La Comunione per tutti, il dialogo, l’accompagnamento, il discernimento, la “misericordia”, il pluralismo, il soggettivismo, gli abusi liturgici, e via dicendo, sono davvero il segreto per riempire le chiese? La risposta è senza dubbio: no. Sentenza con dati alla mano: nelle nazioni in cui le conferenze episcopali hanno applicato senza remore queste “aperture” di vario tipo il cattolicesimo è solo un pallido ricordo. Vi proponiamo uno studio del mensile Il Timone sul fallimento della nuova “Chiesa” del nord-Europa. (@anticattocomunismo)
di Stefano Fontana
Il dato è sotto gli occhi di tutti: la religione cattolica sta sparendo proprio là dove è stata maggiormente “aggiornata” in Germania, in Belgio, in Olanda, in Inghilterra, ma anche in Francia. Non solo: «La fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più nutrimento» (le parole sono di Benedetto XVI) proprio là dove vescovi e arcivescovi si mettono in cattedra e vorrebbero insegnare agli altri, quelli con i seminari ancora parecchio frequentati, come si fa la vera pastorale e come si è veramente Chiesa. È come se uno studente che ha appena preso tre nel compito in classe volesse insegnare la matematica ai suoi compagni. La cosa potrebbe sembrare ridicola o incoerente. Ed invece una sua coerenza interna questa apparente contraddizione ce l’ha, ed è proprio questo che preoccupa. Ma facciamo un passo alla volta.
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