Guerra moderna

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Guerra moderna

Un tempo la guerra prevedeva l’invasione di un territorio con un esercito e la costrizione dei suoi abitanti al pagamento di tributi. Oggi sono i capitali ad invadere o a lasciare senza rumore le nazioni, e i “tributi” vengono succhiati inducendo psicologicamente le masse a lavorare per un tozzo di pane ed eccitandole mediaticamente a comperare i beni venduti dai loro padroni. Qualcuno aspetta ancora che scoppi, ma siamo in piena terza guerra mondiale.

Dominare il mondo intero non è più un sogno irrealizzabile; per conquistarlo non è più necessario disporre di una complicata rete di governatori, proconsoli e satrapi, basta acquisire il dominio delle banche centrali, delle valute, delle fonti energetiche, delle televisioni e di internet. La torta Mondo è già nelle mani di pochi superbi.

di Lorenzo Parolin

Il voto psicolabile

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di Marcello Veneziani

Il voto psicolabile

Non si fa in tempo a dire che l’onda populista di Grillo sommergerà l’Italia che un test importante delle amministrative ti smentisce in modo secco: il Movimento 5 stelle arretra e l’unico che si salva dalla catastrofe è proprio Pizzarotti a Parma che ha rotto coi grillini.

Certo, è un voto amministrativo, dove le persone, i temi locali prevalgono rispetto al malessere generale, alla protesta antipolitica. Però è un bel campanello d’allarme per i grillini tutti e per i raggini a Roma. Con la rabbia non si governa.

L’altro dato è ancora un po’ falsato perché arriva in ritardo sullo scenario presente: il centro-sinistra e il centro-destra appaiono in questa tornata elettorale come erano qualche tempo fa, prima degli scazzi e delle scissioni.

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Massa, cimici nelle auto dei carabinieri accusati di abusi e violenze in caserma

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Massa, cimici nelle auto dei carabinieri accusati di abusi e violenze in casermaCimici sulle auto di servizio dei carabinieri della Lunigiana finiti sotto inchiesta per una serie interminabile di reati. Uno di loro è in carcere, tre sono agli arresti domiciliari e quattro hanno il divieto di dimora nella provincia di Massa Carrara. Tra questi ultimi un maresciallo, sospeso dal servizio perchè aveva anche funzioni di comando. “Si, abbiamo utilizzato anche le intercettazioni ambientali e telefoniche e sono emerse tante situazioni di illegalità”: conferma il procuratore Aldo Giubilaro titolare dell’indagine assieme al sostituto Alessia Iacopini.

I reati contestati a vario titolo sono lesioni, falso in atto pubblico, sequestro di persona, violenza sensuale.
Il gip De Mattia che ha firmato l’ordinanza di misure cautelari ha accolto le richieste della procura contestando ben 104 capi di imputazioni. C’è anche caso di un clochard caricato a forza sull’auto di servizio e colpito con un manganello. Poi altri pestaggi in caserma dove, sempre secondo le accuse, venivano falsificati i verbali. Sei carabinieri erano in servizio alla stazione di Aulla, due ad Albiano Magra, tutti in provincia di Massa Carrara.

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Su Kalergi: non è fake news, ma citazione testuale

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Nessuna nuova. Tutto come da copione. Il mio pezzo sulle tesi del signor Kalergi ha scatenato un vespaio. Ovviamente, nel tempo del ministero della Verità di orwelliana memoria, non v’è spazio per la libera discussione socratica, ma solo per la diffamazione inquisitoriale, il silenziamento a colpi di insulti e, dulcis in fundo, la squalifica con la sempre verde categoria di fake news.

HO RIPORTATO CITAZIONI ALLA LETTERA. Fake news – l’abbiamo oramai inteso – è il sintagma che la neolingua oggi impiega per delegittimare in forma apriorica ogni proposizione che non sia coerente con il dominante ordine simbolico, a sua volta super strutturalmente glorificante l’ordine reale e i concretissimi (concreti quanto asimmetrici) rapporti di forza. E così è accaduto: le mie riflessioni sono state silenziate e diffamate come fake news. E poco importa che il sottoscritto abbia riportato alla lettera passi, con tanto di tedesco originale, del saggio Praktischer Idealismus di Kalergi: Paneuropa Verlag, 1925, p. 22.

Verona, appoggio Pd a Bisinella è contronatura

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Per Tosi l’eventuale appoggio dei Dem alla sua candidata è «naturale». Politicamente, sì. Sul piano amministrativo, no

«Naturale», l’ha definito. L’ex sindaco di Verona Flavio Tosi considera così il possibile appoggio del Partito Democratico della sua città alla candidata (e fidanzata) Patrizia Bisinella, nel ballottaggio del prossimo 25 giugno contro Federico Sboarina (Lega, Forza Italia e la civica Battiti). Il furbo – ma non astuto – marpione della politica scaligera vuole passare a raccogliere i frutti di due annate abbondanti di sostegni, apprezzamenti e strizzate d’occhio ad un Matteo (Renzi) per un verso, e di feroce polemica pressocché quotidiana contro l’altro Matteo (Salvini), per un altro. Su un piano politico, di puro posizionamento sullo scacchiere, la strategia ci sta: se fai campagna attiva a favore della riforma Renzi della Costituzione, se la tua pattuglia di parlamentari ha votato assieme alla maggioranza di centrosinistra, se te la intendi con gli alleati centristi del Pd (benchè quest’ultimo, di recente, abbia avuto un importante scazzo con il Nuovo Centro Destra di Alfano a proposito della legge elettorale, e tuttavia naufragata questa l’incidente pare ricomporsi), se ti proponi come un moderato agli antipodi del “populismo” leghista e di destra, sei anche autorizzato a ritenere fisiologico che il partito che maggiormente ha beneficiato della tua linea politica possa e debba ricambiare.

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La nuova emergenza di Repubblica & Boldrini: una lista fascista in un paesino

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Roma, 13 giu – La preoccupazione massima della politica italiana, in questo momento, sembra essere una lista che si presenta alle elezioni da 15 anni, in un paesino del Mantovano. Parliamo della “Lista dei Fasci italiani del lavoro”, presentatasi alle comunali di Sermide e Felonica, 7.548 abitanti. Lista che sembra pure essere piaciuta agli elettori, se è vero che ha ottenuto il 10,41% (334 voti), permettendo così alla ventenne Fiamma Negrini, candidato sindaco, di entrare in Consiglio comunale.Come detto, la lista si era già presentata alle elezioni nel 2002, 2007, 2012, senza suscitare alcuno scandalo. Questo fino al momento in cui è incappata nell’occhiuta vigilanza di Paolo Berizzi, il “pistarolo nero” di Repubblica. Da lì si è messo in movimento il solito meccanismo: articolo indignato di Repubblica + lettera della Boldrini. La presidente della Camera, infatti, ha scritto al titolare del Viminale per denunciare l’oltraggio. Minniti, per tutta risposta, ha contattato il prefetto di Mantova e ha fatto sì che venisse rimosso il funzionario della settima sottocommissione elettorale circondariale di Mantova.

Sulla vicenda, inoltre, sono state annunciate interrogazioni parlamentari urgenti, sempre rivolte al ministro Minniti: Partito Democratico, Articolo 1 Mdp e Sinistra Italiana chiedono spiegazioni al Viminale. Non potevano mancare le proteste dell’Anpi e dell’Unione delle Comunità ebraiche. Il tutto, lo ripetiamo, per una lista presentata a Sermide e Felonica. Una lista alla sua quarta comparsa sulle schede elettorali. Una lista che ha ottenuto il 10% dei consensi.

Read more at http://www.ilprimatonazionale.it/politica/emergenza-repubblica-boldrini-lista-fascista-paesino-67067/#SQfIYLPzK0siqHlA.99

“Manson: io non ci sto . Unisciti a noi!”

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Cari amici,

Sottoscrivete la petizione “Manson: io non ci sto”  su CitizenGO. Crediamo si tratti di una causa importante e vorremmo invitare tutti voi a partecipare a questa campagna.

Per saperne di più, potete cliccare sul link sottostante:
http://citizengo.org/it/71182-no-al-concerto-di-marilyn-manson-villafranca-di-verona?tc=gm

In vista di una protesta più eclatante se il concerto non sarà annullato.

Zombie arcobaleno e censura preventiva di facebook.

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Sono fantastici i nuovi “emoticon” arcobaleno introdotti dal 12 giugno da facebook al fianco del cuore, del pollice sù e gli altri. Le può ricevere però solo chi ha il profilo pubblico. Queste nuove flags permettono di individuare e bannare gli zombie! Perchè?

Perché per gli zombie seguono l’odore del nostro sangue vivo.

Dopo i blocchi automatici causati dalla presenza di parole scomode come gender, femmina, maschio ed altre banali parole in combinazione, ora facebook consegna un nuovo strumento d’intimidazione LGBT.

Uno strumento d’intimidazione di una minoranza (nel paese) verso la maggioranza (nel paese), che è maggioranza (su facebook) rispetto alle persone reali come noi che sono in minoranza (su facebook).

Autentico emblema del potere oppressivo di pochi sulla maggioranza del popolo che deve essere “educato” ad accettare la Nuova Etica Mondiale.

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Parata del Gay Pride a Udine: strade semi vuote, i friulani snobbano la festa

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UDINE – Circa 3mila i partecipanti al Gay Pride del Nordest che si è svolto oggi, sabato 10 giugno, a Udine. Nessuna polemica, nessun problema di ordine pubblico, nessuna persone che abbia sfilato nuda o con abiti particolarmente bizzarri.

Un Gay Pride decisamente “sobrio“, insomma, con una parata abbastanza veloce per le vie del centro di Udine, con la presenza del sindaco Furio Honsell e di varie associazioni, tra cui Anpi e Cgil. Come avevano previsto in molti, i friulani non si sono accalcati sulle vie del percorso della parata: le strade erano semi vuote, solo qualche curioso. Maxi spiegamento di forze dell’ordine ma nessuno ha ecceduto.

di Paola Treppo

Invasione programmata, un altro no dell’Ungheria: “Dietro all’Ue c’è Soros”

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János Lázár, capo di gabinetto del governo Orbán, ha detto che l’imposizione dell’accoglienza obbligatoria da parte di Bruxelles è ritenuta “inaccettabile”

Invasione programmata, altro no dell'Ungheria: "Dietro all'Ue c'è sempre Soros"

Il governo ungherese si è dichiarato ancora una volta pronto ad affrontare l’Unione europea sul problema degli immigrati, prevedendo delle nuove controversie in merito alle competenze di Bruxelles contrapposte a quelle dei singoli Paesi membri. Lo ha affermato venerdì il capo di gabinetto del governo di Budapest, János Lázár, nel corso di un briefing con la stampa. Secondo Lázár, alla base della nuova disputa ci sarebbe ancora una volta il miliardario statunitense George Soros, che tira le fila dei burattini che governano l’Ue grazie alla sua attività di lobby, imponendo la politica di sostituzione etnica che prevede sia l’Europa a regolamentare i flussi migratori anziché gli Stati membri.

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