La rete africana che ha aiutato il «mostro» in fuga
Lucky Awelima, nigeriano fermato in stazione Centrale è sospettato di essere “il macellaio” che ha fatto a pezzi Pamela
di Paola Fucilieri
Milano – C’è chi obietterà che in campagna elettorale è la passerella più calcata e «comoda» per leader politici come il leghista Matteo Salvini o il sempreverde Riccardo De Corato (FdI), per molti interessati a farla rimanere un ghetto.
Oppure che anziché sfruttare la ricchezza di etnie, culture, comunità e tradizioni estremamente diverse tra loro, si tenda ad affossarla definitivamente come l’area più pericolosa della periferia nordorientale di Milano. Un luogo dove imperano spaccio e case occupate da immigrati pronti a tutto, anche a ospitare pregiudicati e terroristi in transito, fuggitivi in cerca della quiete di un sicuro e anonimo rifugio in attesa che altrove si chetino le acque. Eppure anche per i nigeriani coinvolti a Macerata nella terribile fine della 19enne romana Pamela Mastropietro – uccisa con due coltellate all’addome prima di essere fatta a pezzi e gettata nelle campagne di Pollenza, nei pressi di Macerata – la «rete» di via Padova sembra essersi rivelata ancora una volta determinante. Continua a leggere


È la domanda che molti si sono posti questo fine settimana: come mai la Russia permette a Israele di bombardare le postazioni governative in Siria? La risposta è semplice: Vladimir Putin non può perdere un alleato come Israele. I legami storici tra i due Paesi sono profondi –
Gli attacchi in Siria e lo scontro sull’influenza iraniana nella regione rendono sempre più accesa la sfida tra Israele e Russia per il controllo della guerra e della regione. Uno scontro che dura ormai da mesi e che sia Putin che Netanyahu non sembrano riuscire a limitare per le esplicite divergenze d’interessi fra Mosca e Tel Aviv su come deve essere gestita e conclusa questa travagliata guerra che appare sempre più interminabile e densa di complicazioni. Israele, a detta dei media israeliani, vorrebbe imporre alla Russia e a tutti gli attori in gioco nella regione una serie di “linee rosse” per limitare l’influenza dell’Iran e della milizia di Hezbollah in Siria. Tuttavia, come riporta 

Un gruppo di 20 profughi si è riunito all’esterno del Cas dove ha dato vita alla protesta con tanto di cartellone
Immagini choc da Piacenza, dove era in programma un corteo contro CasaPound. Un carabiniere è stato circondato e pestato dai collettivi
Un fine settimana in cui i cortei di Macerata e Piacenza si sono trasformati in violenze e negazionismo della tragedia delle Foibe. Ecco la dimostrazione di chi sono realmente i democratici, pluralisti e benpensanti in Italia…(N.d.R.)
Polemiche per un’iniziativa dei partigiani a Sedriano. Il centrodestra attacca sulla stele di piazza Repubblica