Perché non si parla più della legge anti-omofobia?

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UNO CHE PARLA

Segnalazione di Redazione BastaBugie

 

Perché il ddl Cirinnà, non ammettendo obiezione di coscienza, perseguiterà gli “omofobi” (cioè chi pensa che ogni figlio abbia diritto a un padre e una madre) anche senza il ddl Scalfarotto

di Alfredo Mantovano

Il disegno di legge sulle unioni civili è una pazzia per tante ragioni: la sovrapposizione della disciplina delle coppie omosessuali a quella della famiglia fondata sul matrimonio, l’estensione della possibilità di adottare anche da parte di due persone dello stesso sesso, la conseguente deriva dell’utero in affitto. Di tutto ciò si parla lungamente da mesi. Finora però non vi è stata riflessione su quella che sarebbe una conseguenza diretta dell’approvazione del ddl, e cioè sulla pesante compromissione della libertà di tanti che da esso deriverà. Provo a spiegarmi partendo da una norma del Cirinnà, contenuta nell’articolo 8, che stabilisce (comma 1 lettere a e b) che le coppie formate da persone dello stesso sesso che hanno contratto matrimonio all’estero, hanno diritto a ottenere la trascrizione nei registri italiani dello stato civile, e si applicano a loro le disposizioni delle unioni civili. L’articolo conferma l’identità di regime fra matrimonio e unioni civili: a queste ultime manca solo essere chiamate matrimoni, la sostanza c’è tutta se è possibile perfino la trasposizione delle nozze da fuori i confini nazionali. E si pone un’ulteriore questione: che succede al funzionario dell’anagrafe che – aderendo in coscienza a un dato di natura e a un chiaro dettato costituzionale (articolo 29 Cost.) – rifiuta la trascrizione? A ben guardare, il problema non riguarda solo l’articolo 8, ma l’intero impianto del ddl: l’unione civile, in base all’articolo 1, viene formalmente costituita con una dichiarazione di due persone dello stesso sesso «di fronte all’ufficiale dello stato civile e alla presenza di due testimoni». Il dipendente comunale che sa che da quella dichiarazione deriva la costituzione di un regime giuridico sostanzialmente matrimoniale può astenersi dal riceverla, per non dare alla sua formazione un contributo determinante? Il ddl Cirinnà non contiene alcuna norma che legittimi l’esercizio dell’obiezione di coscienza. Eppure i precedenti non mancano: il caso più significativo è il diritto di obiezione che la legge sull’aborto riconosce al medico e all’esercente una attività sanitaria rispetto alla partecipazione alla procedura che porta a uccidere il concepito. La mancata previsione di questa possibilità nella futura legge sulle unioni civili provocherà problemi seri a una fascia consistente di lavoratori dei municipi: quale sarà l’effetto del rifiuto di trascrivere o di recepire la dichiarazione, motivato da ragioni di coscienza e dal richiamo alla Costituzione? Il licenziamento? L’avvio di un procedimento penale per rifiuto di atti d’ufficio? Il caso Kim Davis, l’impiegata del Kentucky finita in carcere per aver opposto un diniego del genere, mostra nella sua drammaticità che leggi sul matrimonio omosessuale fanno passare dalla discriminazione alla persecuzione, e rende evidente che il totalitarismo non cessa di essere tale se non ci sono i lager o i gulag: la sua apparenza non cruenta non elimina la dimensione fortemente oppressiva. La casistica di altre nazioni che hanno introdotto le nozze omosessuali non si limita ai funzionari pubblici; coinvolge, per esempio, i pasticcieri che rifiutano di confezionare torte che raffigurino sposi dello stesso sesso, i fiorai, i fotografi… Un problema altrettanto serio si pone a scuola: cosa accadrà al docente che si ostinerà a spiegare agli alunni che il matrimonio è quello fra un uomo e una donna? Che nel ddl Cirinnà non si preveda l’obiezione di coscienza spiega peraltro perché, dopo la rapida approvazione avvenuta alla Camera nel settembre 2013, il Senato abbia abbandonato la trattazione del ddl Scalfarotto sull’omofobia: le previsioni contenute in quest’ultimo sono implicitamente riprese, amplificate e rese più efficaci nell’altro. In assenza di ragionevolezza sul punto, una questione di tale gravità giustificherebbe la rottura di una maggioranza. Non ci si può limitare a dire “non concordo” e poi condividere posti di governo con gli artefici della prepotenza istituzionale: la follia ha reso così ciechi da lasciar passare, insieme con la distruzione della famiglia, anche la concreta compressione delle libertà di ciascuno di noi?

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La battaglia piagnona del mondo LGBTQlecc. vuole introdurre “diritti civili” inesistenti e deleteri

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ALLATTATORE

Segnalazione di Redazione BastaBugie

In vendita su Amazon l’allattatore maschile per simulare un allattamento vero… a quando l’utero artificiale agli uomini? 

di Costanza Miriano

Di cosa parliamo veramente quando parliamo di diritti civili? Quando si combatte una battaglia sarebbe bello farlo in modo leale. Il mondo Lgbt per la sua crociata ha deciso di puntare sul piagnisteo, usando l’espressione “diritti civili”. Usurpando un’espressione che nell’immaginario collettivo richiama immediatamente le lotte degli afroamericani, quelle sì, per i diritti civili, il movimento Lgbt compie però una profonda scorrettezza ideologica. I diritti civili, cioè le libertà di pensiero, espressione, associazione, elettorato non sono negati a nessun cittadino italiano, mentre l’oggetto delle richieste che ruotano intorno alla Cirinnà è tutto un altro. Lo ha capito qualsiasi osservatore onesto e sano di mente, lo ha dichiarato il Senatore Lo Giudice per esempio a “Le Iene” qualche sera fa: quello che vogliamo veramente è cambiare la visione sociale dell’omosessualità. Per poco non cadevo dalla sedia quando l’ho sentito ammettere a viso aperto, e da colui che della legge Cirinnà potrebbe essere, a occhio e croce, l’ispiratore. Ora, questo mi sembra un obiettivo onesto, qualcosa che ha un nome chiaro; sarebbe stato leale ammetterlo fin dall’inizio. Adesso che le carte sono scoperte ci si può confrontare a viso aperto, e senza vittimismo.

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Buon viaggio Piero Buscaroli !

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Per il cuore hanno ammazzato Gabriele

Segnalazione della Lega Nazionale Antipredazione degli Organi

Gentili Soci e Simpatizzanti,

Piero Buscaroli, giornalista e scrittore amico, intransigente e ostile ad ogni compromesso se n’è andato il 16 febbraio scorso all’età di 85 anni. Sprezzante del potere e del conformismo, l’aspro e avventuroso Buscaroli non si fa raccontare, non lo accetterebbe, per questo lo onoriamo con le sue stesse parole che al tempo aprirono tra noi un ponte d’amicizia.

Scrisse spontaneamente il 31/1/98 su Il Giornale in merito al caso di Gabriele, neonato anencefalico, “illegalmente donato”. Caso che la Lega Antipredazione aveva denunciato pubblicamente e al Tribunale dei minori di Torino.

Per il cuore hanno ammazzato Gabriele” (articolo allegato)  scolpisce un pensiero di certezza etica che, dopo contatti con la Lega Antipredazione, esplose in un nuovo documento dal titolo “E adesso è arrivata la macellazione di Stato dei corpi umani“.

Buon viaggio Piero!

Gli Amici della Lega Antipredazione

www.antipredazione.org

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Meditazione per la II Domenica di Quaresima

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TRASFIGURAZIONE

di Fra Leone da Bagnoregio

La redenzione operata da Nostro Signore è il principio di una nuova era dal peccato alla grazia è la trasformazione che si deve operare dentro di noi, il passaggio dalla notte di tenebra ossia del peccato al giorno di luce della grazia e della rinascita spirituale. Nostro Signore è, appunto, la stella che illumina il nostro mattino spirituale, la nostra visione del mondo che è il mondo restaurato dalla redenzione.

Questa rinascita deve apparire anche nella vita quotidiana che deve mostrare a tutti, la differenza del vivere secondo la grazia per i cristiani e non secondo il mondo come fanno i pagani, come fanno coloro che hanno abbandonato la via stretta della salvezza per seguire la via larga che li porterà alla perdizione.

Il tempo di Quaresima è il tempo, quindi, della nostra trasformazione del nostro mutamento in previsione del giorno in cui saremo davanti al tribunale dell’Altissimo che ci giudicherà.

L’Introito, è ripreso dal Salmo 24 (versetti 6°, 3°e 22°) E’ oltremodo mesto, ma pieno di fiducia, è il sospiro del cristiano verso il Signore che implora misericordia alla benevolenza divina, affinché sia liberato dalle strettezze d’ogni genere che lo attanagliano, la forza liberatrice di Dio libererà il suo servo non solo dai pericoli esterni, altresì dai pericoli interni, dal peccato che gli è sempre dinnanzi.

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L’ENIGMA «CONCLAVISTA» NELLA DEBÂCLE CATTOLICA

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downloadIn premessa, “Christus Rex” comunica ai lettori che in questo articolo non vi è alcun intento polemico, ma viene espressa l’opinione dell’autore in maniera molto chiara e approfondita. Egli rigetta ogni forma di “conclavismo” che ha eletto “papi” (come già ha avuto modo di precisare in un commento all’Editoriale della scorsa settimana) né ritiene che noi abbiamo autorità di eleggerne uno. Questo articolo è motivo di riflessione sulla situazione del Papato. Nessuno abbia a sentirsi colpito perché intenzione, almeno la nostra, è ESCLUSIVAMENTE quella di dibattere rispettosamente per il Bene della Chiesa. Ogni contributo, pacato e costruttivo, in tal senso, è auspicabile e gradito.

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

  1. Poiché la questione della successione nella Sede di Pietro è alla base della crisi che sembra senza uscita per il cattolici odierni, cominciamo per vedere cosa si è fatto per evitare che già nel conclave per eleggere il successore di Paolo 6º, tutto continuasse con un altro «papa conciliare». In tal senso abbiamo la lettera di Mgr. Lefebvre a molti cardinali elettori.

Lettre de Mgr Lefebvre à plusieurs cardinaux

«Eminence Révérendissime,

«A nouveau la Providence vous appelle à rejoindre la salle du Conclave pour élire le futur successeur de Pierre. La situation de l’Eglise est telle que seul un Pape tel que saint Pie X peut arrêter l’autodestruction dont Elle souffre surtout depuis le Concile Vatican II. Poursuivre les orientations de ce Concile et des Réformes post-conciliaires, c’est étendre l’apostasie et mener l’Eglise vers sa ruine. On juge l’arbre à ses fruits, dit Notre Seigneur Lui-même. Or d’ici peu des diocèses nombreux vont se trouver dans une pénurie tragique de prêtres. Continua a leggere

Bergoglio non si interessa di questioni morali. Sulle unioni civili deliberi il Parlamento…

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Papa Francesco a bordo dell'aereo papale © ANSAANSA – Papa Francesco a tutto campo sull’aereo papale dal Messico all’Italia. Dalle unioni civili, in cui non si immischia, ai casi in cui la contraccezione potrebbe essere tollerata; dal sogno del viaggio in Cina all’accusa a Trump di non essere cristiano perché vuole erigere muri ai confini, numerosissimi gli argomenti affrontati.

Sulle Unioni civili . “Io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana”. Così il Papa sul ddl unioni civili. “Nella prima riunione che io ho avuto con i vescovi nel maggio del ’13 una delle cose che ho detto: col governo arrangiatevi voi. Perché il Papa è per tutti e non può mettersi in politica, concreta interna di un paese. Questo non è il ruolo del Papa. E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa e han detto in tanti perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza, ce ne sono tanti”.

Rispondendo poi a una seconda domanda sullo stesso tema, Francesco ha detto di non ricordare bene il documento vaticano del 2003 in cui si dice tra l’altro che i parlamentari cattolici non devono votare questo tipo di leggi. “Ma il parlamentare cattolico – ha sottolineato – deve votare secondo la sua coscienza ben formata, questo direi soltanto. Credo che sia sufficiente, dico ben formata”.

“Mi ricordo – ha aggiunto – quando è stato votato il matrimonio dello stesso sesso a Buenos Aires. Erano lì con i voti pareggiati, e in una discussione uno ha consigliato all’altro ‘mah, andiamo a votare: se ce ne andiamo non abbiamo il quorum’. E l’altro: ‘ma se diamo il quorum diamo il voto a Kirchner’. E il primo: ‘mah, preferisco darlo a Kirchner che non a Bergoglio”. E avanti! Questa non è coscienza ben formata”.   “Sulle persone dello stesso sesso – ha quindi ribadito – ripeto quello che è catechismo della Chiesa cattolica”. Continua a leggere

Il delirio di George Soros … e i veri nemici dell’Europa

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sorosSegnalazione del Centro Studi Federici

In un recente editoriale sul Guardian (lo storico quotidiano britannico della sinistra laburista) George Soros, lo speculatore “illuminato”, è tornato a parlare di politica estera; ma, vuoi per l’età ormai avanzata, vuoi per il delirio di onnipotenza tipico di chi è abituato a manipolare impunemente verità e denaro, stavolta sembra aver superato la soglia del ridicolo.
Secondo Soros, la minaccia per l’Europa è Putin, non l’Isis.
E quale sarebbe la ragione di un’affermazione tanto azzardata? Semplice, Putin starebbe orchestrando la distruzione dell’Europa attraverso la crisi dei migranti. Siccome “l’obiettivo di Putin è la disintegrazione dell’Unione Europea -scrive Soros- il modo migliore per realizzarla è quello di inondare l’Europa di profughi siriani”.
I russi, in Siria, ci starebbero per bombardare la popolazione civile così da costringere milioni di disperati a fuggire e invadere il nostro continente.
Quindi l’esodo biblico d’immigrati che sta mettendo a rischio la tenuta sociale ed economica dell’Europa e il suo futuro, sarebbe opera di Putin. I barconi che attraversano il Mediterraneo, i milioni di profughi islamici (di cui più della metà non sono profughi) che premono ai nostri confini, il rischio di trasformarci in Eurabia, tutto questo sarebbe un complotto russo finalizzato a far implodere l’Unione Europea.
 
INCONGRUENZE

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