U.S.A.: 150mila riservisti per fare cosa?
di Marcello Foa
Centocinquantamila riservisti: per fare cosa? Un attacco in grande stile alla Siria? Colpire prima Damasco e poi Teheran? In Corea del Nord? Purtroppo la sciagurata svolta di Donald Trump – che si è arreso ai neoconservatori facendo propria l’agenda strategica che in campagna elettorale aveva promesso di combattere – autorizza qualunque ipotesi. Anche quella più drammatica e sconvolgente di una guerra alla Russia di Putin.
E non è un caso che Assad, il governo iraniano e il Cremlino in queste ore abbiano dichiarato che “l’attacco americano alla base siriana ha superato molte linee rosse che da adesso in avanti “risponderemo con la forza a qualunque aggressione”.
Questo significa che Putin ha perso ogni speranza di raggiungere un accordo con Washington. E che si prepara agli scenari peggiori.
Attenzione e mi angoscia molto scriverlo, ma da diversi decenni la pace nel mondo non è mai stata così a rischio.
Fonte: Corriere del Ticino Continua a leggere




Donald Trump campaigns Sunrise, FloridaNegli ultimi giorni è accaduto l’ impensabile sul piano internazionale. Proviamo ad unire tutti i puntini. In un primo momento l’ambasciatrice degli Usa al Consiglio di Sicurezza, Nikki Haley, insieme al Segretario di Stato Rex Tillerson, aveva sancito la dottrina isolazionista dell’amministrazione Trump annunciando che rovesciare Bashar Al Assad non era più la “priorità”. Successivamente tutti vengono richiamati all’ ordine dalla notizia non verificata – ma diffusa dalla gran cassa mediatica – dell’utilizzo di armi chimiche da parte del governo di Damasco nelle zone occupate dai jihadisti.
Sta per iniziare una vera guerra? I segnali che giungono in queste ore sono molto allarmanti. L’esercito americano sta inviando in queste ore a 150 mila riservisti delle lettere con un preavviso di mobilitazione. L’annuncio ufficiale del ministero della Difesa dovrebbe essere dato a breve, ma alcuni riservisti che hanno già ricevuto la missiva lo stanno raccontando ad amici e parenti, i quali iniziano a far circolare le notizia. Secondo queste indiscrezioni, provenienti dagli Stati Uniti, l’obiettivo del Pentagono sarebbe di poter disporre di questa forza entro un paio di settimane dall’annuncio della mobilitazione vera e propria. Il messaggio che viene lanciato in queste ore è chiaro: decisioni potrebbero essere imminenti, tenetevi pronti a partire.
Roma, 9 apr (Prima Pagina News) Una puntata “croccante” e piena di inchieste quella di domani sera su Rai Tre (stasera per chi legge) per Sigfrido Ranucci. Puntata di Report, in onda su Rai3 come ogni lunedì alle 21.30. Si parte con Un aereo per il Presidente, di Luca Chianca sulle tracce della tangente descritta come la più grande al mondo. “Parliamo del miliardo di dollari- si precisa in una nota stampa della RAI- che sarebbero stati pagati da Eni per l’acquisto di un blocco petrolifero in Nigeria. Soldi che non sarebbero andati nelle tasche dei cittadini nigeriani, ma nella disponibilità dell’ex ministro del petrolio Dan Etete. “Seguendo la pista del denaro ci siamo ritrovati a Londra, Ginevra, Lugano, New York, Washington e a Pointe-Noire in Congo-Brazzaville, dove i nostri inviati sono stati arrestati dai servizi di sicurezza poche ore dopo l’intervista a Fabio Ottonello”.
Damasco, 7 apr. – 4.40 ora siriana, le 3.40 in Italia: gli Stati Uniti hanno attaccato la Siria. Il Presidente Trump, parlando in diretta tv poco dopo l’attacco, ha confermato di aver ordinato l’attacco e fatto un appello alle nazioni civili di unirsi all’America per fermare il massacro in Siria.