BLONDET, A CHE GIOCO GIOCHIAMO? di Piemme

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Segnalazione di Giacomo Bergamaschi

[ 10 aprile 2019 ]

Il filosofo Augusto Del Noce diceva di se stesso “non sono né reazionario, né conservatore, bensì tradizionalista”.
Accettando questa tassonomia come classificare Maurizio Blondet? Forse egli è un miscuglio delle tre categorie.

Ma non è di questo che voglio parlare quanto piuttosto segnalare un suo recentissimo articolo, Governo Draghi, via all’ultimo saccheggio.

Egli prende spunto dalle indiscrezioni secondo cui Mattarella si prepara ad insignire Mario Draghi del titolo di senatore per quindi candidarlo, visto che in autunno Draghi lascerà la Bce, a Presidente del consiglio di un governo Monti-bis.

E’ plausibile che l’élite eurocratica abbia in mente questa operazione? Sì lo è. Con Blondet siamo anche d’accordo che essa non solo va denunciata ma respinta con ogni mezzo. Dove sta quindi il problema? Sta che, prendendo spunto da alcune recentissime dichiarazioni

fatte da Di Maio alla trasmissione di Fazio (tese a tranquillizzare l’oligarchia ed a presentare il M5s come forza politica europeista affidabile), dopo averne dette di tutti i colori contro il Movimento 5 stalle, Blondet ne deduce, testuale:

«Con estrema rapidità, quasi ad un segnale convenuto, tutti gli attori si riposizionano per il nuovo quadro che porterà Mario Draghi al governo con l’appoggio dei 5 Stalle, oltreché del PD, le escort berlusconiane, e forse persino della Lega».

In parole povere Blondet, non solo da per scontato che avremo un governo Draghi senza passare da elezioni anticipate, ma che questo governo sarà appoggiato, oltre che da Pd e berluscones, dai Cinque stelle… e forse persino dalla Lega. Continua a leggere

Università Teramo, il convegno che celebra 300 anni di massoneria lo paga l’ateneo. I relatori? I gran maestri

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“Trecento anni di storia della Massoneria. La Gran Loggia d’Italia” è l’evento che si terrà nella sala delle lauree dell’ateneo il 16 aprile e per il quale l’università ha stanziato 2mila euro. I prof in subbuglio: “Non è un dibattito scientifico. E pensare che noi per fare convegni di spessore non abbiamo a disposizione più di 500 euro. Sconcertati dall’irritualità dell’evento”. L’ex rettore: “Sono solo rimborsi-spese”. E’ il posto migliore per parlarne”

Per la prima volta in assoluto un gran maestro viene chiamato a tenere una lectio sulla massoneria nell’università pubblica italiana. Un convegno che è celebrativo e non scientifico“. All’università di Teramo i docenti sono in subbuglio per la decisione, già deliberata da Senato accademico e cda, di organizzare il 16 aprile il convegno Trecento anni di storia della Massoneria. La Gran Loggia d’Italia. Inizio 9.30, intervento di chiusura tre ore dopo. Spiccano tra i relatori i vertici della Gran Loggia d’Italia, il secondo ordine italiano per iscritti (circa 8 mila), dopo il Grande Oriente (Goi): Antonio Binni, avvocato civilista classe 1937 e Gran maestro, e Luciano Romoli, Gran maestro vicario della stessa loggia. A proporre la giornata al Senato accademico è stato il rettore dell’Università di Teramo, l’agronomo Dino Mastrocola, che oltre a essere presidente dello stesso Senato lo è anche del cda che delibera spese e stanziamenti. Quindi anche il costo dell’evento: 2mila euro. “È tantissimo, sono soldi dell’università, in questo caso del dipartimento di scienze politiche – spiega una fonte dell’Università di Teramo a ilfattoquotidiano.it -. E pensare che noi per fare convegni di spessore non abbiamo a disposizione più di 500 euro”. L’evento, ha deciso il rettore, avrà luogo nella sala delle lauree, la più importante di tutto l’ateneo “anche sul piano simbolico. Dove si laureano i nostri ragazzi vedremo parlare i massoni”.

Alcuni professori, che si dicono “sconcertati dall’irritualità dell’evento”, pensano in queste ore anche a sollecitare un’interrogazione parlamentare. “In passato eventi di questi tipo, cioè di eventi sulla massoneria fatti da massoni legati all’università, hanno trovato una forte opposizione. Qui, al momento non sta succedendo”. A Genova, ad esempio, nel 2015 erano stati promessi crediti universitari a chi avesse preso parte a una tavola rotonda sulla massoneria, e a Sassari la commemorazione nel 2017  per ricordare il gran maestro sardo Armandino Corona. In quel caso l’ospite d’onore era stato il gran maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi. A chiudere il convegno, anche dopo l’intervento dell’ex deputato di Forza Italia Demetrio Pietro Errigo, c’è Luciano D’Amico, ex rettore dell’ateneo attualmente imputato per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e peculato. Nel primo caso D’Amico è accusato di avere incassato 57mila euro non dovuti tra agosto 2014 e febbraio 2017, visto che essendo presidente del cda dell’Arpa Spa e poi della società regionale dei trasporti Tua Spa, avrebbe smesso di svolgere l’attività di docente a tempo pieno, conditio sine qua non per essere rettore. Il peculato si riferisce invece a dieci tablet di proprietà dell’ateneo consegnati al personale tecnico di supporto al duo comico Ficarra e Picone durante l’evento di orientamento “Welcome matricole” del 2013.

fonte – https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/10/universita-teramo-il-convegno-che-celebra-300-anni-di-massoneria-lo-paga-lateneo-i-relatori-i-gran-maestri/5097015/

Feltri: “Meglio il saluto romano, è più igienico della stretta di mano”

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Roma, 9 apr – Vittorio Feltri senza filtri, come sempre. Questa volta nessun duello tv, a far stracciare le vesti alle anime belle di sinistra è un editoriale apparso su Libero di oggi, dove il direttore difende il saluto romano. “Se il saluto incriminato è romano, risalente cioè all’impero di Giulio Cesare e successori, che ci importa se poi fu adottato dai fascisti? Sempre romano rimane, pertanto perché dovrebbe essere vietato?“. Feltri fa riferimento all’episodio degli studenti di un liceo di Cuneo, colpevoli di aver salutato romanamente e condannati per questo alla “rieducazione” con l’obbligo di studiare la resistenza e le “storie dei migranti”.

Studenti obbligati a “frequentare gli stranieri”

“Alcuni scolari, rei di aver fascisticamente salutato per gioco, non soltanto sono stati redarguiti ma perfino condannati a subire corsi di riabilitazione democratica: devono studiare in cosa consistesse la Resistenza e, non bastasse, saranno obbligati a frequentare gli immigrati. Già, gli stranieri trasformati in strumenti di punizione per studenti giudicati scapestrati e ignoranti”.

Feltri ironizza sull’atteggiamento della sinistra. “Questa storia infinita e noiosa del saluto romano condannabile quale reato mi sembra assurda e farebbe ridere se non fosse stata trasformata dalla sinistra in un tormentone indigesto. Non c’è verso di farlo capire agli antifascisti, impegnati a combattere i fascisti immaginari e convinti che i simboli fasulli siano prodromi di un ritorno del duce” .

Feltri come Trilussa

Il direttore di Libero arriva persino a preferire il saluto romano alla stretta di mano per motivi di igiene. “Non riesco a capire con quale logica esso debba venire bandito, mentre la stretta di mano, poco igienica, continui non solo ad essere in auge e addirittura raccomandata. Io ogni giorno vado al ristorante. La prima cosa che faccio è recarmi in bagno onde lavarmi gli arti superiori. Mi siedo al tavolo e ogni pirla che entra nel salone, conoscendomi, si avvicina e mi porge il palmo. Non posso negare il mio. Però mi incavolo. Non mi va di raggiungere il lavabo trenta volte al dì e mi tengo per disperazione la mano contaminata dagli avventori. Amen. Non sarebbe meglio agire come gli antichi della capitale che alzavano garbatamente l’avambraccio in segno di omaggio e finiva il tormento con buona pace di tutti?”. Continua a leggere

Salvini: flat tax, importante fare, e sarà il 15 %

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Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei  alcuni giornalisti,  incluso a quelle di Sputnik Italia, che gli hanno chiesto, a margine della visita al Salone Internazionale del Mobile a Milano,  se la soglia massima per la flat tax sarà di 50 mila euro. “L’importante è fare, è giusto parlare, poi bisogna fare.

Parliamo di flat tax, è una maniera più semplice per pagare le tasse, semplificando la dichiarazione dei redditi, tagliando la burocrazia. E di pagarle di meno. Non siamo in grado di fare miracoli, già quest’anno pagheranno meno tasse, Partite IVA, artigiani, piccoli imprenditori, commercianti, liberi professionisti, l’obiettivo è di coinvolgere in questo percorso di vantaggio anche famiglie e lavoratori dipendenti.

— Come finirà la partita sulla Flat Tax, non ci sono altri che remano contro?

— L’importante è che vincano gli italiani, non c’è una partita tra Salvini e qualcun altro. L’importante è ridurre le tasse come si aspetta l’Italia.

— Il principio nostro è del 15%. Non subito per tutti, ma già da quest’anno Partite IVA, artigiani, piccoli imprenditori, commercianti, liberi professionisti, pagheranno il 15% e soprattutto avranno una vita più semplice a fare la dichiarazione dei redditi. Non è un obiettivo della Lega fare pagare meno tasse e semplificare la vita agli italiani: è un dovere ed un diritto per chi paga, e l’evasione si sconfigge se chiedi meno tasse, più tasse chiedi più hai l’incentivo ad evadere, meno tasse chiedi più è facile che la gente paghi. Noi puntiamo sulla crescita, in un momento in cui la crescita è ferma ovunque, noi scommettiamo sulla crescita.

 

— Qual è l’obiettivo della Lega per gli europei?

— Cambiare l’Europa. Non le do l’obiettivo di qualche numero. Vogliamo cambiare le regole dell’Europa mettendo al centro il lavoro,  la famiglia, la tutela dell’ambiente, la difesa dei confini, quindi l’uomo e la donna, non il consumatore, le banche, i burocrati, i barconi o la finanza come è stato in questi anni.

fonte – https://it.sputniknews.com/italia/201904107502744-salvini-flat-tax-importante-fare-e-sara-il-15-per-cento/

Un ponte tra vecchi e giovani

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Ma non si può correggere strada facendo il reddito di cittadinanza, renderlo socialmente più utile, eticamente più degno, economicamente più sostenibile, collegato a un’attività anziché a una passività? Non dico abolirlo, a questo punto, dico almeno correggerlo, riportandolo alla realtà. Cerco di spiegarmi.

Innanzitutto, cosa non va del reddito di cittadinanza? Che viene assegnato lasciando praticamente a casa il beneficiato o lasciando che questi possa lavorare in nero. Un reddito assegnato a prescindere dall’impegno, dai meriti e dalle capacità. Le prime avvisaglie del suo perverso funzionamento non mancano e restano avvolti nella mitologia parastatale i cosiddetti navigator o coach che dovrebbero vagliare le richieste e gli accessi al reddito di cittadinanze.

Non va che sia un reddito improduttivo, un gravoso onere a carico della collettività, e che sia affidato a un vago percorso di inserimento nel lavoro, in base al quale saranno via via presentate al beneficiario offerte di lavoro (scaturite da dove, generate da chi?). Tutto molto fumoso, anche se lastricato di buone intenzioni. Invece proviamo a fare un altro discorso, partendo dalla società in cui viviamo.

Dunque, viviamo in una società di vecchi, sempre più vecchi e soli, abbandonati al loro destino e alla tv. I giovani a loro volta abbandonano le città, soprattutto i paesi del sud, vanno via in cerca di fortuna. Si crea nelle nostre società un terribile razzismo anagrafico per cui i vecchi possono stare solo coi vecchi e i giovani stanno solo coi giovani, non c’è più comunicazione attiva tra le generazioni, si è aperto un baratro tra le età. Le famiglie si sfasciano tra i vecchi da assistere e i figli che “divorziano” dai loro genitori perché devono andare a cercarsi un lavoro lontano. Che ne sarà di tanti centri in cui i ragazzi vanno via, ridotti a cronicari o a luoghi di ricovero per migranti senza lavoro? È una grave emergenza ma non c’è nessun discorso politico e sociale che provi ad affrontare la questione. Continua a leggere

L’ultima terrorista in cattedra Balzerani in tour da scrittrice

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L’ex Br presenta il libro in una sala comunale a Milano I precedenti: pergamena a Curcio, il corso con Faranda.

C’è aria pesante. E i cattivi maestri tornano in cattedra o si prendono pulpiti immeritati. Così a Milano, in una sala pubblica di un quartiere difficile come Bruzzano, nell’ambito di un ciclo di incontri letterari viene chiamata a presentare il suo libro la ex brigatista Barbara Balzerani, che ha saldato – è vero – il suo debito con la giustizia, ma continua a pontificare in modo insopportabile, e doloroso per le vittime del terrorismo.

E a qualcuno non sta bene. «Un’ex brigatista rossa membro del commando che ha rapito Moro che presenta il suo libro in uno spazio comunale, senza contraddittorio – dice Deborah Giovanati, assessore alla Scuola del Municipio 9 – Questo è un ulteriore schiaffo nei confronti delle vittime dei terroristi rossi. Che cosa dirà ancora? Recentemente ha affermato che fare la vittima è un mestiere. Sono veramente indignata. Il sindaco deve rispondere del grave fatto accaduto nel mio territorio». Fra gli ultimi militanti br a essere arrestati, la «primula rossa» fu condannata a diversi ergastoli, anche per aver fatto parte del commando che prese in ostaggio Aldo Moro in via Fani, dove fu massacrata la scorta del leader dc. Ottenuta la libertà condizionata, non ha mai compiuto un percorso di dissociazione o «pentimento», anche se non rientra nel novero degli irriducibili. Nel 2018, quando ricorrevano i 40 anni dalla strage di via Fani, prima ha ironizzato cinicamente («Chi mi ospita oltre confine per i fasti del quarantennale?») poi con autentico disprezzo ha parlato delle «vittime», lamentando il loro «monopolio». «C’è una figura, la vittima – ha detto – che è diventata un mestiere». «Io non dico che non abbiano diritto a dire la loro, figuriamoci. Ma non ce l’hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te».

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POLEMICA SUL CONVEGNO SULLA MASSONERIA ALL’UNITE, C’E’ CHI INVOCA UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE E CHI NE CRITICA LOCATION E COSTI…

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Segnalazione di Pietro Ferrari

POLEMICA SUL CONVEGNO SULLA MASSONERIA ALL’UNITE, C’E’ CHI INVOCA UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE E CHI NE CRITICA LOCATION E COSTI…

“Per la prima volta in assoluto un gran maestro viene chiamato a tenere una lectio sulla massoneria nell’università pubblica italiana. Un convegno che è celebrativo e non scientifico“. E’ rimbalzata sulle pagine del fattoquotidiano.it la presa di posizione di alcuni docenti dell’Università di Teramo che hanno poco gradito la decisione di organizzare un convegno sui “Trecento anni di storia della massoneria”- In un articolo di Eleonora Bianchini, infatti, riporta la polemica e la presa di posizione di una fonte interna che critica anche i costi “Costerà 2000 euro, sono tantissimi, sono soldi dell’università, in questo caso del dipartimento di scienze politiche – spiega appunto la fonte dell’Università di Teramo a ilfattoquotidiano.it -. E pensare che noi per fare convegni di spessore non abbiamo a disposizione più di 500 euro”. Secondo i cronisti del Fatto, “alcuni professori, che si dicono sconcertati dall’irritualità dell’evento, pensano in queste ore anche a sollecitare un’interrogazione parlamentare”. Il motivo? La presenza tra i relatori dei vertici della Gran Loggia d’Italia, il secondo ordine italiano per iscritti (circa 8 mila), dopo il Grande Oriente (Goi): Antonio Binni, avvocato civilista classe 1937 e Gran maestro, e Luciano Romoli, Gran maestro vicario della stessa loggia. A difesa dell’iniziativa, il Fatto ha sentito l’ex rettore Luciano D’Amico «Sinceramente non capisco tutto questo interesse intorno al convegno. Penso che la massoneria, e lo dico da non massone, faccia parte della storia. Anzi, penso sia un atto di maturità che se ne parli in università, che è un luogo di discussione e dibattito, senza censure. Come si parla di Olocausto o dei grandi temi della storia, si può parlare anche di questo»

fonte – https://certastampa.it/cronaca/31644-polemica-sul-convegno-sulla-massoneria-all-unite-c-e-chi-invoca-un-interrogazione-parlamentare-e-chi-ne-critica-location-e-costi.html?fbclid=IwAR3pM9B45FNkpYkmJswNTLm2a5SzM6EHdu5gtDeGQbqGTnU8-HgqmH4fKs0

La fine dell’Occidente: come l’immigrazione di massa uccide culture e identità

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È stata dura, per me, lasciare il Partito Repubblicano, ma volevo tentare di costruire un partito che rappresentasse le mie vedute e i miei valori, perché sentivo che il Partito Repubblicano li rappresentava sempre meno. Tuttavia, alla fine della campagna elettorale del 2000, capii che il mio progetto non avrebbe avuto successo. Mentre la campagna elettorale andava avanti pensavo “non andrò granché, ma almeno raccoglierò qualche voto”. Temevo che sulla mia tomba avrebbero scritto: “Qui giace Pat Buchanan. Ha fatto eleggere Al Gore”.

Così ho iniziato a pregare: “Signore, non lasciare che scrivano questa cosa sulla mia tomba”. E sapete cosa accadde? Una voce uscì dalle nuvole e mi disse: “Patrick, dal momento che hai condotto una vita relativamente buona, ti farò un favore, solo per questa volta. Ti aiuterò a sconfiggere Al Gore e ad eleggere George W. Bush… sai quegli ebrei di Palm Beach County che ami così tanto? Tutti i sondaggi dicono che voteranno per Al Gore, ma in realtà voteranno te, e di conseguenza George Bush verrà eletto presidente”. Poi aggiunse: “Ma Patrick, se provi ancora a fare una cosa del genere, non ti aiuterò più”. E così, nel 2000, la mia avventura politica si è conclusa.

A quel punto, ho deciso che era giunto il tempo di dire tutta la verità sulla condizione del nostro paese e della civiltà occidentale. La tesi di “La morte dell’occidente” è semplicemente questa: l’occidente sta morendo. Non c’è un solo paese occidentale, un solo paese europeo, eccetto l’Albania musulmana, dove il tasso di nascite sia sufficiente per tenere il paese in vita. Entro la metà di questo secolo, la popolazione europea declinerà al punto che sarà come se tutti gli abitanti di Belgio, Olanda, Svezia, Danimarca, Norvegia e Germania messi insieme sparissero completamente. La popolazione europea crollerà di 128 milioni di abitanti. Continua a leggere

Salvini: l’Italia deve tornare a stampare moneta

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Salvini: l’Italia deve tornare a stampare moneta

Secondo Matteo Salvini l’Italia deve tornare a fare l’Italia e iniziare a stampare moneta. Un Paese che non ha una sua Banca, non ha una sua moneta non è un Paese libero

PIAZZAPULITA 16/02/2017

VIDEO

fonte – http://www.la7.it/piazzapulita/video/salvini-litalia-deve-tornare-a-stampare-moneta-17-02-2017-204748

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