Il profilo del perfetto militante “gay”

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SIGNORINE CON PISELLO

Segnalazione Corrispondenza Romana

di Tommaso Scandroglio

Quale è il profilo del militante gay? Non stiamo parlando della persona omosessuale che vive nel privato la propria condizione di omosessuale indifferente alle lotte culturali e politiche che si accendono fuori dalla sua camera da letto. Stiamo parlando dell’attivista arcobaleno, di quello che scrive, parla, manifesta per i cosiddetti diritti civili, di quello che aspetta il varo della legge Cirinnà come i neri d’America aspettavano la fine della schiavitù.

L’identikit del perfetto gay militante potrebbe essere composto dai seguenti segni particolari.

  • L’ideologia. È il primo aspetto, forse il più importante e il più evidente. Il discepolo del credo omo non vede la realtà per quello che è, ma è arcigay convinto che ce ne sia un’altra, una realtà costruita a tavolino pensata per sostituire quella naturale. Chiamasi razionalismo. E così non c’è maschio e femmina, ma il gender; non c’è un solo orientamento sessuale naturale, ma molteplici; non c’è una sola famiglia, ma una infinità di modelli familiari; non è vero che il bambino ha bisogno della figura maschile e femminile per crescere, ma solo di un puro affetto asessuato. Se la realtà si ribellerà allora occorrerà farle guerra.
  • Il gay bifronte. La precedente caratteristica ci traghetta ad un aspetto che ormai si è ben cristallizzato nelle comunità gay. Il militante arcobaleno presenta due volti: quello livoroso e quello gaio al limite della macchietta. I gay si sono infilati in uncul de sac da cui sarà difficile uscire. Da una parte mostrano un aspetto bellicoso: pronti a lanciare fatwa contro chiunque sia dissenziente, a bollare come omofobi i renitenti, ad attaccare fisicamente le Sentinelle in Piedi, a boicottare i prodotti degli imprenditori poco gay friendly, ad urlare da ogni blog o gazebo esistente tutta la loro indignazione e frustrazione, a colpire con attacchi hacker i siti pro family. È l’invasore minaccioso di un Paese che non è in guerra, non perché pacifico ma perché imbelle. Dall’altro ostentano una spensieratezza che sa di plastica, cioè finta perché forzata, sguaiata e carnascialesca. È la vacua vaporosità tutta colori fucsia e lustrini dei gay pride. Una fluorescenza fatua e frivola da luna park, senza consistenza. Il tutto immerso a bagnomaria in un erotismo dal gusto lascivo e provocatore, sfoggiato senza riserve e pudore. I gay allora cadono spesso nell’errore di essere la peggior caricatura di loro stessi.
  • Il normalizzatore. Questa scissione schizoide tra l’iroso e il goliardico è forse l’aspetto che risulta più scostante alla gente comune. Proprio per questo motivo chi sta in cabina di regia sta tentando di eliminare tale doppiezza antitetica, cercando di avvicinare questi due poli estremi per normalizzare il più possibile la figura dell’omosessuale. L’intento – anche se appare paradossale – è quello di rendere borghese il gay, di civilizzarlo, di renderlo meno selvatico. Che il gay sia urbano e non più bombarolo ed eccentrico, che non si riesca più a distinguerlo nella massa perché ormai mimetizzato perfettamente. Caso paradigmatico è proprio il “matrimonio” gay che nell’immaginario collettivo rivoluzionario è l’istituzione più borghese che esista.

Ecco allora far vedere in TV la coppia lesbica con tanto di bambina che gioca sul tappeto di casa per dire che è una “famiglia normale”, ecco l’inserimento a pioggia di personaggi gay nei film e soprattutto nelle fiction, ecco il racconto sui giornali di storie drammatiche o liete, ma sempre normali, di persone che – così viene venduto in modo subliminale – sono accidentalmente omosessuali. Ora stiamo ancora vivendo la fase in cui l’omosessualità è un tratto distintivo da tutelare e custodire come ricchezza, un aspetto che nella battaglia ideologica deve essere messo in risalto.

Domani dovrà finire dietro le quinte perché ormai assimilato dalla coscienza popolare, assorbito come normale. L’omosessualità dovrà diventare come l’aria che respiriamo, impregnata di polveri sottilmente gaie che nessuno si accorgerà di respirare. E ciò che è normale non merita le prime pagine dei giornali, né discussioni al calor bianco in Parlamento. Il fine dei signori Cirinnà, Scalfarotto e Fedeli è quello di non parlare più di omosessualità perché il problema sarà risolto una volta per tutte. Così come è ormai accaduto per divorzio, aborto e fecondazione artificiale.

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Siria: “Se Usa e Arabia Saudita fossero sinceriŠ”

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ALEPPO

Segnalazione del Centro Studi Federici

Ad Aleppo si continua a morire. “Se Usa e Arabia saudita fossero sinceri, dovrebbero unire i loro sforzi a quelli russi”

Continua l’assedio di Aleppo. Con la popolazione allo stremo, la città martire siriana è sempre più terreno di battaglia di una guerra per procura combattuta da grandi potenze straniere che appoggiano le tante fazioni armate in lotta contro il regime di Assad, sostenuto a sua volta da Iran e Russia. Il fragile accordo di Monaco non sembra aver fermato le ostilità che proseguono in attesa di un cessate il fuoco, concordato, e delle operazioni di consegna degli aiuti umanitari alle città assediate. “Basta ipocrisie” è il grido del “vicario apostolico” di Aleppo, mons. Georges Abou-Khazen che punta l’indice: “se Usa e Arabia saudita fossero sinceri nel combattere il terrorismo dovrebbero unire i loro sforzi a quelli russi. Invece si ha come l’impressione che non vogliano farlo seriamente”. (…)

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L’accordo sulle unioni omosessuali tra Renzi ed Alfano

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CIP E CIOP

Segnalazione Corrispondenza Romana

di Lupo Glori

Martedì 23 febbraio, al termine di una lunga riunione a Palazzo Madama fra i senatori del Pd e Matteo Renzi, è arrivato il via libera al maxiemendamento del governo sulle Unioni civili, frutto dell’accordo con il leader del “Nuovo Centrodestra”, Angelino Alfano. Il compromesso è stato possibile grazie allo stralcio dell’articolo 5 sulle adozioni e di lievi modifiche all’articolo 3. Il testo così emendato, dopo essere stato presentato al Senato mercoledì 24 febbraio, viene sottoposto, al decisivo voto di fiducia già giovedì 25.

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IDA MAGLI: l’EUROPA è PERDUTA , L’ITALIA è PERDUTA

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MAGLI

   

Il Nuovo Ordine dell’Europa: Distruggere Ogni Differenza

 

“Azzerate le scienze umane, cresce l’analfabetismo, l’insegnamento è a senso unico. Risultato? La formazione omologata degli individui, anzi dei “cittadini del mondo”


All’inizio degli anni Novanta le scienze umane sono state fatte sparire dall’orizzonte dell’informazione di massa, semplicemente con il silenzio, non parlandone più. Contemporaneamente sono state eliminate dalle scuole, per ordine dell’Ue, antiche, nobilissime e essenziali discipline come la geografia. Si tratta, dunque, di preparare i giovani a non appartenere a nulla, a non identificarsi in nulla, a non sapere orientarsi sessualmente ma anche geograficamente, come è stato affermato con semplicità eliminando la geografia dagli insegnamenti scolastici.

L’Italia è perduta, l’Europa, con tutta la sua storia, la sua cultura, il suo pensiero, i suoi poeti, i suoi scrittori, la sua arte, la sua musica, i suoi figli, è perduta. Sono perdute perché questa era la meta che si erano prefissi coloro che hanno progettato l’Unione europea. Distruggere l’Occidente (la cultura occidentale è quella dell’Europa d’Occidente) affinché si realizzasse sulla nostra terra lo scontro, e la vittoria (vittoria sicurissima) dell’Oriente musulmano contro l’America”.

Anche questo è stato deciso e messo in atto nel più completo silenzio. Sembra di vivere in una società di analfabeti, dove nessuno è in grado di valutare e di esprimere un giudizio su simili provvedimenti. Di fatto i governanti, provvedendo a educare tutti con le scuole di Stato, hanno dettato anche il tipo di insegnamento cui i sudditi debbono essere sottoposti, tipo d’insegnamento che possiamo riassumere nel dato che segue: gli studenti debbono studiare in modo da non imparare nulla, o quasi. Per prima cosa non debbono imparare a «pensare», a che cosa serva «pensare», a che cosa serva «conoscere»; di conseguenza, debbono imparare tutto senza imparare nulla su di sé, sulla propria vita, sul proprio ambiente, sul proprio gruppo, sulla propria storia, sulle istituzioni e sul potere che le regge. 

Sembra evidente che tutto questo sia stato programmato in vista dell’ideologia di chi comanda in Europa, o almeno di quello che si suppone sia questa ideologia: l’omogeneizzazione mondiale, la formazione di persone tutte uguali: i «cittadini del mondo». L’uguaglianza che si persegue, però, è il più possibile «indistinta», di cui il modello è il «trans». Quello che abbiamo davanti oggi, dunque, in Occidente, è il mondo della non-forma che pretende di diventare modello prevalente sulla forma. È ciò cui tende il Laboratorio per la Distruzione: nulla è più debole della non-forma. 

L’Europa ha Venduto l’Anima ai Banchieri

La crisi dell’euro è dovuta al fatto che era sbagliato il progetto di unificazione europea entro il quale l’euro doveva vivere. Unificare i popoli, però, è un’operazione antropologica. Per questo è stato evidente fin dal primo momento ad una persona come me che fa di professione l’antropologo, vederne tutti gli errori e rendersi conto che l’euro, frutto principale dell’unificazio­ne, sarebbe fallito. Ne avevo previsto il crollo, infatti, fin da prima che entrasse in circolazione, ossia nel 1997, quando ho pubblicato per l’editore Rizzoli il libro «Contro l’Europa». Gli anni sono passati, ho scritto decine di articoli sempre ripetendo che la costruzione europea era sbagliata e che le conseguenze negative, per l’Italia in particolar modo, sarebbero state gravissime, ma sono stata purtroppo costretta ad assistere nell’impotenza al sicuro disastro.

Siamo prigionieri di politici che han­no rinunziato al loro ruolo per permettere ai banchieri di distruggerci come «Nazione», come «Stato», come «Popolo» attraverso un unico strumento, quello finanziario. L’Europa unita non esiste e non può esistere salvo che inducendo i popoli alla morte politica e civile; facendoli guidare, dominare da banchieri nel nome del denaro, della moneta.

La cosa più tragica, poi, è che non sono soltanto avidi usurai: tutti i banchieri, salvo le rare eccezioni di coloro che hanno accumulato grandissime ricchezze riducendo sul lastrico milioni di persone, sono di mediocrissima intelligenza e commettono enormi errori nella loro cupidigia come dimostrato dalle crisi di cui stiamo pagando il conto dal 2008 a oggi. Non sono stati forse i banchieri a scrivere il trattato di Maastricht, capolavoro d’ignoranza e di falsità, a progettare la moneta che ci ha portato al disastro?

Non c’è nulla di più vergognoso e stupido che mettere a capo delle istituzioni dei banchieri. Dobbiamo trovare il modo per liberarcene.
” 

Ida Magli

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Ruggiero a “La Zanzara”: “Bergoglio non è cattolico, l’alta quota gli fa male”

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22 febbraio 2016 ore 15:22

Integralista cattolico: “Il Papa non è cattolico, l’alta quota gli fa male”

“Il papa dovrebbe intervenire sulle nozze sodomitiche che stiamo discutendo in Italia, non accusare il povero Trump”. Lo pensa Maurizio Ruggiero, integralista cattolico presidente dell’associazione Sacrum Romanum Imperium. “Le nozze sodomitiche sono tema morale, la chiesa dovrebbe intervenire”.

E continua: “Il Papa non è cattolico, cosa dovrebbe fare? Violentare un bambino in piazza perché ce ne accorgiamo?”  il Papa ha aperto al preservativo, nota Cruciani. “Il preservativo è sempre illecito, certe malattie si propagano lo stesso, non attraverso il sesso”.Conclude: “La Cirinnà è la legalizzazione dell’orrore, la legalizzazione della sodomia”.

Puntata del 19-02-2016.

 

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Neil Clark: l’esercito russo ha sorpreso il mondo

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SPETZNAZ

Segnalazione di Federico Prati

Secondo il giornalista britannico, l’esercito russo in Siria ha dimostrato la la sua prontezza bellica e che Mosca dispone di un moderno equipaggiamento militare. Questo costringe gli USA e i suoi alleati a prendere in considerazione gli interessi della Russia sulla scena internazionale.

Il giornalista britannico Neil Clark ha scritto che le attività di Mosca in Siria hanno dimostrato al mondo di cosa è capace l’esercito russo. E ora gli USA, che prima consideravano la Russia solo una “potenza regionale”, devono fare i conti con i suoi interessi e attività.

«L’esercito russo, naturalmente, non non è una sciocchezza. E’ evidente che l’esercito russo non è in declino e non è una” tigre di carta». L’unico modo per la Russia di mostrarlo era proprio dare una dimostrazione di ciò che può fare. Ora abbiamo raggiunto la fase in cui gli USA sono costretti a chiedere alla Russia, un paese che era considerato solo una “potenza regionale», di non colpire il nord della Siria, dove si trovano le truppe speciali (americane).

Ecco una svolta» scrive nel suo articolo per RT. 

Secondo il giornalista, è molto strano che i politici e i media occidentali, allo stesso tempo sostengono che la Russia «è sul punto di cadere a pezzi» e che «è in procinto di conquistare il mondo». A titolo di esempio, Clarke riporta i commenti del presidente USA Barack Obama riguardo la potenza militare russa.

«Obama per tanto tempo ha detto che le azioni della Russia sono determinate dalla sua debolezza, tuttavia, il paese che giocava il ruolo di potenza regionale, è adesso una principale forza militare» scrive Clark.

Precedentemente, Obama, parlando della questione siriana, ha detto che «evidentemente, un gruppo di insorti non sono pronti a competere con la seconda potenza militare del mondo».

«L’intervento della Russia nel conflitto siriano ha cambiato le regole del gioco, e se qualcuno deve criticarla, è solo per il fatto che lei non è intervenuta prima» conclude Clark.

Precedentemente, Russia e USA hanno deciso di coordinare le loro attività in Siria, prima di ciò gli Stati Uniti si sono rifiutati di fornire informazioni sul luogo di dispiegamento dei suoi militari. Allo stesso tempo, il Pentagono ha continuato a sostenere che Mosca e Washington non condividono i dati per le operazioni in Medio Oriente.

Leggi tutto: http://it.sputniknews.com/mondo/20160221/2144297/esercito-russo-siria.html#ixzz40obOzo5P

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Siria: “Se Usa e Arabia Saudita fossero sinceriŠ”

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Aleppo-scuola-gesuiti

Segnalazione del Centro Studi Federici

Ad Aleppo si continua a morire. “Se Usa e Arabia saudita fossero sinceri, dovrebbero unire i loro sforzi a quelli russi”

Continua l’assedio di Aleppo. Con la popolazione allo stremo, la città martire siriana è sempre più terreno di battaglia di una guerra per procura combattuta da grandi potenze straniere che appoggiano le tante fazioni armate in lotta contro il regime di Assad, sostenuto a sua volta da Iran e Russia. Il fragile accordo di Monaco non sembra aver fermato le ostilità che proseguono in attesa di un cessate il fuoco, concordato, e delle operazioni di consegna degli aiuti umanitari alle città assediate. “Basta ipocrisie” è il grido del “vicario apostolico” di Aleppo, mons. Georges Abou-Khazen che punta l’indice: “se Usa e Arabia saudita fossero sinceri nel combattere il terrorismo dovrebbero unire i loro sforzi a quelli russi. Invece si ha come l’impressione che non vogliano farlo seriamente”. (…)

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Le calunnie sulla Santa Inquisizione

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INQUISIZIONE

La BBC conferma l’Inquisizione una truffa culturale per colpire la Chiesa. Addio ad uno dei suoi grandi calunniatori, Umberto Eco

https://www.youtube.com/watch?v=qhlAqklH0do

Se oggi pensare al medioevo e alla  Chiesa dell’epoca alla maggior parte del popolo poco informato vengono subito in mente roghi, streghe, superstizione e barbarie di tutti i generi lo dobbiamo sicuramente alla massoneria: si sa, sono i vincitori che scrivono la storia, o almeno quella storia ricca di reticenze, omissioni, spesso di vere e proprie falsità; accuse che si continuano a scagliare anche a distanza di molti secoli. Infatti, una ricerca storica al di fuori dei libri di testo ci da un quadro chiaro -e del tutto diverso come vedremo- da quello cosiddetto ufficiale.

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“Non morirò del tutto” – e altri libri per uomini liberi

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EDIZINE AR

In collaborazione con le Edizioni di Ar proponiamo questi libri, che possono essere ordinati a info.traditio@gmail.com oppure direttamente in Via Galvani 31 – 37138 Verona (orari di apertura: ore 15.30 – 23.00 tutti i giorni feriali)

Novità:

1)  Rutilio Sermonti,  “Non morirò del tutto“  Tabula fati   12,00 euro

Un libro commiato, consuntivo ristretto di una vita di pensiero e di militanza di Rutilio Sermonti, che entra in contatto con l’uomo di domani e offre una chiave di comprensione dell’esistenza di uomini e popoli. Nelle sue parole prende corpo la vera libertà, concreta che non ammette coercizioni e limiti. E quando i giovani decreteranno con le proprie scelte la fine della tirannide mondialista avranno bisogno di armi e questo libro si rivelerà una bomba di rara potenza e dirompente efficacia.

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Contro-chiesa mondialista

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Segnalazione di Pietro Ferrari

 

Ratzinger e NEW WORLD ORDER:

Messaggio Urbi et Orbi – Natale 2005 | Benedetto XVI

 

 SIMBOLO
Messaggio Urbi et Orbi – Natale 2005 | Benedetto XVI

natale 2005

Visualizza su w2.vatican.va Anteprima per Yahoo

 

Sul Forum di Davos 2012 e sul mondialismo:

http://tychique.net/pdf/Courrier_N_402.pdf

 

Ratzinger ha nominato Peter Turkson presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace il 24 ottobre 2009. Nel 2015 collabora alla stesura della seconda enciclica di Bergoglio Laudato si’.

Pour écouter l’intervention du “card.” Turkson de ce 27 janvier à Radio Vatican :http://www.radiovaticana.org/fr1/Articolo.asp?c=558074

 

Radio Vaticana 27/01/2012:

“Questo per noi è un segnale importante”, osserva il “cardinale” Turkson, che ha ricordato la pubblicazione della Dichiarazione sulla riforma del sistema economico e finanziario mondiale. “Uno degli appelli che abbiamo lanciato – ha detto – si riferiva a quanto la globalizzazione sia enfatizzata nell’interconnessione e nell’interrelazione tra le persone. Per questo – ha proseguito – in un contesto a sviluppo globale, “dobbiamo pensare al mondo come a un’autorità politica, anch’essa in evoluzione”. (A cura di Alessandro De Carolis e Gloria Fontana)

 

Ancora su BXVI e mondialismo:

http://nwo-truthresearch.blogspot.com/2013/06/caritas-in-veritate-il-governo-mondiale.html

DOCUMENTO INTEGRALE MONS. TOSO (Durante il “papato” di Ratzinger nel 2003 è stato nominato Rettore della Università Pontificia. Il 22 ottobre 2009 è stato nominato Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ed è stato eletto alla sede titolare di Bisarcio.):

http://www.pass.va/content/dam/scienzesociali/pdf/acta18/acta18-toso.pdf

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1 760 761 762 763 764 765 766 1.214