavoratori pagando il biglietto perché “le masse” potessero abbeverarsi al verbo brechtiano (e salvassero Strehler dalle poltrone vuote).

Giornalisti, intellettuali, attori e professori  usavano continuamente e  con sciolta competenza  la terminologia e le categorie marxiste, adottavano pienamente ed esclusivamente il materialismo storico come mezzo d’interpretazione del mondo. Nelle  università celebri (allora) docenti  sfondavano noi studenti con esegesi infinite de Il Capitale, dei Grundrisse, di “Che Fare?” di Vladmir Ulianov Lenin, come nel Medio Evo  ci si applicava all’esegesi del Vangelo o di Aristotile: Ipse Dixit.  Credo che i giovani oggi, diciamo i trentenni, non possano nemmeno immaginare come dominasse e trionfasse, nella cultura italiana, il pensiero unico comunista.

E come noi, la minoranza intellettualmente antagonista, venisse censurata, derisa, aggredita –  anche fisicamente – ed esclusa dai centri di diffusione della cultura, Occupavano tutto lo spazio. Nemmeno l’uscita di Arcipelago GuLag di Solgenitsyn –  la piena, documentata e non smentibile rivelazione dell’universo concentrazionario sovietico –   li scosse;  si rifiutavano di leggere “quel reazionario, quel cristiano fascista” –  allo stesso modo in cui l’Aristotelico canzonato da Galileo si rifiutava di guardare nel cannocchiale. Nei salotti, gli intellettuali “à la page” si vantavano di non averlo letto. Il sistema culturale riuscì persino a ritardarne la pubblicazione in Italia di qualche anno, se ben ricordo.

Monolitico, inattaccabile,  ci appariva ed era il Comunismo.  E di colpo,  un giorno è scomparso.

Puf! Sparito.  Volatilizzato.

 

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Sion inquieta all’ombra dello strategico “Iskander”

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BRIGATA

   

Alla fine la battaglia per la città di Aleppo è davvero cominciata.  A sorpresa, sostenute da pesanti bombardamenti russi, le forze siriane,  rimpolpate da iraniani e dal  battaglione palestinese “Liwaa Al-Quds” (brigata Gerusalemme), composta di rifugiati  che l’IS  aveva cacciato dai loro campi-profughi presso Aleppo nel 2012, stanno chiudendo le vie di rifornimenti dei terroristi –  che sono quelli di Al Nusra –  che a questo punto resterebbero assediati in città.  Evidentemente russi e alleati hanno posto fine ad ogni esitazione (ammesso che non fosse simulata, uno stratagemma bellico) e prevenuto mosse nemiche,  dando per scontato che la fragile tregua  dava troppo vantaggio agli avversari forniti di nuovo armamento.  Ma la situazione è complessa  per non dire caotica: le milizie curde sono tornate ad affiancare l’armata regolare,  mentre DAESH ha attaccato posizioni di mercenari   filo-turchi, coperti dall’artiglieria turca oltreconfine e probabilmente  rafforzati da commandos dell’esercito di Erdogan, riuscendo a spezzarne la continuità.  Probabilmente per ritorsione, i servizi turchi hanno rivelato – attraverso il quotidiano Yeni Safak, vicino al partito di Erdogan  –  che agenti   dei servizi Usa s’erano incontrati in gran segreto con un dirigente eminente di Daesh, chiamato Abou Ahmad Alwani, a Mossul, una volta a dicembre, l’altra il 3 febbraio 2016, poche settimane fa…

Assad, contro la volontà occidentale, ha tenuto le elezioni nella parte del paese sotto il suo controllo. La gente s’è spostata massicciamente per votare,  gesto civico di resistenza al  terrorismo,   che dà ad Assad una legittimità che agli altri, avversari, manca. La situazione è tale che Karina Bechet-Golovko, l’analista vicina al FSB, si spinge ad azzardare una possibile vittoria di Assad  sul piano militare e politico.

http://russiepolitics.blogspot.it/2016/04/syrie-vers-une-victoire-politique-et.html

Una cosa è certa:  vittoria completa  o no,  non ci sarà modo di sloggiare i russi. La cosa è stata notata con legittima inquietudine dal sito mossa diano DEBKA. “Il 15 marzo, Mosca ha annunciato che i temibili missili terra-aria S-400 resteranno in Siria dopo il ritiro.  Dieci giorni dopo, il 25 marzo, sono piazzati i sistemi Iskander-M. L’Iskander M  è considerato il miglior  missile di corto raggio al mondo. Questa combinazione, secondo le fonti militari,  fa’ della base  di Hmeimim il nido di missili  più sofisticato del Medio Oriente”.

 

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