Novità: CATECHISMO CATTOLICO SULLE RIVOLUZIONI

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Segnalazione Edizioni Amicizia Cristiana

Serafino Sordi

CATECHISMO CATTOLICO SULLE RIVOLUZIONI

Edizioni Amicizia Cristiana

«I tempi difficili, in cui viviamo, le calunnie, con cui i nemici della luce si adoperano per coprir la verità, persuadono la necessità di un catechismo, in cui si esponga la dottrina cattolica sulle rivoluzioni. La qual cosa certamente servirà di norma al cattolico, se mai tali tristi casi avvenissero, e servirà pure a far comprender a tutti gli uomini di senno, che il cattolicismo non deve, e non ha mai promosse, né promuoverà giammai le rivoluzioni.

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Omofobia? No, Omo-Follia!

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OMS

Segnalazione di Federico Prati

Fino al 1992 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Onu) aveva definito l’omosessualità come uno “disturbo psichiatrico”. Della stessa tesi i principali psichiatri e comportamentisti di tutto il mondo. In sostanza, dunque, l’omosessualità era intesa come una malattia. Oggi, invece, la scienza afferma non solo il contrario (l’omosessualità è un “orientamento sessuale” legittimo e sano) ma che la cosiddetta “omofobia” (una delle parole della neo-lingua orwelliana dei nostri tempi) è essa stessa una malattia. Ora, appare davvero poco chiaro come una “malattia” possa essere tale nel 1992 e smettere di esserlo l’anno dopo e come, una sana resistenza anti-omosessualista (la cosiddetta “omofobia”) possa diventare una malattia dopo che non è mai stata considerata tale. Questa pseudo-scienza al servizio del pensiero dominante, relativista e ateo, totalitario e pervasivo, è l’unica vera follia!

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Nato alla Russia: stop ai raid su opposizione e civili in Siria

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NATO-vs-Russia

Segnalazione di Federico Prati

(ANSA) – BRUXELLES, 5 OTT – La Nato chiede alla Russia “l’immediata cessazione degli attacchi contro l’opposizione siriana e i civili” ed esprime “forte protesta” per la violazione dello spazio aereo turco e dell’Alleanza.

E’ la dichiarazione del Consiglio Atlantico straordinario che parla di “estrema pericolosità di un tale comportamento” e di “preoccupazione per il rafforzamento militare russo in Siria” e “per gli attacchi su Hama, Homs e Idlib” che hanno fatto vittime civili e “non hanno preso di mira l’Isis”.

La NATO bombarda gli ospedali ed uccide i civili con i droni USA ma chiede, in modo inflessibile, che la Russia sospenda i raid sui gruppi terroristi in Siria e si preoccupa per le eventuali vittime civili.

Da notare che la NATO è quella organizzazione militare che ha contribuito ad armare ed addestrare i terroristi takfiri che hanno seminato morte e distruzione nel paese arabo per quasi cinque anni, senza minimamente preoccuparsi delle conseguenze sulla popolazione civile che è rimasta, in alcune zone del paese, sottoposta alla violenza dei tagliagole jihadisti ed adesso questa stessa organizzazione si preoccupa per la loro incolumità.

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Sposine felici ….

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SPOSINE

Segnalazione di Federico Prati

di Maurizio Blondet

La felicità sessuale non esiste. Lasciate le illusioni.

“Oggi una mia alunna di Terza ha pianto e vomitato tutto il giorno: la madre, dopo essere stata cacciata di casa dal marito che ha scoperto che la tradiva, se n’è andata con l’amante. Ieri la figlia chiama la mamma (che non si faceva sentire da settimane!) e lei dice alla figlia: per me potete crepare tutti, tu, tuo padre, tua sorella! Questo mondo ha bisogno di una sola medicina: zolfo e fuoco”. Mi scrive una mail l’amico Marletta, che è insegnante.

Sui giornali, ecco le foto di “Monsignor” Charamsa mentre appoggia la testolina vezzosa sulla spalla del suo “fidanzato Eduard”, si dichiara una sposina “felice” e annuncia il suo programma militante: “Una coppia di lesbiche o di omosessuali deve poter dire alla propria Chiesa: noi ci amiamo secondo la nostra natura e questo bene del nostro amore lo offriamo agli altri, perché è un fatto pubblico, non privato…Sì, vorrei dire al Sinodo che l’amore omosessuale è un amore familiare, che ha bisogno della famiglia. Ogni persona, anche i gay, le lesbiche o i transessuali, porta nel cuore un desiderio di amore e familiarità. Ogni persona ha diritto all’amore e quell’amore deve esser protetto dalla società, dalle leggi”.

La mammina e il culatoncino clericale hanno conquistato la loro libertà sessuale, il diritto di “vivere la propria vita”. La conquista comporta spezzare cuori di bambine e dignità di fedeli, rifiuto di ogni responsabilità prima che di ogni decenza. Ma che importa, è la ricerca della felicità. E non sono soli. Anzi, la ricerca della felicità sessuale è uno degli standard di massa. Il viagra ha dato ai vecchietti una nuova stagione di godimenti con thailandesi e cubane, le impiegate milanesi e tedesche vanno a cercarsi i negretti ai Tropici, i matrimoni (ormai rarissimi) si rompono in tre anni per inseguire un nuovo amore. E poi un altro, e un altro. Omo, magari. O trans.

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Bollati Boringhieri Editore – Scheda Libro Stai zitta e va’ in cucina

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

Sembra un libro imperdibile sulle femmine in politica, utile per misurare lo sfascio e la decadenza odierna in nome del politicamente corretto e di un egualitarismo che non ha oggettiva sostanza.

il contenuto

A casa sono le regine indiscusse, fuori le suddite sottomesse. Viste dalla politica, le donne italiane devono essere così. «La moglie fa la moglie e basta», deve essere «remissiva», ha molti doveri, pochi diritti e «specifiche attitudini». Se la donna è emancipata diventa subito di «facili costumi», se è bella «è per questo che fa carriera», se è brillante non può che essere «abilmente manovrata».

Stai zitta e va’ in cucina è la storia degli insulti, delle discriminazioni e dei pregiudizi politici nei confronti delle donne. Ed è una storia a cui prendono parte quasi tutti: i padri costituenti e Beppe Grillo, il Pci e Silvio Berlusconi, la Dc e i partiti laici, i piccoli movimenti e le grandi coalizioni. Da questo punto di vista, la politica italiana si mostra singolarmente unanime.

Nell’Italia repubblicana la crociata sessista arruola tutti: premier, segretari di partito, ministri, capi di Stato, giù giù fino all’ultimo portaborse sconosciuto. Dopo il suffragio universale, «concesso» nel ’45, il maschilismo italico si fa sentire già con la stesura della Costituzione, per proseguire fino ai giorni nostri, tra appelli, citazioni sofisticate e insulti da bettola.

Dalla battaglia sul divorzio alle norme contro la violenza sessuale, dall’accesso alla magistratura al dibattito sulle quote rosa, questo libro è un succinto racconto storico – incredibilmente attuale –, per capire come si è diffusa e perpetrata la misoginia politica in uno dei Paesi più maschilisti d’Europa.

l’autore

Filippo Maria Battaglia (Palermo, 1984), giornalista di «Sky TG24», vive a Milano. Ha scritto tra l’altro per le pagine culturali di «Panorama», «Il Foglio», «Il Giornale», e del dorso siciliano di «Repubblica». Con Bollati Boringhieri ha pubblicato Lei non sa chi ero io! La nascita della Casta in Italia (2014). È inoltre autore di: A sua insaputa. Autobiografia non autorizzata della Seconda Repubblica (con A. Giuffrè, 2013) e I sommersi e i dannati. La scrittura dispersa e dimenticata nel ’900 italiano (2013). Ha curato diverse antologie giornalistiche, tra cui Scusi, lei si sente italiano? (con P. Di Paolo 2010) e Professione reporter. Il giornalismo d’inchiesta nell’Italia del dopoguerra (con B. Benvenuto, 2008).

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Francis Watch 18: Divorce! Gays! Glasses!

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FRANCIS

 

 

Segnalazione di don Anthony Cekada

 

 

Divorce! Gays! Glasses!

Francis Watch 18

Bp. Donald Sanborn and Fr. Anthony Cekada

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On this month’s Francis Watch, Bishop Donald Sanborn and Father Anthony Cekada cover the following topics:

  • Newsweek’s asking, “Is the Pope Catholic?”
  • Francis’ red shoe red herring
  • The cabal behind Francis’ “election”
  • The moto proprios smoothing the way for “Catholic divorce”
  • The conservative pushback
  • Rumors of schism
  • Francis’ American visit.
  • Praising single mothers
  • Making sure everyone sees you buy glasses
  • And more!

As always we try desperately to keep up with the always prolific Francis, who sets fires everywhere he goes.

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Bergoglio, agente attivo del mondialismo

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BERGOGLIO LE MONDIALIST

Editoriale di Jérôme Bourbon, RIVAROL 3204 di giovedì 1 ottobre 2015.

Se certi ingenui avessero ancora qualche dubbio sulla personalità e i veri obiettivi del successore di Josef Ratzinger, la «visita trionfale» (Le Parisien dixit) di Jorge Mario Bergoglio negli Stati Uniti dovrebbe finire con l’illuminarli. Obama e tutto quanto l’America conta di sinistri, di immigrazionisti, hanno calorosamente gioito per i discorsi pronunciati da Francesco. Bisogna dire che l’uomo in bianco è stato forte, riprendendo punto per punto tutte le parole d’ordine delle organizzazioni mondialiste. Nel suo lungo discorso a New York davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, così come nel suo intervento al Congresso di Washington, entrambi salutati con frenetici applausi in piedi (cosa ben lontana dagli insegnamenti di Cristo, secondo i quali i suoi veri discepoli, quelli che lo avrebbero servito in giustizia e verità, sarebbero stati odiati e perseguitati dal mondo), Bergoglio, riprendendo tutti i luoghi comuni massonici e mondialisti, ha chiamato “gli Stati del mondo intero a costruire un ordine economico mondiale”, ha espresso la sua viva inquietudine per il cambiamento climatico e l’inquinamento (bisognerà aggiungere un undicesimo comandamento: “Non inquinare la terra e lottare contro il riscaldamento climatico”, per rientrare nei canoni del capo della chiesa conciliare?). Francesco ha chiesto che alla prossima conferenza di Parigi sul clima si raggiungano “accordi fondamentali”, insistendo molto sulle priorità per la salvaguardia della “casa comune”, che egli aveva già elencate nella sua “enciclica” Laudato si’. Francesco, quarto occupante il seggio di Pietro che si reca all’ONU, dopo Paolo VI, Giovanni Paolo II (due volte) e Benedetto XVI, ritiene che “esiste un vero diritto all’ambiente” (sic!) che dev’essere meglio riconosciuto: “la crisi ecologica può mettere in pericolo l’esistenza stessa dell’umanità”. “In tutte le religioni, l’ambiente è un diritto fondamentale”, ha dichiarato con vigore in questo emiciclo massonico. Nel suo discorso al Congresso, egli si è augurato che gli Stati Uniti ritornino allo spirito dei loro Padri fondatori, il che è particolarmente scioccante quando si pensi che costoro erano tutti dei massoni protestanti, profondamente anticattolici, ed anche questo la dice ulteriormente lunga sul pensiero, la personalità e le convinzioni dell’uomo in bianco. Il quale si è anche esplicitamente pronunciato contro la pena di morte, per gli assassini, ovviamente, non per le vittime. Come scrive Christian Daisug, il corrispondente permanente dagli Stati Uniti de Le Journal du matin [Le réchauffement climatique inquiète les Nations-Unies]: «Bergoglio ha puntato un dito accusatore verso l’industriale bianco americano. Eccesso di capitalismo: non ha fatto parola del denaro vagante, né della corruzione di Wall Street. Armi da fuoco: ha denunciato quelle che uccidono, senza menzionare quelle che salvano. Pena di morte: la compassione è stata tutta per i mostri, considerati tutti recuperabili.» Francesco ha tenuto anche a sostare in raccoglimento davanti ad una delle vasche del memorial dell’11 Settembre, prima di partecipare ad una riunione ecumenica all’interno del museo sotterraneo, dove si trovavano le torri del World Trade Center. Qui, nel corso di una cerimonia che riuniva rappresentanti delle confessioni: ebraica, musulmana, sikh, ortodossa, indù, ha supplicato per il rispetto delle differenze… «La nostra presenza qui sia un segno potente delle nostre volontà di condividere e riaffermare il desiderio di essere forze di riconciliazione». Ma è sulla questione dell’immigrazione che Bergoglio si è mostrato più insistente: «Quale figlio di una famiglia di emigranti, sono lieto di essere ospite in questa Nazione, che in gran parte fu edificata da famiglie simili», ha detto Francesco al suo arrivo alla Casa Bianca, nel corso della cerimonia protocollare.  Per tutto il suo soggiorno negli Usa, nei suoi discorsi all’ONU, al Congresso, ai vescovi americani, nelle omelie, il successore di Benedetto XVI ha insistito con forza sulla necessità dell’accoglienza obbligatoria, senza riserve e senza condizioni, delle ondate di clandestini, cosa che secondo lui è la sola opzione possibile. Ora, qui non si tratta del fatto che i paesi bianchi e occidentali dovrebbero accogliere caritativamente una manciata di stranieri, ma di aprire le braccia a milioni di invasori e di soppiantatori. Si tratta di rovesciare in maniera definitiva – si pensa – la sostanza etnica e confessionale di interi paesi. Di conseguenza, farsi promotori di questa invasione, come Bergoglio fa in Italia (invasa ogni giorno di più), negli Stati Uniti e dovunque si venga a trovare, è cosa inaccettabile e prova che egli è un agente attivo del mundialismo, che lavora mano nella mano con l’ONU per farla finita con la civiltà bianca, europea e cristiana, visto che l’immensa maggioranza degli immigrati che vengono all’assalto dei paesi occidentali sono di religione maomettana. Araldo dell’immigrazione-invasione, Bergoglio partecipa attivamente anche alla distruzione della famiglia. Ci si ricordi della celebre formula “chi sono io per giudicare un gay?”, del suo recente sostegno espresso ad una editrice lesbica che nei suoi libri promuove la teoria del gender, del suo appoggio a dei preti apertamente omosessuali e operanti per i “diritti dei gay”, della sua accoglienza calorosa, il 1 settembre, di Mons. Jacques Gaillot, già vescovo di Evreux, che, uscendo dall’incontro in Vaticano, ha dichiarato che Bergoglio ha approvato, non solo la sua attività in Francia a favore dei “migranti”, ma anche la benedizione religiosa che egli elargisce regolarmente a delle “coppie” omosessuali. Anche l’indissolubilità del matrimonio è messa sotto i piedi e ci si orienta verso un “divorzio cattolico”, come per gli anglicani, gli ortodossi e i protestanti, che possono divorziare e risposarsi più volte, un “divorzio” però che non si fa chiamare col suo nome. Come è d’uso a partire dal Vaticano II, si finge di richiamare i princípi per meglio trasgredirli bellamente: si ricorda l’indissolubilità del matrimonio, in teoria, mentre in pratica la si nega. Con due “Motu proprio”, Mitis Iudex Dominus Iesus («Il Signore Gesù, giudice clemente») eMitis et misericors Iesus («Gesù mite e misericordioso») resi pubblici l’8 settembre, Francesco ha anche voluto rendere più rapido e accessibile il procedimento giudiziario delle cause di nullità del matrimonio. Da oggi, basta una sola sentenza per annullare un matrimonio, contro le due di prima; si stabilisce la gratuità del procedimento, che è semplificato ed accelerato; questo aumenterà in maniera esponenziale le domande di annullamento. Peraltro, a partire dal 4 ottobre e fino al 25, il Sinodo sulla famiglia – la cui prima parte si è svolta l’anno scorso nello stesso periodo ed ha già spianato la strada al riconoscimento delle “coppie” omosessuali e alla possibilità di far accedere ai sacramenti i divorziati risposati – rischia di portare a compimento lo smantellamento della morale familiare e coniugale; così da favorire la confusione, il relativismo morale e dottrinale e infine l’apostasia generale, rendendo le nazioni e i popoli d’Europa ancora più vulnerabili di fronte a tutte le iniziative di dissoluzione interna e di invasione esterna, di fronte a tutti i veleni morali e contro-natura (droga, omosessualità, pornografia, aborto ed eutanasia di massa), di fronte all’ondata dell’immigrazione maomettana conquistatrice e soppiantatrice.

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Immigrazione ed Islam, il punto di vista di un lettore

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ISLAM

Riceviamo e pubblichiamo da un nostro affezionato lettore

 

 

LETTERA APERTA Ai CITTADINI E ai CATTOLICI.

 

Carissimi tutti,

vi comunico il mio parere sul problema della immigrazione + accoglienza ad islamici.

Premesso che l’idea più importante che abbiamo è l’idea di Dio. Perché è l’idea di Dio che seleziona tutti gli altri nostri pensieri in buoni e cattivi, e selezione tutti i nostri comportamenti in buoni e cattivi.

–Noi cristiani abbiamo come modello di pensieri e di azioni: i Dieci Comandamenti e gli insegnamenti dell’Antico Testamento che il Signore Gesù ha confermato, e gli insegnamenti e il comportamento concreto del Signore Gesù stesso.

–Gli islamici hanno come modello di pensiero e vita il Corano, e gli insegnamenti e comportamenti pratici di Maometto.

Ora è oggettivamente vero che:

 

  1. A) Il Corano istiga alla guerra, alla violenza, e a sottomettere i non islamici

Va premesso che tutti i giuristi islamici, interpreti ufficiali del Corano, dividono il mondo in due parti: “dar es salàm” (la casa della pace) cioè i territori dove regna e governa l’islam; e “dar al harb” (la casa della guerra) cioè il mondo verso cui si può temporaneamente commerciare, in attesa di aver la forza necessaria per imporre l’islam con la ‘guerra santa’.

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Ricordiamo i crimini dei “ribelli” made in Usa

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Segnalazione del Centro Studi Federici

“Maalula, terra di martiri: la morte in odium fidei del giovane Sarkis”

Damasco 12/9/2013 (Agenzia Fides) – Per i cristiani siriani Maalula, il villaggio cristiano a Nord di Damasco, attaccato nei giorni scorsi da gruppi armati islamisti, è già “terra di martiri”. Grazie a una testimone oculare, una donna cristiana di nome A. (anonima per motivi di sicurezza), attualmente in ospedale a Damasco, Fides ha ricostruito nel dettaglio la sorte dei tre cristiani uccisi a Maalula. Le loro esequie si sono celebrate il 10 settembre a Damasco, nella cattedrale greco-cattolica, in una celebrazione presieduta dal Patriarca melkita Gregorio III Laham.

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San Francesco d¹Assisi nella penna di Mons. Benigni (II parte)

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Dalla “Storia Sociale della Chiesa”, Vol. V, “La crisi medievale”, Vallardi 1933, pagg. 616-625.

I Francescani, di Mons. Umberto Benigni (seconda parte)

Sulla figura di Francesco e sull’inizio e sviluppo dell’opera sua i giudizi più diversi sono stati svolti, di secolo in secolo, attraverso documenti primitivi, non sempre chiari e non compresi nel loro spirito che ben tardi (come i celebri «Fioretti di San Francesco» tutt’altro che fonte pura da tendenziosità), seguiti da una farraginosa letteratura ove spesso lo scrittore fa opera settaria, nel senso generico della parola, sia il congregazionista che vuol fare di Francesco l’uomo accaparrato dalla sua congregazione di fronte alle consorelle, sia il tristo protestante razionalista Paolo Sabatier che del «Franciscus vir catholicus» volle fare un vago spiritualista, panteista, buddista occidentale. È vero che se allo Stimmatizzato han fatto questo, al suo crocifisso han fato ben peggio; ed anche in questo l’estatico della Verna segue la passione postuma del divino Maestro.

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