Due interrogativi pubblici all’organizzatrice della marcia per la vita (CHE NON RISPONDERA’)
Segnalazione di Carlo Di
Pietro
Si svolgerà il mese prossimo la Marcia per la Vita , evento la cui stessa definizione si presta ad evidenti perplessità per la sua profonda genericità, in quanto nessuno marcerebbe per la morte , il che non sarebbe grave se gli organizzatori dell’evento non avessero pubblicamente ed esplicitamente criticato la nostra iniziativa referendaria (diretta ad abrogare per quella via la 194) definendola velleitaria .
Rivolgo per l’ennesima volta a costoro , nella persona dell’organizzatrice ufficiale , la dott.ssa Virginia Coda Nunziante , due interrogativi .
1 ) Siete favorevoli all’abrogazione della legge 194 e , in caso affermativo , come la volete abrogare , marciando marciando o per via parlamentare ( con il parlamento iper-laicizzato che abbiamo da decenni , in linea con tutte le assemblee analoghe europee , con l’eccezione della Polonia ) , essendo la via referendaria che il mio Comitato intende percorrere a vostro parere velleitaria ?
2 ) In caso di grave pericolo di Vita della donna che porti a termine la gravidanza , grave pericolo attuale , rigorosamente accertato e non altrimenti evitabile se non con l’interruzione della gravidanza stessa , dando per scontato che occorre cercare se possibile di difendere entrambe le Vite , siete favorevoli a che la donna venga costretta a morire per legge ( nonostante sia essa stessa una persona , per giunta in quel caso innocente e vittima di una tragica situazione , quella di dover scegliere tra la propria Vita e quella del proprio figlio ) o ritenete che , in quell’estrema ipotesi , le debba essere riconosciuto il diritto di scelta se abortire o meno , in linea peraltro con la stessa normativa penale italiana anteriore alla 194 e vaticana sullo stato di necessità ( stato che, del resto, se non ricorre in caso di grave pericolo di Vita non può ricorrere mai ) ?






Segnalazione di Raimondo Gatto
o, per la prima volta, la più potente bomba non nucleare. Obiettivo: un sistema di tunnel dell’Isis in Afghanistan. I media internazionali riportano testimonianze di afgani che, in un Paese in guerra da decenni, parlano di una cosa “mai vista”, una fiammata accecante seguita da qualcosa di molto simile a un terremoto. Mentre a Washington il presidente Donald Trump esprime tutta la sua soddisfazione con i giornalisti: “Un’altra missione di successo, sono molto orgoglioso dei nostri militari”. Anche per la superbomba, aggiunge il presidente, i militari hanno la sua “totale autorizzazione”. Alla domanda se la bomba, oltre a colpire l’Isis, rappresenti anche un avvertimento alla Corea del Nord se Pyongyang prosegue la sua corsa ad armarsi col nucleare, Trump risponde che “non fa differenza. La Corea del Nord è un problema di cui ci occuperemo”.
A settembre del 2015, in un discorso alla New School di New York, Noam Chomsky, spiegando il motivo per cui egli riteneva gli Stati Uniti la più grande minaccia alla pace nel mondo, parlava degli Usa come di “uno Stato canaglia, indifferente al diritto e alle convenzioni internazionali, con il diritto a ricorrere alla violenza a volontà”. 