Usa servizi segreti e Finanza per reclutare responsabili. Massimo Giannini sgancia la bomba su Conte

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La caccia dei Costruttori da parte del premier Giuseppe Conte? A colpi di telefonate da parte di “noti legali vicini al premier, da presidenti di ordini forensi a nome dello Studio Alpa, da generali della Guardia di Finanza, da amici del capo dei servizi segreti Vecchione, da arcivescovi e monsignori vicini al cardinal Bassetti e alti prelati vicini alla Comunità di Sant’Egidio”. La ricostruzione del direttore della Stampa Massimo Giannini fa infuriare Palazzo Chigi che ha replicato con durezza.

“In merito all’editoriale di quest’oggi del Direttore del quotidiano la Stampa sono completamente destituite di ogni fondamento le gravissime insinuazioni in cui, facendo genericamente riferimento a quanto narrato dalle ‘cronache’ di questi giorni, si evoca un presunto ‘network’ che farebbe capo al Presidente del Consiglio al fine di ampliare la maggioranza e reclutare nuovi senatori”, si apprende da fonti di palazzo Chigi. “Tra le altre cose appare particolarmente grave il riferimento a un presunto coinvolgimento in queste attività anche dei vertici dell’intelligence – proseguono le stesse fonti riportate dalle agenzie – Il Presidente Conte, dopo aver consultato i vertici dell’Intelligence, smentisce qualsiasi loro coinvolgimento e contatto, anche solo indiretto, con membri del Parlamento e per attività che risulterebbero in palese contrasto con la legge e con le finalità istituzionali proprie del comparto”.

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https://www.iltempo.it/politica/2021/01/17/news/crisi-di-governo-conte-servizi-segreti-finanza-avvocati-parlamentari-costruttori-massimo-giannini-smentita-palazzo-chigi-25899193/

La ricetta di Monti: annientare il risparmio immobiliare

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Sul Corriere della Sera, in un articolo che sembra scritto in nome e per conto della Commissione europea, il senatore a vita Mario Monti comunica che darebbe la fiducia ad un Governo che “annunciasse la necessità di esaminare senza pregiudizi temi scomodi, impopolari e spesso elusi, ma che tutti quelli che guardano da fuori l’Italia sanno essere ineludibili”. Fra questi temi, Monti indica il seguente: “Riforma fiscale, con adeguato spazio alle semplificazioni, a un fisco «friendly ma non troppo» verso i contribuenti, alla necessità di salvaguardare la competitività; ma anche, senza pregiudizi in alcuna direzione, ai temi che solo in Italia sono considerati tabù, temi che tutti i partiti, pavidi, non osano neppure pronunciare: imposta ordinaria sul patrimonio, imposta di successione, imposizione sugli immobili e aggiornamento del catasto, imposizione sul lavoro, ecc. Ci si potrebbe avvalere, come punto di partenza, delle audizioni parlamentari svoltesi recentemente, in particolare di quella — meticolosamente non sovversiva, ma che non ha tabù — di Giacomo Ricotti della Banca d’Italia (11 gennaio 2021)”.

Non ci sono parole. Un senatore a vita, nominato tale prima della sua esperienza di governo, si permette di definire “pavidi” gli esponenti politici che si confrontano con l’elettorato e compiono le loro legittime scelte. È questo il primo aspetto inaccettabile dell’articolo. E sarebbe bello se i suddetti leader – di ogni parte politica – si facessero sentire, per chiedere almeno un po’ di rispetto.

Se poi si entra nel merito delle proposte avanzate da Monti, c’è da rimanere sconcertati, anche se il personaggio ci ha abituati a tutto. Monti – l’uomo che guidò il Governo che portò in un solo giorno da 9 a 24 miliardi annui l’imposta patrimoniale sugli immobili (sostituendo l’Ici con l’Imu) – dice che non bisogna eludere temi come l’imposizione sugli immobili, la revisione del catasto (al rialzo, ovviamente, come chiede la Commissione Ue), l’imposta sulle successioni! E nel farlo – udite, udite – cita l’audizione parlamentare di qualche giorno fa della Banca d’Italia definendola priva di tabù! Oltre al danno della richiesta di più tasse, dunque, anche la beffa di sentirsi dire che Bankitalia non ha tabù. Ridicolo.

Insomma, l’Imu di Monti ha sottratto ai proprietari oltre 200 miliardi di euro dal 2012, il valore degli immobili è crollato, i locali commerciali vuoti crescono di giorno in giorno, la pandemia ha eliminato il mercato degli affitti a studenti e turisti, per via del blocco sfratti entrerà in crisi anche la locazione lunga, nelle aree interne c’è uno sterminato cimitero di case ereditate, il numero dei ruderi cresce ogni anno: e in una situazione così drammatica, il senatore a vita Monti che cosa fa? Rilancia le distruttive proposte della Banca d’Italia e teorizza – di fatto – l’annientamento definitivo del risparmio delle famiglie italiane. Poveri noi.

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https://www.nicolaporro.it/la-ricetta-di-monti-annientare-il-risparmio-immobiliare/

Come Trump anche un “cardinale” è diventato vittima dei social

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Ha fatto molto rumore, qui in Sudamerica, ma non è arrivata nella vostra Italia, la notizia della censura di un importante prelato centramericano. Infatti, è continuata la censura sui social network.

Come si ricorderà qualche giorno fa, Facebook, Twitter e YouTube hanno chiuso o bloccato gli account di Donald Trump. Dopo queste chiusure molti utenti hanno protestato contro l’istituzione di programmi che i social network chiamano “fact-checker indipendenti”, che censurano o rimuovono i contenuti che considerano falsi.

Adesso vittima dei social è diventato anche il cardinale Juan Sandoval Íñiguez, arcivescovo emerito di Guadalajara.

Pochi giorni fa ha pubblicato un video intitolato “Complotto per attuare un nuovo ordine sociale senza Cristo”, dove esprime la sua opinione sulla pandemia. Dice che un gruppo di élite vuole attuare un nuovo ordine sociale e che la pandemia è una misura per portare a termine i loro piani: “Vogliono imporre un unico governo, un unico esercito, una moneta unica, un’unica economia e anche un’unica religione che non sarà il cristiano, sarà la “religione della terra””. 

Nel video accusa anche Bill Gates. Apriti cielo. Facebook offre ancora la possibilità di visualizzare il video ma ha pubblicato un messaggio in cui avverte che questo contenuto offre “Informazioni false”, 

“Questo post ripete le informazioni su Covid-19 che i verificatori di fatti indipendenti dicono essere false”, dice l’avvertimento . Spiega anche i motivi in ​​un’opzione chiamata “Scopri perché”.

Nei giorni scorsi molti utenti hanno protestato per la chiusura di diversi account ed hanno affermato che le chiusure o la censura sono indirizzate arbitrariamente a pagine o gruppi che pubblicano notizie, ad esempio, contro il governo cinese o contro una grande azienda. In molti hanno cominciato a capire che si tratta di un deliberato attacco alla libertà di espressione.

 

Leonardo Motta

Disonora il padre e la madre

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Genitore 1 a genitore 2, passo e chiudo la famiglia. Non è una comunicazione in codice della Volante ma è il nuovo codice della famiglia, già adottato in mezza Europa e ora negli Stati Uniti e ripristinato in questi giorni da noi da questo governo (come annunciato dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, sulla carta d’identità dei minori tornerà la dicitura “genitore 1 e genitore 2”); noi che siamo provinciali e ci adeguiamo sempre “all’estero”, come dicono gli idioti, ma in differita. La cancel culture non cancella solo i grandi del passato, ma anche la madre e il padre. La famiglia finisce in coda, prendi il numeretto e ti metti in fila. Magari sarà previsto anche un genitore 3, 4, e così via o i genitori decimali, dopo la virgola. Non importa il sesso e l’effettivo rapporto col minore, basta avere i numeri.

L’abolizione del Padre, ente superfluo, ha preceduto solo di qualche anno la soppressione di un altro ente inutile, la Madre, anzi la Mamma come la chiamavano i mammiferi preistorici. Per le famiglie numerose procediamo alla separazione dei beni filiali, il genitore 1 si cura dei figli dalla fila dispari, il genitore 2 di quelli dalla fila pari. Io che sono figlio 4, sarei capitato con genitore 2, ma non so chi sarebbe stato dei due. Primo è il maschio, come si faceva nel tempo maschilista o vale il detto “nelle case dei galantuomini prima la femmina e poi l’omini”? Forse in ordine d’arrivo, come i numeretti alla posta. L’abolizione di padre e madre, ridotti a genere neutro, nasce dalla “delicatezza” di non offendere le unioni gay, ma è la prova, anche semantica, che il danno di cui ci preoccupiamo noi fanatici non è la legittimazione delle unioni gay ma l’abolizione della civiltà fondata sul padre e sulla madre.

Dopo genitore 1 e genitore 2, la giurisdemenza italoeuropea ha lanciato due nuove norme a tutela della doppiezza. Una è famosa, il doppio cognome. Perché complicare la vita delle persone affibbiando due cognomi? E quando si passa alla generazione seguente i cognomi saranno quattro e via via aumentano? Per ripararsi da cognomi infiniti che sembrano la caricatura dei duchi di una volta, le proposte in campo sono due: l’ordine alfabetico (così estinguendo i cognomi in V o Z) o la scelta. Ovvero a caso o a capriccio. Avrebbe più senso adottare il cognome materno piuttosto che questo doppio cognome con selezione alfabetica o a piacere. E perché non il nickname? L’importante è separare il singolo dalla famiglia.

Ma questa euro-idiozia è surclassata da quella adottata da molte università italiane, non solo angloamericane: gli studenti transessuali hanno diritto a due libretti universitari, uno al maschile e uno al femminile, e tu poi scegli come ti gira. Libretti sartoriali, cuciti ad personam e ad libitum. Ma se ti appelli al buonsenso, alla semplice realtà e alla storia del mondo, passi tu per rozzo e multifobico. In ambo i casi raddoppia la burocrazia e s’accoppia alla demenza. Da quell’unione insana nasce lo scemo a norma di legge. Libero di farsi e disfarsi, ribattezzarsi e far coppia da solo, con sesso e cognome a piacere. Cancellano il padre e la madre, il nome e il sesso, la ragione e la dignità umana.

MV, 14 gennaio 2021

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Disonora il padre e la madre

E ora cacciate Conte, l’autocrate in pochette

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Si può scrivere finalmente a chiare lettere, quello che tutti i leader, da Zingaretti a di Maio, dicono sottovoce e cioè che il Premier Conte è incapace di svolgere la funzione di Presidente del Consiglio? Si può dire quello che tutti pensano, dal Quirinale alla Corte dei Conti, che mai nella sua storia, Palazzo Chigi, ha vissuto un’incomunicabilità tra i Ministeri come quella attuale? Che mai i Ministri della Repubblica sono stati così distanti tra loro, che si presentano alla cieca nelle riunioni notturne di Consiglio? Che mai i testi legislativi sono usciti così raffazzonati e azzeccagarbugliati dalla Presidenza del Consiglio? Che mai le tabelle macroeconomiche sono state riscritte secondo i like dell’ultimo minuto all‘insegna della filosofia grillina?

Politica dei bonus

Con l’allergia ad ogni investimento, i bonus demagogici a pioggia e una smania di interventismo pubblico in economia che sta rischiando di affondare anche le più solide aziende di Stato. Dopo aver distrutto i conti pubblici con un deficit che viaggia verso il 12% del Pil, il debito oltre il 160%, le imprese, che il Pil dovrebbero generarlo, che chiudono anziché assumere e le giovani generazioni, che dovranno ripagare il debito, che crescono senza istruzione e senza futuro a causa della spregiudicatezza del Premier e i pregiudizi gonfi di invidia del Movimento 5 Stelle.

E come si può negare che in politica estera non abbiamo più alcun ruolo né in Europa né nel mondo e, soprattutto, nel Mediterraneo dove abbiamo perso ogni tipo di credibilità, Libia in primis? E in materia di intelligence, che dire della difesa ad oltranza di una delega che, anziché un onere, sembra solo una voglia di onore che nasconde una bulimia di potere senza precedenti nel nostro Paese?

Premier autoreferenziale

Questi sono i motivi per i quali, che piaccia o no, questa crisi è salutare per far uscire il governo Conte bis dalla melassa in cui si è ficcato. Un Premier che è uno, nessuno e centomila. Solo al comando, ma non decide, non ascolta nessuno, autoreferenziale, che fa fare anticamera anche agli ospiti più illustri e che risponde solo ai dioscuri che si è scelto e che lo guidano nella gestione non della cosa pubblica, ma della sua vanità: Rocco Casalino e Marco Travaglio. Su tutto una macchina mediatica monstre, fatta di sondaggi e di immagini costruite a tavolino nei corridoi di Palazzo Chigi o negli angoli delle strade attorno. La pandemia è sì una tragedia, ma è anche l’occasione per un governo di dare prova di efficienza e serietà e non la farsa alla quale assistiamo, dai banchi di scuola a rotelle al caos incomprensibile dei colori che cambiano ad horas e dei divieti schizofrenici.

Come finirà? Se mai si dovesse malauguratamente arrivare ad un Conte ter sarà fondamentale che i leader più rappresentativi entrino nell’esecutivo o quanto meno impongano al Premier una squadra diversa, non solo di governo, con l’uscita di un ministro più inconcludente di lui come Roberto Gualtieri al Mef e un sottosegretario alla presidenza più incisivo di Fraccaro, com’erano Gianni Letta con Silvio Berlusconi o Maria Elena Boschi con Gentiloni. Ma anche, e soprattutto, nella litigiosa squadra di Giuseppi, dal debole segretario generale Roberto Chieppa al capo dell’ufficio legislativo Ermanno de Francisco. Se si continua con questo spartito il concerto, come ha raccontato Federico Fellini, finirà in una vera tragedia con l’arrivo di uno spietato direttore tedesco. Questo il Colle lo sa benissimo e non può più far finta di nulla. Il re è finalmente nudo, ma almeno ha la pochette.

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E ora cacciate Conte, l’autocrate in pochette

Il razzismo di Biden contro gli imprenditori bianchi

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Ecco qualcosa che i vari Severgnini e gli altri cantori italiani che ogni giorno si esaltano per la cacciata di Trump e il ritorno di Biden non vi diranno. Speravate che il moderato Biden, una volta fatto fuori Trump, avrebbe rimesso in riga anche i talebani del politicamente corretto? Bene, sentite ha appena proclamato il futuro presidente in questo video.

“Il nostro obiettivo sarà aiutare le piccole imprese – e subito dopo aggiunge – verrà data priorità alle imprese di proprietà di neri, latinos, asiatici e nativi americani e le imprese a conduzione femminile che finalmente avranno equo accesso alle risorse necessarie alla loro ripresa”. Mi sembra necessario riportare il testo originale che suona ancora più forte: “Our priority will be Black, Latino, Asian, and Native American owned small businesses, women-owned businesses”.

E meno male che Twitter censura il cattivissimo Trump mentre il futuro presidente ci presenta il radioso avvenire di una società divisa per differenze razziali. Severgnini sarà entusiasta. Faccio notare solo alcune cose: il video è presentato su Twitter dal team di transizione presidenziale di Biden e nel loro post proprio la frase di cui sopra è messa in evidenza come se l’highlight di tutto il discorso.

Già oggi, in questa America trumpiana e sistematicamente razzista, gli “asian”, cioè gli americani di origine asiatica, guadagnano mediamente più dei bianchi. Quindi mi sembra veramente fantastico che, per l’amministrazione Biden, la priorità degli aiuti non si baserà sul grado di difficoltà in cui versa un determinato business ma sul colore della pelle del suo proprietario. Con la possibilità implicita che sia avvantaggiato il ricco, ma etnicamente corretto, a scapito del povero ma nato del colore e del genere sbagliato, il solito maschio bianco.

Si dirà che si tratta semplicemente di “affirmative action”, una distorsione necessaria per compensare le minoranze etniche delle discriminazioni che subiscono dal resto della società. Ma non vi viene il dubbio che ciò che poteva essere vero negli anni ‘70, oggi sia diventato piuttosto una scusa; che un qualcosa nato con le migliori intenzioni, si tramuti, decennio dopo decennio, in una marchetta elettorale.

Oggi neri, asian, latinos e le donne sono constituency indispensabili alla vittoria del partito democratico. E i bianchi che votano democratico? Oh, ben pochi di loro sono piccoli negozianti. Io penso che l’antirazzismo di oggi sia diventata lo strumento politico con cui i ceti più avvantaggiati della società, gli have, tengono in scacco gli strati più svantaggiati, gli have not. Liberi di dissentire.

Ma mi piacerebbe che i vari Severgnini e Saviano d’Italia discutessero anche di questa deriva della sinistra americana che presto arriverà anche da noi invece di parlare solo del tentato di “colpo di stato” del tipo con le corna.

Stefano Varanelli, 13 gennaio 2021

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Il razzismo di Biden contro gli imprenditori bianchi

Come reagire a censure ed esclusioni?

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Mezza Italia, mezza Europa o mezza America si sente oppressa, esclusa, censurata, offesa. Si sente oppressa per le restrizioni che subisce a causa della pandemia, anche se in gran parte ne comprende la necessità, ma non intravede sbocchi, vede precipitare la situazione sociale e reputa folle il modo in cui si abbattono le misure, inefficaci alla prova dei dati e schizofreniche nello psicodramma a colori che stiamo vivendo.

Poi metà dell’opinione pubblica si sente censurata ed esclusa perché vede chiudersi ogni giorno spazi di libertà e di libero pensiero, vede sempre più allineati e conformi gli organi di informazione – che diventano sempre più organi di riproduzione del pensiero unico e organi adatti solo alla minzione; vede che persino strumenti privati e considerati neutrali, come i social media, adottano censure, espulsioni, sospensioni, oscuramenti (l’ultimo, Parler). Sempre e solo da un versante, il nostro.

Infine, metà opinione pubblica si sente offesa perché assimilata alle frange più estreme ed esagitate: chi ha opinioni diverse o difformi viene schiacciato sulle posizioni dei negazionisti, dei no vax, dei fanatici i che hanno invaso il Senato per un quarto d’ora di sovranità e per scattarsi le foto-ricordo. È come se riducessimo le opinioni dem o progressiste alle posizioni estreme degli antifa, dei black lives matter, di chi abbatte statue, degli anarco-insurrezionalisti o dei fanatici eversivi, terroristi o residui del comunismo.

Potremmo chiamarla reductio ad sciamanum, la riduzione di chi non la pensa come il Potere comanda alla figura caricaturale del cosiddetto sciamano (il caso Meloni è esemplare). Sarebbe interessante approfondire e chiedersi: se davvero come dicono i media lo “sciamano” guidava gli insorti di Washington perché ha agito indisturbato e in favore di telecamere, perché non è stato arrestato subito anziché consentirgli di fare quel lungo e assurdo show? Hanno perfino ucciso donne disarmate… Serviva un testimonial così per ridicolizzare chi sostiene Trump? Ma non perdiamoci nella dietrologia, guardiamo avanti.

Questa metà dell’opinione pubblica italo-occidentale (alla quale sentiamo di appartenere) si sente oppressa, censurata, esclusa e offesa e avverte l’impossibilità di cambiare le cose perché il suo voto è sottoposto a una serie di pressioni, ricatti, deviazioni, modificazioni che annullano i verdetti delle urne. E quando riesce a prevalere col voto avverte che è quasi impossibile governare senza subire sanzioni, conventio ad excludendum, empeachment, campagne di allarme e mobilitazione. Ha riguardato Trump, ha riguardato di striscio Salvini al governo, riguardò Berlusconi, riguarda Orban ma anche Johnson e altri leader eletti e rieletti con voto libero e democratico, che mai hanno aperto scenari di guerra o disastri sociali, dittature o persecuzioni, pur continuamente annunciati dal sistema globale. Dall’altra parte il mondo occidentale si inginocchia all’unica gigantesca dittatura che c’è sul pianeta, la Cina comunista…

Ora, bando al vittimismo e alle giaculatorie, cosa resta da fare? Innanzitutto l’autocritica è necessaria, per capire e non ripetere gli errori, per isolare i fanatici che sono ai margini estremi di ogni posizione; e per giudicare le cose con senso critico. Abbiamo sempre detto che Trump alla fine era preferibile ai suoi nemici, e lo confermiamo; ma senza risparmiarci di criticare i suoi errori, le sue colpe, il suo egotismo, le sue esagerazioni e la sua pacchianeria. Lo dicevamo ieri quando era al potere, lo diciamo oggi. Superate il trumpismo.

C’è chi propone di ritirarsi nei propri accampamenti: se i social censurano passiamo a quelli alternativi, dicono i passaparola, adottiamo social alternativi (Telegram, Signal, Rumble o piattaforme come MeWe.com, Parler). Ma sarebbe un’autoghettizzazione magari funzionale allo stesso potere dominante; può valere se si tratta di ristrette aristocrazie ma ha esiti inibitori se si rivolge a tutti e vuol incidere sulle masse. Sarebbe giusto aprire posizioni alternative ma senza escludersi da quelle dominanti (Facebook, Twitter, Instagram, WhatsApp, YouTube); finché è possibile.

C’è chi viceversa ritiene necessaria l’azione diretta, il conflitto aperto: ma l’abisso che si è scavato tra i due schieramenti, e l’assenza o il tradimento di chi dovrebbe essere superpartes o almeno extra partes, porta a una forma di guerra civile fredda, o tiepida. L’odio reciproco ha raggiunto livelli che solo una “guerra” o una rivoluzione può risolvere, in un modo o nell’altro. Ma la violenza è un male in sé, non è un rimedio e produce alla fine danni peggiori di quelli che vuole evitare. E non vince chi ha ragione, ma solo chi è più forte o ha più mezzi.

Le soluzioni che restano a questo punto sono di due tipi: una è quella di caldeggiare una risposta politica e culturale, realistica e strutturata e incalzare le opposizioni e chiamarle alle loro responsabilità; e dove il dissenso vada in piazza, preferire una forma di resistenza civile di tipo gandhiano, non violenta ma tenace; l’unica possibile quando ti opponi all’Apparato di un Impero.

L’altra, comprensibile soprattutto per i più anziani, è ritirarsi dalla vita pubblica, ripiegare nella propria vita, nei propri affetti, ideali e interessi, mantenere magari un giudizio e un atteggiamento di distanza e di critica, ma occupandosi d’altro e frequentando cenacoli ristretti in cui sentirsi a proprio agio. Altre soluzioni sono gradazioni intermedie tra queste due risposte, ma non fuori di esse. Ho provato a fare un discorso per adulti; se invece volete fiabe per bambini, tra mostri e war games, rivolgetevi ad altri.

MV, La Verità 12 gennaio 2021

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Come reagire a censure ed esclusioni?

Bergoglio: battesimo o meno, fa lo stesso

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“La salvezza è gratis,” ha detto Francesco durante il suo Angelus del 10 gennaio, in occasione della festa del Battesimo del Signore. “È il gesto gratuito di misericordia di Dio nei nostri confronti.”

Francesco ha spiegato che “sacramentalmente, questo si fa il giorno del nostro battesimo,” ma ha aggiunto subito che “coloro che non sono battezzati ricevono la misericordia di Dio sempre.”

Tuttavia, se il battesimo non è fondamentale per ricevere la misericordia divina, allora in ultima analisi è un rito superfluo.

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https://gloria.tv/post/oAPZ3KtL1ehB4oia74Csjuwbp

Sulla RAI Pinocchio è ermafrodita e la Bella Addormentata lesbica? Diciamo basta!

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Buongiorno lettore,

Diresti mai ai tuoi figli che Pinocchio era ermafrodita o che la Bella Addormentata nel Bosco si è svegliata con il bacio di una principessa lesbica?

Non penseremmo mai a queste assurdità diseducative, eppure proprio questo tipo di propaganda gender è stata trasmessa dalla Rai in fascia protetta!

Lo scorso 8 gennaio, infatti, in fascia pomeridiana – quindi in fascia protetta – nella trasmissione “Oggi è un altro giorno” è stata ospitata in collegamento la scrittrice Emma Dante, che ha presentato il suo nuovo libro dal titolo “E vissero tutte felici e contente”, dove rivisita le Fiabe classiche in chiave “femminista”.

Durante il programma, anche davanti agli occhi dei più piccoli, la scrittrice ha raccontato la “variante” della Bella Addormentata nel Bosco, dove la protagonista viene risvegliata dal famoso bacio, dato però non dal principe azzurro ma da un’altra principessa lesbica.

Firma la petizione per chiedere al Presidente della Rai di smettere la propaganda gender!

Per quanto riguarda Pinocchio, Emma Dante ha sostenuto che “Pinocchio è un essere ermafrodito, non è un uomo”.

La Rai, dunque, in fascia pomeridiana – tra le più seguite dai bambini – è riuscita a far veicolare messaggi scandalosi e di vera e propria propaganda della teoria gender.

Ti chiedo dunque di firmare la petizione per chiedere a Marcello Foa, Presidente della Rai, di non veicolare più, soprattutto in fascia protetta, tali messaggi e tali contenuti!

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