I beneficiari di una guerra con la Russia

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I beneficiari di una guerra con la Russia

Il 30 Gennaio NBC News ha riferito che “In una innevata pianura Polacca dominata dalle armate Russe per decadi, le truppe e i carri armati Americani hanno inviato un messaggio a Mosca e dimostrato la potenza di fuoco dell’alleanza NATO. Nel mezzo delle preoccupazioni rispetto al fatto che l’impegno del  Presidente Donald Trump rispetto alla NATO sta tentennando, , i carri armati hanno sparato salve per dichiarare come l’alleanza di 28 stati rappresenti un vitale deterrente in un pericoloso mondo nuovo”.

Un aspetto intrigante di questo poco obbiettivo resoconto sono le frasi “dominata dalle forze Russe per decadi” e “deterrente vitale”, usate dalla NBC allo scopo di implicare che la Russia vorrebbe, per ragioni non specificate, invadere la Polonia. Come sempre con i media Occidentali non ci sono giustificazioni o prove per dare concretrezza all’affermazione che la Russia sia intenta a ricercare il dominio mondiale e il fatto che le truppe USA siano così distanti da casa loro, operanti lungo i confini Russi, è invece considerato un comportamento normale da parte della “nazione indispensabile” del Mondo.

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Accertare i fatti o processare le opinioni?

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Accertare i fatti o processare le opinioni?“L’Oxford Dictionaries ha eletto vocabolo dell’anno “post-verità”, definito come l’aggettivo «relativo a o denotante circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti del formare l’opinione pubblica rispetto agli appelli alle emozioni e alle credenze personali». Secondo la narrativa dominante, tale inclinazione alla “post-verità” sarebbe sfruttata politicamente dalla Destra “populista”, la quale, grazie alla diffusione di false notizie (“fake news” secondo la popolare dizione inglese), sarebbe riuscita a cogliere grandi successi elettorali come la vittoria referendaria della Brexit e l’elezione alla presidenza di Donald Trump. Non a caso la formula “politica della post-verità” origina nel 2010, a opera del blogger David Roberts, come atto d’accusa contro i Repubblicani, freschi vincitori (anche allora) di consultazioni popolari. Secondo Roberts gli elettori ragionano non sulla base dei fatti, bensì del fazionalismo: perciò un elettore di Destra sarà sempre ostile a proposte provenienti dalla Sinistra. La proposta di Roberts è dunque quella che la Sinistra sia chiusa a ogni mediazione con le istanze della Destra, spingendo invece per proprie risoluzioni radicali.

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La criminale guerra contro la Siria

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Siria: Deir ez Zor, un nome che dovrebbe far vergognare tutto l’Occidente

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“I media europei ci hanno tradito, non dicono la verità” (padre Elias Janji, prete armeno cattolico siriano)
Deir ez Zor o Deir Ezzor, una città nel governatorato omonimo della Siria orientale, era la settima più grande città del Paese; situata a circa 450 km da Damasco, situata sulle rive del fiume Eufrate, aveva circa 215.000 residenti. La maggioranza dei suoi abitanti è formata da arabi musulmani, oltre a una forte e radicata comunità armena siriana; a Deir ez Zor convivevano insieme sunniti, assiri siriaci, arabi e curdi e cristiani.
La città era famosa soprattutto per un bellissimo antico ponte sull’Eufrate ora distrutto, e per la “Chiesa Memoriale del Genocidio Armeno”, una chiesa che ricordava il massacro di decine di migliaia di armeni, avvenuto proprio sulle rive del fiume, i quali erano sopravvissuti al genocidio turco, che ogni anno il 24 aprile ospitava migliaia di pellegrini armeni per commemorare il genocidio.

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Popolari venete, il risiko Bce e lo spettro bail-in

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«Più che di una decisione tecnica ha il sapore di una scelta politica il via libera della Bce alla ricapitalizzazione preventiva di Popolare Vicenza e Veneto Banca fissando in 6,4 miliardi il fabbisogno complessivo di capitale per le due banche (3,3 miliardi Vicenza e 3,1 miliardi Montebelluna). Tecnicamente, infatti, le due ex popolari venete sono decotte: oltre a non rispettare i requisiti minimi di capitale, ad aver accumulato negli anni miliardi di euro di perdite ed essere costrette a emettere a getto continuo bond con la garanzia statale per far fronte alle esigenze di liquidità, i due istituti si trovano ad aver perso la fiducia dei clienti e gran parte del business a favore della concorrenza».

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Trump meets with ‘Putin’s favorite congressman’ as Russia story swirls

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Washington (CNN)President Donald Trump, amid questions about his campaign’s ties to Russia during the 2016 election, met Tuesday with Dana Rohrabacher, a California congressman so well-known for his pro-Russia views that he has been referred to as Russian President Vladimir Putin’s “favorite congressman.”

Ken Grubbs, a spokesman for Rohrabacher, declined to disclose the focus of the Oval Office conversation, calling it “a general conversation at the President’s invitation.”
“We have nothing more than that,” Grubbs said
Spicer: Syrian chemical attack a 'consequence' of Obama 'weakness'

 A statement from Rohrabacher’s office Tuesday evening said the meeting lasted 45 minutes and included White House chief of staff Reince Priebus and chief strategist Steve Bannon.
In the statement, Rohrabacher said Trump was “keen” on his proposal to create a visa program that he said would help pay for Trump’s proposed border wall with Mexico.
Rohrabacher, after operating as an anti-communism congressman during the end of the Cold War, has become a vocal pro-Russia voice in the Republican Party, regularly taking Russia’s side in public debates and backing Trump’s comments on the country.

Verona: Adigeo, non avrai mai i nostri soldi

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Per quelli come noi che amano le botteghe veronesi – non quelle presunte storiche, ma quelle vere come la salumeria Albertini in corso Santa Anastasia o la drogheria Emaldi in Via San Paolo, o la macelleria equina Avesani in piazzetta Monte  (l’apertura dell’Adigeo, il nuovo centro commerciale da quasi 130 negozi e un ipermercato di oltre 3.000 metri quadri che dovrebbe dare lavoro a un migliaio di persone) non fa né caldo né freddo. È un problema di altri. Saremmo tentati di ricordare il famoso detto per il quale “acquistare è più che votare” e per quel che ci riguarda potrebbe chiudere subito: il nostro denaro, cioè il nostro scalpo non l’avrà mai.

Il punto è che a Verona come altrove, l’apertura di questi enormi centri commerciali, che in questo caso prelude a un’ulteriore prossima inaugurazione di un mostro del consumismo analogo e contiguo, è stata contrabbandata come un avvenimento di grande importanza, tipo la visita del Papa o l’inaugurazione di una nuova grande scuola o biblioteca. Saremo pure dei tromboni (come diceva Lucio Battisti) ma a noi pare che prima di spenderli, i soldi, bisognerebbe guadagnarli, e la sequenza logica di una città che dimentica il lavoro (fabbriche che chiudono, banche che licenziano) e la produzione, ma enfatizza la spesa, ci lascia perplessi.

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Verona: Arena Extra società fantasma

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Pubblichiamo la nota del Consigliere comunale Michele Bertucco, Verona Piazza Pulita

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Trump to Hold Private Meeting with Pro-Russia Rep. Rohrabacher

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President Trump will hold a private meeting with California Republican Rep. Dana Rohrabacher in the Oval Office on Tuesday, according to CNN’s Phil Mattingly, who cited the White House. It’s not clear what exactly the two will discuss, but Rohrabacher, often called “Putin’s favorite congressman” for his outspoken support for the Kremlin, has engaged in his own questionable brand of diplomacy in recent months. After his failed bid to become Trump’s secretary of State, Rohrabacher met with French far-right leader Marine Le Pen, Congolese strongman Denis Sassou Nguesso, and Egyptian President Abdel Fattah el-Sisi in February. In January, Rohrabacher had also announced plans for an “official trip” to meet with Russian lawmakers in Moscow in February, though a date was never set. His meeting with Trump comes as the president’s administration faces increasing scrutiny over links to Russia, with several former and current members of Trump’s team facing questioning as part of an ongoing FBI investigation into Russia’s alleged election interference.

Aleksandr Dugin: In Europa sarà presto caos, guerra civile, distruzione.

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Aleksandr Dugin: In Europa sarà presto caos, guerra civile, distruzione.

Fonte: byoblu

Europa e Stati Uniti hanno spesso ricambiato il favore ad Aleksandr Dugin. Un anno fa, il famoso politologo russo è stato messo alla porta in Grecia. Accompagnato dal patriarca di Mosca Kirill per una conferenza sul Monte Athos, Dugin è stato fermato all’aeroporto di Salonicco e gli è stato comunicato che il suo ingresso all’interno dei territori della Ue gli era interdetto. Un anno prima, il Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti lo aveva inserito nella lista dei cittadini russi sotto sanzioni per la crisi ucraina. Un mese dopo è il Canada a mettere sotto embargo Dugin. Di lui hanno scritto tutti, da Foreign Policy, che lo chiama “il cervello di Putin”, al Sole 24 Ore, che la settimana scorsa lo ha definito il “Rasputin di Putin”.

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“L’Europa impone la teoria gender” (che non c’è). 700 mila firme contro.

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Articolo di Maurizio Blondet

“L’Europa impone la teoria gender” (che non c’è). 700 mila firme contro.

Alle scuole elementari insegnano ai bambini la teoria del gender? Guai a chi lo dice! “La teoria del gender non esiste”, e la buona scuola italiana non la insegna, come insinuano  certi genitori. “Chi parla di teoria del gender in relazione al progetto educativo sulla scuola del governo Renzi compie una truffa culturale, ci tuteleremo con gli strumenti adeguati», disse la ministra (della pubblica istruzione) Giannini, minacciando querele.   L’idea che a scuola si insegnino ai bambini che non esistono i sessi ma i “gender”è una allucinazione nata dalle menti malate di genitori “omofobi”, o ancor peggio, cattolici.

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