Disponibile il numero 156 di Sursum Corda

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Sul sito è disponibile il numero 156 (del giorno 14 aprile 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.

Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:

– Comunicato numero 156. Questioni finanziarie. La suprema aspettativa;
– Con breve commento sulle recenti dichiarazioni di Giuseppe Ratzinger (Benedetto XVI);
– Preghiera di Pio XII su queste adolescenti;
– Papa Pio XII: Insegnamenti contro socialismo e precarietà del lavoro;
– Papa Pio XII: La salvezza nella presente ora apocalittica;
– Dizionario di teologia dommatica. L’immagine dei Santi;
– Dizionario di teologia dommatica. Gli iconoclasti.

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/settimanale/indici-sursum-corda.html

La protesta di Nova Civilitas contro il «farmaco gender» arriva in Senato

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Il movimento Nova Civilitas guida la protesta di alcune associazioni cattoliche preoccupate dalla possibilità di bloccare la pubertà dei ragazzi con disforia di genere, le loro argomentazioni sono però vecchie e infondate, ecco perché.

Le associazioni cattoliche, col movimento Nova Civilitas ​​​​​​in testa, non mollano la presa contro la triptorelina, il farmaco già in uso per il trattamento di alcuni tumori, ma anche nei rari casi in cui viene certificata una disforia di genere in ragazzi pre-adolescienziali, bloccando loro la pubertà. Secondo quanto sostengono si tratterebbe invece di un eccesso dovuto più a questioni dettati da una non meglio identificata «propaganda gender», mentre non esisterebbero conferme scientifiche.

E’ di tutta evidenza che interventi così ferocemente invasivi e intimamente incidenti nei confronti dei bambini, senza neppur la necessaria contezza delle conseguenze psico-fisiche che simili trattamenti potrebbero importare ai soggetti trattati, anzi con evidenze scientifiche ed etiche avverse, sono da stigmatizzare con decisione e da biasimare come azioni, a dir poco, da irresponsabili. Continua a leggere

Emma Bonino flop? +Europa la cancella dal simbolo

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Emma Bonino non tira più. Tant’è che +Europa ha deciso di togliere il nome della fondatrice del movimento ultra-liberista e liberal dal proprio simbolo. Un dettaglio, notato da Italia Oggi e riportato anche da Libero. Nel simbolo di +Europa presentato per le prossime elezioni Europee è scomparso proprio il nome di Emma Bonino. Ma non solo: sparito anche il piccolo contrassegno del Centro democratico di Bruno Tabacci. La verità novità, però, è la cancellazione di “Emma Bonino”: forse se ne sono accorti pure loro che l’ex Ministro degli esteri non è così popolare?

In compenso,+Europa conta anche due nuovi ingressi: la sigla dello sconosciuto partito democratico europeo, il Pde di Francesco Rutelli, e la dicitura “Italia in comune”, il movimento di centrosinistra guidato da Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma ex grillino.

Ennesimo flop per l’ex leader radicale. L’ultimo tonfo dell’ex leader di +Europa era andato in scena recentemente in una scuola superiore della periferia romana. Come riporta Italia oggi, un gruppo di studenti è stato chiamato a rispondere alla domanda: «L’Italia ha bisogno di più o meno Europa?». Diciamo che l’esito non ha deluso le aspettative di Emma Bonino.

Ebbene, il primo voto ha visto prevalere la risposta «più Europa» (69 votanti contro 58), mentre il secondo, al termine dell’incontro, ha visto l’esito ribaltato a favore di «meno Europa» (80 votanti contro 58). Bonino aveva puntato su argomenti «molto pratici, e corredati da numeri», sempre stando al resoconto su La Stampa: «Se oggi potete telefonare senza il roaming da un Paese all’altro dell’Europa, è grazie all’Unione europea. Se potete andare a Barcellona con 19 euro, mentre io ai miei tempi al massimo potevo fare la tratta Bra-Torino, è sempre grazie all’Unione europea. E se in futuro ci saranno problemi ad andare in Gran Bretagna, è perché gli inglesi hanno detto no all’Unione europea».

fonte – https://oltrelalinea.news/2019/04/13/emma-bonino-flop-europa-la-cancella-dal-simbolo/

Zichichi sui buchi neri: “Non è una scoperta, non sappiamo cosa farcene”

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Se sono entusiasta dello scatto del buco nero? No, è ovvio che doveva esser così, non è affatto una scoperta. E’ la foto di una cosa che doveva esistere, un oggetto talmente potente nella sua forza gravitazionale che non rilascia nemmeno la luce”. E’ un Antonio Zichichi molto critico quello intervenuto a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, per commentare la straordinaria foto del buco nero diffusa ieri. “Il progresso nasce dagli esperimenti che possiamo fare nei nostri laboratori. Dei buchi neri non sappiamo cosa farcene”, ha proseguito lo scienziato. Insomma, potremmo quasi dire: chi se ne importa della foto dei buchi neri. “Si, certo, assolutamente”. Non è entusiasta di questo scatto che ha fatto il giro del mondo… “Non dico proprio questo, ma quel che facciamo in laboratorio è di gran lunga più importante”.

fonte – https://www.lastampa.it/2019/04/12/scienza/zichichi-sui-buchi-neri-non-una-scoperta-non-sappiamo-cosa-farcene-Wq5mbnVFnR7iwmNdV4W6ON/pagina.html

Ente di beneficenza rivendeva il cibo destinato ai poveri

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La truffa ai danni dei donatori e dei bisognosi è stata scoperta dal programma tv ‘Striscia la notizia’

Raccoglievano generi alimentari destinati ai più poveri, ma rivendevano il cibo per trarne guadagno. Protagonista di questa triste vicenda è l’ente di beneficenza “Pane quotidiano”, tra le più famose associazione benefiche d’Italia. Si tratta infatti di una realtà storica, che da più di un secolo opera su tutto il territorio milanese, per garantire sostentamento alle fasce più bisognose della cittadinanza. Alcune segnalazioni degli ultimi mesi hanno iniziato a far muovere i sospetti su quale fosse il reale comportamento della realtà associativa.

La truffa è stata scoperta dal tg satirico di Canale 5 “Striscia la notizia“, che nei giorni scorsi ha mandato dei complici a realizzare dei filmati. I video, mostrati in tv durante il programma, hanno confermato quanto ipotizzato: i pacchi alimentari venivano rivenduti. A realizzare l’indagine è stato l’inviato Max Laudadio.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/ente-di-beneficenza-rivendeva-il-cibo-destinato-ai-poveri/

Caterina Avanza , dallo staff di Macron alle liste Pd: «Mi ha spinta lui»

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Caterina Avanza con il presidente Macron, di cui ha curato anche la campagna elettorale

Caterina Avanza, bresciana di 38 anni, oggi coordinatrice per le Europee di En Marche e stretta collaboratrice di Macron sarà una delle candidate a Bruxelles per il Pd. Liceo e laurea in Scienze Politiche in Italia, master alla Sorbona, sposata con due figli e residente a Parigi da 15 anni, Avanza è stata «indicata» dallo stesso Macron come «pontiere» tra i due Stati, «nel tentativo di coagulare una classe dirigente europea progressista» in grado di contrastare l’avanzata dei sovranismi e nel contempo governare i temi macroeconomici (dall’acciaio al 5G) e ambientali in modo unitario.
Chi l’ha cercata dall’Italia? E che dice Macron, arrabbiato che esca dal suo staff?
«Macron arrabbiato? È stato lui a spingere per la mia candidatura. Poi c’è stata una telefonata tra Nicola Zingaretti e Stanislas Guerini, il segretario di En Marche! ed il segretario Pd ha deciso di candidarmi, anche se io non sono mai stata iscritta al suo partito. Sta facendo un lavoro serio nella formazione delle liste e mi piace la sua prospettiva: in Europa serve una grande alleanza tra forze progressiste e di centrosinistra da Tsipras a Macron».
Ma En Marche a Bruxelles siederà a fianco dei socialisti?
«No. E nemmeno starà con l’Alde. Stiamo cercando di creare un gruppo centrale con alleanze aperte a socialisti e Verdi. Ne abbiamo parlato con Zingaretti. È disponibile a collaborare su molti progetti».

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FONTE – https://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/19_aprile_11/caterina-staff-macron-liste-pd-mi-ha-spinta-lui-7d6651f2-5c45-11e9-b6d2-280acebb4d6e.shtml

Europee Pd: tra i candidati la Kyenge, un giovane del Senegal e la prescelta di Macron

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C’è anche una giovane indicata direttamente da Macron a Zingaretti, tra i candidati delle liste Pd alle prossime elezioni europee. Caterina Avanza, come ha detto al Corriere della Sera, è stata “imposta” dal presidente francese al segretario Pd.

Il Pd sempre più francofono e terzomondista

Un partito democratico sempre più internazionale e attento alle esigenze dell’Europa e delle nazioni africane. Così spicca, oltre alla conferma di Cecile Kyenge, anche la candidatura del rappresentante della cominutà senegalese a Firenze, Mamadou Sall. Un partito sensibile alle politiche migratorie, che sceglie di candidare il medico di Lampedusa, Pietro Bartolo. Ma sono solo alcuni dei nomi che indicano una barra decisamente più a sinistra del Pd zingarettiano.

Da Pisapia a Calenda, chi sono i capilista

Ecco l’elenco dei nomi principali. Giuliano Pisapia, Carlo Calenda, Simona Bonafè, Franco Roberti e Caterina Chinnici sono, da nord a sud, i capilista del Pd alle prossime elezioni europee. Il segretario Nicola Zingaretti ha illustrato le liste nel corso della riunione della Direzione, confermando le indiscrezioni della vigilia ma annunciando anche qualche novità. Nella circoscrizione nord occidentale dietro Pisapia ci sono, nell’ordine, Irene Tinagli (per Siamo europei), Enrico Morando, Patrizia Toia, Brando Benifei, Marcedes Bresso, Caterina Avanza (già in En Marche).

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FONTE – https://www.secoloditalia.it/2019/04/europee-pd-tra-i-candidati-la-kyenge-un-giovane-del-senegal-e-la-prescelta-di-macron/

Bergoglio in ginocchio bacia i piedi ai leader del Sud Sudan

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Alla fine degli esercizi spirituali che si sono svolti in Vaticano, Bergoglio si è inginocchiato per baciare i piedi di Salva Kiir Mayardit, Presidente del Sud Sudan, e di altri leader dell’opposizione.

C’è chi ha interpretato il gesto positivamente come un atto di umiltà. Va comunque fatto notare che, da quando è papa, Bergoglio non si è mai inginocchiato durante la Consacrazione o davanti all’Eucaristia.

Solo pochi giorni fa, ha respinto i fedeli che volevano baciargli la mano, adducendo motivi di igiene.

VIDEO

fonte – http://www.imolaoggi.it/2019/04/12/bergoglio-in-ginocchio-bacia-i-piedi-ai-leader-del-sud-sudan/

Privato della sua dignità, trattato come un delinquente per aver divulgato notizie scomode al potere. Così Assange passa da una cella all’altra

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di Paolo Becchi su Libero, 12/04/2019


L’arresto di Assange è solo la prosecuzione della lenta distruzione fisica e psichica di un uomo colpevole solo di aver fatto il suo lavoro: quello del giornalista, del reporter che scopre notizie vere ma inquietanti che nessuno avrebbe mai rivelato e le ha rese pubbliche. Stiamo parlando dei 400mila file divulgati da Wikileaks che proverebbero crimini di guerra in territorio iracheno da parte della coalizione militare a guida statunitense e delle mail compromettenti di Hillary Clinton.

Non vogliamo qui ricostruire la sua intera vicenda, le accuse infamanti di violenza sessuale fatte dagli svedesi – accuse false e non a caso in seguito ritirate – e poi l’accusa sicuramente più pesante, quella di aver rivelato notizie compromettenti per gli Stati Uniti. Assange godeva del diritto d’asilo nell’ambasciata ecuadoriana a Londra grazie all’intervento dell’ex presidente dell’Ecuador Rafael Correa. Per diversi anni è vissuto come un recluso, libero per modo di dire, ma se non altro riusciva ancora a comunicare con l’esterno, almeno finché i funzionari ecuadoriani, con un pretesto e sotto forte pressione statunitense, non hanno interrotto il suo accesso a internet e vietato ogni visita.

Il cambiamento del presidente in Ecuador ha rappresentato per lui il colpo di grazia. Continua a leggere

Aemilia, Cassazione. ‘Ndrangheta con politici e economia

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Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Aemilia, motivazioni Cassazione. ‘Ndrangheta con politici e economia locale

Mafie presenti in Emilia Romagna almeno dagli anni ‘70. Ma la retorica dell’istituzioni ha azzittito chi ne parlava. Ora la Cassazione con Aemilia…

Essere bravi a nascondere non presuppone il riuscirci per sempre.

A chi conosce le mafie emiliane le motivazioni della Cassazione sul processo Aemilia, al clan Grande Aracri della ‘ndrangheta, suonano più o meno così.

Dire, come hanno fatto per 40 anni le istituzioni locali, che loro sono “diverse” perché figlie delle lotte dei partigiani è servito solo a coprire con una patina di nuova omertà le varie organizzazioni presenti sul territorio da almeno gli anni ‘70-’80.

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fonte – http://www.affaritaliani.it/cronache/aemilia-motivazioni-cassazione-%E2%80%98ndrangheta-con-politici-economia-locale-599073.html?refresh_ce

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