U.S.A.: 150mila riservisti per fare cosa?

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Visualizzazione di di Marcello Foa 

Centocinquantamila riservisti: per fare cosa? Un attacco in grande stile alla Siria? Colpire prima Damasco e poi Teheran? In Corea del Nord? Purtroppo la sciagurata svolta di Donald Trump – che si è arreso ai neoconservatori facendo propria l’agenda strategica che in campagna elettorale aveva promesso di combattere – autorizza qualunque ipotesi. Anche quella più drammatica e sconvolgente di una guerra alla Russia di Putin.

E non è un caso che Assad, il governo iraniano e il Cremlino in queste ore abbiano dichiarato che “l’attacco americano alla base siriana ha superato molte linee rosse che da adesso in avanti “risponderemo con la forza a qualunque aggressione”.

Questo significa che Putin ha perso ogni speranza di raggiungere un accordo con Washington. E che si prepara agli scenari peggiori.

Attenzione e mi angoscia molto scriverlo, ma da diversi decenni la pace nel mondo non è mai stata così a rischio.

Fonte: Corriere del Ticino Continua a leggere

Syrialeaks: come dare la colpa ad Assad

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Syrialeaks: come dare la colpa ad Assad

Un titolo netto sul Daily Mail, un quotidiano da due milioni di copie in edicola e da tre milioni di utenti online al giorno: «Piano sostenuto dagli USA per lanciare un attacco con armi chimiche contro la Siria e dare la colpa al regime di Assad».
Il titolo in questione risale al 29 gennaio 2013. L’edizione online delDaily Mail ha pubblicato un’interessante storia – a firma di Louise Boyle – in grado di gettare la giusta luce investigativa sui tragici attacchi col gas verificatisi in Siria sette mesi dopo, ad agosto 2013.
Ogni tanto, la grande stampa riporta qualche fatto importante che suona totalmente diverso dal racconto di fondo, ma quando questo avviene è un fuoco di paglia che viene subito estinto.

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GEORGES SOROS E’ RICCO SOCIO DI JARED, IL GENERO…

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George_Soros_47th_Munich_Security_Conference_2011_crop - WIKIPEDIA

Nessuna sorpresa, in fondo. Si scopre che Georges Soros  è il finanziatore che ha  permesso a Jared Kushner, il genero di Trump, di  creare una sua immobiliare di lusso, chiamata “Cadre”, insieme al fratello Joshua Kushner.

Soros  ha concesso ai fratellini una generosa linea di credito per la trascurabile cifra di 259 milioni di dollari.

“Soros ha una lunga e produttiva relazione con la famiglia Kushner”,  dice una fonte vicina all’affare.

Ma la cosa interessante è che la ditta di Kushner  smentisce questa relazione.  Chissà perché.  Magari perché Georges Soros, che ha  versato milioni alla campagna di Hillary,  è uno dei più attivi finanziatori delle “spontanee manifestazioni” contro Donald Trump, il suocero di Jared? O il fatto che l’ottantaseienne miliardario abbia più volte bollato  il  suocero come “un impostore, un truffatore e aspirante dittatore”?

E’  una domanda che si pone anche il Jewish Business News,  ma si risponde: “Come da una famosa   battuta de Il Padrino: “ E’ solo business, niente di  personale”.  Aggiungendo che “in quanto sopravvissuto all’Olocausto, Soros  è sensibile alle sofferenze dei rifugiati nel mondo, cosa che lo mette in rotta di collisione con Trump e l’ungherese Orban”.  Naturalmente tacendo che Soros è “sopravvissuto all’Olocausto”  in quanto è stato (per sua ammissione) un collaboratore dei Nazisti e ha dato una mano ai tedeschi in Ungheria a  sequestrare i beni degli  ebrei ungheresi.

di 

Fonte http://www.maurizioblondet.it/georges-soros-ricco-socio-jared-genero/

Il tradimento di Trump

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Dopo l’elezione di Trump, nella galassia cosiddetta tradizionalista siamo stati tra i pochi che non hanno dimostrato entusiasmo ma una moderata soddisfazione per la sconfitta della Clinton, richiamando alla prudenza e ad attendere la prova dei fatti. Purtroppo, alla prova dei fatti, Trump non sembrerebbe affatto diverso dai predecessori… (N.d.R.)

Risultati immagini per trump guerraDonald Trump campaigns Sunrise, FloridaNegli ultimi giorni è accaduto l’ impensabile sul piano internazionale. Proviamo ad unire tutti i puntini. In un primo momento l’ambasciatrice degli Usa al Consiglio di Sicurezza, Nikki Haley, insieme al Segretario di Stato Rex Tillerson, aveva sancito la dottrina isolazionista dell’amministrazione Trump annunciando che rovesciare Bashar Al Assad non era più la “priorità”. Successivamente tutti vengono richiamati all’ ordine dalla notizia non verificata – ma diffusa dalla gran cassa mediatica – dell’utilizzo di armi chimiche da parte del governo di Damasco nelle zone occupate dai jihadisti.

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L’America mobilita 150mila riservisti. Guerra imminente?

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Sta per iniziare una vera guerra? I segnali che giungono in queste ore sono molto allarmanti. L’esercito americano sta inviando in queste ore a 150 mila riservisti delle lettere con un preavviso di mobilitazione. L’annuncio ufficiale del ministero della Difesa dovrebbe essere dato a breve, ma alcuni riservisti che hanno già ricevuto la missiva lo stanno raccontando ad amici e parenti, i quali iniziano a far circolare le notizia. Secondo queste indiscrezioni, provenienti dagli Stati Uniti, l’obiettivo del Pentagono sarebbe di poter disporre di questa forza entro un paio di settimane dall’annuncio della mobilitazione vera e propria. Il messaggio che viene lanciato in queste ore è chiaro: decisioni potrebbero essere imminenti, tenetevi pronti a partire.

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Stasera Report: puntata “croccante”, inchiesta ENI

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Roma, 9 apr (Prima Pagina News) Una puntata “croccante” e piena di inchieste quella di domani sera su Rai Tre (stasera per chi legge) per Sigfrido Ranucci. Puntata di Report, in onda su Rai3 come ogni lunedì alle 21.30. Si parte con Un aereo per il Presidente, di Luca Chianca sulle tracce della tangente descritta come la più grande al mondo. “Parliamo del miliardo di dollari- si precisa in una nota stampa della RAI- che sarebbero stati pagati da Eni per l’acquisto di un blocco petrolifero in Nigeria. Soldi che non sarebbero andati nelle tasche dei cittadini nigeriani, ma nella disponibilità dell’ex ministro del petrolio Dan Etete. “Seguendo la pista del denaro ci siamo ritrovati a Londra, Ginevra, Lugano, New York, Washington e a Pointe-Noire in Congo-Brazzaville, dove i nostri inviati sono stati arrestati dai servizi di sicurezza poche ore dopo l’intervista a Fabio Ottonello”.

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SU TRUMP COMANDA JARED, IL “CUCK GLOBALISTA”

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di Maurizio Blondet

Tutto sta a vedere se gli americani si contentano di questa vendettuzza meschina (dopo tutto quello che la superiorità strategica e mentale di Putin gli ha fatto subire in Siria: ricordiamo che gli Usa non sono stati invitati alle trattative di Astana), oppure  intendono dare seguito all’invasione  e cambio di regime. I primi indizi sembrano indicare di no:  i loro Tomahawks hanno colpito una base aerea  che – hanno reso  noto a Mosca – era stata già evacuata: quindi russi erano stati avvertiti? Se è così,  il bombardamento di Trump resterà un atto di quelli  a cui ci ha abituato la “strategia” del Pentagono:un atto di  bullismo, anzi teppismo militare: ammazziamo un po’ di gente per far vedere che  siamo noi quelli che ce l’hanno più grosso.

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Trump bombarda la Siria. Sgomento nel mondo. Solo Israele esulta

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Image 1x1.transDamasco, 7 apr. – 4.40 ora siriana, le 3.40 in Italia: gli Stati Uniti hanno attaccato la Siria. Il Presidente Trump, parlando in diretta tv poco dopo l’attacco, ha confermato di aver ordinato l’attacco e fatto un appello alle nazioni civili di unirsi all’America per fermare il massacro in Siria.

59 missili Tomahawk sono stati lanciati dal Mediterraneo orientale hanno colpito la base aerea di Shayrat, che si trova vicino alla città di Homs. Sono stati distrutti aerei da combattimento e installazioni dell’aviazione governativa siriana. I missili sono stati lanciati da due cacciatorpediniere della

Marina, l’USS Ross e USS Porter, e hanno colpito laddove si crede che gli aerei che hanno condotto l’attacco chimico di Khan Sheikhoun siano partiti.

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La Russia sotto attacco dal terrorismo e dagli opinionisti dell’apparato mediatico

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La Russia sotto attacco dal terrorismo e dagli opinionisti dell’apparato mediatico

L’attentato a San Pietroburgo dimostra inconfutabilmente che la Russia di Putin attualmente si trova sotto attacco sia dall’esterno che sul fronte interno, con l’evidente finalità di mettere sotto assedio la dirigenza di Vlady Putin nel tentativo di destabilizzare il paese dall’interno per favorire l’eventuale “rinascita” dell’opposizione.

Sul fronte esterno, i contingenti della NATO, con le forze USA in primo piano, si sono posizionate sui confini della Russia con forze corazzate, artiglieria e lanciamissili che si trovano a 24 ore di marcia da Mosca (un distanza di 700 Km. circa), fatto mai accaduto nella Storia dalla fine del secondo conflitto mondiale. In contemporanea nel Mar Nero si sono posizionati incrociatori lanciamissili USA con capacità di lanciare diverse centinaia di missili Pershing e Cruise contro gli obiettivi militari sul territorio russo. Una minaccia reale e concreta contro cui la Russia sta potenziando le sue difese missilistiche in prospettiva di dover subire un possibile attacco preventivo.

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