Reggio Emilia: “Decadenza, dal Piano Kalergi all’accoglienza business”

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HERR CASTAGNA

di Sabino De Bonis

“Susciteremo un’atmosfera spirituale, un ambiente morale in cui nasca e di cui si nutra e cresca l’uomo eroe. Quest’ambiente dovremo isolarlo dal resto del mondo, erigendo barriere spirituali il più elevate possibili. Difenderlo da tutti i venti pericolosi della viltà, della corruzione, della dissolutezza – da tutte le passioni, che seppelliscono le nazioni e uccidono gli individui.” Corneliu Zelea Codreanu

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L’ambiguo Padoan, la lobby bancaria e i timorosi veneti

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(m.m.) Capisco le critiche sul ministro degli interni Angelino Alfano che difende Giuseppe Vegas in relazione al caso Consob. Ci stanno tutte. Come ci stanno tutte quelle sull’approccio al cloroformio del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, che pure de facto, in sede di question time oggi, si è ben guardato dal dire alcunché su Vegas. Ed è altrettanto chiaro che l’Ncd, se la maggioranza democratica tocca Vegas, considerato vicino a Verdini e allo stesso Ncd, è pronto a far cadere il governo. Ma la cosa più grave che è emersa dal question time di oggi sono le parole ambigue con cui il ministro Padoan, a Montecitorio ha delineato la querelle sugli scenari probabilistici. Si tratta del cuore del problema e derubricarlo ad una questione di mera opportunità è cosa di una gravità inaudita. Soprattutto dopo i rovesci che hanno colpito, tra le altre, Veneto Banca, le popolari dell’Italia centrale e pure BpVi. Ma è possibile che nessuno si alzi urlando pretendendone le dimissioni? Va bene trattare veneti e italiani da sudditi. Ma coloro che sono stati colpiti da una sfilza di sfracelli finanziari, anche nell’operoso Veneto, stanno tutti i zitti? La lobby bancaria li annichilisce fino al punto di togliere loro anche il coraggio per un colossale sputo metaforico?

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Riconoscere il genocidio dei Cristiani in Iraq e Siria

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NO ISLAM

Segnalazione di Redazione BastaBugie

 

 

Campagna di ”Aiuto alla Chiesa che soffre” affinché l’Italia di riconosca come genocidio quanto commesso due anni fa dallo Stato Islamico (VIDEO: definiamolo genocidio)

da Tempi

«Chiedo personalmente al governo italiano di aiutarci, attraverso il riconoscimento ufficiale del genocidio, a tornare nelle nostre terre e a continuare a vivere nel nostro paese». Con queste parole monsignor Petros Mouche, arcivescovo siro-cattolico di Mosul, aderisce alla campagna di Aiuto alla Chiesa che Soffre per richiedere alle istituzioni italiane di riconoscere come genocidio quanto commesso dallo Stato Islamico in Iraq e in Siria ai danni delle minoranze religiose. Un appello che nei giorni scorsi è stato raccolto in Parlamento, con due mozioni presentate alla Camera e al Senato e firmate da circa cento parlamentari.  «Ringrazio Dio che tante persone e alcune istituzioni hanno finalmente iniziato a riconoscere quanto è accaduto alla nostra comunità – continua monsignor Mouche – che è un autentico genocidio». Il 10 giugno scorso è ricorso il triste secondo anniversario della presa di Mosul da parte dello Stato Islamico. Meno di due mesi dopo la conquista della seconda città irachena, nella notte tra il 6 ed il 7 agosto 2014, Isis ha preso possesso di tredici villaggi cristiani della Piana di Ninive. Da allora gli oltre 50 mila fedeli della diocesi guidata da monsignor Mouche – che rappresentano un terzo dell’intera comunità siro-cattolica mondiale – vivono in condizione di rifugiati. «Per conservare la nostra fede abbiamo lasciato tutto: le nostre case, i nostri averi – continua il presule – I jihadisti hanno distrutto il nostro patrimonio storico, religioso e culturale, hanno impedito ai nostri bambini di tornare a scuola, vietano la celebrazione della liturgia in molte aree storicamente cristiane. Per noi questo è un grande genocidio». Monsignor Mouche sottolinea come un riconoscimento ufficiale del genocidio da parte di più paesi, possa esercitare pressione sul governo iracheno affinché si impegni maggiormente nella protezione delle minoranze e nel sostegno alle migliaia di rifugiati fuggiti dallo Stato islamico. «Se non fosse stato per la Chiesa locale e per quanti ci hanno aiutato, come Aiuto alla Chiesa che Soffre e la Conferenza episcopale italiana, queste persone non avrebbero di che vivere». Secondo il presule la definizione degli orrori dei jihadisti come genocidio, faciliterebbe e accelererebbe inoltre la liberazione delle terre in mano all’Isis. «In questo modo il governo iracheno si impegnerebbe maggiormente ad aiutarci a tornare nei nostri villaggi, a ricostruire le case distrutte e a garantirci sicurezza». Infine il riconoscimento rappresenterebbe un passo importante per le migliaia di appartenenti alle minoranze religiose che hanno subito le violenze degli uomini di al Baghdadi. «È per noi una grande gioia sapere che il mondo pensa a noi, e che giudica e condanna quanto ci è accaduto. Ecco perché chiedo al governo italiano di aiutarci». Nota di BastaBugie: ecco il video che Aiuto alla Chiesa che Soffre ha realizzato per ricordare cosa è successo in Siria e Iraq https://www.youtube.com/watch?v=NqN8OxFA_RI

Titolo originale: Italia, aiutaci a far riconoscere il genocidio in Iraq e Siria

Fonte: Tempi, 14/06/2016

Pubblicato su BastaBugie n. 458

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Dopo gli uomini-cane in Gran Bretagna, in Canada legittimati atti sessuali tra uomini e animali

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Ragionier cagnolino

Segnalazione di Redazione BastaBugie

  

 

Considerare normale la perversione sessuale della bestialità rappresenta l’ovvia deriva animalesca della nostra società

di Rodolfo de Mattei

Il Canada ha stabilito che gli atti sessuali tra uomini e animali sono leciti purché non vi sia “penetrazione” tra i soggetti coinvolti. A dichiararlo è stata una recente sentenza dalla Corte Suprema che si è occupata di un caso di un uomo della British Columbia, condannato per aver aggredito sessualmente le proprie figliastre e imputato di 13 diversi capi d’accusa tra cui quello di “bestialità”. UNA BIZZARRA DEFINIZIONE DI BESTIALITA’ La Corte Suprema canadese ha sorprendentemente assolto l’uomo, identificato come “DLW” per proteggerne l’identità, dall’accusa di “bestialità” in quanto secondo la maggioranza dei giudici con la definizione di “bestialità” si deve intendere un “rapporto sessuale completo” tra uomo e animale che presuppone la penetrazione. Gli avvocati di DLW hanno difeso il proprio assistito, sostenendo che il reato di bestialità, legato alla sodomia con gli animali, seppur introdotto con il codice penale del 1892, non è mai stato definito chiaramente in maniera da comprendere qualsiasi tipo di atto sessuale tra uomini e animali. Secondo tale linea difensiva dunque, non rientrerebbero in tale reato le terribili e ripugnanti accuse mosse nei confronti del loro imputato in quanto “limitate” ad altri atti sessuali. Gli atti giudiziari rivelano inoltre che DLW tentò successivamente di far avere al cane un rapporto con le proprie figliastre, non riuscendo fortunatamente nel suo perverso intento. Per l’aggressione sessuale nei confronti delle sue figliastre e i 13 capi d’accusa, DLW sta ora scontando una pena detentiva di 16 anni e, al fine di vedere ridotta la propria detenzione, ha chiesto il condono dell’accusa di “bestialità” portandola davanti alla Corte di Appello. Ebbene, di fronte a tutto ciò, la Corte Suprema del Canada ha inspiegabilmente accolto il ricorso di DLW, stabilendo con una maggioranza schiacciante di 7 a 1 che affinché sussista il reato di “bestialità” è necessaria la penetrazione tra i soggetti coinvolti in quanto è questa “l’essenza, l’atto che definisce il reato”. Inutile la presa di posizione di Rosalie Abella, l’unico giudice dissidente, che ha cercato in tutti i modi di convincere la Corte a negare il ricorso, ricordando come: “Gli atti con gli animali che hanno uno scopo sessuale sono intrinsecamente uno sfruttamento al di là che si verifichi o no la penetrazione”.

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Terrorismo: le vittime cristiane valgono meno?

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Aleppo missile accanto chiesa

Segnalazione del Centro Studi Federici

Prosegue la terribile mattanza delle famiglie cristiane in Siria, iniziata 5 anni fa, nell’indifferenza generale degli organi di stampa. Evidentemente ai media interessano solamente le vittime che appartengono a determinate categorie di persone.

Fra Ishak da Aleppo: siamo bersaglio dei missili ribelli

“sia l’Is che al-Nusra entrano nei villaggi cristiani e massacrano, uccidono o li obbligano a scappare”

(…) La situazione umanitaria sta peggiorando in tutta la Siria, in particolare nella zona di Aleppo. ecco la testimonianza di Fra Samhar Ishak, ‘vicario parrocchiale’ di Aleppo:

  1. – Purtroppo, la situazione va male. Speriamo sempre che migliori ma invece peggiora. Aleppo è divisa a metà: una parte è sotto il controllo governativo e metà sotto il controllo dei ribelli. C’è una guerra intensa, soprattutto in questi giorni, missili e razzi non si sono fermati. I ribelli colpiscono la parte ovest della città dove si trova la nostra parrocchia, zona controllata dal governo siriano. C’è poi il problema dell’acqua e dell’elettricità, che mancano da giorni perché controllate dai ribelli. Ma, oltre a tutto ciò, ci sono tanti morti e feriti, ci sono tante case danneggiate e tante famiglie che stanno ancora fuggendo da Aleppo, perché non ce la fanno più a vivere questa situazione che va sempre più peggiorando rispetto a prima.

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Referendum, la riforma costituzionale è voluta dall’Ue e dalle banche

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Segnalazione Arianna Editrice

di Diego Fusaro

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

Questa riforma costituzionale “ce la chiede l’Europa”, ossia la stessa entità antidemocratica che ci chiede austerità e spending review, tagli alla spesa pubblica e ai diritti: il sistema neoliberista vincente aspira a destrutturare le costituzioni degli Stati sovrani, per imporre senza limitazioni il proprio regime di mercato assoluto

  

Esprimiamo subito, senza giri di parole, il nostro punto di vista. Proprio perché a chiederci di votare sì al referendum costituzionale sono sire Renzi, il sistema bancario e quell’Unione Europea che di democratico non ha ormai nemmeno più l’apparenza, occorre votare NO, senza dubbi, esitazioni e ripensamenti.

Questa riforma costituzionale “ce la chiede l’Europa”, ossia la stessa entità antidemocratica che ci chiede austerità e spending review, tagli alla spesa pubblica e ai diritti: il sistema neoliberista vincente aspira a destrutturare le costituzioni degli Stati sovrani, per imporre senza limitazioni il proprio regime di mercato assoluto.

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EllaOne: una pillola abortiva spacciata come contraccettivo

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di TommasoScandroglio

 EllaOne è una pillola che può avere effetti contraccettivi, ma soprattutto abortivi. Infatti può esplicare i suoi effetti contraccettivi se assunta lontano dai giorni dell’ovulazione – periodo in cui tra l’altro è assai meno probabile rimanere incinta – ed invece più ci si avvicina al giorno dell’ovulazione meno probabilità si hanno che la pillola ritardi l’ovulazione e più probabilità si hanno che produca effetti abortivi alterando le pareti dell’endometrio e così rendendo inospitale l’utero per l’attecchimento dell’embrione.

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Perché Rita Katz ci ha messo la firma?

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I selfie  dello  stragista di Orlando sono stati  diffusi ai media con stampato il logo del SITE  (Search for International Terrorist Entities) della nota (ai nostri lettori) Rita Katz. Come mai la signora (grande produttrice di video di Osama bin Laden, nota provocatrice e in passato fabbricatrice di accuse a musulmani a beneficio dell’FBI) ci ha voluto mettere la firma?

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L’assassino  solitario  era noto all’FBI, che l’aveva interpellato tre volte  (un classico); tuttavia aveva armi regolarmente detenute, perché lavorava come agente di sicurezza. Presso una ditta che i media chiamano “security company G4S”.  Ora, giusto pochissimi giorni prima, il 3 giugno, l’organizzazione Judicial Watch (Sentinella Giudiziaria) aveva accusato la G4S di fare uno strano lavoro sporco per il Dipartimento della Homeland Security:  “trasporta silenziosamente immigranti illegali dal confine del Messico a Phoenix, e li rilascia senza regolare registrazione o senza produrre intimazioni di comparire in tribunale. Lo hanno rivelato a Judicial Watch fonti delle guardie di frontiera (“Border Patrol)”, evidentemente stupefatte di questo trattamento di immigrati per ordine del ministero che dovrebbe dare  “sicurezza alla madrepatria”.  Questo tipo di immigranti fatti infiltrare, aggiunge Judicial Watch, sono definiti  nel linguaggio burocratico del Dipartimento Other Than Mexican (OTM):  cioè “d’altra origine che messicana”. Non è inquietante?  Chi sono? Quanti di loro sono Musulmani? E perché sono lasciati passare senza registrazione?

http://www.judicialwatch.org/blog/2016/06/dhs-quietly-moving-releasing-vanloads-illegal-aliens-away-border/

 La G4S sostiene di essere prima nel mondo per “le soluzioni di sicurezza, presente in cento paesi e con 610mila dipendenti”. In Usa, la ditta ha 50 mila dipendenti e la sede a Jupiter, Florida.  Judicial Watch ha già avanzato una quantità di richieste scritte per obbligare le autorità a spiegare in  base a quale contratto il governo a incaricato la G4S a infiltrare immigranti clandestini e senza identità accertata, OTM.

Secondo la ex  moglie, Omar Saddiqui Mateen era “una persona instabile”.  Anche il papà dell’assassino non sembra essere del tutto in sé: direttore dello  Islamic Center of Fort Pierce Inc..   con attività economiche chiamate  Wonderworks Production, LLC   e  Durand Jirga, Inc.,  ne ha appena fondato una terza che si chiama “Governo Provvisorio dell’Afghanistan Corporation”:  e  ha diffuso dei video dove lui, il papà, si candida alla presidenza dell’Afghanistan. Gente  suggestionabile, manovrabile? Teleguidabile?

Ovvaimente, prima di sparare, l’assassino ha telefonato al 911 (equivalente al 113 italiano)  per dichiarare la sua fedetà al Califfo Al Baghdadi: era proprio la sua voce, lo assicura Katz. E anche il Califfo ha rivendicato (tramite il SITE): “Era un nostro guerriero”.

Per ricordare cosa è il SITE, qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/16/isis-il-monopolio-di-site-sui-video-del-terrore/1429142/

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Riflessioni di Brexit

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Ormai, il voto del Regno Unito per la Brexit è imminente e al riguardo vale una considerazione su quelli che sono i temi principali affrontati dal dibattito sulla materia.

Non può certo passare inosservato che l’argomento principale dei pro-Remain, di ambo i lati della Manica, sia una sorta di terrorismo psico-finanziario per il quale l’uscita della Gran Bretagna dalla UE dovrebbe certamente provocare una voragine di impoverimento generale, come se invece l’avventura di Eurolandia sia stato un paradiso di Bengodi fatto di crescita e prosperità per tutti, e non uno degli esperimenti politico-economici più disastrosi che si ricordino.

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Il governo ungherese: “Impediremo l’arrivo dei migranti in Europa”

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Budapest non vuole che si ripeta quanto avvenuto lo scorso anno. E chiede l’aiuto degli altri Paesi euroscettici

A dichiararlo è il ministro degli Esteri Péter Szijjártó che ha detto al telefono all’agenzia di stampa MTI, da Copenaghen, che non può e non deve succedere quello che è accaduto l’anno scorso quando centinaia di migliaia di migranti sono stati lasciati liberi di girare per il continente.

Secondo quanto riportato dall’Osme, nel corso della sua visita di un giorno nella capitale danese per fare il punto sulle relazioni economiche fra i due paesi, Szijjártó ha dichiarato che è necessaria una soluzione comune europea per risolvere i problemi esistenti in materia di immigrazione. Il ministro ungherese ha riferito di aver incontrato il vice primo ministro e ministro degli Esteri danese Kristian Jansen e precisato di essersi trovato d’accordo con quest’ultimo sulla necessità di una più solida tutela delle frontiere europee quale aspetto centrale nella lotta contro l’immigrazione clandestina. Nel corso dell’incontro con le autorità danesi Szijjártó ha affermato che per l’Ungheria il sistema delle quote obbligatorie è inaccettabile in quanto non farebbe che incentivare l’immigrazione e peggiorare la situazione esistente in questo ambito.

Anche in Danimarca i movimenti euroscettici e anti-immigrazione stanno crescendo rapidamente, è dunque possibile che Copenhagen segua Budapest in questa campagna anti-migranti.

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