Violento terremoto 6.0 al Centro Italia, Amatrice è distrutta: crolli e vittime, notte da incubo

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Segnalazione di S. F.

Presto un articolo al riguardo sul quotidiano on-line Vvox.it scritto da Matteo Castagna

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Metà “profughi” li gestisce il Vaticano: e incassa (da contribuenti) 127.750.000 euro

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.facebook_1471969885039Come mai, il Vaticano e il suo braccino mediatico Avvenire (tra l’altro finanziato con le tasse dei contribuenti italiani) sono così ‘entusiasti’ dell’ondata di presunti profughi?

E’ tutta una questione di delirio masochista oppure nasconde anche cospicui interessi economici? Diamo un’occhiata.

Dei presunti profughi ospitati in Italia, 22 mila sono ospitati dal cosiddetto “Sistema SPRAR”, una rete di centri di accoglienza. Ovviamente sono esclusi i finti profughi ospitati negli hotel.

La realtà interessante è che di questi, ben 10 mila – quindi quasi il 50 per cento – sono gestiti attraverso la rete del Cas (Centri d’accoglienza straordinaria) da Caritas.

Significa che il Vaticano mangia circa metà della torta dell’accoglienza. L’altra metà tocca alle coop e associazioni del PD. (Vedi la conferenza Youtube del nostro Responsabile Nazionale Matteo Castagna, tenuta a Reggio Emilia in giugno sul tema dell’accoglienza business, da cui Forza Nuova ha preso spunto per una manifestazione a Ferrara sabato 27 Agosto 2016 per protestare contro la coop. Camelot, N.d.R.)

E si può anche fare un conto – rozzo – di quanto questa accoglienza ‘cristiana’ garantisce a Galantino e soci in termini di euro: 35 euro a clandestino, significa 350.000 euro al giorno.

In un anno, sono 127.750.000 tondi tondi. Una enormità. Tanto per dare un senso alla cifra, con 120 milioni Mondadori comprerà RCS Libri. Un fatturato da multinazionale, della falsa carità.

Ora, quando un vescovo vi dirà con l’acquolina in bocca che bisogna accogliere, sapete perché.

Vi fareste visitare ai polmoni in una clinica Marlboro?

Leggi anche http://voxnews.info/2015/08/12/il-piano-kalergi-seconda-parte/

Fonte: http://voxnews.info/2015/08/12/meta-profughi-li-gestisce-il-vaticano-e-incassa-da-contribuenti-127-750-000-euro/

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Germania verso elezioni Meclemburgo e Berlino, «trema» la Merkel

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Merkel_tristeSegnalazione di Raimondo Gatto

BERLINO – Mancano appena due settimane al voto del 4 settembre nel Land del Meclemburgo-Pomerania e quattro a quello nella città-stato di Berlino e i sondaggi non prevedono nulla di buono per i due grandi partiti tedeschi, la Spd e la Cdu (socialdemocratici e cristianodemocratici, oggi assieme al governo della Reppubblica federale). Cavalcando la crisi
migranti e la paura generata dalla recente serie di violenze e attentati, la nuova destra euroscettica dell’Afd (Alternative fuer Deutschland) gli sta col fiato sul collo.
Il risultato dell’ultima indagine dell’istituto Infratest Dimap per la rete tv Ndr e per alcuni media della regione (nell’ex Ddr) rivela che il partito del governatore uscente Erwin Sellering (Spd) è ancora in testa, ma con appena il 26%, che significa ben 10 punti percentuali in meno rispetto al precedente voto del 2011. La Cdu, il partito di Angela Merkel, la cancelliera che qui ha la sua patria politica, segue con il 23% dei voti, immutata rispetto al 2011. Una riedizione della coalizione rosso-nera è considerata la più probabile per il prossimo governo a Schwerin. Continua a leggere

Renzi non vuole schiodarsi: “Si vota comunque nel 2018”

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14021667_1772765466334553_7087400154851636125_nSegnalazione di Cristian

Il premier esclude urne anticipate se vince il No. Altolà a D’Alema: non usi il referendum come sua rivincita

«Comunque vada il referendum costituzionale, si voterà nel 2018». Tornato dalle vacanze, Matteo Renzi parla alla Versiliana, ripete di aver «sbagliato» a personalizzare la partita e toglie dal tavolo l’ipotesi di elezioni anticipate.

Se anche vincesse il No, sembra dire il premier – pur dicendosi certo della vittoria del Sì -, non sarà lui a mettersi di traverso sulla strada di Sergio Mattarella, chiamato a gestire la complessa partita che si aprirebbe dopo una secca sconfitta del governo. Sconfitta dalla quale, ha sempre ribadito, Renzi sarebbe pronto a trarre le conseguenze, dimettendosi. Ma spetterebbe al Colle, a quel punto, decidere le mosse successive, e Mattarella ha fatto sapere che un voto anticipato non sarebbe nel novero delle sue opzioni. Con la sua affermazione di ieri, il premier sembra assicurare che non sarà lui – da segretario del Pd – a chiederle, ostacolando il percorso di un altro governo che dovesse nascere per tentare di riscrivere la legge elettorale. Poi Renzi lancia un segnale di pace all’Anpi, che minaccia di disertare le feste dell’Unità, e invita il presidente Smuraglia (fervido sostenitore del No) ad un confronto sulla riforma. Continua a leggere

Soros finanzia il Gender totalitario

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Billionaire-investor-George-Soros-tells-the-EU-to-accept-millions-of-refugees-every-year-616541di Gianfranco Cei 

In questi giorni, il finanziare e magnate statunitense di origini ungherese George Soros è finito, suo malgrado, su tutti i principali quotidiani internazionali in seguito ad un attacco hacker che ha sottratto dai suoi server oltre 2.500 documenti privati.

DC LEAKS
I riservatissimi documenti trafugati sono stati prontamente diffusi su Internet, attraverso “Dc Leaks” (1), un portale interamente dedicato al materiale trafugato, innescando un’immediata e prevedibile bufera mediatica.
Nella homepage del sito gli hacker hanno pubblicato un post che chiarisce il motivo dell’attacco e della diffusione dei files: Continua a leggere

Per ragioni umanitarie ed evitare vittime civili

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di Maurizio Blondet

Per ragioni umanitarie ed evitare vittime civili

Fonte: Maurizio Blondet

“Il mondo noterà che la prima  bomba atomica fu lanciata su Hiroshima, una base militare. Ciò perché volevamo in questo prima attacco evitare, per quanto possibile, l’uccisione di civili”.

(Discorso del presidente Truman alla radio, 9 agosto 1945. La bomba su Hioshima era stata gettata il 6, quella su Nagasaki  il 9, data del discorso di Truman).

“Abbiamo scoperto la più terribile bomba nella storia del mondo.  Forse il fuoco di distruzione profetizzato  nell’Era dell’Eufrate, dopo Noè e  la sua favolosa arca. […] Questa bomba sarà usata contro il Giappone [..] La useremo contro obiettivi militari, soldati e narinai saranno il bersaglio e non donne e bambini. Anche   se i Jap sono selvaggi, spietati,  crudeli e fanatici, noi come leader del mondo   per il benessere comune non possiamo lanciare questa terribile bomba sulla vecchia capitale o la nuova [..]   Il bersaglio sarà unicamente di tipo militare […] La cosa più terribile mai scoperta  può essere resa la più utile”. Continua a leggere

Perché vi hanno fatto vedere Omran

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di Matteo Carnieletto

Perché vi hanno fatto vedere Omran

Fonte: Gli occhi della guerra

Omran non è più un bambino. È solo polvere e sangue incrostato sul suo visino di soli 5 anni.Omran è stato estratto dalle macerie di Aleppo e le agenzie di stampa hanno deciso di far conoscere la sua faccia e la sua storia al mondo intero. Giusto. Giustissimo, anzi. Perché Omran sta vivendo una guerra non sua. Una guerra che viene da Oltreoceano, da Paesi che forse non vedrà mai. Da ieri Omran è il dolore che si fa carne.

Ma chi ha seguito un po’ la guerra in Siria ha visto foto peggiori. Ha visto genitori scavare sotto le macerie per trovare soltanto mucchi di carne spolpata e ossa senza più vita. Ha visto i pancini dei bambini squarciati dalle bombe. Ma le agenzie queste foto non le hanno fatte vedere. Perché ci hanno parlato solamente ieri del piccolo Omran quando di bambini come lui ce ne sono stati a migliaia durante questi cinque anni di rivolta e guerra? Perché proprio ieri è non, per esempio, un mese fa? Continua a leggere

Le bugie su Aleppo

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di Gian Micalessin

Le bugie su Aleppo

Fonte: Il Giornale

Davanti ad una foto come quella di Omran Daqneesh nessuno può restare indifferente. L’immagine di quel bimbetto siriano di cinque anni coperto di sangue e polvere dopo un bombardamento su Aleppo stringe il cuore, lo riempie di sdegno e d’indignazione.

Lo stesso successe un anno fa con la foto di Aylan, affogato mentre con la famiglia passava dalla Turchia in Europa. Entrambe quelle foto nascondono però un trappolone. Quello celato dietro l’immagine del povero Aylan è ben noto. Quello scatto spinse la Cancelliera Angela Merkel ad abdicare all’etica della responsabilità per decidere sull’onda dell’emozione. L’immediata e ingestibile conseguenza fu l’arrivo in Germania di oltre un milione di profughi accompagnati da un numero ancora imprecisato di terroristi ed apprendisti tali. La foto del povero Omran, diffusa dall’Aleppo Media Center, la centrale di propaganda dei ribelli jihadisti, rischia invece di farci dimenticare le cinque grandi menzogne della battaglia di Aleppo. Continua a leggere

Elites e migrazione: falsa morale e veri interessi

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Elites e migrazione: falsa morale e veri interessi

Fonte: Marco Della Luna

I poteri (interessi) forti, attraverso i media da loro gestiti, giustificano l’immigrazione di massa come rimedio alla denatalità dei paesi occidentali.

La giustificazione non regge perché quelli sono i medesimi poteri (interessi) forti che hanno indotto la denatalità (soprattutto) attraverso la loro politica monetaria deflazionistica e recessiva la quale, assieme al modello sociale ad essa collegato, al contrario delle sue promesse di sviluppo e stabilità, ha tolto lavoro e prospettive per il futuro, nonché partecipazione democratica.

Sono i medesimi poteri (interessi) forti che mantengono quella politica nonostante i suoi effetti, e che con essa si sono arricchiti e potenziati politicamente. Continua a leggere

ANGOLA: Islam illegale

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islam1Segnalazione di Raimondo Gatto

In Angola l’islam è illegale: abbattute le moschee abusive

Il ministro della cultura: “La legalizzazione dell’islam non è stata approvata dal Ministero della Giustizia e dei Diritti Umani”
“La legalizzazione dell’islam non è stata approvata dal Ministero della Giustizia e dei Diritti Umani e le moschee dei
musulmani saranno chiuse fino a nuovo ordine”.
Parola del ministro della Cultura dell’Angola, Rosa Cruz E Silva. Di fatto, come riporta Libero, la ministra ha affermato che la religione musulmana, minoritaria in Angola, è considerata ancora come una “setta” insieme ad altre 194 non riconosciute dalle norme statali. Continua a leggere

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