Fecondazione artificiale: per ogni bimbo nato, 12 vengono sacrificati

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Ogni anno viene trasmessa al Parlamento e pubblicata sul sito del Ministero della Salute un Relazione annuale circa l’attuazione della Legge 40/2004, relativa alla cosiddetta “Procreazione medicalmente assistita”, meglio nota come fecondazione artificiale.

Il quadro relativo al 2013 si presenta in questi termini: sono stati 369 i centri di PMA attivi, cui hanno fatto ricorso 71.741 coppie, trattate con tecniche di procreazione medicalmente assistita di primo, secondo e terzo livello. I cicli di trattamento iniziati sono stati 91.556, mentre le gravidanze ottenute sono state 15.550 e 13.770 le gravidanze monitorate (le informazioni sugli esiti di 1.780 gravidanze, cioè l’11,4%, sono state perse al follow-up). I parti sono stati 10.350, per un totale di 12.187 bambini nati vivi, ossia che il 2,4% del totale dei nati in Italia nel 2013.

 “Considerando le procedure, le gravidanze e i nati, per tutte le tecniche PMA, nel 2013, si conferma – si legge ancora nella Relazione annuale – l’andamento del 2012, diverso rispetto agli anni precedenti. Diminuiscono i cicli di trattamento […], aumentano i cicli da tecniche di scongelamento (da 8.702 del 2012 a 9.397 del 2013) esclusivamente per l’aumento dei cicli di scongelamento degli embrioni, mentre continuano a diminuire i cicli da scongelamento degli ovociti. Il numero complessivo di coppie trattate continua a diminuire (erano 72.543 nel 2012, sono 71.741 nel 2013), rispetto all’aumento costante registrato precedentemente, fino al 2012. […] Resta sostanzialmente invariata l’età delle coppie che accedono alle tecniche di PMA (da 36,5 anni nel 2012 a 36,6 anni nel 2013). Si conferma l’aumento progressivo delle pazienti con più di 40 anni: per le tecniche a fresco sono 31,0% nel 2013, rispetto al 30,7% del 2012, e al 20,7% del 2005 (+ 10.3%). Diminuiscono le pazienti con meno di 34 anni: 27,5% nel 2013, erano 28,3% nel 2012, e 39,3% nel 2005 (-11,8%). L’età media delle pazienti che in Italia si sottopongono alla PMA è più elevata rispetto a quanto osservato negli altri paesi europei, per i quali nel 2010 si ha un valore di 34,7 anni”.

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Bergoglio negli USA ha avuto un incontro privato con coppie gay

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Il giorno prima dell’incontro con Kim Davis (USA: non rilascia licenze per nozze gay, arrestata impiegata) a Washington la scorsa settimana, Papa Francesco ha tenuto un incontro privato con un amico di lunga data, omosessuale.

Yayo Grassi, un uomo apertamente gay, ha portato il suo compagno, Iwan, e molti altri amici presso l’ambasciata del Vaticano il 23 settembre per una breve visita al Papa. Un video dell’incontro mostra Grassi e Francesco che si salutano con un abbraccio caloroso.

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PIRANDELLO E LA MALAUNITA’, LA SICILIA COLONIA, COME IL RESTO DELL’ITALIA

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IN SICILIA, DOPO L’UNITA’

grazie a storici come la Pellicciari, d aqualche anno è iniziata la revisione del periodo che va dall'arrivo di Napoleone alla nascita dell'Italia unitaria.

In Sicilia, a differenza di altre zone occupate dai Piemontesi con la spedizione garibaldina, vi fu in effetti una partecipazione corale del popolo unito, dato che i Borbone avevano commesso l’errore di esautorare l’antico parlamento locale e accentrare il potere a Napoli.

Ma ben presto subentrò anche lì, un grande senso di delusione, e i siciliani capirono di essere trattati come una colonia da derubare con la scusa della “civilizzazione” e dell’educazione forzata al concetto di “italianità”.

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Indovinate chi invita i profughi in Germania

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Vladimir Shalak, accademico delle Scienze russo, è progettista di un software che analizza i contenuti di Twitter (Scai4Twi, Content Analysis System for Twitter). Un esercizio per nulla ozioso, anzi molto utile per l’intelligence, come vedremo.

L’accademico Shalak ha studiato 19 mila tweets originali (esclusi i re-tweet) che trattano di rifugiati, ricevuti dagli immigranti.

La maggior parte di questi tweet (hashtag #refugee), indicano la Germania (50%) e l’Austria come i paesi dove gli immigrati sono meglio accolti.

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Il verbo dei nuovi usurpatori: Lepanto no, Napoleone sì

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LEPANTO VS NAPOLEONE

 

Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

Lo scandalo è ancora più grande, se si guarda al patrocinio comunale pro Napoleone. Per Lepanto a Venezia nessun sostegno pratico, credo. E dire che vi sarebbe adesso la nuova Giunta. Mai sparare, poi. Immaginiamo se si dovesse ricostruire un giorno la battaglia di Rialto senza spari. Invece, per i bonapartisti e per i risorgimentalisti, gli odierni usurpatori fanno questo e altro.

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I conciliari sdoganano la sodomia

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sodomia

di Matteo Castagna

Un alto “prelato” della neo-Chiesa modernista si dichiara sodomita pubblicamente col suo “compagno” alla vigilia del “sinodo” sulla famiglia. La reazione del portavoce della Sala Stampa vaticana, Lombardi è tiepidissima: “deve lasciare gli incarichi”. Perché mai, vien da chiedersi, dal momento che Bergoglio ha dichiarato di non essere nessuno per giudicare un gay? L’effetto mediatico è dirompente e fa il giro del mondo. Charamsa passa per vittima dell’omofobia ed è già icona della galassia Lgbt. Leggere questa intervista fa capire tante cose. Probabilmente il “sinodo” non arriverà al riconoscimento de iure delle coppie omosessuali, ma i conciliari ci hanno abituato ai piccoli passi, alle aperture, ai riconoscimenti de facto… Le parole, gli incontri pseudo-privati di Bergoglio negli USA, il discorso sulla “chiesa che include tutti” nel sermone di ieri sono segnali inequivocabili di indirizzo. Il “monsignore” kamikaze non potrà passare inosservato ed ha già fatto breccia. I conciliari, di fatto, hanno già sdoganato la sodomia.

«Voglio che la Chiesa e la mia comunità sappiano chi sono: un sacerdote omosessuale, felice e orgoglioso della propria identità. Sono pronto a pagarne le conseguenze, ma è il momento che la Chiesa apra gli occhi di fronte ai gay credenti e capisca che la soluzione che propone loro, l’astinenza totale dalla vita d’amore, è disumana».

“Monsignor” Krzysztof Charamsa, 43 anni, polacco da 17 anni residente a Roma, lo dice con un sorriso serio e pacato. Non è un sacerdote qualunque: ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede dal 2003, è segretario aggiunto della Commissione Teologica Internazionale vaticana e insegna teologia alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum a Roma. Mai prima d’ora un religioso con un ruolo attivo in Vaticano aveva fatto una dichiarazione del genere. Oggi monsignor Charamsa sarà a Roma alla prima assemblea internazionale dei cattolici lgbt organizzata dal Global Network of Rainbow Catholics alla vigilia del Sinodo sulla famiglia, per sostenere il dialogo sui gay cattolici. Prosegui la lettura su: http://www.corriere.it/cronache/15_ottobre_02/confessione-monsignore-sono-gay-ho-compagno-13a47834-6950-11e5-a7ad-17c7443382c3.shtml

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