L’Italia bevuta in un Soros

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L'Italia bevuta in un Soros

Il Premier Gentiloni ha incontrato a Palazzo Chigi il magnate Soros. Quest’ultimo è uno spregiudicato finanziere che lavora a stretto contatto con gli apparati statali statunitensi di cui è “ambasciatore” occulto. Soros, oltre a fare denaro dal denaro, finanzia organizzazioni umanitarie e fondazioni che hanno il compito di rendere attraente il modo di vivere americano nel mondo, in accordo con alcuni circoli dominanti di quel paese. Soros non fa quello che fa solo per soldi (non è mica un Briatore qualsiasi) ma per proiettare all’estero il modello sociale d’ispirazione yankee (che poi è quello che favorisce i suoi affari).

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Serva Italia

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Serva Italia

Limes dedica il numero di aprile all’Italia ed il quadro che ne viene fuori è drammatico. Nella nuova fase multipolare il nostro Paese, che per l’andamento oggettivo delle dinamiche geopolitiche resta strategico, è divenuto del tutto marginale sulla scacchiera globale. La rilevanza oggettiva della Penisola è, tuttavia, più chiara ai nostri nemici che ai nostri governanti. Quest’ultimi, nella migliore delle ipotesi, sono ancorati a vecchie concezioni dell’ordine mondiale ormai eclissatesi. Nella peggiore, invece, sono autentici collaborazionisti antinazionali. L’aspetto realmente tragico della tematica riguarda, comunque, la doppia sudditanza, europea e americana, che deprime le nostre possibilità di ricollocazione negli assetti internazionali in via di trasformazione. Non si muove niente a Roma che non sia stato stabilito prima a Washington e poi a Bruxelles. Anche sulle problematiche che ci riguardano più da vicino siamo tenuti all’oscuro e spesso posti di fronte al fatto compiuto. Come per la guerra in Libia. La pesante ingerenza degli stranieri nelle questioni italiane è però imputabile soprattutto alla viltà delle nostre classi dirigenti. Chi da fuori usa il Belpaese per i suoi interessi può contare sulla complicità di chi, da dentro, è pronto a svenderlo per posti a sedere e potere di seconda mano.

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Gender, lezione choc alle elementari: “Matrimonio gay tra due bimbi”

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Nella scuola elementare di Poggetto, frazione di San Pietro in Casale (Bologna) scoppia la polemica sull’ideologia gender: “Hanno fatto simulare matrimoni gay tra bambini”

Riceviamo e pubblichiamo:
“Noi sottoscritte Sig.re Valeria Pritoni e Silvia Bertozzi, insegnanti nella scuola elementare di Poggetto (frazione di San Pietro in Casale, BO), intendiamo smentire ogni circostanza di fatto riferita nell’articolo apparso sull’edizione online di questo quotidiano, secondo il quale nel nostro Istituto sarebbe stato celebrato “un vero e proprio matrimonio omosessuale, benedetto dalle maestre (…) nel corso del quale due maschietti, di fronte ad un immaginario altare” avrebbero “pronunciato il fatidico sì” e si sarebbero scambiati “un bacetto”.

Il ruolo geopolitico del Cristianesimo ortodosso

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Vladimir_Putin_inauguration_7_May_2012-25In Europa occidentale la religione sta sempre più perdendo il suo legame con l’identità nazionale. Con la secolarizzazione, si è sviluppata la tendenza a relegare la religione nell’ambito delle scelte individuali riducendo e spesso annullando il suo carattere di fenomeno identificante ed unificante di una nazione. Questo è avvenuto con forza dirompente nei Paesi protestanti ma è un fenomeno che si registra in aumento anche in quelli cattolici. Oggi solo il 23% dei francesi ed il 30% dei tedeschi ritengono la religione cristiana un importante elemento dell’identità nazionale.

D’altro canto, la stessa Costituzione europea, negando le “comuni radici cristiane”, ha di fatto marginalizzato il ruolo della religione a semplice eredità culturale, togliendole (in nome di una laicità ideologica) il carattere di identità fondante.

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Una ennesima prova che siamo una colonia degli Stati Uniti

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Una ennesima prova che siamo una colonia degli Stati Uniti

Dopo un intero pomeriggio fra questura e commissariato abbiamo denunce per lesione a pubblico ufficiale – in realtà Marco e Maria Cristina nemmeno hanno toccato un poliziotto e io che reggevo il lenzuolo cercando di difenderlo non ho aggredito nessuno semplicemente mi sono un po’ divincolata mentre mi placcavano.

Ma quando si fanno le cose in tre e in un luogo come quello, bisogna mettere in conto denunce.Per tutti e tre denuncia per lesioni (!!) e manifestazione non autorizzata, per me foglio di via (non risiedendo a Roma ed essendo recidiva del genere visti i precedenti contro Kerry (in conferenza stampa) e Obama (per strada a Roma), e NATO (a Trapani). 

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Manchester, Trump e il suo (inquietante) viaggio per vendere armi e bugie

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Manchester, Trump e il suo (inquietante) viaggio per vendere armi e bugie

Il viaggio di Donald Trump in Arabia Saudita, Israele e Italia è il manifesto di una politica estera determinata dall’industria degli armamenti e dalla fabbrica del consenso. Il presidente Usa è atterrato a Riyad con una delegazione di potenti rappresentanti della Boeing, General Electric e Lockheed. Trump e il Re Salman in una lussuosa cerimonia hanno siglato un accordo secondo cui l’Arabia Saudita acquisterà dagli Usa armamenti per 110 miliardi di dollari. Si tratta solo di una prima trance, l’obiettivo è di arrivare alla cifra record di 350 miliardi di dollari nel giro di pochi anni. L’Arabia Saudita, a cui anche il governo italiano vende i suoi armamenti, li sta adoperando per sterminare i civili dello Yemen; a partire dal marzo del 2015 si è avuta l’uccisione di più di 16.000 persone (di cui 10.000 civili) e 3 milioni di sfollati.

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La Svezia vieta le vaccinazioni obbligatorie…

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governo svedese vacciniIl 10 maggio il Parlamento svedese ha respinto 7 proposte che avrebbero promosso le vaccinazioni obbligatorie. Il governo svedese ha deciso infatti che le politiche di vaccinazione forzata sono contrarie ai diritti costituzionali dei loro cittadini.

La Svezia, invece di aderire alla pressione delle aziende farmaceutiche o delle tattiche spaventose dei media mainstream, ha adottato la decisione di rifiutare l’applicazione della vaccinazione obbligatoria ai suoi cittadini. Infatti, un tale mandato, hanno affermato, violerebbe la Costituzione del paese.

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QUOS DEUS VULT PERDERE, PRIUS DEMENTAT

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 L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Mai è stato tanImagem inline 1to chiaro, in scala planetaria: «quos Deus vult perdere prius dementat»

È il caos della prossima grande guerra globale, che si profila come finale. Ma i «grandi» dell’ora presente vedono soltanto come la grande bagarre del prossimo scontro d’ottobre.

Intanto, non si trova nessuno capace di rispondere con argomenti di ragione alle due grandi questioni incombenti:

– quale mega interesse internazionale possa essere confessato per giustificare la distruzione totale con la guerra permanente, in Siria?

— Quale il vero assassino degli attentati kamikaze che sconvolgono l’Occidente?

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Ai fanatici della Nato Trump non è piaciuto.

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No, non ha ripetuto che l’Alleanza Atlantica è “obsoleta”. Ma col linguaggio del corpo, Trump è stato inequivocabile. A  cominciare da  come ha sbattuto da parte il primo ministro del Montenegro Dusko Markovic, prossimo membro della NATO: certo,   Donald non lo conosceva (e chi mai lo conosce?) ma l’atto è altamente  simbolico: Stoltenberg e i servi europei di Obama hanno voluto  il Montenegro nella NATO, contro Mosca, a tutti i costi,  al punto da tentare un colpo di Stato per farlo.  Per il resto, ha ripetuto agli alleati a muso duro: pagate per la nostra protezione. Un discorso da commerciale, il che è un benefico miglioramento rispetto  moralismo bellicista coltivato dai Stoltenberg e dai Tusk in funzione anti-Mosca, il Bene  in lotta contro il Male, contro il Putin “aggressivo alle frontiere”.

Soprattutto, attenzione, Trump si è rifiutato di evocare esplicitamente l’articolo 5: ossia il principio che l’attacco ad un solo membro dell’Alleanza sarà considerato automaticamente un attacco a tutti. Ogni presidente americano prima di lui ha ripetuto l’impegno a rispettare l’aricolo 5, ad alta ed esplicita voce;  a Trump  era stato chiesto, con insistenza, dietro le quinte; lui, duro, niente. Un anonimo funzionario della Casa Bianca ha spiegato poi che l’impegno all’articolo 5 veniva da sé…

Ma no, ha  risposto The Guardian fremente di rabbia: “Per gli alleati, specie per quelli sulla frontiera d’Europa all’ombra di una Russia sempre più aggressiva, non va da sé”. Insomma i baltici e la Polonia “avevano bisogno di sentirlo dalle labbra del presidente, e non l’hanno sentito”.  Il  Guardian giunge al punto di dire:   “L’ostinazione del suo rifiuto di usare il linguaggio  che è stato consueto a tutti i presidenti di prima, ha rafforzato i diffusi e persistenti  riferimenti che Mosca ha una qualche  influenza sul presidente”: il che è la solita accusa demente  a cui in Usa gli anti-Trump cercano invano di dare concretezza, ma è  bello vedere un giornale progressista  schierarsi coi più guerrafondai dell’Alleanza.

“Un grave colpo per l’Alleanza”, ha commentato un ex ambasciatore americano alla NATO, Ivo Daalder

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Putin invita a percepire oggettivamente la storia e far tesoro delle lezioni del passato

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Putin in chiesa (foto d'archivio)La società russa deve ricordarsi delle pagine luminose e tragiche della storia e percepire i fatti oggettivamente per comprendere appieno e far tesoro delle lezioni del passato, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin.

Oggi il presidente russo si è recato al monastero Sretensky in occasione dell’apertura della nuova chiesa della Resurrezione di Cristo e dei Nuovi Martiri e Confessori della Chiesa Ortodossa Russa.

“La cerimonia di consacrazione della nuova chiesa del monastero Sretensky è importante, un evento significativo non solo per i credenti ortodossi, ma anche per la nostra società nel suo complesso”, — ha detto Putin.

Il presidente russo ha sottolineato che la chiesa è simbolo di riconciliazione ed è dedicata in memoria di coloro che hanno sofferto per la loro fede durante la rivoluzione e durante gli anni delle purghe.

“E’ emblematico il fatto che la nuova chiesa viene aperta nel centenario delle rivoluzioni di febbraio e ottobre, diventate per molti l’inizio di grandi sofferenze e prove attraverso le quali è toccato passare al nostro Paese nel XX secolo. Dobbiamo ricordare le pagine luminose e tragiche della storia e imparare a comprendere tutto oggettivamente senza tralasciare nulla, in modo da comprendere appieno le lezioni fornite dal passato,” — ha detto il presidente.

La nuova cattedrale nel territorio del monastero Sretensky è stato costruita in 3 anni grazie alle donazioni in occasione del 100° anniversario dei tragici eventi rivoluzionari del 1917.

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