Gang islamiche a caccia di ragazzine bianche

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Ennesima serie di stupri commessi da gruppi di musulmani in Gran Bretagna… ormai l’immigrazione senza controllo sta diffondendo il caos in Europa
di Lorenza Formicola

“Tutte le donne bianche sono buone solo a una cosa. Per gli uomini come me sono da abusare e utilizzare come spazzatura. Nient’altro”.
A parlare è uno degli imputati coinvolti in quella che è stata battezzata “operazione santuario”: l’ennesima indagine su sfruttamento sessuale e abuso di minori per mano di “asiatici” in Gran Bretagna.
E’ balzata agli onori della cronaca non troppe ore fa dopo che a Newcastle diciassette uomini e una donna sono stati ritenuti colpevoli – la sentenza definitiva arriverà a settembre – di abusi e spaccio di droga. Niente di nuovo sotto il sole d’Inghilterra, insomma, neanche per questa estate.
L’inchiesta di grandi dimensioni, di cui Newcastle è solo la punta di diamante ha portato, fino ad ora, all’arresto di 461 persone, all’interrogatorio di 703 denunciati e contato almeno 700 vittime. Continua a leggere

Ora dalla Tunisia arrivano tutti gli ex detenuti: “Ci lasciano passare”

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Segnalazione di Alberto Rossi

Il governo di Tunisi ha rilasciato 2700 persone con un indulto: e le partenze di barchini per l’Italia si moltiplicano grazie alla corruzione a alla crisi economica

di Ivan Francese

Che la Tunisia fosse diventata il nuovo hub per le partenze di migranti dall’Africa settentrionale era cosa ormai nota da tempo.

Ma ora emergono nuovi dettagli che fanno capire come la nuova ondata migratoria non rappresenti solo un fenomeno estemporaneo dovuto alla (auspicata) chiusura della rotta libica ma una conseguenza di una crisi strutturale dello Stato e della società tunisina. Continua a leggere

Se gli Stati Uniti scommettono sul crollo delle banche italiane

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1469083643-7aa88c2a01e452c5720379338acb04e8-xlSegnalazione di F.F.

Bridgewater, il più grande fondo d’investimenti al mondo, ha dichiarato guerra all’Italia. Il Belpaese si trova ora in guai grossi con la pistola puntata alle tempie da un lato da Bridgewater e dall’altro da Angela Merkel. Andiamo con ordine.

Bridgewater scommette contro l’Italia da quasi un mese

Da metà ottobre circa il fondo d’investimento battente bandiera statunitense, Bridgewater, ha iniziato a scommettere contro il sistema bancario italiano e contro alcune delle principali aziende del Belpaese. Si è trattato nello specifico di operazioni di vendita allo scoperto “delle Blue Chip italiane a partire dal 5 ottobre”. Le Blue Chip sono le azioni di banche e aziende italiane quotate in borsa. In questo caso Bridgewater ne ha vendute ben 10 in totale tra diversi gruppi quali: Banco BPM, Unicredit, BPER Banca, Prysmian, Ubi Banca, Assicurazioni Generali, Azimut Holding, Enel, Eni e Intesa SanPaolo.

Il tutto per un totale di 713 milioni di dollari nel settore finanziario e altri 600 milioni nel settore energetico. In realtà  l’attacco portato avanti da Bridgewater non sembra essere isolato. Riportava finanzaonline che oltre al fondo di Ray Dalio, altri hedge fund stanno partecipando a questa manovra speculativa a tenaglia. Sul portale d’informazione finanziaria si possono leggere nomi quali Blackrock, CQS LLP, Oxford Asset Management, Marshall Wace LLP e altri ancora. Continua a leggere

L’annientamento di un popolo

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A Verona, il Consigliere Comunale Avv. Andrea Bacciga ha donato anche il libro “Giuseppe figlio di Giacobbe” di Silvana De Mari, etichettato assieme a tutti gli altri 14 testi come “fascista” e “nazista” dai soloni del politicamente corretto. Mah.. (N.d.r.)

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Introdurre in un territorio centinaia di migliaia di maschi è un crimine (e inoltre tutti dovrebbero essere armati per difendersi)
di Silvana De Mari

Europa arancia meccanica. Italia arancia meccanica. Rimini arancia meccanica. Il primo dovere di un popolo è garantire la sicurezza delle donne. Tra gli appartenenti allo stesso popolo c’è un patto di non aggressione. Chi viola questo patto è considerato un criminale, perseguito e disprezzato. Chi non appartiene a quel popolo non riconosce quel patto.

L’ABOMINIO DEL MULTICULTURALISMO
Il cosiddetto multiculturalismo, persone di etnia e lingua diversa, con strutture etiche diverse e una diversa maniera di concepire i rapporti uomo e donna che convivono su uno stesso territorio, è un’utopia mortale che permetterà lo sterminio della civiltà più impalpabile ed etera da parte di quella più brutale. Chi non appartiene a quel popolo non riconosce quel patto di non aggressione e se lo viola non è considerato un malvagio dai propri pari. Non da tutti. Ed è considerato un eroe da parecchi dei propri pari. Continua a leggere

L’antisemitismo usato come arma

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di Israel Shamir

L’antisemitismo usato come arma

Fonte: Comedonchisciotte

La Palestina con i suoi meravigliosi paesaggi rocciosi ed i venerati antichi ulivi, alcuni dei quali piantati dalle mani di Maria, Madre di Cristo, la contadina palestinese che possedeva un frutteto vicino all’attuale Convento Cremisan di Beit Jalla, che porta ancora il suo nome. La Palestina con la sua robusta gente di montagna, magra, abbronzata e con occhi azzurri, la mia seconda o forse prima patria, da dove scrivo queste righe. La Palestina luogo raro nel mondo, dove la gente non ha paura di pronunciare la parola “ebreo”.

Ghassan Abdulla, un mio amico palestinese, ex professore di chimica ora in pensione – siamo diventati amici anni fa mentre cercavamo di promuovere l’idea di uno Stato Unico per tutti gli abitanti della Terra Santa di qualsiasi fede, un’idea universalmente accettata in tutto il mondo, certamente in Stati Uniti, Regno Unito, Russia e Francia, ma ancora considerata estrema qui – ebbene, questo Abdulla spesso riceve ospiti da Germania ed Austria, dato che sua moglie proviene dalla Svizzera tedesca. Questi sono scioccati quando sentono la parola “ebreo”, soprattutto con una connotazione negativa, come in “Gli ebrei non ci permettono di avere acqua” o “Gli ebrei non ci permettono di usare l’aeroporto”, “Gli ebrei hanno dichiarato un assedio ed ora non possiamo andare in chiesa”, “Gli ebrei hanno sparato ai bambini all’incrocio” e tante frasi simili, troppo frequenti in un paese in cui gli ebrei dominano ed i Gentili ubbidiscono o muoiono. Gli ospiti tedeschi cercano sempre di minimizzare, mormorando “Di sicuro non tutti gli ebrei”, o “Amiamo gli ebrei”, o qualcosa di altrettanto sciocco. Continua a leggere

Quegli strani giri di soldi di Soros: sta preparando un nuovo colpo?

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di Francesco Boezi

Quegli strani giri di soldi di Soros:  sta preparando un nuovo colpo?

Fonte: Gli occhi della guerra

George Soros ha “donato” 18 miliardi di dollari alla Open Society Foundation, facendo registrare una cifra record per una donazione ad un ente di diritto privato. Il trasferimento di questo ingente quantitativo di denaro sarebbe avvenuto negli anni passati. La notizia, però, è stata ripresa solo ieri dai quotidiani. Il Wall Street Journal, al riguardo, ha parlato di “Instant Giant”. Alcuni, ancora, mettono in evidenza come più che di una “donazione” si possa parlare di un “trasferimento di denaro”. L’Open Society Foundation, lo strumento che Soros  ha utilizzato per le sue iniziative “filantropiche”, diverrebbe così un vero e proprio gigante della “beneficenza”, ma questo ente, in realtà, è anche il cavallo di Troia che Soros mette puntualmente in moto per le sue campagne progressiste e per orientare mediante i finanziamenti la politica americana e non.Alcuni quotidiani stanno inserendo questa notizia all’interno di una narrativa che vedrebbe Geroge Soros contrapposto a Bill Gates in una sfida tra titani nel campo della “filantropia”.  Secondo questo articolo, poi, i 18 milardi di dollari donati da Soros corrisponderebbero all’80% del suo patrimonio totale. Un moto di bontà giunto durante la terza età oppure l’avvio di una campagna spietata sui temi cari al magnate ungherese? Per Bloomberg, semplicemente, il gesto sarebbe nato dalla necessità di pagare meno tasse sui gestori degli hedge fund negli Stati Uniti. Continua a leggere

Come porteranno via la nostra ricchezza

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di Maurizio Blondet

Come porteranno via la nostra ricchezza

Fonte: Maurizio Blondet

Premessa: I  consumatori americani sostengono da soli il 18 per cento del prodotto lordo mondiale (per questo sono così obesi).  Per tutti questi anni di recessione hanno mantenuto i consumi alti (e sostenuto eroicamente l’economia mondiale), nonostante i redditi e salari calanti, al solito modo: indebitandosi.  Mutui per la casa, rate per il SUV; studenti che s’indebitano per  pagarsi l’università, contando che poi guadagneranno abbastanza  per estinguerlo negli  anni; e  quando non si arriva a fine mese, debiti sulla carta di credito: un debito che ha raggiunto i mille e passa miliardi di dollari.  Con  quelli delle auto (1200 miliardi) e quelli studenteschi (1400),   sono cifre spaventose, che gravano su ogni busta paga  – per chi ce l’ha.  Chi ha una  busta paga, se  la vede decurtare dai  prelievi dei creditori. Alla fin fine, non   rimane più niente.  Gli americani non  possono indebitarsi di più.

“Una  singola spesa  imprevista, come un pneumatico che esplode o una visita dal medico, manderebbe all’aria la maggior parte delle persone”,  scrive  Mazzalai. Continua a leggere

Mattarella e Napolitano contro Renzi: la battaglia è iniziata

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Segnalazione Linkiesta

Mattarella e Napolitano contro Renzi: la battaglia è iniziata

I due presidenti – in carica ed emerito – sono sempre più insofferenti a Renzi. Lui, in giro per l’Italia col treno elettorale, è sempre più rottamatore e insofferente ai galatei istituzionali. Resisterà, Renzi? Nel frattempo, Gentiloni si mette al riparo e Veltroni si prepara. (di Giulio Scranno, LEGGI) Continua a leggere

Se Kurz “sfratta” George Soros dall’Austria

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Segnalazione di F.F.

Kurz, neocancelliere austriaco, avrebbe dato 28 giorni a Soros per far cessare le attività di Open Society nella sua nazione

UPDATE: Dopo alcune verifiche l’articolo si è rivelato affidarsi a una fonte poco attendibile: ci scusiamo con i lettori

Sebastian Kurz, il neoeletto cancelliere austriaco, avrebbe dato 28 giorni a Soros per cessare quelle attività di Open Society in Austria ritenute atte a “tentare di minare la democrazia della nazione”. La decisione sarebbe stata successiva alla notizia della donazione di 18 milioni di dollari del magnate ungherese alla Open Society. L’alternativa, si legge qui, sarebbe quella di “andare incontro ad una azione legale”. Continua a leggere

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