Dopo 7 anni di coma, Giulia si è svegliata: “Mi ha fatto una carezza sulla mano”
Segnalazione del Centro Studi Federici
Segnalazione del Centro Studi Federici
CASTELLINI (FORZA NUOVA) CON MATTEO CASTAGNA (CHRISTUS REX): VERONA IN BALIA DEI CLANDESTINI; UNICA RICOLLOCAZIONE POSSIBILE E’ NEL LORO PAESE D’ORIGINE. SUBITO DIMISSIONI DI SINDACO, PREFETTO E QUESTORE DOPO LE LORO GESTIONI FALLIMENTARI.
Una trentina di giovani e aitanti immigrati clandestini, poiché non risulta che in Eritrea vi sia alcuna guerra, se non quella per contendersi l’acqua potabile, stanno bloccando il traffico per protestare contro il Paese che li ospita a spese del contribuente.
Si tratta di allogeni provenienti da Costagrande di Avesa, nel Comune di Grezzana, ove i militanti di Forza Nuova e del Circolo Cattolico Christus Rex hanno protestato per primi, oltre un anno fa, denunciando l’inadeguatezza della struttura e la totale mancanza di un serio progetto da parte dell’attuale maggioranza di Palazzo Barbieri, guidata da un Sindaco che sulla questio Costagrande ha sempre dichiarato di aver “fatto e brigato”, ma che non è mai nel posto giusto al momento giusto per FARE! ordine.
Oggi si dimostra la nostra lungimiranza per prevenire l’eventualità di scontri sociali: l’impossibilità di integrazione da parte di centinaia di clandestini, ammassati in una tenuta collinare, senza far nulla, in nome dell’ “accoglienza-business” (quindi con la complicità colpevole del Governo e di alcuni italiani fiutatori del business del tradimento) che addirittura si sono uniti ad altri immigrati in Veronetta…contro chi li sta ospitando e in nome di una solidarietà etnica che oggi più che mai noi Italiani dovremmo tradurre in una opposta e reale Resistenza etnica di fronte a questa invasione organizzata!”.
Davanti ad una protesta incredibile e vergognosa, notiamo non solo l’immobilismo e l’inefficienza dell’amministrazione comunale che lì li ha parcheggiati e fatti mantenere dai veronesi tramite l'”amico” Alfano, ma anche l’incapacità da parte dei tutori dell’ordine di far fronte all’autentica emergenza-sicurezza che costoro stanno provocando, mista alla consapevole mala fede di voler imporre l’accoglienza forzata in tutta la nostra provincia, tutori dell’ordine sempre così solerti nel blindare chi difende la propria terra quanto inerti nei confronti di stranieri clandestini che bloccano la città per ore!
Veronetta e Costagrande sono la dimostrazione del fallimento delle politiche della cosiddetta accoglienza, per cui, a seguito della gravità di quanto avvenuto, chiediamo l’espulsione di tutti i clandestini, a partire dai trenta eritrei protagonisti della squallida sceneggiata e le immediate dimissioni dei primi responsabili: sindaco, il prefetto e il questore.
Il Coordinatore per il Nord Italia di Forza Nuova
Luca Castellini
Il Responsabile Nazionale del Circolo Cattolico Christus Rex
Matteo Castagna
Oggi sia L’Arena che il Corriere di Verona riportano stralci del soprastante comunicato assieme a quelli, su simile lunghezza d’onda, del Comitato ” Verona ai Veronesi” ma anche di esponenti politici di Lega e Forza italia, che chiedono denunce e sgomberi, forse dimenticando che quando erano al Governo entrarono migliaia di clandestini, che la “Bossi-Fini” fu una legge colabrodo che favorì le sanatorie maggiori nei confronti di clandestini di tutta la storia repubblicana. Poi il sindaco Tosi dice che si è attivato subito. Ma se i clandestini hanno bloccato il traffico per ore! Se questa è la celerità degli interventi concertati tra Tosi e istituzioni per la pubblica sicurezza, meglio che qualcuno pensi di dedicarsi ad altre mansioni…
Segnalazione di Raimondo Gatto
Il governo del Mali ha ufficialmente richiesto assistenza tecnica e militare alla Russia per la lotta contro i militanti islamici nel nord del paese.
Il Cremlino avrebbe già autorizzato la fornitura per la controparte africana. Gli interessi russi alla causa del Mali sono evidenti sia dal punto di vista economico che strategico-tattico e si collocano nella nuova strategia di espansione nel continente africano. Mosca, ad esempio, ha investito miliardi di dollari nel Ghana, nella Costa d’Avorio e nella Guinea. La società russa RT Global Resources si è aggiudicata un appalto di tre miliardi di dollari per la costruzione di una raffineria di petrolio in Uganda. Il Programma Condor è attivo in Sud Africa, mentre forniture militari sono in corso in Egitto ed in Libia. Il Sahel è uno dei principali centri della minaccia terroristica, con almeno 50 gruppi estremisti identificati. Una destabilizzazione del Mali potrebbe mettere in pericolo la sicurezza dei paesi vicini ed i progetti delle imprese russe. Sostenendo il legittimo governo del Mali, la Russia si ritaglia una nuova posizione nello scacchiere africano. Secondo Izvestia, le autorità
del Mali hanno chiesto veicoli blindati da combattimento di diversa tipologia così armi ed equipaggiamento per la fanteria. L’accordo sarebbe già stato trovato. Da rilevare che si tratta di una fornitura non più in servizio o di generazione precedente che proviene direttamente dall’inventario del Ministero della Difesa russo: per lo più BTR-70 e BRDM della prima generazione. La
situazione nel Mali rimane instabile fin dalla guerra civile nella vicina Libia. Nonostante l’intervento delle Nazioni Unite e della Francia, il nord è stato conquistato dai militanti islamici. Rilevano da Izvestia: “È interessante notare che quest’anno, gli abitanti del Mali hanno raccolto 2 milioni di firme per chiedere alla Russia e personalmente al presidente Vladimir Putin di intervenire. L’appello è stato parzialmente ascoltato”. La richiesta di assistenza da parte del governo di Bamako è comprensibile, dal momento che la cooperazione militare tra i due paesi ha una lunga tradizione che risale agli anni ’60. Ancora oggi, l’esercito maliano utilizza in prevalenza asset di origine sovietica. Nel 2011, la Russia ha fornito armi per un valore di trenta milioni di dollari. Per una decina di milioni di dollari, questo il reale valore della nuova fornitura, Mosca otterrebbe degli innegabili vantaggi nel Mali. Continua a leggere
La trasmissione di Rai3 ha raccontato come gli istituti, che collaborano con società specializzate, li facciano pagare il doppio rispetto al valore di mercato. E i clienti non riescono a disinvestire. Non solo: i prezzi vengono pubblicati ogni trimestre sul Sole 24 Ore dalle società stesse che poi li attribuiscono al quotidiano di Confindustria. Che si è mosso solo dopo la prima puntata sull’argomento. La Commissione di Giuseppe Vegas? “Sta valutando”
“Consob ha emesso un comunicato dove dice, nella sostanza: “Stiamo valutando se in banca vendono questi diamanti come prodotto da investimento”. Ecco, giusto venerdì a un suo cliente Banca Intesa di Roma ha consegnato questo depliant della Dpi con scritto: “Diamanti da investimento”. Allora perché il cliente non dovrebbe crederci? Allora cosa aspetta il placido Vegas?”. Così Milena Gabanelli, durante la puntata di Report del 28 novembre, è tornata ad attaccare il presidente della Consob, di cui a giugno aveva chiesto le dimissioni per la decisione di eliminare gli scenari probabilistici dai prospetti delle obbligazioni subordinate.
Stavolta al centro del caso su cui, secondo la conduttrice, l’authority è stata inerte, c’è appunto l’offerta ai clienti – da parte di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi , Bpm, Banco Popolare ma anche molte altre piccole popolari e casse di risparmio – di investire i loro risparmi acquistando diamanti. Senza però fornire prospetti informativi che consentano di valutare la convenienza e i rischi. E i diamanti vengono fatti pagare, secondo quanto ricostruito da Report, un prezzo doppio rispetto al valore di mercato fissato da Rapaport, il listino internazionale riconosciuto in tutto il mondo. Continua a leggere
di Matteo Castagna, collaboratore di www.vvox.it
Il giornalismo d’inchiesta resta il più difficile ma anche il più bello, come dice il mio amico Sigfrido. Ti fa scoprire la verità su come gira il mondo e anche ti insegna a fare il vero cronista, quello delle domande scomode, quello che cerca le fonti e le verifica, quello che investiga e conosce i fatti, quello pieno di contatti, che ascolta tutti e dà importanza ai minimi particolari, che amplia gli orizzonti e risolve qualcosa, quando è fortunato (e bravo). Ti fa stare a contatto con la realtà (non quella degli scribacchini prezzolati o da “copia-incolla” comunicati stampa) e ti insegna a non credere alle favole.
di Alessio Mannino, Direttore del quotidiano on-line www.vvox.it
Cronistoria di un’intervista impossibile. Ad uno degli uomini più potenti (e inaccessibili) di Verona
L’ingegner Paolo Biasi lotta ancora fra noi? Ma che domande, direte: non è il famosissimo e potentissimo ex presidente della Fondazione Cariverona, cuore del potere scaligero, uomo pubblico per eccellenza? Non ci sono forse notizie recentissime che lo riguardano? Sì. Ma, come i faraoni egizi e gli imperatori nipponici, è inavvicinabile e avvolto in un’aura di mistero. E comunica come ai bei tempi, in cui non estivano telefonia mobile e internet.
Ma andiamo con ordine. Lo scorso novembre abbiamo chiesto via email alla segreteria della Fondazione Cariverona (di cui Biasi è stato il presidente per ben 22 anni fino al febbraio di quest’anno e in cui manteneva, come vedremo, alcuni incarichi) di girargli alcune domande per un’intervista. Da Cariverona rispondono che sarebbe meglio indirizzarle direttamente a lui. Logico, e naturalmente l’avremmo fatto già se avessimo avuto un contatto diretto senza passare dagli uffici della fondazione. Chiediamo quindi un indirizzo email di Biasi. Risposta: non risulta che ne abbia uno. Nè di lavoro, nè personale. Abbiamo letto bene quel che ci hanno scritto? Rileggiamo: è così. Paolo Biasi non ha un’email. Continua a leggere
Il Veneto si schiera apertamente per il “No” al referendum costituzionale del 4 dicembre. Come scrive il Corriere del Veneto, la maggioranza in Consiglio regionale ha votato ieri con la sponda del Movimento Cinque Stelle, una risoluzione che impegna la giunta a ricorrere alla Consulta in caso di vittoria del “Sì”. Dopo un acceso scontro il Pd ha abbandonato l’aula per protesta mentre i tosiani, contrari alla riforma, non si sono presentati in aula per non sconfessare Flavio Tosi, pubblicamente elogiato da Renzi come uno dei volti della campagna per il sì. La mozione è dunque passata con i voti di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, indipendentisti e M5S.
Con la risoluzione, l’assemblea invita la giunta «a valutare i profili di incostituzionalità e dunque di depositare presso la cancelleria della Corte costituzionale un ricorso avverso la legge, poiché in contrasto con il principio fondamentale previsto all’articolo 5 della Costituzione».
Fonte: www.vvox.it Continua a leggere
Estratti dal Segreto di La Salette:
Il testo fu pubblicato integralmente nel 1879 con l’imprimatur di numerosi cardinali e vescovi tra i quali il più conosciuto è Mons.Salvatore Zola, il santo Vescovo di Lecce, che fu padre spirituale e protettore di Melania, la pastorella di La Salette.
“I Sacerdoti, ministri di mio Figlio, i Sacerdoti, per la loro vita cattiva, le loro irriverenze e la loro mancanza di pietà nel celebrare i santi misteri, per l’amore del denaro, l’amore degli onori e dei piaceri, i Sacerdoti sono diventati cloache di impurità.”
“Sì, i Sacerdoti chiedono vendetta, e la vendetta è sospesa sulle loro teste. Guai ai preti e alle persone consacrate a Dio che per la loro infedeltà e la loro cattiva condotta, crocifiggono di nuovo mio Figlio!”
“I peccati delle persone consacrate a Dio gridano al Cielo, attirano la vendetta, ed ecco che la vendetta è alla loro porta, perché non vi è più nessuno che implori misericordia e perdono per il popolo; non vi sono più anime generose, non vi è più alcuno degno di offrire la Vittima senza macchia all’Eterno in favore del mondo.”
I capi, le guide del popolo di Dio, hanno trascurato la preghiera e la penitenza e il demonio ha ottenebrato la loro intelligenza; sono diventati quelle stelle erranti che il vecchio diavolo trascinerà con la sua coda per farle perire. Continua a leggere
Segnalazione di Federico Prati
https://www.youtube.com/watch?v=2HRifpXJmlU
LO STRANIERO: ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE. RELIGIONI MONOTEISTE E MASSONERIA A CONFRONTO
Dibattito – confronto organizzato dalla Delegazione della Regione Massonica Toscana il 12 Novembre 2016 a Firenze con la partecipazione di tre rappresentanti delle principali religioni monoteistiche ed uno studioso di etica e di mentalità massonica.
RAV LEVI JOSEPH – Dal 1996 Rabbino capo della comunità di Firenze e della Toscana Centro Orientale. Laureato in filosofia e in psicologia. Dal 1990 è docente di psicologia evolutiva e di Storia della Filosofia Ebraica del Rinascimento all’Università Ebraica di Gerusalemme; dal 1997 è docente di Storia del Pensiero Ebraico presso l’Università di Siena e alla Stanford University e dal 2006 docente dello stesso insegnamento presso il Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici della Pontifica Università Gregoriana di Roma. Attivo nel campo del dialogo inter-religioso e inter-culturale.
DON JACOPOZZI ALFREDO – Docente presso la facoltà Teologica dell’Italia centrale. Ordinato sacerdote nel 1988 a Firenze: da sempre in un percorso di studio e di ricerca volto alla creazione di un dialogo inter-religioso. Direttore dell’Ufficio di Curia c/o l’Ufficio Cultura e c/o il Centro Diocesano per il dialogo interreligioso, Amministratore parrocchiale a San Ruffignano a Monsanto (Barberino Val D’elsa) e a San Giorgio a Cinciano (Poggibonsi). Continua a leggere
Segnalazione del Centro Studi Federici

Com’è andata a finire : La via d’uscita
Com’è andata a finire : Anas per l’Italia
Com’è andata a finire : A caval donato…
Com’è andata a finire : Occhio al portafoglio
Com’è andata a finire : Telescrocco
Com’è andata a finire : La guerra dei brevetti
: 20 anni di Milena
Fonte: http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-6daad697-9b91-4da4-9f34-1faf5ba6ee8d.html Continua a leggere
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