Anche le scimmie sono persone?

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IL GRAFFIO – MONDO ALLA ROVESCIA

di Raimondo Gatto

Anche le scimmie sono persone. Questa è l’idea del Great Ape Project che ne invoca l’affrancamento equiparandole agli schiavi negri d’America

I grandi primati sarebbero  i nostri parenti più prossimi eppure sono ancora vittime di crudeltà. Per difendere i loro diritti è nato il Great Ape Project.

“L’uomo, appartiene all’ordine dei primati, proprio come le scimmie. All’interno dei primati possiamo trovare le cosiddette scimmie antropomorfe, ovvero quelle che per aspetto esteriore e struttura anatomica si avvicinano di più all’uomo. Le grandi scimmie, caratterizzate da faccia e dita prive di peli, arti anteriori più lunghi dei posteriori, denti canini ben sviluppati e dall’assenza di coda, sono lo scimpanzé (Pan troglodytes), il gorilla (Gorilla gorilla), l’orango (Pongo pygmaeus), il bonobo (Pan paniscus) e il gibbone (generi Hylobates e Nomascus)”.
Partendo da tali premesse nel 1994 è sorto il  movimento internazionale per garantire la salvaguardia e il rispetto dei diritti fondamentali di questi nostri presunti  “cugini” silenziosi, il Great Ape
Project (Gap). Proprio per rivendicare il diritto delle grandi scimmie alla vita, alla libertà e a non essere torturate, il Gap ha stilato la Dichiarazione mondiale dei grandi primati che certifica tali diritti e che dovrebbe essere accolta da tutti i paesi. L’istituzione del Gap è il frutto delle idee sviluppate nel libro omonimo scritto dai filosofi Paola Cavalieri, promotrice dell’estensione dei diritti morali agli animali, e Peter Singer, considerato uno dei padri del movimento per i diritti degli animali nel mondo. Continua a leggere

Trionfi della libertà. E dell’ Ammore…

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di Maurizio Blondet

Il medico dell’ospedale di Saronno, l’anestesista Cazzaniga, con la sua amante, infermiera Laura, cosa vi dicono? Di cosa sono sintomo?  Hanno ammazzato sicuramente cinque malati, forse 45. Laura Taroni,  l’amante,   ha ammazzato il marito (dava fastidio al grande ammore) e, già che c’era,   probabilmente anche la madre (un peso, davvero). Il dottor Cazzaniga è sospettato di essersi liberato anche  del padre, morto nell’ospedale. Dove peraltro il “protocollo Cazzaniga” era noto a tutti – e tutti zitti.

il dottor Leonardo Cazzaniga, Saronno
il dottor Leonardo Cazzaniga, Saronno

Finalmente il Nord si affratella al Meridione, quello dove  “i figli so’ pezzi e’ core”.  Al processo per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo di Caivano, il medico legale ha  confermato: la bambina era ancora viva e  cosciente quando è stata gettata dalla finestra.  Era stata gettata dall’ottavo piano  perché si rifiutava di subire l’ultima violenza sessuale dall’ex amante di mammà, Raimondo Caputo, 44 anni. Il quale nel frattempo s’era messo con una vicina, Marianna Fabbozzi: la quale lasciava volentieri che il convivente stuprasse la sua bambina di  anni 3, senza dire niente.  Nello stesso palazzo di Caivano parco Verde, nell’aprile 2013 ‘qualcuno’ aveva buttato giù dal balcone un altro bambino di 3 anni, Antonio Giglio, figlio dell’amante di Caputo.  Anche a Caivano, come all’Ospedale di Saronno, gli adulti hanno ostacolato le indagini.  “Ci sono intere zone in quartieri molto critici – Caivano, il quartiere Salicelle ad Afragola, Madonnella  ad Acerra, dove l’abuso sessuale, l’incesto è elevato a normalità”,  ha dichiarato nel giugno scorso il dottor Cesare Romano,  che ha il titolo altisonante di  Garante dell’Infanzia e Adolescenza della Regione Campania.  Tra il 2006 e il 2012 sono arrivati alla giustizia 155   fatti:  nell’87 per cento dei casi, le vittime hanno meno di dieci anni. Violati da papà, zii, fratelli,  con le madri,   conviventi, ex conviventi di intricatissimi rapporti extra-coniugali, fanno finta di non sapere.

Incesto elevato a normalità. E  noi   – noi come società italiana,  come comunità di destino – tutti zitti. Siamo passati oltre questo fatto mostruoso di degrado morale dei quartieri bassi. Continua a leggere

COMMENTO A MARCO TARQUINIO, Direttore de L’AVVENIRE

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Risultati immagini per marco tarquinio direttore de L'AvvenireRiceviamo con cortese richiesta di pubblicazione il presente articolo del Prof. Pranzetti, nostro assiduo lettore

del Prof. Luciano Pranzetti

Gent. ma Redazione e carissimi lettori:

sento di dovervi trasmettere  quanto in appresso dirò in merito alla risposta che, a una mia ben precisa e motivata osservazione, il Direttore di AVVENIRE, il sig. Marco Tarquinio, ha reso pubblica, poiché da ciò che il medesimo scrive si palesano non tanto uno scantonamento logico e una mancata replica al tema da me  trattato, quanto un’evidente e  grave deriva teologico- etica verso un pensiero che ben si apparenta a quello modernista -luterano, del che è prova la politica Vaticana già in tal senso iniziata da GP II – incontro di Paderborn (O. R. 24/25 1996) – e resa definitiva dal recente viaggio di Papa Bergoglio a Lund dove si è capito che Lutero “aveva ragione”.

Per comprendere appieno le chiose che io apporrò alla risposta del Direttore, è bene che renda nota la causa che mi indusse ad indirizzare la mia rimostranza (ché la mèsse di spunti avrebbe avuto necessità di un esteso approfondimento), un articolo, cioè, redatto sul medesimo foglio CEI in data 24/11/2016, e  così intitolato: “I dubbî di un medico” firmato: Marina Corradi. Ne riporto i tratti più rilevanti, quelli che giustificheranno le mie rispettive obiezioni. Continua a leggere

Propongo Viktor Orban come premio Nobel per la pace

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di F. William Engdahl 

Propongo Viktor Orban come premio Nobel per la pace

Fonte: Comedonchisciotte

Ora, prima che tutti voi abbiate una qualsiasi reazione, confermo di essere pienamente cosciente del fatto che il Comitato Norvegese del Nobel, che decide appunto i vincitori del Premio Nobel, scelga ispirandosi all’agenda globalista. Qualcuno potrebbe sostenere che siano addirittura corrotti. Sono altresì consapevole che in passato hanno conferito il premio a candidati non propriamente amanti della pace, come Henry Kissinger, Barack Obama, persino l’Unione Europea. Ciononostante voglio proporre il coraggioso Primo Ministro dell’Ungheria, Viktor Orban, per il premio. Lasciatemi spiegare le mie ragioni.

Egli resiste strenuamente, insieme a più di tre milioni di suoi concittadini ungheresi, contro la volontà distruttiva dei burocrati non eletti e senza volto di Bruxelles, per bloccare l’imposizione in futuro, in Ungheria, di rifugiati provenienti dalla Siria e chissà da dove. La sua posizione potrebbe essere il catalizzatore per le forze che vogliono fermare la disintegrazione del modello degli Stati nazionali in Europa, e arginare un conflitto sociale che minaccia di fare a pezzi l’Europa stessa, in una frenesia collettiva di odio e distruzione.

Il referendum, un fatto ragguardevole Continua a leggere

“Pizzagate”, la Rete Pedofilo-Satanica attorno a Hillary Clinton

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di Maurizio Blondet

Qualcuno mi manda per mail una copertina di Uomo Vogue Italia: ritrae James Franco,un attore di qualche notorietà, insieme a Marina Abramovic.  Questa, il lettore ricorderà, è la ‘artista’ e strega  che invitò  John Podesta, il capo della campagna di Hillary,  a un “cooking spirituale”  con sangue e sperma.

Mi mandano anche un’altra foto:  Riccardo Tisci, uno stilista italiano di  successo  (ha realizzato costumi per Madonna) che  si fa’allattare al seno della Abramovic.

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  • Mi tocca parlarvi dunque dello scandalo pedofilo-satanico che viene in questi giorni represso e sepolto dai media americani, perché coinvolge l’entourage intimo di Hillary Clinton. La Abramovic è solo una del vastp giro: ha ricevuto dalla Fondazione Clinton 10 mila dollari, probabilmente come compenso di una “performance privata”. Sui media alternativi e social (i soli che hanno compiuto l’indagine, collettivamente e con risultati  probanti)  lo scandalo è battezzato PIZZAGATE.  Perché tutto gira attorno alla Pizzeria Comet Ping Pong, 5037 Connecticut Ave NW, Washington, proprietà di James Alefantis.

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Banca Etruria, tutti assolti “Nessun ostacolo a Vigilanza”

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L’assoluzione dai guai di famiglia della Boschi che ha scritto la riforma e una mancetta sulla firma del nuovo contratto per gli statali: ecco i due mezzi del governo Renzi per cercare di accaparrarsi il voto del Sì a tre giorni dal referendum costituzionale (che non ha quorum!) di domenica 4 dicembre (N.D.R.). 

Nel primo filone d’inchiesta per il dissesto dell’istituto di Arezzo prosciolti l’ex presidente, l’ex dg e il direttore centrale. Erano accusati di aver ostacolato l’autorità di vigilanza

di Sergio Rame

Sotto accusa c’erano tutti gli ex vertici che hanno governato Banca Etruria dal 2011 fino al commissariamento avvenuto nel febbraio 2015.

Ma, nel primo filone d’inchiesta per il dissesto dell’istituto di credito di Arezzo, il gup Anna Maria Loprete ha deciso di assolvere dall’accusa di ostacolo all’autorità di vigilanza l’ex presidente Giuseppe Fornasari, l’ex direttore generale Luca Bronchi e il dirigente David Canestri. Il procuratore capo Roberto Rossi e il pm Jiulia Maggiore avevano chiesto due anni e otto mesi di carcere per Fornasari e Bronchi e due anni per Canestri.

Quello di oggi è un colpo durissimo per i risparmiatori. Gli inquirenti non si aspettavano proprio che il giudice assolvesse i tre imputati con formula piena perché “il fatto non sussiste”. Una sentenza che ora potrebbe arrivare a compromettere o modificare l’esito degli altri procedimenti aperti sul dissesto di Banca Etruria. Fornasari (ex presidente del cda dal 2011 al 2014), Bronchi (ex dg) e Canestri (attuale direttore centrale) erano accusati di aver finanziato con 10,2 milioni di euro gli acquirenti della società, che inglobava buona parte del patrimonio immobiliare dell’istituto aretino, e di aver occultato i crediti deteriorati nel bilancio del 2012 facendoli apparire come crediti incagliati e, quindi, ancora recuperabili. Continua a leggere

Bergoglio oggi è il leader della sinistra mondiale

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(di Antonio Socci su “Libero”, 13 novembre 2016) I “no global” ora hanno un leader planetario: papa Bergoglio. Però non si definiscono più “no-global”, ma “alter-mondialisti” perché vogliono la globalizzazione, ma “in una forma diversa”.

Lo ha spiegato ieri, in un’intervista, Vittorio Agnoletto – portavoce della contestazione contro il G8 di Genova del 2001 – indicando appunto in papa Francesco il loro “punto di riferimento etico e morale”.

Soprattutto adesso che – dice Agnoletto – “la sinistra politica si è dissolta” e sulla scena mondiale ha fatto irruzione il Kattivo: Trump.

“Cinque giorni fa” racconta ancora Agnoletto “il Papa ha convocato in Vaticano un incontro con 180 personalità, leader o protagonisti dei movimenti sociali. C’ero anch’io. Abbiamo lavorato, al di là del credo religioso dei singoli, su tre temi proposti personalmente da lui: lavoro, casa e terra. A questi si è aggiunta una riflessione comune sulla democrazia partecipativa e sulle migrazioni. Alla fine, davanti a più di tremila persone in sala Paolo VI, il Papa ha parlato e ha riproposto i contenuti del nostro movimento. Ma ci ha anche detto che dobbiamo fare un salto nella politica, perché dobbiamo cambiare un sistema fondato sulle ingiustizie”.

Più che un papa è davvero il loro leader politico. Infatti Agnoletto spiega: “Sul piano politico oggi è una partita a tre: gli alter-mondialisti, vicini a Francesco. In mezzo c’è l’establishment. Poi ci sono le destre nazionaliste e razziste, che sono cresciute dove abbiamo perso noi”. Continua a leggere

Austria, 1° Paese europeo a riconoscere l’anagrafe al nascituro

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L’Austria rappresenta ora un precedente importante non solo per il nostro Continente, bensì per il mondo intero: è divenuto, infatti, il primo Paese europeo a codificare e riconoscere espressamente la vita del nascituro ed il suo status di persona a tutti gli effetti. Non rifiuto speciale o prodotto biologico, come preteso dalle lobby pro-choice, bensì essere umano a tutti gli effetti. Tanto da aver diritto ad un nome e cognome.

Il governo è, infatti, riuscito a far approvare una riforma, che consente ai genitori d’iscrivere all’anagrafe civile i propri figli morti prima del parto e di peso inferiore ai 500 grammi. Come? L’ospedale rilascia un apposito certificato, da consegnarsi agli uffici municipali, i quali provvedono, previo consenso di entrambi i coniugi, al rilascio di un certificato di nascita ed uno di morte del piccolo, col suo nome.

Si tratta di un provvedimento fondamentale, in quanto rappresenta il primo passo affinché venga riconosciuta ovunque l’evidenza ovvero che i bambini concepiti sono esseri umani, dotati di una propria personalità giuridica. Soddisfazione è stata espressa in merito dal ministro per la Famiglia austriaco, Sophie Karmasin, che ha specificato essere ancora in corso una verifica, per capire se dare alla riforma valore retroattivo. Continua a leggere

Celebrato in tutto il mondo il dittatore comunista Fidel Castro

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

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di Lupo Glori

Venerdì 26 novembre a 90 anni è morto a La Havana il dittatore cubano Fidel Castro, responsabile dell’uccisione di migliaia di oppositori al regime comunista in salsa caraibica. Il líder máximo della revolucion, era al potere sull’isola dal 1959, anno in cui si concluse la lotta armata dei cosiddetti “barbuti”, un gruppo di rivoluzionari provenienti dal Messico, tra i quali il guerrigliero argentino Ernesto Che Guevara, che rovesciò il regime del generale Fulgencio Batista.

Il fratello minore, Raúl Castro, dal 2008 succedutogli alla guida del paese, è apparso in tv per annunciare «al popolo dell’isola, agli amici della Nostra America e al mondo che alle 22.29 del 25 novembre del 2016 è deceduto il comandante in capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz». Il Consiglio di Stato cubano, ha prontamente decretato 9 giorni di lutto nazionale fino ai solenni funerali che si terranno il 4 dicembre presso il cimitero di Santa Ifigenia, a Santiago de Cuba, città dove si trova la caserma Moncada, il cui fallito assalto il 26 luglio 1953 viene tradizionalmente fatto coincidere con l’inizio della Rivoluzione cubana.

La morte di Fidel Castro ha avuto immediate ripercussioni mediatiche in tutto il mondo, con i principali quotidiani e attori internazionali che si sono affrettati a celebrarne i meriti, guardandosi bene dal citare i crimini e le deportazioni perpetrate ai danni del suo popolo in nome dell’ideologia comunista. Un regime spietato, fatto di purghe ed esecuzioni sommarie, che secondo Freedom House, dal 1959, ha causato circa 15mila morti. Non appena appresa la notizia della morte di Fidel Castro, caroselli di auto e frastuoni di clacson hanno invaso la famosa “calle 8” di Miami, la via principale di “Little Havana”, dove una folla di esuli e dissidenti cubani si è riversata in strada per festeggiare la morte del dittatore. Continua a leggere

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