L’imbecille globale è al potere

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di Marcello Veneziani

A parte il corso permanente e intensivo di angoscia e terrore causa pandemia, ogni mattina, pomeriggio e sera, ovunque tu sei e a qualunque fonte d’informazione ti colleghi – video, radio, giornali, web ma anche film, concerti, omelie, lezioni a scuola o all’università, discorsi istituzionali – c’è un Imbecille Globale che ripete sempre lo stesso discorso: “Abbattiamo i muri, niente più frontiere tra popoli, fedi, razze, sessi e omosessi, non più chiusure in nazioni, generi, famiglie, tradizioni ma aperti al mondo”. Te lo dice come se stesse esprimendo un’acuta e insolita opinione personale, originale; finge di ribellarsi al conformismo della chiusura e al potere del fascismo (morto da 75 anni) mentre lui, che coraggioso, che spregiudicato, è aperto, non si conforma, ha la mente aperta, il cuore aperto, le braccia aperte, è cittadino del mondo. Sfida i potenti, lui, che forte. Sta ripetendo all’infinito, da imbecille prestampato qual è, il Catechismo Precompilato dei Cretini Allineati al Canone del Tempo. Tutti per uno, uno per tutti. L’Imbecille è globale perché lui sa dove va il mondo e si sente cittadino del mondo. L’idiota planetario si moltiplica in mille versioni.

C’è l’Imbecille Cantante che dal palco, ispirato direttamente dal dio degli artisti, dichiara che lui canta contro tutti i muri e tutti i razzismi. Che eroe, sei tutti noi. Poi vedi l’Imbecille Attore o Regista che dal podio lancia il suo messaggio originale e assai accorato, perfettamente uguale a quello del precedente cantautore, ma lui lo recita come se l’umanità l’ascoltasse per la prima volta dalla sua viva voce. “Io non amo i muri, non mi piace chi vuole alzare muri” Che bravo, che anticonformista. Segue a ruota l’Imbecille Intellettuale, profeta e opinionista che per distinguersi dal volgo rozzo e ignorante, dichiara anche lui la Medesima Cosa, sui muri ci piscio, morte al razzismo, morte a Hitler (defunto sempre da 72 anni), viva l’accoglienza, i neri, i gay e i trans. L’Idiota Collettivo, versione ebete dell’Intellettuale Collettivo post-gramsciano, non pensa in proprio ma scarica l’app ideologica che genera risposte in automatico. Poi c’è l’Imbecille a mezzo stampa o a mezzobusto che riscrive o recita ispirato l’identica pisciatina contro i Muri. E poi c’è il Presidente o la Presidente, che in veste d’Imbecille Istituzionale, esprime lo stesso, identico Concetto, col piglio intrepido di chi sfida i Poteri Forti (ai cui piedi è accucciato o funge da zerbino). Continua a leggere

Ungheria. Orban mette in costituzione che il matrimonio è tra un uomo ed una donna

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«Hungary’s government intensified its battle against what it called “modern” thinking by proposing legal amendments on marriage and adoption that cited divine creation»
«Marriage must be between man and woman, and only people in such a union would be allowed to adopt children, according to legislation submitted to parliament on Tuesday by Prime Minister Viktor Orban’s government»
«Though same sex couples have already been limited to civic partnerships and excluded from marriage, the proposed changes would take the European Union member state further into conservative territory»
Orban has spent his decade in office fighting the EU over the rule of law and what he portrays as liberal attacks on Hungary’s Christian values»
«While “Hungarians are patient and tolerant” toward homosexuality, Orban said on public radio last month, the role of children remains a “red line that can’t be crossed.”»
«The latest constitutional proposal also cites “children’s right to an identity conforming to their birth gender.”»
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Il problema sarebbe giuridicamente facilmente risolvibile se la nuzialità omosessuale non fosse una delle bandiere dei liberal socialisti, che la sostengono a spada tratta: non vogliono trattare con quanti non la riconoscano e non la applichino. Li trattano come se fossero dei viziosi degenerati.
Assieme alla Polonia, non è l’unica nazione a questo mondo.
Russia, Putin: finchè ci sarò io matrimonio solo tra uomo e donna.
Già. Sembrerebbe essere cosa strana, ma di questi tempi un concetto così naturale deve essere scritto a chiare lettere nella costituzione.
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Hungary to Enshrine Religious Gender Doctrine Into Constitution.
– Bill cites ‘creation’ in defining marriage between man, woman
– Government seeks to exclude same-sex couples from adoptions

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Travaglio fulminato da Gratteri. Così il procuratore boccia il Gino Strada del suo Conte

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È restato di ghiaccio, impietrito perché non se lo aspettava il povero Marco Travaglio ascoltando a Otto e Mezzo il procuratore Nicola Gratteri disintegrare la candidatura di Gino Strada a commissario della sanità in Calabria. Il direttore del Fatto quotidiano aveva appena finito di incensare l’ideona del premier Giuseppe Conte a lui così caro e sentire dire proprio da un magistrato da lui così incensato come Gratteri che “Strada non serve, ci vuole un manager“, lo ha fatto quasi svenire in diretta di fronte a Lilli Gruber.

Il procuratore ha spiegato di essere stato in Africa e avere visto con i suoi occhi il lavoro meritorio fatto da Emergency, ma la Calabria non è l’Africa. E proprio le prime parole dette da Strada, annunciando 4 o 5 ospedali da campo da portare in Calabria, sono secondo Gratteri una sciocchezza perché “ci sono semmai 18 ospedali chiusi che possono essere riaperti e molto più utili. Basta sanificarli e in pochi giorni tornano operativi”. Travaglio che aveva perso la favella ha provato a difendere gli ospedali da campo “li hanno fatti anche al Nord”, ma Gratteri lo ha definitivamente zittito: “lì non avevano altri ospedali da riaprire”.

Fonte: https://www.iltempo.it/politica/2020/11/17/news/calabria-nicola-gratteri-marco-travaglio-gino-strada-sanita-commissario-otto-e-mezzo-fatto-quotidiano-giuseppe-conte-25266213/

Gratteri: “Il virus è ossigeno per le mafie”

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Epidemia, crisi economica e riemersione del fenomeno mafioso. Sembra questo l’assunto da cui partirà il dibattito (rigorosamente sul web) che il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro ha organizzato assieme a Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, autori del saggio ‘Ossigeno Illegale’. Il giornalista Pierluigi Senatore dialogherà con i due autori, ma poi ci sarà anche spazio per eventuali domande dei partecipanti. L’evento rientra tra le azioni di Legalità & Cittadinanza responsabile, Progetto di pedagogia civica, promosso dall’amministrazione comunale di Rubiera. L’evento sarà in streaming su piattaforma web www.educativvu.it 

Per partecipare occorre registrarsi gratuitamente sul sito. Eventuali domande dei partecipanti dovranno essere inviate invece all’indirizzo mail info@caraco.it

Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro, e Antonio Nicaso, docente universitario e storico delle organizzazioni criminali, raccontano come le mafie coglieranno l’occasione di questa crisi per fare attività di riciclaggio, crearsi nuovi spazi nell’economia e radicarsi nel settore agricolo, della logistica, della grande distribuzione, della finanza o in altri settori strategici per l’Italia.

Fonte: https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/il-virus-%C3%A8-ossigeno-per-le-mafie-1.5726013

Svelato a Roma il murale Lgbt alto 250 metri: “E’ il primo in Europa”

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di Ilaria Paoletti

Non c’è che dire, se c’è una cosa di cui a Roma avevamo proprio bisogno è di un murale di 250 metri quadrati che omaggi una misconosciuta (per noi) icona Lgbt. Una nota positiva c’è: mangia lo smog. Potevamo proporre una serie di personaggi rappresentativi della città per un’opera d’arte green – magari qualche divinità del Pantheon romano? – ma è stato fortemente voluto dall’Ambasciata Olandese in Italia, quindi non abbiamo diritto di parola sul soggetto.

Il colossale murales Lgbt

Secondo quanto riporta Roma Today, l’opera rappresenta “un uomo ed una donna, il primo in posizione frontale, l’altra di spalle. Sono avvolti da un drappo bianco, indossano gli stessi monili e, come fossero parte di un unico corpo, guardano fissi nella medesima direzione“. E’ stato dipinto su un muro in via Tessalonica, sulla parete dell’Istituto tecnico industriale Armellini, ed è stato  realizzato l’artista olandese JDL.

L’opera dedicata alla drag queen

L’opera di street art è stata dedicata a La Karl Du Pigné, drag queen italiana e icona del movimento Lgbt. Per questo, si rallegra Vladimir Luxuria: “Quando parlo della Karl du Pignè mi emoziono perché è stata una storia di profonda amicizia ma anche di una lotta che abbiamo fatto insieme: i primi Pride, le giornate mondiali contro l’AIDS, gli eventi culturali. Una lotta che ci ha permesso di raggiungere dei traguardi importantissimi e sono felice che possa essere ricordata attraverso un murales ecosostenibile, il primo in Europa che riguarda la tematica LGBQT+”.

Patrocini importanti

Il progetto artistico è stato patrocinato da Yourban 2030 e sostenuto e fortemente voluto dall’Ambasciata Olandese in Italia. Ovviamente, è anche patrocinato dal Municipio VIII nonché dal Circolo Mario Mieli: il colossale murales sarebbe dedicato “alla necessità, di ogni persona di sentirsi libera di essere ciò che è, ciò che vorrebbe essere, ciò che sarà”.

Fonte: https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/roma-murale-lgbt-174477/

“Nature” mette in crisi i metodi imposti per il contrasto al Covid dal Governo Conte

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Di Matteo Castagna

Una sola cosa è certa in questo periodo di emergenza sanitaria, dichiarata dal Governo giallofucsia: regna l’incertezza. Sotto il cielo del Covid c’è un’enorme confusione.

Scienziato che incontri, ricetta che trovi – dicono alcuni, tra il serio ed il faceto – ma esistono protocolli ufficiali nazionali, imposti da Conte con Speranza (il ministro della Salute, occorre specificare…) assieme al Cts, ovvero il Comitato Tecnico Scientifico, selezionato, secondo imprecisati criteri, per dare le indicazioni di prevenzione e contrasto alla malattia.

Le principali direttive riguardano l’uso pressoché costante della mascherina, il distanziamento sociale per evitare assembramenti, la chiusura di territori ed attività commerciali considerati, potenzialmente, più a rischio.

Sollevare dubbi, perplessità o proporre alternative a queste indicazioni è considerato roba da negazionisti, da mettere alla berlina o al pubblico ludibrio, per la nuova società fluida che tanto piace al cattolico adulto ed abortista Joe Biden.

Questo perché quando si pronuncia la scienza eterodiretta dai media mainstream e benedetta dalle grandi case farmaceutiche, si passa sempre dall’opinabile al dogmatico. Il dogma deve scomparire solo dalla religione cattolica, perché è un fastidioso ostacolo al relativismo (cioè il “diritto” di credere e propagandare il falso), ma deve essere da tutti riconosciuto quando a pronunciarsi è la pseudo-scienza progressista, che strizza l’occhio sinistro a certa politica e quello destro alla Fondazione di Bill Gates per il controllo delle nascite.

Il tutto avviene in un clima di terrore generalizzato, che, in alcuni casi, sta sfociando in autentiche psicosi da parte di varie persone, soprattutto del cosiddetto ceto medio, quello che è meglio se sta sul divano imbavagliato e chiuso a chiave piuttosto che totalmente arrabbiato nelle piazze o, disobbediente nei propri negozi. Meglio annichilire il polmone produttivo del Paese, piuttosto che averlo contro, in maniera scatenata. Meglio un imprenditore italiano imbottito di bromuro per l’ansia da Coronavirus che un operaio polacco che grida la sua rabbia con slogan e, soprattutto principi completamente fuori moda, come “Dio, Onore e Patria!”.

Allora, per evitare ogni accusa di negazionismo, perché negare l’evidenza è da idioti, ma pensare e scrivere basandosi sui fatti è un servizio alla verità, ci sarebbe da chiedersi perché sia passata in sordina una notizia molto importante, che non viene data dai soliti medici non allineati al “sanitariamente corretto” Prof. Bassetti o Prof. Zangrillo, minacciati e screditati in maniera oggettivamente vergognosa dai soloni della libertà di ricerca e di espressione: la rivista scientifica Nature, tra le più prestigiose al mondo nella comunità scientifica internazionale, pubblicata dal 4 Novembre 1869. Una ricerca australiana, presente sul portale della grande rivista, ci dice che è certo che ogni sistema immunitario reagisce in maniera diversa al virus.

All’inizio della prima ondata, una coppia piuttosto giovane di Melbourne ha partecipato ad un matrimonio. Dopo pochi giorni ed alcuni sintomi tipici del Covid-19, risultano positivi al tampone. A casa, la coppia ha tre figli, di cui due risulteranno lievemente sintomatici, mentre la bimba di 5 anni, quella che aveva avuto maggiori contatti stretti coi genitori, completamente asintomatica. Otto giorni dopo la comparsa dei sintomi, i figli risulteranno tutti negativi al tampone. Oggi, la famiglia è completamente guarita, ma gli scienziati si sono posti le ovvie domande: come è possibile che soggetti che hanno un codice genetico pressappoco simile rispondano in modo così diverso al virus? E perché sistemi immunitari simili danno risposte tanto distanti l’una dall’altra, accertato che tutti i soggetti hanno reagito? Perché i figli, quelli con sintomi, risultano negativi?

I risultati salivari e sierologici combinati mostrano che, nonostante i bambini non diano prove virologiche di infezione, tutti e tre hanno sviluppato risposte anticorpali contro il Covid-19 e ognuno in modo differente. E dall’analisi risulta che la bambina, che è rimasta asintomatica tutto il tempo, ha dato la risposta anticorpale più robusta. La discordanza tra i risultati dell’analisi virologica e le prove sierologiche cliniche, potrebbero essere l’effetto di una diversa sensibilità delle mucose dei soggetti (per questo motivo i due bambini sintomatici risultano comunque negativi).

Non si comprende però perché la risposta della bambina sia stata così diversa dalle risposte degli altri familiari. Un ruolo chiave protettivo potrebbero averlo giocato gli anticorpi della mucosa salivare ma l’aspetto, scrivono gli scienziati, merita conferma in studi più ampi. La capacità anticorpale dei bambini ha permesso loro di reagire in modo più efficace dei genitori. La reazione ha evitato una replicazione del virus dentro di loro. Nonostante lo stretto contatto con i genitori infettati i bambini sono sempre risultati negativi ed hanno sviluppato sintomi minimi o assenti. Ce l’ha raccontato praticamente solo il giornalista libero Antonio Amorosi su Affaritaliani.it: non lo trovate strano nella patria di chi passa le ore ad ammantarsi di pluralismo?

Dunque, dall’analisi scientifica di questa situazione, è lecito dedurre che le misure imposte con certezza inoppugnabile dal Governo e dai suoi esperti, possano essere discutibili e discusse, senza incorrere nella scomunica del prof. Galli? Potremmo permetterci di chiedere una risposta di Burioni agli scienziati di Nature o il pensiero in materia di Arcuri? Troveranno il tempo di leggere una così importante rivista scientifica, anche su un monopattino o seduti ad un banco a rotelle? Ai posteri, l’ardua sentenza. A noi, invece, restano i consueti “pensieri ereticamente corretti”, espressi anche con un pizzico di ironia, perché non è difforme (almeno per ora) da quanto sancisce l’art. 21 della Costituzione.

DA

“Nature” mette in crisi i metodi imposti per il contrasto al Covid dal Governo Conte

Esclusivo. L’avv. Amato: “Rai 1 è diventata ‘Gay 1’ e la Ferragni la ‘Madonna’”

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Di Bruno Volpe

“Ottima occasione per rivendicare una legge sulla cristianofobia”: lo dice l’avvocato Gianfranco Amato, Presidente di Giuristi per la Vita, commentando l’ennesima presa in giro dei simboli cristiani commessa questa volta a Pontedera (Pisa), dove in pieno corso e sul Municipio è stata posta una strana e sinceramente brutta, versione della Natavità nella quale la Madonna è la influencer (ma di che?) Chiara Ferragni, quella, detto per inciso, nominata consulente per l’uso delle mascherine assieme al marito Fedez dal premier Conte.

Avvocato Amato. Ora la Ferragni diventa la Madonna…

“Siamo alla vergogna. Penso che questa però possa essere l’occasione buona per chiedere una legge sulla cristianofobia dopo quella sulla omotransfobia. Naturalmente so che è difficile o impossibile. Però vedete come in Italia e non solo qui, ormai sia permesso dileggiare i valori e simboli cristiani, mentre bisogna essere rispettosi dei gay, dei trans e di tutto il genere umano”.

Potreste sporgere denuncia, è pur sempre reato…

“Pensa che serva a qualche cosa? Ho dubbi, in casi del genere nel nome di una strana libertà a senso unico, ci sta sempre il pm che archivia”.

Perché oltraggi simili non li fanno verso altre fedi?

“Sono vigliacchi. Se irridono Maometto rischiamo la vita, se si fanno vignette sugli ebrei inizia la solfa dell’antisemitismo e riaprono la storia dell’Olocausto e allora la sola religione che può essere attaccata senza problemi è quella cristiana”.

Anche la Chiesa cattolica non alza troppo la voce…

“Questa Chiesa pensa quasi sempre ad ecologia, migranti, lavoro. In poche parole, ha messo fuori i valori del trascendente per concentrarsi sulle cose sociali, Dio non rientra nei suoi piani”.

Si ha la sensazione che con il pretesto dei crimini sui minori e abusi si voglia colpire Giovanni Paolo II..

“Non è un timore infondato. La sua Familiaris Consortio infastidisce la teologia morale liquida di oggi, il ‘caso per caso’”.

Rai Uno il sabato pomeriggio imperversa. Liorni ne è la punta di diamante, a favore dei gay..

“Prendo in prestito uno slogan, non è più Rai Uno ma Gay Uno. Trovo scandaloso che la Rai servizio pubblico mandi queste cose. Il canone lo pagano tutti, anche coloro che dissentono. Fa parte del pensiero unico dominante e della propaganda del politicamente corretto”.

DA

Esclusivo. L’avv. Amato: “Rai 1 è diventata ‘Gay 1’ e la Ferragni la ‘Madonna’”

Dopo la Casta venne la Feccia

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Siamo passati dalla Casta alla Feccia; stavamo messi male, siamo finiti peggio. Tredici anni fa due giornalisti del Corriere della sera, Gianantonio Stella e Sergio Rizzo, pubblicavano la Casta, un libro che ebbe largo successo di pubblico e forte incidenza politica. Dove portò quel documentato atto di accusa contro la Casta? All’antipolitica, al populismo, a Beppe Grillo, alla Casaleggio & Associati e al Movimento 5Stelle. La denuncia del male propiziò l’avvento del peggio. Chi veicolò quel messaggio anticasta, usando quel libro, pensava a un passaggio di mano dai politici ai tecnici, tramite l’Europa, i magistrati e i protettorati economico-finanziari. Quel messaggio destabilizzante fu sposato dall’establishment per delegittimare la politica e uscire dall’era berlusconiana con un passaggio di mano. Ma il malumore popolare verso la classe politica era di vecchia data e “l’utilizzatore finale” di quella campagna contro la Casta fu il movimento grillino che poi andò al potere.

Certo, tra la Casta – che indicava più la prassi della Prima repubblica poi ripresa della Seconda – e l’Anticasta del grillismo c’è stato di mezzo il berlusconismo, che fu populismo antipolitico in versione soft (“mi consenta”); ci fu l’alternanza, lo sdoganamento della destra in funzione bipolare e la riduzione della sinistra comunista all’Ulivo di Prodi e al partito democratico. Però dopo la parabola berlusconiana, dopo la disastrosa parentesi dei tecnici e la veloce eclissi renziana, siamo arrivati a La Feccia, che potrebbe essere il titolo di una saga sull’era presente della politica, aggravata dal covid.

Cos’è la feccia? È il residuo melmoso che si deposita sui fondi del vino, le sostanze più grevi residue in barile. Nel gergo corrente e figurato indica la parte peggiore della società o di un mondo. Le fasce meno produttive della società, i meno preparati e meno competenti, i detriti di una società, i rimasugli di una categoria.

La feccia è emersa soprattutto sul terreno della politica travestita di populismo: quando vanno al potere gruppi e individui senza alcuna qualifica o formazione, alcun curriculum, alcuna storia e provenienza politica; quando il loro pregio è solo la verginità di esperienze e mestieri, immunità alla cultura, assenza di carriera politica e ruoli significativi nella società; quando uno vale uno, a tutti lo stesso reddito, nomine a sorteggio e Vaffa generale, si può dire che la feccia vada al potere. La feccia riguarda gran parte dell’attuale classe di governo, inclusi i loro nominati, e alcuni settori dell’opposizione. Non a caso il blocco sociale di riferimento della feccia non è costituito da ceti produttivi, lavoratori o professionisti, operai o commercianti, dipendenti, salariati o partite Iva; ma disoccupati e spostati, il popolo del reddito di cittadinanza. O quelli che furono definiti “scappati di casa”. Dovevano aprire il parlamento come una scatola di tonno: il tonno è sparito, è rimasto il residuo gelatinoso.

Ma la feccia riguarda anche altri ambiti e denota il degrado delle classi dirigenti: per esempio quel fondo melmoso, tra partigianeria, carrierismo e affarismo che ha portato alla luce nella magistratura il caso Palamara. Lotte di potere, sentenze pilotate, campagne orchestrate, cordate di clan. Quel mondo oscuro delle toghe è il rimasuglio di quel che era la magistratura ai tempi della civiltà giuridica. Ora sentenze politiche, indagini a orologeria, obbiettivi mirati, pressioni di tipo camorristico.

O altro esempio di feccia, quel sottobosco universitario fondato sugli stessi criteri emersi nella magistratura, in cui si fa carriera, si pubblica, si trovano padrinati per logiche, cartelli di appartenenza, affiliazioni di clan in cui il merito, la capacità, gli studi non contano nulla o contano poco; da quel mondo deriva l’attuale presidente del consiglio, non certo dalla tradizione prestigiosa dei giuristi prestati alla politica, come furono i Vassalli e i Giugni, i Rodotà e i Cassese, i Conso e i Bonifacio, solo per citarne alcuni, senza risalire ai padri costituenti. Ora, al tempo della feccia, abbiamo Conte…

O ancora, il potere mafioso delle organizzazioni culturali e dei gruppi che controllano e determinano i successi e gli insuccessi editoriali, al cinema, in tv. La feccia è pure in quel mondo di sotto che affianca l’odierna politica, ed è cresciuto a sua immagine e somiglianza, per esempio nell’informazione pubblica, e che ne è la prosecuzione nella società civile; o quel mondo in cui si fa carriera per meriti sessuali e omosessuali (le lobbies omosessuali in politica, nelle istituzioni e nell’informazione pubblica sono un’altra rappresentazione della feccia). Se la casta era circondata da faccendieri, la feccia è attorniata da traffichini, versione pezzente dei faccendieri.

La feccia è pure quel che resta della politica di un tempo, dopo la rottamazione, le scissioni e i ricambi peggiorativi; la feccia è il rimasuglio politico di epoche diverse; se togli alla politica le sue motivazioni alte, le sue giustificazioni più significative, la battaglia contro le ingiustizie sociali ed economiche, se la politica diventa solo gestione e conservazione con ogni mezzo e a prezzo di ogni dignità del potere acquisito, allora anche i residui della politica passata, a partire dalla sinistra di potere, sono la melma rimasta dopo che è finita la stagione delle passioni civili.

Il tempo della feccia non ha ideologi o intellettuali ma influencer e animatori, non ha esperti e ricercatori ma star e figurini da talk show, non ha eroi, al più vittime, non ha artisti o scrittori che giganteggiano ma palloni gonfiati e posatori. È tempo che qualcuno scriva il seguito a La Casta, o meglio il suo contrappunto. La Feccia.

MV, Panorama n.48 (2020)

DA

Dopo la Casta venne la Feccia

Indottrinamento Lgbt in una scuola di Firenze: genitori in rivolta

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Roma, 15 nov – Nonostante il ddl Zan sia stato approvato solo alla Camera, il mondo Lgbt continua ad allargare il suo raggio di propaganda nelle scuole primarie. Stavolta in Toscana, regione la cui amministrazione nei mesi scorsi ha elargito ingenti finanziamenti pubblici alle varie sigle.

Bambini e bambine recitano ruoli del sesso opposto

«Individuare gli stereotipi di genere presenti in fiabe, racconti, personaggi dei cartoni animati, giocattoli, mass media e nella realtà della vita quotidiana». Secondo quanto riportato da La Nazione, questo è l’inquietante contenuto del programma promosso dall’associazione Lgbt Ireos Onlus – Centro Servizi Autogestito Comunità Queer (termine quest’ultimo che prende il nome dalla teoria che mette in discussione la naturalità dell’identità di genere, dell’identità sessuale e degli atti sessuali di ciascun individuo, affermando invece che esse sono interamente o in parte costruite socialmente) in alcune classi di elementari e medie presso l’Istituto Comprensivo Rosai a Firenze, che ha fatto alzare un polverone tra i genitori.

A destare più scalpore è la testimonianza di un genitore su una maestra che “durante le lezioni d’inglese fa recitare ai bambini i ruoli delle femmine e alle bambine quelle dei maschi. In un dialogo un bimbo fa Lilly e una bimba fa Arthur. Tutto questo senza chiedere il consenso ai genitori”.

La maestra però non ha fatto mistero dei suoi decisamente discutibili metodi di insegnamento, tant’è che sui suoi social scrive: “Esercizio di drammatizzazione con ruoli maschili e femminili dati a caso. Il maschio tocca alla femmina e passa, la femmina tocca al maschio e risatine al seguito”. “C’è da lavorare” aggiunge.

Donzelli: “No alla manipolazione dei bambini”

Tra i primi a denunciare la vicenda è stato il deputato di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli. “Siamo con le mamme che si sono ribellate a questa follia, non è accettabile che si tenti di manipolare dei bambini in questo modo – tuona Donzelli– Ora il nuovo provvedimento voluto dalla maggioranza di governo di sinistra, il Ddl Zan, sta giustificando questi metodi e anzi la situazione peggiorerà una volta che sarà approvata. La nuova legge, già approvata dalla Camera, istituisce la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia per insegnare ai bambini delle elementari a scegliere, anche a giorni alternati, se sentirsi maschi, femmine, o trans. Abbiamo provato in tutti i modi a fermarli proponendo emendamenti di buonsenso alla Camera. La sinistra li ha tutti bocciati. Ma noi non ci perdiamo d’animo”.

DA

https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/indottrinamento-lgbt-scuola-firenze-genitori-rivolta-173988/

Il Grande fratello ai tempi del Covid. Ecco perché evocare Orwell non è complottismo

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Roma, 14 nov – Se avete letto 1984 di Orwell: i “due minuti d’odio” che, trasmessi quotidianamente, servono ad ammorbidire e al contempo inferocire il popolo di Oceania, imprimendogli nella mente la Verità oltre la quale vi è solo l’illecito. Ripensate a quel passaggio del romanzo, a come le immagini trasmesse dal Grande Fratello fossero idonee a stravolgere l’animo e il buon senso di chiunque le guardasse, legando a doppio filo il cittadino-suddito alla narrazione imposta dal Partito. Molti trovano analogie tra il romanzo di George Orwell e la realtà odierna e tali analogie riguardano la sensazione di non aver più margine di libertà entro cui contrapporsi alla narrazione in corso: dall’ecologismo talebano al terrorismo islamico innominabile, dalla questione sanitaria in essere ai tentativi più o meno riusciti di imporre per legge un controllo sociale delle idee difformi, varie commissioni, vari disegni di legge varati da maggioranze parlamentari non corrispondenti all’elettorato maggioritario. Vedi la legge Zan, vedi la commissione contro le fake news, vedi la commissione Segre, vedi la vecchia legge Fiano, il tutto condito dalle ottime intenzioni di chi pervicacemente tenta di ridurre al minimo la libertà altrui.

La narrazione immigrazionista

Accostamenti forzati con 1984, ma forse neanche troppo, poiché del romanzo v’è da prendere solo il succo. I due minuti d’odio e l’incarognimento che ne segue somigliano al bombardamento mediatico che ha seguito il naufragio della barca a causa del quale è annegato Joseph, il bambino di sei mesi che dalla Libia tentava di venire in Italia assieme alla madre. Sono seguiti a questo evento drammatico, come sempre accade dal 2012 a questa parte, una serie infinita di insulsaggini e prediche prive di senso che richiamerebbero popolo italiano e istituzioni ad una non ben identificata solidarietà verso qualsiasi tipo di immigrato. Naturalmente, la storia del neonato rende queste esortazioni inattaccabili: chi si sognerebbe mai di affermare (o di ammettere?) di non provar dolore per l’accaduto? I due minuti di regime che ci vengono sparati addosso servono proprio a distorcere la realtà per evitare che ognuno di noi usi il buon senso nell’affrontare anche la vicenda più triste. Nel caso di specie, le frontiere aperte e l’accoglienza indiscriminata funzionano da calamita per milioni di persone, e più ne partono e più ne muoiono. Qualsiasi idiota è in grado di capire che se domani arrivassero, anziché mille, magari diecimila immigrati, le possibilità che si verificasse un altro drammatico naufragio aumenterebbero sensibilmente. Eppure siamo ingabbiati nella narrazione strappalacrime.

Covid e fake news

A proposito di Orwell e propaganda. Sembra che la percentuale di asintomatici o lievemente sintomatici si attesti attorno al 93% di coloro che giornalmente risultano positivi al Covid-19. Il 7% dei malati ha sintomi più gravi e la mortalità non sfiora l’1%. In Italia vige il caos e il divieto assoluto di negare la portata devastante della pandemia che viene ormai paragonata alla pandemia da Spagnola. Non a caso è stata istituita una task force contro le fake news, sebbene nessuno sia in grado di tracciare il limite tra ciò che è oggettivamente falso e ciò che è libero pensiero. Personaggi imbarazzati come Vincenzo De Luca hanno mostrato le lastre fatte ai polmoni di un malato grave, spacciandole per referto comune al quale chiunque potrebbe andare incontro.

Evocare Orwell è da complottisti?

Eppure non è così, sappiamo tutti che non è così, ma il risultato finale si riassume in un terrore generalizzato che comporta la reclusione dentro casa mentre il governo ha deciso di governare senza organizzare per tempo una risposta razionale all’attuale seconda ondata. La medicina territoriale sarebbe servita ad evitare l’intasamento degli ospedali di tutta Italia, con persone che al primo colpo di tosse temono di morire entro l’alba. E chi si chiude in casa deve star bene attento perché la psicopolizia può intervenire se attendi la tua pizza a domicilio davanti al portone o se, all’aperto e lontano da tutti, baci la tua fidanzata. Meglio l’onanismo. A breve il ministro Speranza pubblicherà il suo nuovo libro: il Coronasutra. D’altronde, tra i tecnici che oggi governano, ossia i virologi, vi è chi ha sconsigliato persino alle coppie stabili di far sesso, come se di questi tempi abbondassero i momenti di svago e di godimento. Scivolare dalle buone intenzioni al Grande Fratello non è poi così arduo. E a condurre non è Signorini.

DA

https://www.ilprimatonazionale.it/cultura/grande-fratello-covid-orwell-complottismo-173906/

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