L’Ong “legata” a Soros ha scelto: “Votate Bonino”

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L’Ong “Avaaz” ha invitato i romani a votare per Emma Bonino. Il seggio è conteso per il centrodestra da un esponente pro life. Ecco lo scontro in corso

di Francesco Boezi

Avaaz è una Ong che si occupa di principalmente di diritti umani.

In vista delle elezioni politiche italiane, questa piattaforma fondata a New York nel 2007 ha pubblicato questo post: “Voti a Roma? Poche centinaia di voti potrebbero decidere chi ci rappresenterà in Senato. La campionessa dei diritti civili Emma Bonino del centrosinistra sfida l’organizzatore del Family Day Federico Iadicicco di Fratelli d’Italia. Ogni voto sarà pesantissimo!”, viene sottolineato su Facebook. L’endorsement, ovviamente, è del tutto legittimo.

L’organizzazione in questione, insomma, ha direttamente invitato gli elettori romani a preferire la candidata della coalizione di centrosinistra al candidato della coalizione di centrodestra nel collegio di Roma1, che è valido per il Senato della Repubblica. Continua a leggere

Spacciatori liberi in poche ore col decreto del governo Pd – “Nove sudieci sono di colore” racconta un giudice

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“Nove su dieci sono di colore” racconta un giudice. E con lo “svuotacarceri” i pusher non sono punibili

di Luca Fazzo

Dai quartieri della movida milanese alle stradine del centro di Macerata, dai quartieri spagnoli di Napoli alla campagna veneta: l’homo novus del crimine in Italia è lo spacciatore di droga venuto dall’estero, il pusher senza volto e senza storia che vende morte sulle piazze della Penisola.

Presenze ormai note, frammenti del paesaggio urbano. Tutti, o quasi, stranieri; e di questi tutti, o quasi, clandestini. Da Nord a Sud, ogni città ha il suo quartiere in mano alle bande della «roba», noto a tutti. Forze dell’ordine comprese.

Quanti sono, i colleghi di Innocent Oseghale, il nigeriano che ha fatto a pezzi Pamela Mastropietro, innescando il delirio nazista di Luca Traini? Quanti sono i «cavalli» maghrebini o centrafricani che come Oseghale vivono unicamente vendendo eroina, cocaina, marijuana, ecstasy, tutte le schifezze disponibili nei mercati a cielo aperto delle periferie italiane? Il numero è incalcolabile, ma certamente si parla di migliaia di persone: tutti maschi, tutti giovani. Per tre etnie, secondo l’ultimo rapporto Istat, vendere droga è al primo posto nei delitti preferiti: sono albanesi, marocchini e tunisini. Ma i primi hanno in mano le leve del grande traffico, mentre per gli arabi il vero affare è il retail, il commercio al minuto. E lo stesso vale anche per nigeriani, gambiani e senegalesi, che non compaiono nel rapporto Istat ma compaiono invece nelle gabbie dei processi per direttissima che giornalmente intasano i tribunali italiani. «Su dieci arrestati per droga che mi vengono portati davanti – racconta un giudice milanese – nove sono di colore». E i mattinali con gli arresti della Volante confermano: a finire in manette per droga sono solo extracomunitari. Continua a leggere

Macerata, nigeriano spaccia a studente minorenne. Guarda chi è…

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Trovato con la droga in casa, “il giudice, convalidato l’arresto, ha deciso di non applicare alcuna misura e il 29enne è tornato libero”

Macerata, spaccia ad uno studente minorenne, nigeriano finisce in manette. Ma evidentemente poco dopo è già fuori, visto che la notizia, vecchia (è datata 4 febbraio 2017 ed è apparsa su giornale on line Cronachemaceratesi.it), riguarda un “richiedente asilo” a nome Innocent Oseghale, il nigeriano arrestato per aver fatto a pezzi Pamela Mastropietro!
L’uomo, anzicché essere espulso, era dunque già stato arrestato per spaccio ma, riferisce il giornale telematico, il giorno dopo “era tornato libero al termine dell’udienza di convalida svolta al tribunale di Macerata”. Come se non bastasse, a casa dell’uomo gli agenti avevano trovato “quattro involucri in cellophane, nascosti nelle tasche di un paio di pantaloni che erano in un armadio. Gli involucri, termosaldati, contenevano 22 grammi di marijuana. Il 29enne è stato arrestato e messo ai domiciliari. Il giudice, convalidato l’arresto, ha deciso di non applicare alcuna misura e il 29enne è tornato libero”.

E nonostante tutto questo, in barba alla vendita di veleno ai ragazzini delle scuole, ai Giardini Diaz, Oseghale era ed è ancora in Italia. Se anziché essere una tragedia, questo fosse uno sketch di Crozza verrebbe da dire: “Cosa aspettano a rimpatriarlo, che ammazzi qualcuno? Ah, no…”.

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Uno dei feriti da Traini fugge dall’ospedale: è giallo sulle ragioni

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Perché il migrante ferito da Traini, è fuggito dall’ospedale? Se avesse qualche precedente, o peggio, la beffa sarebbe atroce…

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Se dai del «servo sciocco» a qualcuno, ora finisci a processo

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Strano Paese davvero, l’Italia. Un Paese in cui si può tranquillamente umiliare qualcuno pubblicamente, magari postando video hard privati e offendendo la vittima sui social a suon di epiteti irripetibili senza pagarne le conseguenze, e non si può invece in un libro esprimere un giudizio, un’opinione peraltro pacata e non aggressiva, verso un gruppo di

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PER AIUTARE CONCRETAMENTE L’AMICO DANILO:

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La fase più dura della guerra in Siria

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Segnalazione di F.F.

L’inviato dell’Independent Robert Fisk, da poco tornato da un reportage in Siria, ha scritto che le guerre, quando stanno per concludersi, diventano più pericolose. Il caso siriano ne è un esempio. Come abbiamo scritto tempo faBashar al Assad, salvo eventi eclatanti, ha ormai vinto la guerra. La partita contro lo Stato islamico è ormai chiusa e i ribelli sono asserragliati essenzialmente nella provincia di Idlib, a Daraa e al confine con la Giordania.

L’operazione turca “Ramoscello d’olivo“, iniziata il 20 gennaio scorso, prosegue anche grazie alla bassa manovalanza dell’Esercito siriano libero, usato prima da Recep Tayyip Erdogan per combattere contro Damasco e ora riciclato contro i curdi.

I curdi siriani ritengono che la luce verde a questa operazione sia arrivata dopo un accordo tra Putin e il Reìs che prevederebbe per Mosca il via libera per eliminare i ribelli asserragliati a Idlib. In questo modo, secondo Alberto Negri, “i curdi sarebbero stati traditi due volte. Dagli americani che dopo averli usati nell’assedio di Raqqa contro l’Isis adesso li lasciano come bersaglio della Turchia. Ma anche dalla Russia che comunque ha sempre fornito uno storico sostegno ai curdi, in particolare del Pkk, storico partito marxista-leninista che per altro da diverso tempo ha abbandonato la versione ideologica più ortodossa per abbracciare una visione più aderente alla realtà sociale del Medio Oriente”. Continua a leggere

SIRIA: IL DELEGATO ONU LEGITTIMA IL CONGRESSO DI SOCI. BEL COLPO DI STAFFAN DE MISTURA

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di Maurizio Blondet

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Mi commuove  la foto di Staffan De Mistura a Sochi  mentre, circondato dai delegati  che rappresentano quasi tutte le componenti delle comunità, partiti, religioni della Siria, riconosce – a nome …

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https://www.maurizioblondet.it/siria-delegato-onu-legittima-congresso-soci-bel-colpo-staffan-de-mistura/?t=1&cn=ZmxleGlibGVfcmVjcw%3D%3D&refsrc=email&iid=185b195657fc4c0081773ff6a1ba50d3&fl=4&uid=974325840&nid=244+272699400 Continua a leggere

Family smile, Avv. Catizone: “Centralità della famiglia e aiuti concreti a chi è in difficoltà”

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Family smile, Avv. Catizone:

 

 

 

 

 

 

 

di Matteo Castagna

L’Avv. Andrea Catizone è specializzata in diritti umani, diritto delle minoranze, dei minori e della famiglia. Giurista e studiosa,  dirige l’Osservatorio sulle famiglie di Federconsumatori, è membro del Comitato Media e Minori presso il Ministero per lo Sviluppo Economico nonché consigliera del Gruppo di Riflessione Strategica sulle Politiche ed Affari Europei presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’Avv. Catizione è Presidente dell’Associazione Family Smile (www.familysmile.it ) ovvero un gruppo di professionisti che mette a disposizione delle tante famiglie in difficoltà una serie di servizi. Read more

Bibi “caccia” Soros da Israele

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Il governo Netanyahu è pronto ad espellere 40mila immigrati irregolari entrati clandestinamente in Israele negli ultimi anni.

di Giampaolo Rossi

Si tratta per lo più di sudanesi ed eritrei provenienti da paesi in guerra il che comporterebbe il loro riconoscimento di rifugiati. Ma le autorità di Tel Aviv sono chiare in questo: sono“migranti economici” e non profughi tanto che solo ad 11 di loro è stato riconosciuto lo status per la protezione internazionale.

Dal 2005 sono stati circa 60mila gli immigrati entrati illegalmente in Israele dal confine egiziano; flusso che si è interrotto da quando nel 2012 Tel Aviv ha costruito un muro di protezione lungo 150 miglia.

Il piano del governo prevede un indennizzo di 3.500 $ ad ogni immigrato irregolare con l’obbligo di andarsene entro due mesi in uno dei paesi africani con cui è stato raggiunto un accordo (Ruanda o Uganda); in caso di rifiuto scatterà la reclusione per clandestinità.

Il Ministro degli Interni, Aryeh Deri, ha specificato che il primo obbligo del Governo è verso i propri concittadini e che, pur “nella compassione necessaria il piccolo Stato d’Israele non può contenere un numero così alto di immigrati illegali”.

Il governo israeliano ha specificato che il provvedimento non toccherà i nuclei familiari; e che nessun bambino figlio di immigrati (dei 5.000 nati in Israele in questi anni) né donna, saranno espulsi, ma solo maschi di età adulta entrati da soli. Continua a leggere

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