Merkel: no a nuove sanzioni antirusse. Danneggiano “NOI”

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Mai visto prima: Berlino e Vienna hanno  criticato le nuove sanzioni americane alla Russia. Insieme, i due ministri  degli  esteri, stentoreamente, ufficialmente,  hanno minacciato addirittura contro-sanzioni  a danno degli Stati Uniti.

Il motivo è presto detto: che le nuove sanzioni – emanate dal Senato  Usa –  colpiscono direttamente gli interessi germanici. Precisamente, impongono multe, ammende e sanzioni alle aziende  che partecipano alla costruzione, o al finanziamento,  del Nord Stream 2, il gasdotto che porta il gas russo alla Germania e  passa in fondo al Baltico, lasciando fuori Polonia e Ucraina, i nuovi alleati dell’America.

Le ditte  minacciate di ritorsione sono la tedesca BASF ed EON, la austriaca OMV, inoltre la Shell, la francese Engie. Niente sanzioni!, hanno detto i due ministri degli esteri di lingua tedesca, uniti   in un nuovo Anscluss dei bottegai.

Beninteso, invece l’Italia deve continuare ad  obbedire alle sanzioni contro la Russia decretate da Berlino (scusate, dalla UE)   per favorire i golpisti di Kiev. Infatti, nello steso comunicato in cui si oppongono fieramente alle sanzioni americane a Mosca, i due  ministri Sigmar Gabriel e Christian Kern  ribadiscono che “è importante per l’Europa e  gli Stati Uniti formare unn fronte unito sulla questione dell’Ucraina”, dove secondo la Ue sono i russi ad armare i separatisti del Donbass,  e Putin va punito perché s’è ripreso la Crimea.

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Il più grande segreto della sinistra italiana…il prestito dei Soci alle Coop

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Segnalazione di Antonio Amorosi su La Verità del 24 maggio 2017 – trovate tutti i dettagli del sistema nel libro Coop Connection edizioni Chiarelettere


Nel silenzio dei grandi media ecco il più grande segreto della sinistra italiana: il prestito sociale; il prestito che i soci fanno alle coop.

Il Pd non vuole che si parli del sistema, tanto meno in tv. Le coop che sono la principale cinghia di trasmissione della sinistra raccolgono soldi anche se non sono banche e investono…

Cinque “no” allo ius soli

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Le tutele esistono già, la norma non ha senso. Ben 160 Paesi nel mondo non la applicano o la hanno edulcorata

L a sinistra forza la mano ed è scontro durissimo al Senato sullo ius soli. Perché tutta questa bagarre? Cosa si nasconde dietro questa legge che i progressisti vogliono approvare a tutti i costi? Cominciamo col dire sinteticamente che lo ius soli è di fatto la concessione automatica della cittadinanza a chiunque nasca nel nostro Paese, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori.

Ma cerchiamo di chiarire il perché non possa funzionare in Italia e quali rischi si correrebbero trasformando lo ius soli in legge.

Editoriale del Venerdì: Voci emmerse dal mare della grande apostasia

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Quasi non si parla dell’Apostasia e del Katéchon e si capisce perché, dato che questi termini rappresentano questioni spazzate via dalla libertà di coscienza e delle religione. Apostatare da cosa, quando fu dichiarato nella stessa Roma il diritto alla scelta di qualsiasi idea e credenza.

Lasciamo allora il termine ai mussulmani, resistenti ad aderire all’illuminismo, come aveva spesso predicato a loro Ratzinger, Benedetto 16, affinché aderissero alla filosofia delle luci come loro hanno fatto con il Vaticano 2.

Il «katéchon» allora, ma come si può ammettere uno che vorrebbe impedire questa libertà basilare? Ma vi è ancora chi di fronte a tale liberalità senza limiti parli dell’attuale grande alienazione dopo che l’argomento è stato reso tabù e rimosso dai «padroni del mondo», civili e religiosi; potrebbe aver diritto a parlare alle genti?

Eppure, la questione riesce ancora a disturbare quando nel affrontarla si infrangono i divieti risalendo a testi che puntano alle cause di quest’ora cruciale per l’umanità. E meno male che ci siano scritti da leggere che riguardano l’attuale mentalità alienata dal reale e dal vero, perciò dalla legge naturale e da quella divina.

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Putin: E’ mio dovere attaccare il Nuovo Ordine Mondiale per aver fatto degradare i “valori della famiglia”.

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La società sadica di de Sade e le basi del pensiero antinaturale-morale-etico-logico

Putin: Come capo di stato mio dovere mantenere i valori tradizionali e i valori della famiglia tradizionale. Questo perchè? Perchè i matrimoni dello stesso sesso non produrranno alcun bambino. Dio ha deciso e dobbiamo preoccuparci per il tasso di natalità nel nostro paese. Dobbiamo rafforzare le famiglie. Questo non significa che ci sia persecuzione contro alcuno”.

Putin ha dato un colpo fondamentale all’ideologia che sottintende al Nuovo ordine Mondiale rispetto ai valori familiari. Semplicemente questa non potrà essere migliore.

Questo vale tanto per Sigmund Freud, che per Wilhelm Reich, per Aleister Crowley, per Timothy Leary, per Betty Friedan, per Gloria Steinem, per Eve Ensler, per Rosa Luxemburg, per Andrea Bronfman e per altri teorici che vedevano i valori familiari come una minaccia per la civilizzazione. Da notare che la proposta di Putin si compone di due parti: 1) Nessuno ha diritto ad attaccare i valori della famiglia e 2) nessuno ha diritto a perseguitare le persone per causa del loro orientamento sessuale.

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Il feroce e odiatissimo dittatore Assad

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https://youtu.be/QF9RkrIht1M

Il presidente Assad ha visitato la mostra “Made in Siria”, 8 giugno 2017.  Si noti il diverso  atteggiamento rispetto ai nostri oligarchi democratici ed amatissimi  presidenti della Repubblica, che si uniscono alla gente senza scorta  e senza  paura. Sono i nostri valori ad essere superiori.

Fonte: http://www.maurizioblondet.it/feroce-odiatissimo-dittatore-assad/

A che cosa serve la propaganda Gender?

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Alzi la mano chi avrebbe voluto due padri: a me, sinceramente, uno è bastato e avanzato…

Comincio celiando perché l’argomento è complesso. Accennerò soltanto ai contorni filosofici del tema, perché il mio scopo è quello di andare dritto alle funzioni della propaganda gender, all’interno del più generale sistema di propaganda a sostegno del progetto di ingegneria sociale mondialista e transumano.

La domanda filosofica di base è la seguente, premessa di qualunque speculazione sociologica e specialmente di quella in argomento: dove finisce l’aspetto biologico dell’uomo e dove comincia quello culturale?

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Non vuol vestirsi da bimba: bandito da scuola

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Il padre chiede lumi sul gioco gender imposto all’asilo, depennano il figlio.

Vestire i maschietti di rosa e le femminucce d’azzurro, raccontare loro che come in famiglia si può essere «multicolori», così si può anche avere «due mamme e due papà», ed è «una cosa normale».

Infine, insegnare le differenze tra uomo e donna, perché conoscere il diverso è il primo passo per scongiurare la discriminazione. A distanza di pochi mesi dall’introduzione del «Gioco del Rispetto» in decine di scuole dell’infanzia del Friuli Venezia Giulia, i genitori sono infuriati e lo scontro finisce con un bambino depennato da un asilo perché il papà è troppo apprensivo e pretende di sapere nel dettaglio il programma formativo per evitare di ritrovarsi durante il nuovo anno scolastico di fronte all’ennesimo «gioco di genere». Continua a leggere

“La Madonna come drag queen”. Bufera sul manifesto del gay pride

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Scoppia la bufera sul manifesto del Perugia Pride Village.

Il motivo del contendere è un cartellone pubblicitario realizzato dagli organizzatori della manifestazione, in cui si vede una donna velata che richiama inequivocabilmente la Madonna, vestita da drag queen.

L’immagine parla chiaro. La Maria in versione omosessuale ha il velo candido in testa, l’aureola, il trucco esagerato in viso e un cuore circondato di raggi in mano, così vicino alla rappresentazione che l’arte sacra fa del Cuore Immacolato di Maria. Difficile non vedere una provocazione. Ma ognuno giudichi per sé: basta guardare l’immagine per farsi un’idea (guarda qui la foto).

Come prevedibile il manifesto ha suscitato un polverone di polemiche. “Non si può invocare il rispetto dei propri diritti, battagliare contro le discriminazioni e gli insulti e poi diffondere immagini come queste sulla Madonna che offendono chi crede”, ha scritto su Facebook Marco Squarta, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Umbria. “Pessimo gusto..anzi disgustoso”.

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